(no subject)

TITOLO: Vertigo
AUTORE: Queen of the lower court
GENERE: Erotico, introspettivo (romantico?)
RAITING: Rosso
NOTE/AVVISI: One Shot, Yaoi, lemon, what if. Frottage.
PERSONAGGI: Naruto, Sai (Suigetsu, Sasuke, Karin e gentaglia varia)
COPPIA: NarutoxSai


[Vertigo]

Vertigo






Con un sorriso sghembo, Suigetsu allunga il braccio per riempirgli un altro mezzo bicchiere di sakè. Sai non commenta, si limita ad osservarlo con sguardo neutro, e a rimestare le bacchette nella ciotola che si ritrova davanti senza reagire minimamente alla provocazione insita nel gesto. L’Hozuki sbuffa, poi ridacchia, tornando a stravaccarsi sulla sua sedia e si scola la sua porzione di liquore in modo sufficientemente rumoroso da attirare immediatamente le occhiatacce di Karin e Juugo. Poi si sporge verso di lui, dandogli una leggera gomitata tra le costole.
-È una bella serata, non trovi?- bisbiglia, e i capelli bianchi ciondolano sulle spalle allo stesso ritmo con cui il suo capo continua a inclinarsi verso il centro della tavolata. Sai annuisce, compunto, e porta un altro boccone di cibo alla bocca, masticando lentamente.
-Bisognerebbe approfittarne- aggiunge Suigetsu, e il suo sguardo si fa più affilato e tagliente, perché ora non sta parlando solo a lui, ma ad entrambi, e Sai alza lo sguardo per aspettare che prosegui il discorso – È l’occasione perfetta… veramente una bella serata- conclude giulivo, e Sai sposta automaticamente la sua attenzione al nucleo vero e proprio della festa, alla figura sprizzante energia coperta di coriandoli e stelle filanti intenta a festeggiare il compleanno probabilmente più affollato e caotico della sua vita. Lo osserva per un momento ancora, le guance rosse e gli occhi illuminati di gioia, mentre si sporge per urlare qualcosa a una Sakura altrettanto raggiante alla sua destra, strattonando un Sasuke che ha l’aria di voler di nuovo sterminare il villaggio. Sbatte le palpebre, prima di tornare al suo miso.
-Non capisco cosa intendi- sussurra.
Suigetsu abbassa lo sguardo a fissarlo, e sghignazza un’altra volta.
-Scommetto che non gli hai ancora dato il tuo regalo-
Sai sobbalza, un piccolo movimento che un occhio che non sia veramente esperto non noterebbe nemmeno ma che invece èparecchio evidente per il suo vicino di posto che pare essere in grado di leggerlo come un libro aperto. È vero. C’è un rotolo, due metri per tre, avvolto con cura, che è ancora nel suo appartamento e che aspetta solo di essere evocato, ma per qualche bizzarro motivo quando è arrivato il momento della consegna dei doni, invece di tirarlo fuori si è sentito esclamare che se n’era dimenticato. Sai non sa dire perché l’ha fatto, ma tant’è, s’è fatto sfuggire il momento dalle mani. Sakura l’ha sgridato, Sasuke ha sbuffato annoiato, gli altri hanno riso, ma Naruto ha evitato il suo sguardo per quattro ore piene.
L’ha evitato tutta la sera, ora che ci pensa.
Suigetsu sa il fatto suo, perché annuisce, e poi si avvicina ancora per biascicargli all’orecchio.
-Dovresti farlo quando saremo andati tutti a casa. E… se fossi in te, aggiungerei anche qualcos’altro-
Scatta subito indietro, perché Karin l’ha tirato in causa per una qualche assurda rimostranza, ma prima di alzarsi indolente in piedi per ricevere un paio di schiaffi fa in tempo a rivolgergli un fugace occhiolino. Sai sbatte le palpebre un paio di volte, le parole
inquisitorie e allusive che danzano all’orecchio come se fossero state incise nella carne. Afferra il suo bicchiere e scola tutto il saké che vi è rimasto.


Naruto barcolla così tanto che è un miracolo che stia ancora in piedi. Quasi si scontra con Kiba –che versa in uno stato ugualmente pietoso, ma che conta del sostegno di Akamaru, e di quello assai più discreto di Shino-, ride sguaiato ciondolando dal lato opposto e per fortuna Sasuke lo acchiappa al volo prima che finisca disteso per terra. L’ultimo Uchiha borbotta una sequela di insulti assai poco gentile, e Sakura emette un gemito esasperato.
-Naruto, sei sempre il solito! Possibile tu non abbia il senso della misura?-
Ino chioccia una risatina. Shikamaru sbadiglia, assonnato.
-Sarà meglio tornare a casa. Qualcuno deve accompagnare quel baka-
Sasuke sospira di nuovo, stavolta più platealmente, ma nessuno pare mettere in discussione che l’onore toccherà a lui  –come al solito-, ma all’improvviso Sai si ritrova ad essere brutalmente spinto in avanti, in mezzo alla comitiva, caracollando maldestramente per non cascare per terra.
-Neeeeeeh, Sasukeeee- pigola Suigetsu, e puzza di liquore lontano un miglio –lascia che se ne occupi il pittoruncolo qui! Noi andiamo a casa!- e continua a spintonarlo, finché Sai non s’inchioda a un passo dal duo, impossibilitato a nascondersi dallo sguardo terribile e inquisitorio di Sasuke Uchiha. Sostiene l’occhiata, senza battere ciglio, ma non riesce a capire dove voglia andare a parare quella sottospecie di tonno desalato. Nessuno fiata, anche se gli sguardi perplessi si rincorrono, e alla fine è Karin che esprime per tutti il dubbio sulla scena messa in atto.
-Cosa credi di fare, brutto idiota? Sasuke è molto più affidabile!- strilla, e Sai rammenta che una frase del genere risponde ai prerequisiti dell’insulto, e che se ha letto bene dovrebbe offendersi, ma Suigetsu si decide a lasciarlo andare, inclina il volto con
quella sua teatralità intrinseca e sorride amabile, scoccando un’occhiata molto significativa a Sasuke.

-Ho altri piani per lui, ecco tutto-
Per un secondo, cala il silenzio più assoluto, poi qualcuno tenta di stemperare la tensione con un discreto colpo di tosse. Molti distolgono lo sguardo all’unisono, qualcuno si avvia senza salutare o lamentando impegni improvvisi inverosimili a quell’ora. Sakura e Karin ammutoliscono, la mascella penzolante e non molto dignitosa; mentre Sasuke non fa una piega –ma Sai è certo, anche alla luce sbiadita e tremula della luna, che abbia preso un bel tono di colore sulle guance-, rimane lì a fissarlo come se non esistesse nient’altro.
Il poderoso russare con cui Naruto scuote la scena pare risolvere lo stallo.
-Va bene. Tieni- e senza altre cerimonie, Sasuke scarica il suddetto sulle spalle di Sai, che ha appena il tempo di afferrarlo per la vita prima che crolli per terra. Poi si volta e s’incammina verso la sua vetusta dimora, subito rincorso da Karin, poi da Juugo, e infine da Suigetsu, che prima di scomparire tra le ombre si prende il tempo di voltarsi e, di nuovo, rivolgergli un occhiolino complice. Sai rimane immobile, non sapendo bene cosa fare, e cerca subito l’attenzione di Sakura. La ragazza, per quanto a sua volta confusa, sospira, massaggiandosi il collo e le spalle.
-Ti ricordi dove abita, giusto?-
Sai annuisce con un secco scatto del capo.
-Meno male… allora ti dispiace accompagnarlo tu? Le chiavi di casa le avrà in tasca. Mamma mia, sono tremendamente stanca, non ho più l’età per queste cose!-
A Sai passa per la mente un commento poco carino su tale età, ma il calore di quel corpo che grava sul suo pare assorbire le sue capacità oratorie. Annuisce di nuovo, prima di bisbigliare a malapena –Buonanotte, Sakura-san—
Sakura lo guarda fisso un secondo più del solito, prima di liquidare qualunque cosa voglia aggiungere con un sorriso e un gesto del capo.
-Buonanotte, Sai-
Sai aspetta di vederla andar via, seguita da Rock Lee che si è subito offerto di riaccompagnarla a casa (e da Neji e TenTen, con l’intenzione di recuperarlo), prima di ricominciare a respirare normalmente. Getta un’occhiata ai ciuffi biondi che gli carezzano il collo e il mento, poi decide che è ora di incamminarsi.


Naruto, per fortuna, ha smesso di russare a metà strada. Trascinarlo su per tutti quei gradini si è rivelato comunque un compito arduo, e Sai non si è risparmiato un’imprecazione a metà scalinata –si è fermato subito, portandosi perplesso una mano alla bocca, chiedendosi cosa diamine gli fosse appena successo, per poi scrollare le spalle e proseguire-; e cercare le chiavi è stato assolutamente l’impresa più perigliosa della sua vita –bilanciare il peso morto su un braccio, girargli attorno, smuovere gli arti inerti, cercando di non svegliarlo- ma finalmente sono caracollati nell’appartamento immerso nella penombra notturna e terribilmente silenzioso.
Raggiunge il letto, evitando d’inciampare in una decina di confezioni di ramen istantaneo, e riesce a depositare il suo carico sul materasso seppur con scarsa gentilezza; poi, spossato, si lascia scivolare sulla prima sedia che trova per riprendere fiato e riordinare i pensieri caotici che si rincorrono furiosi nella testa. Si sente stanco, caldo, pesante, la mente lenta e indolente che non riesce a stare al
passo con gli eventi. Forse è passato troppo tempo da quando ha assunto per l’ultima volta una dose elevata di alcolici e l’intolleranza sviluppata con il duro allenamento è andata scemando gradualmente. Continua e continua a ripensare alle parole bisbigliate di Suigetsu Hozuki, a cosa volesse effettivamente dirgli lo spadaccino, perché non riesce a dimenticare quei suoni soffocati.

Se fossi in te, aggiungerei anche qualcos’altro”.
Inspira, chiudendo gli occhi e massaggiandosi lentamente le palpebre, e per qualche istante, perso nelle sue elucubrazioni, si dimentica di dov’è.
-Sai?-
Sai sussulta, non aspettandosi alcun richiamo. Abbassa di scatto il braccio, proprio mentre Naruto si mette seduto e accende la lampada del comodino, che proietta una luce migliore sul viso di entrambi. Sai strizza gli occhi, una fitta che pare volergli spaccare il cranio a metà.
-Naruto?-
L’altro si agita, a disagio, sul copriletto colorato, mordicchiandosi il labbro inferiore e sfuggendo il suo sguardo dubbioso, il capo chino. Nota che ha ancora le gote arrossate, ma gli occhi baluginano lucidi e profondi, carichi dei mille riflessi dell’azzurro.
-Hai finto?-
Naruto deglutisce rumorosamente, immobilizzandosi sul posto. Arrossisce bruscamente, prima di iniziare a ridacchiare istericamente.
-Io… ecco… sì. È che… speravo potessimo restare un momento da soli, ma non sapevo come chiedertelo, e così…-
Sai prende una boccata d’aria, proprio mentre Naruto finisce il suo discorso incespicando e balbettando impietosamente. Si guardano per un secondo molto, molto lungo –ed è assurdo come sia terribilmente facile restar così tutta la notte, a specchiarsi nelle
iridi altrui- prima che Sai si accorga che qualcosa, in tutto quello, non gli è per nulla chiaro.

-Restare… da soli? Io e te?-
Naruto si limita ad annuire, sfregandosi con un mezzo sorriso imbarazzato la guancia.
-Per quale motivo?-
-Ecco…- Naruto dondola un paio di volte le gambe, forse cercando di utilizzare parole facili e comprensibili –Non mi hai dato il mio regalo di compleanno!- chiosa infine, gonfiando le gote come un bimbetto e assumendo un broncio che sarebbe adorabile per chiunque, tranne che per il suo interlocutore.
Sai, infatti, pensa a tutt’altro. Pensa che sia una cosa assai strana, perché quando erano arrivati al punto, cinque ore fa, Naruto non ha detto nulla, nemmeno una protesta o un lamento, ha solo aperto la bocca in una “o” perplessa e poi l’ha richiusa, aspettando qualche secondo prima di riprendere a parlare come se la scena non fosse avvenuta. Pensa che sia assurdo, perché il regalo è nel suo appartamento, impacchettato e in attesa di essere evocato. Pensa anche che sia sciocco stare a rimuginare su queste cose complicate a quell’ora di notte, ma prima di arrivare a una conclusione definitiva, si ritrova un’altra volta a trovare una via di fuga.
-Te l’ho detto. Me ne sono dimenticato- mente, senza quasi accorgersene, perché è così che funziona, per lui, è così che gli è stato insegnato, si nasconde dietro a parole vuote e fredde ingoiando le perplessità per poterle esplorare meglio in separata sede.
Lo sguardo di Naruto è attraversato, per un momento, da un’ombra buia, fugace e passeggera. Dura proprio un attimo, che in quello successivo il ragazzo brontola, scontroso, storcendo tutto il viso in una buffa smorfia.
-Uffa. Pensavo non volessi darmelo davanti a tutti perché t’imbarazzava, ma forse mi sono sbagliato-
Sai si accorge immediatamente che potrebbe chiudere tutto lì. Confermare l’errore, magari aggiungendo alle sue parole un bel sorriso per essere più convincente, rassicurarlo che non vi è stato alcun tentativo da parte sua di depistarlo e che semplicemente il suo
cervello non ha ancora assimilato il significato della parola compleanno e che la prossima volta –ci sarà, una prossima volta?- Sakura dovrà ricordarglielo con un cazzotto in più.

Solo, che quando apre la bocca per parlare, la curiosità del bambino che per la prima volta aveva preso in mano un pastello per strisciarlo su un foglio di carta e aveva alzato lo sguardo sul giovane uomo al suo fianco per conoscere il suo pensiero, ha un sussulto che la scuote dalle profondità del suo animo, e che la spinge a risalire verso la superficie e ad impattare con tutte quelle domande ancora irrisolte che si trascina dietro da ormai troppo tempo. Impiega solo un battito di ciglia a scardinare tutte le serrature che Danzou ha impiegato anni ha costruire nella sua anima.
-Perché, cosa speravi ti volessi regalare?-
Naruto si umetta le labbra secche per un paio di volte, prima di parlare. Appoggia i piedi sul pavimento di legno, fissando con intensità le dita nude, le muove una alla volta, e poi torna a guardarlo.
-Ecco, veramente…-
E succede tutto terribilmente in fretta, Naruto si piega su se stesso allungando le braccia e afferra la sedia su cui è seduto quasi brutalmente, tirandola contro il letto. Sai per poco non casca a terra per lo spostamento improvviso, ma ci sono quelle stesse mani a
prenderlo e a stringerlo, e improvvisamente si ritrova avvolto in un abbraccio caldo e molto stretto, le braccia toniche attorno alla vita e alla schiena, il volto affondato nella spalla, e la stanza inizia a girare vorticosamente senza che possa fare nulla per fermarla. Naruto inspira profondamente –lo sente tremare tutto, incontrollato, e teme gli stia salendo la febbre. E quando espira, il fiato bollente che gli incendia tutta la spalla, nonostante la veste, e penetra fino alle ossa, Sai è convinto di essere stato contagiato; poi Naruto allenta la presa, con dolcezza, tornando ad arrossire in tutto il viso.

-Avrei voluto qualcosa come questo-
mormora, accorato e imbarazzato. Sai sbatte le palpebre, avvertendo un gran freddo montargli silenzioso in tutto il corpo, una gelida morsa che ripercorre gli stessi percorsi tracciati in quell’abbraccio improvviso che gli intirizzisce le membra. Si stringe le ginocchia al petto, sforzandosi di non tremare, e chiude gli occhi.

-Solo questo?-
Naruto sbarra gli occhi, inebetito. Gli si fa strada sul viso un’espressione sconvolta, come se fosse troppo incredulo per credere alle sue stesse orecchie e ai suoi stessi occhi. Deglutisce subito, ricordandosi di chiudere la bocca, e scrolla il capo nervosamente.
-No- sussurra, e gattona in ginocchio, le grandi mani calde che si poggiano sulle sue gambe snelle –C’è dell’altro- ed è così stupido ed impacciato, mentre allunga il viso a cercare il suo e far combaciare le loro labbra tra loro, anche se si scontrano maldestre e finisce
col cozzare coi suoi denti e Sai vorrebbe dirgli che così non va, non va affatto bene, ma al terzo tentativo, al terzo contatto (al terzo bacio) sembra che tutto vada al suo posto, ogni segmento collima con il suo corrispettivo, e quel blando sfregamento diventa qualcosa di più intenso, di magico quasi, di stupendo e meraviglioso, e anche se Naruto sa di riso e di sakè c’è un sottofondo che Sai è certo appartenergli ed essere inciso nel suo stesso essere ed è parte di lui così profondamente che non riesce a smettere di assaporarne l’aroma.

Al quarto tentativo, Sai è talmente scosso da tremiti che non riesce nemmeno a essere sicuro di avere il controllo dei propri arti. Sa solo di aver bisogno di altro, di più, di un maggior contatto; le sue mani dalle dita sottili risalgono gli avambracci torniti, tremule e insicure, e improvvisamente è indispensabile tenere quella testa al suo posto e stringere le ciocche di seta dorata tra le dita, lasciarle scorrere e riprenderle un’altra volta, scoprire quale sia la forma del suo cranio e la consistenza morbida della sua nuca, carezzargli la linea della mascella, e al quinto bacio sente le unghie sottili scorrere su tutto lo scalpo, e al sesto c’è un suono, un rumore che non ha mai udito, che gli riverbera dalla gola e sul palato e gli viene spontaneo schiudere le labbra per permettergli di uscire, e improvvisamente la sua bocca è calda e umida perché la lingua di Naruto scivola sulla sua e non riesce a pensare a nient’altro, e al settimo Sai emette un altro gemito e stavolta Naruto lo può sentire benissimo, che è sceso a lambirgli la piega del collo e il pomo d’Adamo vibrante, ed è un suono da perderci la testa.
Quando finalmente riesce a lasciarlo andare, Sai si sente caldo, caldissimo, come se stesse per andare a fuoco, e ansima pesantemente, senza fiato. I pensieri vorticano in testa senza che lui riesca ad afferrarli, dividerli e rimetterli nella loro collocazione, è come se si fosse immerso in una matassa di ovatta che mitiga ogni percezione che il corpo ancora prova a trasmettergli. Naruto gli posa un bacio sulla fronte, poi sullo zigomo, sul naso, sul mento –ad ognuno di essi Sai reagisce con un debolissimo sospiro, poco più che un refolo di fiato- e vorrebbe che non smettesse mai, che quelle labbra rosse e morbide paiono aprire fori sulla sua pelle da cui fuoriescono calore, sensazioni, ogni cosa che serbava celata nel profondo della sua anima, e anche se a malapena comprende il significato di quella parola, sa che tutto quello è semplicemente, immensamente, bello.
È bello anche Naruto, quando gli scocca l’ultimo bacio sulla spalla e poi si tira su, col fiato corto e gli zigomi arrossati e gli occhi azzurri che riflettono la luce della lampada, e lo guardano così intensamente che Sai sente lo stomaco fare una capriola, giù nell’addome, come se lo avessero appeso a testa in giù per ore e poi lo avessero rimesso in piedi di colpo. È bello il modo in cui gli passa il pollice sulle labbra, pensieroso, come se volesse togliergli qualche goccia di saliva rimasta sulla pelle sottile. Ed è bello anche il modo in cui aggrotta le sopracciglia, la mano che indugia, e mentre preme quel dito per fargli aprire un po’ la bocca, il polpastrello che preme sui denti, e Sai non sa esattamente cosa vuole che faccia ma abbassa ubbidiente la mandibola lasciando che la sua lingua lambisca di saliva l’unghia e la pelle segnata dai calli dell’allenamento. È bello soprattutto il modo in cui le sue iridi si dilatano, rapite, e la sua bocca si apre in una piccola “o” silenziosa, perché Sai non sa cosa sta facendo, non ne ha la minima idea –anche se c’è un recesso della sua mente, lontano, nebuloso, che ha il viso di Suigetsu Hozuki, che prova a suggerirglielo con tono cospiratorio- ma non riesce a togliergli gli occhi di dosso e gli viene spontaneo, naturale, stringere un po’ i muscoli delle labbra in un lieve moto di suzione. Naruto arrossisce di botto e allontana di scatto la mano, abbassando al contempo lo sguardo. Sai rimane immobile, costernato.
La voce di Naruto trema, quando torna a rivolgergli la parola.
-Credo…- e s’interrompe, deglutisce ancora, e stringe i pugni per non farli tremare –Credo che dovremmo fermarci qui-
Lo stomaco di Sai fa di nuovo una capriola, ma stavolta nel verso opposto, per poi sprofondare di qualche centimetro.
-Qui?- mormora. Qui? Perché qui? Cos’è questo qui oltre cui non possiamo andare? Vorrebbe aggiungere. Vorrebbe anche dire C’è
qualcosa, oltre a questo?
Ed è a un passo da farlo perché lo vorrebbe, quel qualcosa, vorrebbe qualunque cosa Naruto fosse disposto a dargli, vorrebbe che  non venisse mai mattina e che restassero per il resto delle loro vite a respirare a un solo palmo di distanza l’uno dall'altro, col fiato mozzo e con quell'espressione un po’ persa e vorrebbe che Naruto continuasse a guardarlo in quel modo, per sempre, gli occhi che guizzano continuamente dalle sue mani al suo collo alle sue labbra e ai suoi occhi.
-Qui- sussurra Naruto, e annuisce anche, per confermare quello che sta dicendo –Decisamente qui- continua, e serra forte le palpebre come se avesse il terrore di riaprirle –Perché non credo che tu…-
Sai gli prende il viso tra le mani prima che possa finire –i pollici che premono maldestri proprio sulla linea dei suoi zigomi- e preme di nuovo le labbra sulle sue, in un tentativo di imitare quanto fatto dall’altro poco prima. Naruto, che stava ancora cercando di parlare, mugola qualcosa, prima di lasciar perdere e lasciarsi scappare un vagito –acuto, stressato, smanioso- e afferrargli d’impeto le spalle, il collo, la nuca, stringendogli i capelli e graffiandogli la pelle, impedendogli di allontanarsi se non per respirare.
-Oh, al diavolo!- sbotta, ansimando, quando Sai si vede costretto a lasciare la presa su di lui –Al diavolo!- strepita, quando le sue dita s’inceppano a litigare con l’obi stretto del suo kimono -Sai se lo slaccia da solo, paziente, non comprendendo il motivo di tanta fretta ma condividendo la necessità di togliersi tutta quella stoffa di dosso; -Al diavolo- biascica, roco, e deglutisce un’altra volta, con quegli occhi grandi e azzurri e dilatati che non si staccano più dalla piega delle sue spalle e dagli addominali abbozzati sotto la pelle bianca e perlacea che appaiono mentre si sfila l’abito dalle spalle –ha una tale intensità, quello sguardo, che più che spogliato dei meri abiti Sai si sente scuoiato, centimetro per centimetro, come se gli stesse sfilando la pelle e potesse osservare ogni muscolo, ogni tendine, ogni fibra che compone il suo corpo, separarla da tutto il resto e studiare lei sola. Naruto gli bacia nuovamente il mento, impetuoso, e scende poi alla gola, suggendo la carne delicata sotto la mandibola. Sai reclina il capo all’indietro, lasciandolo ciondolare sulle spalle ed estendendo il collo inerme.
Il suo abito nero scivola sulle lenzuola. Naruto lo solleva di peso, prendendolo per i fianchi, e poi calcia via la stoffa, facendola precipitare con un sordo fruscio a terra. Ritrovandosi vestito solo del proprio intimo, il giovane pittore ha un moto di vergogna, indietreggiando nel letto, ma viene prontamente fermato dalle due mani calde che gli afferrano i polsi e li portano alla bocca, ricoprendo di baci i palmi e le dita. Sai trema, sconvolto, ma non fugge. Si tende verso l’altro, sfiorando la stoffa arancio che lo ricopre e iniziando a spogliarlo. Avviene con lentezza, senza forzature, l’Uzumaki si muove il meno possibile, aspettando paziente, in un silenzio rotto solo dai loro respiri e dalle increspature del tessuto.
Quando non rimane vestito che della sua pelle appena abbronzata dal sole e di un paio di boxer ingrigiti, gli occhi neri e profondi percorrono tutto il suo corpo; il viso, il collo, le linee sbozzate e intricate dei muscoli, la distesa liscia e morbida dell’addome; e,con un singulto, notano l’erezione che tira la stoffa tra le sue gambe.
-Sai- mormora, con voce calda, accorata. Le sue mani gli risalgono le gambe e poi le braccia, e si ritrova ad inspirare violentemente, sentendo il capo pesante e confuso. È tutto così nuovo e lui è così perso ed è irreale, quel calore, quel languore, quel trasporto che lo conducono verso lidi sconosciuti. Non è nuovo alle pratiche del corpo –non è un bambino, non più, forse non lo è nemmeno mai stato- eppure... eppure non ha mai provato nulla del genere, non è mai stato così coinvolto, non ha mai perso così tanto la percezione di sè catalizzandosi in quella dell’altro.
-Naruto- sospira, come se in quelle sillabe fosse stata nascosta l’unica ancora per la sua salvezza. Ed è quasi liberatorio il modo in cui Naruto lo solleva di nuovo, come se fosse fatto d’aria, e lo avvicina, e più si sfiorano più il calore cresce e più il bisogno si acquieta, e s’improvviso sono così vicini che i loro corpi aderiscono quasi tra loro. Naruto fa in tempo a tirarsi giù le mutande, perché poi spinge avanti il bacino e la visione di Sai si offusca, sbianca, perde messa a fuoco, perché quella scossa che l’ha attraversato, dal proprio sesso alla colonna vertebrale fin su al cervello, è inaspettata, nuova, magica, e ne vuole ancora, ne vuole ancora, e si spinge avanti a
sua volta, e finiscono a strusciarsi l’uno contro l’altro, ansimando pesantemente e gemendo sempre di più, perché quei suoni sorgono spontanei e non ha senso trattenerli, Naruto riesce a scostargli giù sulle gambe aperte anche il suo, di intimo, e Sai gli stringe spasmodico le spalle, in equilibrio sulle ginocchia e boccheggia, incapace di articolare parola alcuna, finché non sente il proprio nome sussurrato sul collo e le mani calde di Naruto che gli carezzano il petto, gli addominali, i capezzoli, e sente le gambe cedergli, ma
viene subito sostenuto, i movimenti che si fanno sconnessi ed erratici e Sai vorrebbe che non finisse mai, ma si sente spinto verso un qualcosa che pare dolce e bellissimo e appagante e lo è, gli sfugge un grido roco che muore in un bacio umido e intimo mentre viene, e Naruto lo segue subito dopo, il suo seme caldo che gli irrora l’addome e il corpo che si fa fiacco, esausto e spossato, le membra molli che si lasciano andare sul materasso.

Ha la mente vuota, Sai, non reagisce, e quando Naruto gli si fa vicino con uno sbadiglio e un ultimo bacio sulla spalla e gli circonda la vita e le spalle, facendolo aderire al suo petto, non protesta nemmeno. Lascia che quella stanchezza abbia il sopravvento e lo culli
in un sonno rilassato e appagato.



L’indomani mattina, si risveglia intorpidito e vagamente indolenzito. Non si sono coperti, troppo stanchi per fare altro, e il clima non è sufficientemente clemente da scaldarsi, ma così vicini, il tepore dell’abbraccio è tale da poter essere facilmente condiviso. Ha la pelle appiccicosa di sperma e sudore, ma nonostante questo aspetta paziente che Naruto inizi a muoversi, che si stiracchi e si stropicci gli
occhi, per alzarsi seduto. Il padrone di casa sbadiglia un paio di volte, prima di strofinarsi gli arti intirizziti.

-F... freddo- borbotta. Poi si blocca, osservando il suo sguardo attento, e osa un sorriso, un po’ imbarazzato, una mano che naviga nei biondi capelli arruffati.
-Dormito bene?- chiede, un po’,incerto, probabilmente preoccupato per la sua reazione. Sai è ancora troppo insonnolito per farci caso.
-Benissimo- biascica, e poi si allunga per baciarlo, di nuovo, sulle labbra morbide. Naruto lo trattiene per più del dovuto, e torna a guardarlo.
-E quindi...?-
-Quindi?-
-Noi due. Cosa siamo, noi due?-
Sai alza lo sguardo al soffitto, pensieroso, e poi scrolla le spalle, perché davvero non riesce a connettere i pensieri tra di loro, c’è un gran miscuglio confuso che non ha voglia di districare.
-Non lo so- ammette, ed è vero, non ne ha idea, non sa cosa c’è di Naruto che ha catalizzato ogni fibra del suo essere e lo affascina a tal punto da non desiderare altro che stare tra le sue braccia e avere le sue mani sul suo corpo –Ma mi piace- confessa, e anche questo è vero. Gli piace, gli è piaciuto, e ha il terribile sospetto che gli piacerà ancora, almeno per un bel pezzo.
Il sorriso di Naruto si schiude come un fiore tardivo che è riuscito a trovare il proprio spazio sotto il sole d’agosto, e Sai avverte una strana, dolce vertigine alla bocca dello stomaco, che gli fa sfarfallare la pancia e lo fa sentire leggero come una piuma.
Allora si ricorda che c’è ancora qualcosa che deve dargli. Compone in fretta i sigilli, facendo apparire il grosso rotolo dipinto.
-Buon compleanno-


Naruto - GaaLee [kids]

Fanfiction: We're here to stay

Titolo: ​We're here to stay (link EFP.)
Fandom: Naruto / Leggende Arturiane
Rating: Giallo
Personaggi/Pairing: Naruto Uzumaki, Sai, nominati Sakura Haruno, Artù Pendragon, re Pellinore, Ginevra; Naru/Sai.
Generi: Storico, Romantico, Comico, Malinconico, Introspettivo
Avvertimenti: Shounen-ai, Yaoi, AU, Crossover, Oneshot
Note: 1. Spin-off di "But thou who goes" (ma si può leggere anche senza conoscere quest'ultima).
Introduzione: C’era stata una volta, quando erano bambini e scorrazzavano liberamente nei cortili del maniero di re Pellinore, in cui Naruto si era arrampicato su un albero molto alto per vedere i cavalieri mentre si allenavano, e poi era caduto. Per un attimo aveva sentito il respiro bloccarsi inevitabilmente, e un dolore acuto e orrendo colpirlo al centro della schiena. Era stato orribile.
Collapse )
Letter Bee - Zazie [tsu - ba - ki]

Fanfiction: But thou who goes

Autore sushiprecotto_chan 
Titolo: But thou who goes (link EFP)
Pacchetto Numero, Lettera e Colore: 17 (Naruto/Sai), E (triste; verde/giallo), Verde (prato/bar; buio/ricordi).
Personaggi/pairing Sai, Naruto Uzumaki, accennati Sir Lamorak, Sir Percival, OCs, sir Meleagant; Sai/Naru
Genere Triste, Introspettivo
Rating Giallo
Avvertimenti: AU, presenza di Original Characters
Note: 1. Parte dei nomi britannici dei personaggi secondari (come Cattegrin) sono stati presi da altri personaggi (reali o meno) delle Leggende… Ma non c’entrano nulla con loro. Altri, invece, come sir Meleagant, sono davvero personaggi delle Leggende (sir Meleagant è famoso per essere stato un ex cavaliere che rapì Ginevra), ma qui con loro mi sono presa delle libertà (per esempio, in questa fanfiction Meleagant è il Danzou della situazione :D).
2. Il titolo è stato preso da “Inverno”, una – bellissima – canzone di De Andrè.
3. I prompt che ho scelto sono: giallo, prato, ricordi.
Introduzione Sai e Naruto si conoscono da bambini, alla corte di re Pellinore. Crescono insieme e coltivano il sogno di diventare cavalieri. Si ritrovano a Camelot, ed assistono alla storia di sir Lamorak e tutti gli altri.
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Sai gif

Inchiostro e Vento - We're Marching On

Autore: wolferetic/Dragon gio (link per EFP)
Rating: Verde
Genere: Introspettivo, Malinconico
Personaggi: Naruto Uzumaki, Sai, Sakura Haruno, Sasuke Uchiha, Kakashi Hatake
Contesto: Naruto Shippuden
Note: Raccolta, One Shot



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Salve a tutti! Ed eccomi qua con un altra One Shot che fa parte della mia ormai infinita (l'ho iniziata nel 2010! XD) raccolta "Inchiostro e Vento"! ^ ^ E come spesso accade ispirata dall'ascolto di una bella canzone (Marching On dei OneRepulic)!! Le sequenze che ho rappresentato qui sono un mio personale modo di vedere un ipotetico scontro finale fra Naruto e Sasuke, dove Sai tenta suo malgrado di intervenire... fallendo miseramente! XDD Voglio un bene infinito a Sai, ma obbiettivamente parlando, non potrebbe nulla in quel contesto, purtroppo Naruto e Sasuke sono due "mostri" irraggiungibili per qualunque shinobi oramai! U_U'
Ecco perchè mi sono sempre immaginata qualcosa di simile, con un Naruto assai protettivo che stordisce Sai per non ferire troppo il suo orgoglio e perchè ovviamente, non vuole che muoia inutilmente a causa di una battaglia che sente propria, quasi intima se vogliamo! XD
Ho preferito lasciare il finale aperto sullo scontro perchè francamente, non era il fulcro della storia e poi perchè non avrei saputo davvero come concludere lo scontro, LOL! XD Per una risposta simile c'è sempre la fiction "My Happy Ending", se vi va leggetela e poi mi direte (la trovate sul mio account EFP)! Bè che altro aggiungere? Spero vi sia piaciuta, tanti baciotti a tutti!!! ♥

P.S. Qualcuno mi spiega come usare LJ cut??? ç__ç

In The Flesh - Kieren&Amy [1]

fanfiction: Christmas Lights

Per postare qualcos'altro nella community... Scritta all'inizio del mese per un progetto della Wolf. :)

Titolo: Christmas Lights (link EFP).
Fandom: Naruto
Personaggi/Pairings: Sai, Naruto Uzumaki; pre-Sai/Naru
Introduzione: Quando Sai tornò a casa, si rese conto che si sentiva stranamente incompleto ed infreddolito. (...) Aveva sentito freddo, l’inverno successivo alla morte di Shin?
Il venticinque dicembre Sai è appena tornato da una missione, e riceve una visita inaspettata. Pensieri vari sul gelo, il calore, Shin e Naruto.
Rating: Verde
Generi: Fluff, Introspettivo, Triste
Avvertimenti: Shounen-ai, One-shot
Note: 1. Scritta per il forum Il Tempio di Sai. <3
2. Partecipante al OHPP col prompt "Gelo".

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narusaku thanks

Happy New Year and New Graphics!

Salve salvino a voi bella gente!!! Finalmente ho ultimato le modifiche ai colori del LJ, era un pò che volevo cambiare qualcosina, bannerone compreso, hu hu!!
Avrei voluto cambiare proprio forma, ma siccome era troppo lungo e laborioso ho deciso di cambiare solo i colori, ha ha! XD Comunque, che ve ne pare? Spero vi piaccia! ^ ^

Duuuunque, oggi è il 01-012012 avete passato bene il Capodanno? Spero di sì, così come mi auguro che questo LJ rinascerà dalle sue ceneri per divenire un pò più attivo!! * *

Sai e Naruto vi attendono ragazze mie, non perdete l'occasione di far parte della nostra piccola comunità!!! :D

Baciotti sparsi, Giò!
NaruSai

Merry Christmas!!

Buona sera a tutti! Lo so che non ho più postato nulla in questi lidi, ma in ogni caso ci terrei a fare a tutti quanti gli amici, lontani e vicini tanti, tantissimi AUGURI DI BUON NATALE!!! ♥

Questo è il mio bigliettino d'auguro per voi!
Bene, vi lacio ai vostri regali, ai cenoni, i pranzoni e quanto altro! XD Passatelo bene mi raccomando, buone feste a tutti!!! ♥ ♥ ♥

P.S. Ricordatevi di passare per il nostro forum "Il Tempio di Sai", c'è una nuova stuzzichevole iniziativa dal titolo "Il Natale e Sai"!