I giardini pubblici

Se immaginassimo di poter tornare indietro di qualche anno, diciamo più o meno 240, e ci trovassimo subito fuori dai portoni di Porta Nuova, in piazza della Canonica (oggi diremmo in piazza Cavour) dando le spalle agli archi, avremmo una visuale leggermente diversa rispetto a quella a cui siamo abituati.

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L’abbazia di Chiaravalle

Lasciandosi piazzale Corvetto alle spalle e proseguendo in direzione sud, lungo il viale Omero, imboccando quindi la via San Dionigi, dopo aver “piegato” leggermente verso sud-est, si giunge in via Sant’Arialdo nel borgo denominato nei secoli scorsi Roveniano o talvolta anche Rovegniano.

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Il palazzo di Brera

Ci troviamo ancora una volta all’interno della cerchia dei navigli, in una delle zone più “in” di tutta Milano.

E ancora una volta ritroviamo l’esimio architetto Francesco Maria Richini (1584 – 1658) mettere mano ad un progetto importante, un progetto che vede la trasformazione dell’antico convento trecentesco appartenuto agli Umiliati (e successivamente passato ai Gesuiti) nel palazzo che tuttora possiamo ammirare nella sua austerità con i nostri occhi.

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