Desideri (Major Crimes)
Personaggi: Julio Sanchez, Chris Carter
note: scritte per il prompt #sogniinlibertà #propositi del gruppo fb Sogni d'inchiostro
Quando Chris tornò a casa, era ormai notte fonda, e le stanze della loro semplice casetta senza troppi fronzoli erano immerse nel silenzio e nella quasi totale oscurità: era accesa solo una piccola lampada nell’ingresso, una luce che molto probabilmente Julio non aveva spento, apposta per lei.
Appena varcata la soglia, si tolse le scarpe dal tacco basso, per non fare rumore, e posó il trench rosso su una sedia.
A piedi scalzi, raggiunse la camera del figlio, Oscar.
Aprì la porta, lasciandola socchiusa, e alla luce della lampada a forma di stella lo guardó dormire profondamente nel suo lettino, abbracciato al suo paperotto di peluche azzurro.
Con un sospiro, il cuore pesante dopo la dura giornata, le ore di paura, chiuse la porta e raggiunse la camera da letto sua e di Julio.
Lui era ancora sveglio, seduto a letto a leggere un manuale di criminologia, i sottili occhiali da vista posati sul naso.
Appena la vide, li tolse, e posó il libro sul comodino.
Ancora con addosso il tailleur, Chris si lasciò cadere sul letto, accanto a lui, lo abbracciò, e Julio la prese tra le braccia, appoggiò il mento sui capelli ribelli di Chris e inspirò il suo profumo - dopo tutte quelle ore, aveva ancora addosso l'aroma di Libre sulla pelle, con le sue note di vaniglia e lavanda e camomilla.
“Il bambino sta bene?” Le domandó, e Chris prese un profondo respiro, ad occhi chiusi.
Fece un leggero cenno di assenso col capo, ma teneva le labbra strette, chiuse in una linea dura.
Il bambino che era stato involontariamente rapito da Webb, spacciatore tossico trasformato in un riluttante ladro di auto, aveva solo pochi mesi: non avrebbe mai ricordato nulla di quello che era accaduto.
Sua madre, però, ne avrebbe forse portato dietro le conseguenze per tutta la vita - e con lei, il figlio.
“Andrea ha proposto a Webb di testimoniare contro i Tres Colores in cambio di una sentenza più leggera.” Chris sbuffò, rassegnata, arrabbiata, mentre stringeva tra le mani la stoffa della vecchia maglietta scolorita del dipartimento che Julio aveva indossato.
“Credi che accetterà?”
“Chissà.” Chris scrollò le spalle, sbuffò di nuovo. “Lui vorrebbe scontare la sua pena qui, vicino a suo figlio, ma le prigioni della città sono piene di membri dei Tres Colores, quindi dovrebbe essere spostato fuori dallo stato sotto falso nome…”
“E lui non vuole.” Julio sospirò, rassegnato.
“Già,” Chris chiuse gli occhi, sospirò con lo stesso tono disfattista del marito.
Ne erano entrambi certi: Webb non avrebbe mai testimoniato, sarebbe finito dritto in una delle prigioni della contea, la sua ex moglie non gli avrebbe mai più fatto vedere il loro bambino e nei Tre Colores avrebbe serpeggiato il dubbio del tradimento.
Gli davano tre mesi: magari, non sarebbe nemmeno arrivato vivo alla fine del processo.
Julio spense la luce, e rimasero entrambi così, in silenzio, al buio, a fissare il soffitto con occhi sgranati.
Poi, all'improvviso, Chris si sedette sul letto.
Continuò a rimanere in silenzio, senza dire una parola, solo il suo respiro bucava quell’immobilità permeata di umidità che si attaccava alla pelle.
Col fiato che gli moriva in gola, Julio allungò il braccio verso il comodino ed accese l'abat jour.
Chris se ne stava lì, immobile, le ginocchia piantate nel materasso, la schiena dritta, gli occhi verdi, profondi, senza fondo, spaventati, fissi in quelli scuri di lui.
“Chris…” Julio allungò una mano verso di lei. Con polpastrelli ruvidi, gelidi per la tensione, le sfiorò il polso sinistro, e avvertì il battito accelerato del cuore della moglie attraverso la pelle di porcellana, le sottili vene bluastre. “Cosa c’è?”
“Questo caso… mi ha fatto pensare.” Chris abbassò gli occhi, scosse leggermente il capo. La sua voce era bassa, roca - sembrava che avesse paura o si vergognasse di cosa stava per dire. “A quando credevo di essere di nuovo incinta. Ti sarebbe piaciuto se… se lo fossi stata?”
“Sei…” Julio scattò a sedere come una molla, avvicinò, titubante, una mano al ventre di Chris.
Sgranò gli occhi, il cuore in gola.
“No, no.” Chris sì sbrigò a rassicurarlo. Era leggermente arrossita, e la sua voce era rimasta sì bassa, ma più limpida - timida, non più colpevole.
Rialzò gli occhi su Julio, mordendosi le labbra.
“Allora? Ti sarebbe piaciuto se…”
“Si. Forse.” Julio sbuffò leggermente mentre faceva scorrere, nervoso, le dita nei corti capelli neri. “Voglio dire, ho quasi cinquant’anni, e abbiamo già tre figli, però abbiamo tutti e due un buon lavoro, e delle famiglie, e tra un paio d’anni io potrei già ritirarmi. Ma perchè…”
“Mi sarebbe piaciuto.” Chris ammise, stringendo le lenzuola con le dita. “Mi piacerebbe. Cioè… non è che lo voglio assolutamente. Però… però mi piacerebbe se… se smettessimo di provare a non avere un bambino.”
“Tu… vuoi un bambino?” Julio le domandó, sollevando un sopracciglio, le labbra piegate nell’ombra di un sorriso.
“Si. Ma nessuna ossessione.” Chris divenne paonazza, e mise un leggero broncio. “Niente temperatura basale, calcolo dell’ovulazione… se capita, capita. Se non capita, ce ne faremo una ragione.”
“Chris…” gli occhi di Julio si fecero dolci e profondi. “Con Oscar non è stata semplice. Ti ricordi che…”
“Lo so, lo so. E sono pronta. Davvero.” Chris ammise. “Acidità, piedi gonfi, riposo a letto. Se tu sei pronto a sopportarmi mentre divento una balena insofferente, lo sono anche io.”
“Beh, Oscar ha preso tutto da me,” Julio fece schioccare la lingua contro il palato, ridacchiò. “Non sarebbe male una bambina che ti assomigli. Magari una futura pattinatrice, come tua madre.”
“Non è che perché vuoi una femmina, l’avremo.” Chris scoppiò a ridere. Si lasciò andare contro Julio, il capo appoggiato alla spalla di lui mentre Julio le baciava i capelli.
“Però sarebbe carino,” le sussurrò. Fece schioccare la lingua contro il palato, ed emise una bassa risata, leggera. “E poi, vuoi mettere? Non dovremmo più preoccuparci dei profilattici, della pillola… torneremo a farlo come conigli in tutti luoghi e tutti i modi come quando eravamo giovani.”
Chris alzò gli occhi al cielo. Non si sentiva così vecchia, dopotutto. E anche Julio, era parecchio ben messo per i suoi anni, le cameriere ancora gli scrivevano il loro numero sui bicchieri da asporto.
“Se rimango incinta, poi basta.” Chris sospirò. “Fai la vasectomia, sul serio.”
“Ah, per me va benissimo.” Julio scoppiò a ridere, le diede un bacio umido sulla spalla, mentre le scostava ciocche di capelli rossi ribelli.
“E cosa cis arebbe di così divertente?” Chris si voltò a guardarlo, con un’espressione curiosa.
“Trovo adorabile che tu voglia coscientemente rimanere incinta, visto e considerato che Oscar è stato un incidente felice.” Lui scrollò le spalle. “E che avevi giurato e spergiurato che non ti saresti mai più risposata, che non volevi figli… e invece, come ti ho fatto capitolare!”
Chris rise, ma afferrò il cuscino e lo diede in faccia a Julio, che lo gettò a terra prima di prenderla tra le braccia e coprirla di baci appassionati.
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