Londra è attraversata dal Tamigi, a Parigi c’è la Senna, a Roma scorre il Tevere… ogni grande città europea ha un fiume che le dona atmosfera e romanticismo. E Milano?
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La conca di Viarenna
Esiste una quantità di letteratura notevole che testimonia come le vie d’acqua a Milano abbiano determinato e regolato per molti anni (sarebbe meglio dire secoli) la vita cittadina.
Tra fiumi, canali e torrenti, Milano aveva costruito un sistema di navigazione non indifferente, tanto è vero che esistono addirittura zone che hanno nei loro nomi riferimenti espliciti alla nostra ex-condizione acquatica: tra Corvetto e Rogoredo non esiste per caso la fermata della metropolitana che si chiama Porto di Mare? Ne parleremo…
Porta Cicca
Per tutti i milanesi si è sempre chiamata così, “cicca” che vuol dire piccola, derivazione dallo spagnolo “chica” che si pronuncia (quasi) “cicca”.
Per tutti gli altri si chiama Porta Ticinese, la porta costruita dal Cagnola tra il 1801 e il 1813. Inizialmente i francesi – durante il loro periodo di dominio di Milano che terminò nel 1814 – la chiamavano Porta Marengo.
Indipendentemente dal nome, Luigi Cagnola (architetto, 1762 – 1833) fece proprio un bel lavoro considerato che è ancora oggi una delle tappe “fisse” per i turisti; la concentrazione dei richiami turistici della zona è infatti di tutto rispetto: la Darsena, S.Eustorgio, le Colonne di San Lorenzo, i Navigli con le rispettive Alzaie… Continua a leggere
