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"Bareback" di Paul Vecchiali: il regista amato da Pasolini racconta il sesso senza preservativo

Pochi mesi prima di essere assassinato, Pier Paolo Pasolini, scrittore e poeta, ma anche autore di indiscussi capolavori cinematografici, chiese a un regista corso di 8 anni più giovane di lui di insegnargli il mestiere di cineasta. Quel regista era Paul Vecchiali, esponente interessantissimo del cinema di ricerca francese, sperimentatore di vari generi stilistici, il quale, sin dagli anni Settanta, ha affrontato tematiche complesse e tabù come l'omosessualità, la pena di morte, la pornografia, la sessualità infantile, la prostituzione...

Tra questi temi va ricordato anche quello dell'Aids, affrontato con il film "Once More - Encore" (una delle sue poche opere diffuse anche nelle sale italiane). Era il 1987, sei anni prima di "Philadelphia" di Jonathan Demme e de "Le notti selvagge" di Cyril Collard, e, sebbene la malattia stesse già sconvolgendo la comunità omosessuale, il cinema ne aveva parlato ancora poco.

Paul Morris, Treasure Island Media e bareback: l'ideologo dello sperma è davvero senza idee?

"Un gallone di sperma umano. Voleva cercare di prendere letteralmente un gallone [quasi 4 litri; NdT] di sperma su per il suo culetto perfetto. 'Voglio la pancia piena. Riempita completamente e totalmente'. Chi sono io per dire no a tale ambizione? Questo è accaduto quasi due anni fa e subito la mia intera casa di produzione ha iniziato la raccolta del seme. [...] Lo abbiamo raccolto in tazze, raschiato via fresco dai petti muscolosi degli uomini, munto da donatori vogliosi più e più volte. E dopo due interi anni, dopo centinaia e centinaia di donatori di sperma, abbiamo ottenuto un gallone pieno fino all'orlo di seme umano!"

Ecco come presenta il film "The 1000 Load Fuck" (La scopata dalle 1000 sborrate) Paul Morris, padre padrone della più grande casa cinematografica pornografica gay specializzata in video bareback, la Treasure Island Media. O, meglio, il re, l'ideologo mondiale del barebacking, quella pratica sessuale che si fonda sul rifiuto del preservativo, sulla consapevole ricerca dei rischi del sesso non protetto, sulla caccia stessa al virus dell'Hiv, nelle sue manifestazioni più estreme.

Giovane nero gay cerca bareback: "The young & evil" di Julian Breece e la seduzione dell'HIV

Che sia una pistola puntata in faccia o un cazzo puntato sul culo... che differenza fa? Che la pistola sia in mano ad un macho omofobo impazzito di rabbia perché ti stai segando sotto il suo muso e che il cazzo sia quello di un uomo sieropositivo... cambia qualcosa? No, anzi: rende tutto eccitante. Dimmi, c'è qualcosa che ti fa bagnare di più dell'autodistruzione?

Violenti e seducenti, bellissimi ed inquietanti, i 15 minuti del cortometraggio "The young & evil" di Julian Breece, proitettato al Festival Mix di Milano, non possono passare inosservati. E difficilmente possono essere dimenticati.

Un giovane nero (il modello Vaughin Lowery, dalla bellezza tanto incantevole quanto vunerabile) spompina un lecca lecca rosso e passa davanti ad un gruppo di gangster machi che gli lanciano insulti omofobi. Gli si ferma davanti, se lo tira fuori ed inizia a masturbarsi affascinato dal petto di uno di loro. Tirano fuori una pistola, lo minacciano. E lui è sempre più eccitato...

La dottoressa gli dice che, nonostante la sua vita sessuale fortemente a rischio, è risultato negativo al test dell'HIV. Lui è deluso e le spiega pure il perché: ama la "sborra infetta" come la dottoressa potrebbe amare Cristo. Forse anche di più...

Bareback, amore, sesso e prevenzione - L'amore ai tempi del bareback (3° parte)

Dove eravamo rimasti...
* Premessa
* 1° parte - Bareback, amore, machismo e romanticismo
* 2° parte - Bareback, amore, intimità e condivisione
3° parte - Bareback, amore, sesso e prevenzione

Fare barebacking non significa semplicemente fare sesso senza preservativo. Quello lo può fare anche una coppia di fidanzati sieronegativi, in un rapporto di fiducia reciproca. O lo possono fare due sconosciuti, troppo presi da un immediato eccitamento.

No, fare barebacking significa avere consapevolmente rapporti sessuali a rischio. E la parola chiave è quell'avverbio: consapevolmente. Perchè i barebackers, come abbiamo cercato di illustrare nei capitoli precedenti di questa inchiesta, non sono persone che si illudono di essere invulnerabili e immortali. Al contrario: sono uomini che scelgono consapevolmente uno stile di vita che è legato a doppio filo con le malattie a trasmissione sessuale (MTS). E, soprattutto, con la Malattia, l'Aids.

Infatti alcuni barebackers vedono nell'Aids un obiettivo, una conquista, un dono. Molti lo considerano una conseguenza ovvia e accettata del proprio stile di vita. Per qualcuno è un rischio, ma un rischio delle cui probabili conseguenze si è ben consci.

Le community di barebackers, infatti, non nascondono mai le conseguenze ed i rischi connessi al bareback. E neppure si lavano la coscienza con qualche semplice frase di circostanza, del tipo: "Nuoce gravemente alla salute". Al contrario, nessuno illustra i "rischi del sesso a rischio" in modo più dettagliato e scientifico di quanto facciano le community di barebackers. Le quali analizzano dal punto di vista del rischio sanitario, con una dovizia di particolari ineguagliabile, non solo gli atti sessuali più comuni, come il sesso orale ed il sesso anale, ma anche tutte quelle pratiche vittime dello stigma sociale che, quasi sempre, vengono ignorate dalla campagne di prevenzione "ufficiali" promosse da associazioni e ministeri: sadomaso, pissing, clinical sex, fino perfino allo scat (coprofilia) e alla zoofilia... Sembra un paradosso, ma nessuno spiega in maniera più competa come si trasmettono (e quindi come si evitano) le malattie a trasmissione sessuale.

Ma accanto a questo bareback "consapevole", esiste quello che potremmo chiamare bareback "incosciente", quello di chi decide di affrontare alti rischi senza aver alcuna intenzione di affrontare poi le conseguenze. E' questo il bareback dei film porno: sborrate, culi e ingoi. E basta. Le malattie a trasmissione sessuale sono fuori dall'inquadratura. E purtroppo c'è chi si illude di vivere in un film porno: basta schiacchiare un tasto sul telecomando del lettore dvd e l'Aids scompare...

Il bareback "incosciente" è quello praticato, a quanto sembra, dalla maggior parte di coloro che si definiscono barebackers in Italia. Persone che propongono le scopate più assurde, schizzi dappertutto, orge senza preservativo.


E le malattie?
Sono sano.

Però fai sesso senza preservativo...
Sì, ma non sesso a rischio. Faccio sesso solo con persone sane.

Però ora stai proponendo sesso senza preservativo a sconosciuti...
Sì, ma poi se vedo che l'altro è malato non ci faccio nulla.

E come fai a vedere se è malato?
Ho esperienza, lo capisco dalla faccia.


Di test Hiv meglio non parlarne. Qualcuno ammette di non sottoporsi al test per paura. Ma come, se sono sani perché hanno paura? Vivono nel paradosso. Scopano nel paradosso. Affrontano il rischio e fanno finta di non farlo. Non sono cattivi, ma rischiano di intraprendere un cammino doloroso senza averlo scelto con piena consapevolezza.

E poi Internet è piena di siti, in inglese, che esaltano questo bareback "incosciente". Alcuni sostengono semplicemente che l'Hiv non esiste. Altri, a volte finanziati da enti con una certa autorevolezza, propongono invece comportamenti che, pur non permettendo di evitare le malattie a trasmissione sessuale, dovrebbero limitare i rischi. I suggerimenti sono tanti e vari: non farti il bagno e non lavarti i denti prima di avere un rapporto sessuale, disinfettati la bocca bevendo superalcolici e la vescica urinando, ricorri ai purganti dopo il sesso anale e ingoia il prima possibile lo sperma quando entra in bocca... Funzionano? Alcuni consigli sono del tutto assurdi, altri potrebbero avere una (ben minima) base razionale, almeno a livello puramente teorico. In ogni caso si vendono illusioni che, col tempo, potrebbero rivelare il proprio lato crudele.

Perché, alla fine, le vie sono solo due: fare sesso protetto o fare sesso non protetto. Nel primo caso hai la garanzia di non essere contagiato da malattie a trasmissione sessuale, nel secondo rischi. Non c'è una via buona e l'altra cattiva, non serve demonizzare nessuno. Ma se ogni scelta fosse presa in modo consapevole sarebbe probabilmente meglio per tutti.


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Bareback, amore, intimità e condivisione - L'amore ai tempi del bareback (2° parte)

Dove eravamo rimasti...
* Premessa
* 1° parte - Bareback, amore, machismo e romanticismo

2° parte - Bareback, amore, intimità e condivisione

"Io sono un bug chaser. Io sono l'uomo che ha assistito a così tante morti con il desiderio di morire anch'io. Io sono stato quello senza speranze, quello depresso, quello alienato, quello fisicamente desensibilizzato. Io sono stato quello che poteva preoccuparsi poco del proprio futuro; quello che si sente talmente inferiore agli altri da essere disposto a mettere in pericolo la propria vita per quel veloce momento di intimità. Io sono stato l'uomo che è andato a letto con altri uomini infetti, che ha fatto sesso con questi uomini, sotto gli effetti dell'alcol, delle droghe, del desiderio e della rabbia. Io sono stato l'uomo che ha demonizzato il proprio comportamento e odiato sé stesso per questo comportamento. Io sono stato l'uomo che ha chiesto aiuto tantissime volte in modo cosciente e non. Io sono l'uomo la cui vita è diventata piena, la cui vita ha acquistato un significato dopo la sieroconversione. Io sono l'uomo che voleva condividere l'intimità del soffrire insieme e del curarsi insieme, e ora sono l'uomo che conosce la vera intimità".

No, questa testimonianza non è stata raccolta in una chat italiana. Sui siti gay italiani il termine bareback è semplicemente sinonimo di "sesso senza presevativo". E' una realtà che sembra legata esclusivamente al mondo della pornografia e della sua emulazione. E infatti nelle chat gay italiane non è molto difficile trovare persone che conoscano tutta la ricca e fantasiosa terminologia della "pornografia della sborra": cum-drinking, bukkake, facials, anal creampie, snowballing... E invece, al di fuori dell'immaginario da sexy shop, nelle parole dei veri barebackers le parole più usate sono ben altre: "love", "intimacy" ed il verbo "to share".

Amore. Intimità. Condivisione. L'immagine che emerge della comunità BB è molto più ricca e complessa della rudezza e dell'eccitante squallore (fisico, e non morale) di video e foto porno. Infatti davanti ai nostri occhi appare una vera e propria comunità solidale, un rifugio da un mondo esterno ostile e privo della capacità e della volontà di accogliere.

Per capire meglio il fenomeno è interessante scoprirne il lato forse più estremo, quello dei "bug parties", delle grandi orge alle quali partecipano sia persone sieronegative (che assumono il nome di "bug chasers", cacciatori del virus) che sieropositive (detti "gift givers", coloro che portano il dono). Si tratta di una realtà minoritaria e praticamente per ora limitata quasi esclusivamente agli Stati Uniti, dove però, secondo alcune stime, quasi un quarto delle nuove infezioni tra omosessuali avverrebbe in occasione di questi festini.

La stampa americana ha dato visibilità soprattutto alla "variante della roulette russa" di questi party, cioè a quegli incontri dove solo una persona è sieropositiva e le altre sono HIV negative, ma nessuno dei partecipanti, a parte gli organizzatori, sa chi è il "gift giver", il portatore del virus, e nessuno deve rivelare agli altri il proprio stato sierologico. Lo scopo di questi incontri è semplice: si gioca con un rischio mortale perché il rischio eccita. Comunque, nonostante il rilievo mediatico raggiunto, si tratterebbe di feste dalla diffusione estremamente limitata. Talmente limitata che c'è chi sostiene che si tratterebbe più di leggende metropolitane che di fatti reali.

Più diffusi sono invece i "bug parties" in cui la quota di persone sieropositive e negative più o meno si equivale. Qui la paura è ancora la grande protagonista, ma in modo ben diverso, perché in questo caso essa non è fonte di eccitazione, ma di angoscia, e l'incontro assume la funzione di una sorta di rito collettivo di liberazione dalla paura stessa. Si ha paura tutti insieme e tutti insieme la si abbatte, per poter vivere in un mondo nuovo, in cui, affrontato ormai l'Hiv a viso aperto, il timore di ammalarsi non è più un problema e quindi si può esprimere la propria sessualità senza inibizioni. Già in questa variante emergono con forza, anche se spesso in modo tutt'altro che esplicito, due dimensioni fondamentali: quella rituale e quella collettiva.

Queste due dimensioni raggiungono la loro espressione più chiara nella terza e più diffusa variante dei "bug parties", in cui, ribaltando la situazione della roulette russa, un'unica persona sieronegativa ha ripetuti rapporti sessuali non protetti (in genere, sesso anale passivo) con molti uomini sieropositivi, in modo da cercare di massimizzare il più possibile le probabilità di contrarre il virus. Si tratta di un vero e proprio rito di iniziazione e di ingresso nella comunità dei sieropositivi barebackers, una sorta di comunità parallela (e estranea) alla comunità gay "ufficiale". Spesso le persone che si sottopongono a questo rito sono deluse e amareggiate dal "mondo gay", descritto come una realtà frivola, falsa, incapace di offrire amore e lealtà. La condivisione della malattia, invece, diventa un legame forte e indissolubile con gli altri.

Se si capiscono sino in fondo le motivazioni di queste persone, non ci si sorprende se a volte a questo "rito" si sottopongono anche coppie sieronegative, spaventate dal futuro e dalla percezione della mancanza di elementi tali da creare vincoli che potenzialmente possano durare "per sempre", come succede con il matrimonio e i figli per le coppie eterosessuali. Farsi infettare insieme significa quindi avere qualcosa da condividere per sempre, assicurarsi una vita in cui l'uno avrà bisogno "per sempre" della presenza dell'altro. In questi casi, spesso i due membri della coppia si descrivono come "incinti" e affermano di sentire il virus che prende forza nel proprio corpo come una sorta di feto che cresce nel proprio grembo.

Il barebacking, quindi, diventa per molti sieropositivi un mondo nuovo, dove trovare una collocazione finalmente centrale e positiva, lontana dalla prigione di paura e di marginalizzazione in cui sono spesso costretti. E l'Aids, per persone inizialmente sieronegative, più che un rischio rappresenta una meta, una terra promessa, un orizzonte di amore, intimità e condivisione impossibile altrove. Lo spiega bene questa testimonianza: "Gli HIV positivi vivono una vita più ricca, più complessa, più autentica, ottengono maggiore attenzione, sono più capaci di assumere rischi, tra i quali, principalmente, il rischio dell'intimità; e assumendo tali rischi la vita può avere un senso più forte ed essere più piena".

Il barebacker dei film porno è un uomo assetato di sperma che affronta il rischio della malattia. Il barebacker della realtà è un uomo assetato d'amore che affronta il rischio dell'intimità. E chi può dire chi rischia di più...

Si potrebbero spendere moltissime parole su queste persone. Le riflessioni, i commenti, i giudizi potrebbero essere milioni, tutti giusti, ragionevoli, sensati. Ma forse è meglio il silenzio. Non il silenzio omertoso di chi non parla per negare l'esistenza di una realtà (cosa frequentissima con il bareback), ma il silenzio di chi vuole capire senza giudicare per forza. Di chi magari vuole anche lasciarsi emozionare dalla limpidezza del desiderio di amore espresso dai barebackers, dal loro profondo e innovativo romanticismo. Di chi vuole riflettere sul ruolo del movimento *qtblg, al di là delle lotte per i diritti. E, perché no, di chi vuole affrontare il rischio della consapevolezza, per cercare di vivere senza angosce la realtà. Al di là di ogni vernice stesa su di essa, al di là di ogni velo. Romantico e non romantico che sia.Ti interessa il sesso bareback? Segui questo ___fil rose___!

Bareback, amore, machismo e romanticismo - L'amore ai tempi del bareback (1° parte)

Dove eravamo rimasti...
Premessa

1° parte - Bareback, amore, machismo e romanticismo

Barebacking. O più semplicemente BB. Letteralmente significa "cavalcare senza sella". Indica la pratica di scegliere deliberatamentedi fare sesso senza protezioni, nella piena consapevolezza di tutti i rischi che ciò può comportare per la propria salute.

Barebacking. Un'espressione inglese che non ha un corrispondente nella lingua italiana. Anche perchè indica un fenomeno che, nonostante sia diffuso da anni in tutto il mondo, in Italia rimane invisibile. E forse anche decisamente poco diffuso, almeno stando alla ricerca "Modi di...", secondo la quale solo il 4% dei gay italiani lo praticherebbe.

Ma perchè scegliere il BB?

Per ingenuità adolescenziale, forse? Se così fosse, l'uso del preservativo dovrebbe aumentare all'aumentare dell'età. Secondo "Modi di...", avviene esattamente l'opposto.

Per abuso di alcool, droghe, popper? Può essere una spiegazione per alcuni casi in cui si finisce quasi "per caso" ad avere rapporti a rischio. Ma non funziona per quelle persone che cercano deliberatamente il sesso senza protezioni.

Per cieca fiducia nei progressi della medicina? E' vero, c'è ancora un'ignoranza sbalorditiva intorno all'Aids, ma i siti di barebackers, come avremo modo di vedere, non nascondo affatto i rischi di questa scelta. Anzi.

C'entra allora il sempre più frequente ricorso al BB che viene fatto dall'industria pornografica gay, con la nascita anche di alcune case di produzione specializzate? Forse sì, ma solo in parte. Anche perchè, come vedremo, il barebacking dei barebackers e il barebacking dei film porno sono due fenomeni molto distanti.

Cerchiamo allora di capire qualcosa di più esplorando le community virtuali di barebackers. La prima cosa che salta all'occhio è che il fenomeno ha due facce, sorprendentemente distanti tra loro: la faccia feroce e quella romantica.

Il disclaimer della home-page della prima community che scegliamo ricorda il dantesco "Lasciate ogne speranza voi ch'entrate". Ecco come sceglie di presentarsi questo sito: "Se non hai familiarità con il sesso BB, se il contenuto omoerotico ti offende o non hai idea di ciò di cui stiamo parlando, questa è la tua occasione di smammare via, femminuccia". E poi continua invitandoti ad entrare solo "se non sei un pusillanime, un debole o una femminuccia. Se vuoi sesso duro tra uomini". Il barebacker, qui, si dipinge come uomo forte, capace di dominare la paura, il rischio, la vita. Dentro, a dire il vero, questa immagine si stempera molto. Sembra la solita community di incontri gay. L'unica differenza è che questi uomini quasi sempre indicano nel proprio profilo di preferire il sesso non protetto.

Ma altre volte, in altri contesti, la parole si fanno più dolci, offrendo un'immagine naif, romantica, delicata del barebacking. Alle tinte fosche si sostituiscono le sfumature pastello. Tutto questo emerge con chiarezza dalle parole di presentazione di un'altra community, attualmente non più funzionante, che, non a caso, era aperta esclusivamente a uomini sieropositivi: "Questo sito ha come scopo quello di promuovere l'incontro di persone gay ed esclusivamente sieropositive, a conoscenza del proprio stato sierologico e che si prendono la responsabilità delle proprie sessualità a rischio tramite pratiche BB. Le pratiche più ricorrenti nel sito sono il fisting, il pissing, l'hard, e certamente il barebacking, il sesso senza preservativo, la scopata al naturale, il ritorno a una sessualità naturale anche se le malattie a trasmissione sessuale sono qui. Il sesso gay tra uomini sieropositivi è la condizione per una fioritura e per il benessere spirituale, influenza il nostro stato emotivo e fisico e allo stesso tempo migliora la nostra salute generale. L'amore aiuta i malati a stare meglio; e incontrarsi, parlare, condividere è un vettore di comunicazione che lega le persone tra loro e fa in modo che non ci si senta più soli di fronte allo smarrimento della vita. A chi parlerete di ciò che sta nel profondo di voi stessi, al medico? Certo che no, ma all'uomo con cui farete la vostra inculata. Perché? Perché vi capisce ed è come voi, nella stessa situazione".
Se siete indignati da questa apologia del barebacking che vi è stata appena proposta, fermatevi un attimo. Un bel respiro profondo e rileggetela da capo. Lasciatevi emozionare dalla densità della dolcezza di queste parole, dalla loro profonda poesia, dal loro estremo romanticismo.

Di fonte a gran parte del fenomeno BB, lasciamo stare il biasimo, la riprovazione, la repulsione. E anche la paura. Iniziamo invece a capire che il barebacking non rappresenta forse la risposta più corretta, ma spesso contiene una richiesta di amore, intimità e condivisione di una purezza cristallina.

Di tutto questo parleremo più approfonditamente nel prossimo capitolo.



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L'amore ai tempi del bareback (Premessa)

Premessa

Nonostante l'80% della popolazione omosessuale italiana ritenga che l'Aids sia una malattia mortale, nel 2005 il 22% dei sieronegativi e il 50% dei sieropositivi dichiarava di aver fatto sesso a rischio almeno una volta nei 12 mesi precedenti. Questi dati sono tratti dalla ricerca "Modi di..." di Arcigay.

Il profilattico, insomma, tre anni fa andava meno di moda di quanto avrebbe dovuto e nulla ci porta a pensare che la situazione si sia modificata sensibilmente. Le risposte a questa situazione non sono semplici e troppo spesso si ricorre al luogo comune.

NoirPink - Modello PANDEMONIUM vuole avvicinarsi, attraverso un percorso in tre post, alla parte più misconosciuta e rinnegata di questo fenomeno. Vogliamo capire chi sono e cosa vogliono i barebackers.




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Il grande colibrì