A partire dalla partecipazione al bando MAB 2025, che ha favorito l’avvio di progettualità condivise incentrate sulla digitalizzazione e sulla diffusione di contenuti liberi attraverso le piattaforme Wikimedia, fino ad arrivare al progetto di digitalizzazione delle carte sismografiche, che ha reso accessibili sui progetti Wikimedia materiali di grande valore storico e scientifico, la collaborazione tra la Biblioteca Centrale del Consiglio Nazionale delle Ricerche e Wikimedia Italia è un ottimo esempio di valorizzazione del patrimonio scientifico e culturale.

Catalogo dei terremoti italiani dall’anno 1000 al 1980 – inventario 001 di CNR, CC BY-SA 4.0, da Wikimedia Commons

Clicca qui per vedere le immagini del progetto del CNR su Wikimedia Commons

I progetti GLAM della Biblioteca Centrale del CNR

Il prossimo 19 maggio, presso la Biblioteca Centrale del CNR a Roma, si terrà l’evento “Progetti GLAM della Biblioteca Centrale Guglielmo Marconi del CNR.

L’iniziativa, promossa dall’Unità Pianificazione, Programmazione e Biblioteca Centrale in collaborazione con Wikimedia Italia, rappresenta un’importante occasione per fare il punto sulle attività in corso e sulle prospettive future legate ai progetti GLAM (Galleries, Libraries, Archives and Museums) e alle collaborazioni con le piattaforme Wikimedia e OpenStreetMap.

Atlante delle spiagge italiane – Foglio 104 – Pisa di CNR, CC BY-SA 4.0, da Wikimedia Commons

L’incontro offrirà una visione organica delle progettualità sviluppate insieme a istituti e partner, mettendo in luce risultati concreti e ambiti di sviluppo in tema di digitalizzazione, accesso aperto, valorizzazione semantica e diffusione della conoscenza.

Ampio spazio sarà dedicato anche alle attività educative e formative: verranno presentati il percorso laboratoriale realizzato con le scuole secondarie di primo e secondo grado e il Wikibook ”Wikicarte geografiche digitali per una Città Educante”, frutto del lavoro delle classi coinvolte. Inoltre, sarà illustrato il contributo delle tirocinanti del Corso di Laurea Magistrale in Archivistica e Biblioteconomia della Sapienza Università di Roma, a testimonianza del ruolo centrale della formazione universitaria in questi processi.

L’obiettivo dell’evento è valorizzare una progettualità integrata capace di mettere in relazione ricerca, scuola, università e associazionismo, rafforzando una sinergia strutturata tra istituzioni culturali e mondo Wikimedia. In questo ecosistema collaborativo rientrano, tra gli altri, CNR Edizioni, Agenda Digitale, CNR ISTC, CNR IGAG, CNR ISEM, CNR IRPI e la Biblioteca del Conservatorio “Santa Cecilia”.

Il programma della giornata

A moderare l’incontro sarà la dott.ssa Maria Adelaide Ranchino (Tecnologa CNR). La giornata si aprirà alle 9:30 con i saluti istituzionali, seguiti da un intervento di Emma Lazzeri, dedicato al percorso del CNR verso l’Open Science e alle infrastrutture digitali a supporto del patrimonio culturale, e quello di Deborah De Angelis, dedicato alle barriere culturali, compreso il diritto d’autore, che incidono sull’accesso e la valorizzazione del patrimonio.

Il cuore dell’evento sarà rappresentato dalla presentazione dei progetti GLAM della Biblioteca Centrale, con interventi di Marta Arosio (Wikimedia Italia), Giorgia Migliorelli e Sara Santorsa (Tecnonologhe CNR), che illustreranno le attività dalla digitalizzazione fino alla realizzazione del Wikibook.

Seguirà un focus sulla collaborazione con la Sapienza, con l’intervento di Valentina Sestini e le testimonianze delle tirocinanti coinvolte nei progetti.

Dopo una pausa, la mattinata proseguirà con un panel dedicato alla cartografia e alle reti collaborative GLAM, che vedrà il contributo di diversi istituti del CNR (ISEM, IGAG, IRPI, ISTC, SILIS), con un intervento di Luisa Spagnoli sul progetto di valorizzazione della ferrovia dismessa Lagonegro-Spezzano Albanese.

Gli interventi successivi saranno dedicati alle tecnologie digitali per la condivisione dei dati nel patrimonio culturale, alla valorizzazione del patrimonio musicale (Biblioteca del Conservatorio) e al ruolo di Wikidata nella costruzione di reti di risorse digitali, con un contributo di Camillo Carlo Pellizzari di San Girolamo della Scuola Normale Superiore (coordinatore Wikimedia Italia per la regione Toscana e contributore nei progetti Wikimedia).

La vivandiére di Biblioteca del Conservatorio Santa Cecilia, CC BY-SA 4.0, da Wikimedia Commons

L’evento si terrà presso la Biblioteca Centrale del CNR, in Piazzale Aldo Moro 7 a Roma, a partire dalle ore 9:30.

Per partecipare all’evento è richiesta la registrazione al seguente link: https://registrazioneeventi.cnr.it/event/187/.

La valorizzazione dei progetti GLAM anche su Wikimedia Commons

A testimonianza dell’impegno nella diffusione della conoscenza aperta, il CNR ha inoltre reso disponibili su Wikimedia Commons i poster dedicati ai progetti GLAM presentati in diverse occasioni scientifiche.

Tra questi, tre contributi della Biblioteca Centrale del CNR presentati in contesti di rilievo nazionale e internazionale: dal convegno NILDE 2025 di Genova, all’International Open Access Week, fino al convegno internazionale RESSH 2026 di Firenze.

I poster, a firma del gruppo di lavoro della Biblioteca, evidenziano il ruolo delle biblioteche di ricerca nella promozione dell’open access, dei progetti GLAM Wikimedia e della valorizzazione del patrimonio come risorsa per la ricerca.

Clicca qui per visualizzare i poster

Immagine in evidenza: Atlante delle spiagge italiane – Quadro di unione – Tendenza evolutiva delle spiagge italiane (cropped) di CNR, CC BY-SA 4.0, da Wikimedia Commons

Sono stati annunciati i vincitori di Wiki Loves Monuments 2025, il più grande concorso fotografico al mondo dedicato alla documentazione del patrimonio culturale. L’iniziativa, promossa dalle comunità Wikimedia, ogni anno coinvolge migliaia di fotografi da tutto il mondo che caricano le proprie immagini su Wikimedia Commons con l’obiettivo di raccontare e preservare visivamente monumentisiti storici e beni culturali.

L’edizione 2025 ha confermato la dimensione globale del progetto, con oltre 233.000 fotografie inviate da circa 4.000 partecipanti e 56 Paesi in gara. Le immagini selezionate dalla giuria internazionale rappresentano una vera e propria mappa visiva del patrimonio culturale mondiale, tra scatti artistici, documentari e reinterpretazioni creative dei luoghi.

Clicca qui per conoscere tutti i vincitori della classifica mondiale

La Sacra di San Michele conquista la classifica globale di Wiki Loves Monuments 2025

A spiccare a livello internazionale è stato lo scatto di Federico Milesi, che ha ottenuto il settimo posto nella classifica mondiale.

Sant’Ambrogio di Torino – Sacra di San Michele – 2025-09-29 15-35-04 001.jpg di Federico_Milesi, CC BY-SA 4.0, da Wikimedia Commons

 L’immagine ritrae la Sacra di San Michele, uno dei simboli più riconoscibili del Piemonte, incorniciata tra montagne e nuvole, in una composizione che ne esalta la dimensione architettonica e paesaggistica. La fotografia, già premiata come vincitrice del concorso italiano, è stata selezionata tra le migliori al mondo, confermando l’elevato livello qualitativo della partecipazione italiana.

Il successo di Milesi non si è limitato alla sola classifica principale: il fotografo ha ricevuto anche il premio speciale “Monumento svelato”, dedicato al miglior scatto di un monumento non ancora presente su Wikimedia Commons, con un’immagine dedicata al cimitero di Desertes, a Cesana Torinese, in Val di Susa.

Cesana Torinese – Cimitero di Desertes – 2025-09-29 15-50-41 002.jpeg di Federico_Milesi, CC BY-SA 4.0, da Wikimedia Commons

La partecipazione italiana a Wiki Loves Monuments 2025

Accanto ai risultati individuali, a emergere è soprattutto la forza della comunità italiana. Nel 2025 l’Italia ha registrato un’ottima partecipazione, con più di 26.000 fotografie caricate. Un dato che conferma il ruolo del Paese come uno dei principali contributori a livello internazionale, sia per numero di fotografi coinvolti sia per quantità di contenuti prodotti.

Clicca qui per conoscere i vincitori del concorso italiano

Dal 2012, Wiki Loves Monuments è organizzato in Italia da Wikimedia Italia, che ha trasformato il concorso in uno strumento stabile di documentazione del patrimonio culturale nazionale.

Immagine in evidenza: Sant’Ambrogio di Torino – Sacra di San Michele – 2025-09-29 15-35-04 001.jpg (cropped) di Federico_Milesi, CC BY-SA 4.0, da Wikimedia Commons

Il tuo 5×1000 per la conoscenza libera

Monday, 4 May 2026 07:18 UTC

Esiste un modo semplice per sostenere la libera diffusione di una conoscenza affidabile, verificata, umana e accessibile a tutti: destinare il 5×1000 a Wikimedia Italia

Nella dichiarazione dei redditi, è sufficiente scrivere il codice fiscale 94039910156 all’interno della sezione dedicata al “Sostegno agli enti del Terzo settore iscritti al RUNTS” e firmare.

È gratuito, non sostituisce l’8×1000 ed è una parte delle tasse che lo Stato ripartisce tra gli Enti del Terzo Settore, sulla base delle indicazioni dei cittadini.

Perché destinare il 5×1000 a Wikimedia Italia

Stiamo assistendo a un cambiamento radicale nel modo in cui le persone si informano: l’intelligenza artificiale fornisce accesso rapido a contenuti assemblati da un algoritmo, non sempre verificabili. Al contrario, Wikipedia e i progetti Wikimedia sono creati da esseri umani che collaborano e si confrontano, portando avanti un modello diverso, aperto e condiviso.

Siamo di fronte a una nuova, grande sfida, che affronteremo insieme, come comunità, senza però mai rinunciare ai nostri valori. Saremo sempre in prima linea per difendere il diritto di ciascuno di avere accesso a un’informazione democratica e creata dalla collaborazione di più persone, che ne salvaguardano il punto di vista neutrale.

Come abbiamo utilizzato i fondi del 5×1000 nel 2025

In concreto, nel 2025 grazie ai fondi raccolti con il 5×1000 abbiamo:

  • Promosso corsi di formazione per un uso critico del web presso istituti scolastici in 5 regioni d’Italia, coinvolgendo oltre 100 studenti
     
  • Formato oltre 400 studenti universitari presso 9 atenei
     
  • Realizzato 20 editathon, maratone di scrittura di voci di Wikipedia, in collaborazione con importanti enti culturali nazionali
     
  • Condiviso liberamente sulle piattaforme Wikimedia il patrimonio culturale di istituzioni culturali italiane, quali ad esempio il Museo Egizio di Torino, il Consiglio Nazionale delle Ricerche, l’Università Sapienza di Roma. Sono state pubblicate oltre 26.000 immagini e 93 libri completi, che hanno ottenuto 13 milioni di visualizzazioni al mese da tutto il mondo
     
  • Realizzato progetti di libera mappatura collaborativa sul sito OpenStreetMap, con lo scopo di fornire servizi utili ai cittadini. Per esempio l’iniziativa “Facciamo luce” ha censito lo stato attuale dell’illuminazione urbana della città di Milano per individuare i percorsi più sicuri soprattutto nelle ore serali

Questo e molto altro è ciò che come Wikimedia Italia riusciamo a realizzare grazie a chi sceglie di stare dalla parte della conoscenza libera e destina a noi il suo 5×1000.

Come donare il tuo 5×1000?

1. Nel modello per la dichiarazione dei redditi (730, Redditi PF) è necessario:

  • Firmare nel riquadro “Sostegno agli enti del Terzo settore iscritti al RUNTS” oppure “Sostegno delle organizzazioni non lucrative di utilità sociale” (nella dichiarazione precompilata)
  • Inserire il nostro codice fiscale 94039910156.

2. Se non si presenta la dichiarazione dei redditi, si può comunque donare attraverso la Certificazione Unica. In questo caso, è necessario:

  • Compilare il riquadro del 5×1000 nella “Scheda per la scelta della destinazione dell’8 per mille, del 5 per mille e del 2 per mille dell’IRPEF”
  • Inserire la scheda in una busta chiusa con la dicitura “Scelta per la destinazione del 5 per mille dell’IRPEF”, indicando il proprio nome, cognome e codice fiscale.
  • Consegnare la busta alle poste (gratuitamente), a un CAF o al proprio commercialista

La scadenza per la consegna della dichiarazione dei redditi è fissata al:

  • 30 settembre 2026 per il Modello 730 (ordinario e precompilato)
  • 2 novembre 2026 per il Modello Redditi PF (per via telematica) e per la Certificazione Unica

Inoltre, è possibile ricevere un promemoria con il codice fiscale 94039910156 direttamente dal nostro sito.

La conoscenza libera è un impegno condiviso: con il tuo 5 x 1000 permetterai ai volontari di continuare a creare un’informazione democratica, accessibile e soprattutto umana!

Immagine in evidenza: WIKIMEDIA MARATHON -8 di Marco Giometti, CC BY-SA 4.0, da Wikimedia Commons

È terminata la seconda edizione del progetto “Un wiki pass per l’Emilia-Romagna”. Organizzato dalla volontaria Una Tantum e finanziato da Wikimedia Italia, il progetto prevede un sistema di rimborsi per wikimediani esperti, per visitare mostremusei luoghi della cultura in Emilia-Romagna e contribuire sui progetti Wikimedia.

I luoghi coinvolti e i risultati su Wikimedia Commons

I risultati di questa edizione comprendono 9 wikigite in 8 luoghi della cultura diversi:

  1. Rocca di Vignola, a Vignola
  2. Villa Smeraldi (Museo della Civiltà Contadina), a Bentivoglio
  3. Parco della Memoria Casone del Partigiano “Alfonsino Saccenti”, a San Pietro in Casale
  4. Palazzo Fava, a Bologna (mostra temporanea su Louise Nevelson)
  5. Palazzo Comelli, a Camugnano
  6. Collezioni comunali d’arte di Palazzo d’Accursio, a Bologna
  7. Cappella di Santa Maria dei Bulgari e Archiginnasio di Bologna (mostra diffusa su Bartolomeo Cesi)
  8. Lapidario del Museo Civico Medievale (mostra diffusa su Bartolomeo Cesi)

In totale, sono state caricate 424 immagini caricate su Wikimedia Commons, di cui sono state usate 149 immagini distinte, per 181 volte, ossia il 35.14% di tutte le immagini della categoria dedicata al progetto.

Villa Smeraldi, San Marino di Bentivoglio 03 di Elena Tartaglione & Patafisik, CC BY-SA 4.0, da Wikimedia Commons

Clicca qui per visualizzare la categoria su Wikimedia Commons

I risultati del progetto su Wikipedia e Wikidata

Inoltre, i risultati del progetto sono arrivati anche su Wikipedia, con 5 nuove voci create e 29 modificate, mentre su Wikidata sono stati creati 80 item e modificati 59, principalmente riguardanti le opere d’arte.

Nei prossimi mesi i partecipanti continueranno ad arricchire i progetti Wikimedia con modifiche sul cluster delle wikigite su Wikipedia e Wikidata e caricamento delle foto su Commons.

Sala 12 – Coll comunali d arte abc2 di Una tantum, CC BY-SA 4.0, da Wikimedia Commons

Immagine in evidenza: Galleria Vidoniana – Coll comunali d arte abc1 (cropped) di Patafisik & Elena Tartaglione, CC-BY-SA 4.0, da Wikimedia Commons

Le voci più lette su Wikipedia a marzo 2026

Thursday, 23 April 2026 15:00 UTC

A marzo 2026, le voci più lette su Wikipedia in italiano raccontano un mese segnato da grandi eventi mediatici, lutti nel mondo dello spettacolo e tendenze della scena musicale nazionale. A dominare la classifica è ancora l’effetto “Sanremo”, con il trionfo di Sal Da Vinci e la forte curiosità attorno ai protagonisti del Festival, ma non mancano picchi di interesse legati all’attualità internazionale e ai principali appuntamenti culturali, come la notte degli Oscar. Come spesso accade, inoltre, la scomparsa di figure molto amate dal pubblico ha spinto numerosi lettori a riscoprirne la storia e la carriera. Con il contributo dei volontari Oltrepier e Paul Gascoigne, abbiamo raccolto e commentato le dieci voci più visualizzate su Wikipedia in italiano tra il 1° e il 31 marzo 2026.

1. Sal Da Vinci (1.257.258 visite)

Rispetto al mese scorso, il cantante e attore, nato a New York ma cresciuto a Napoli, è balzato in cima alla classifica della nostra rubrica: merito della sua vittoria all’ultimo Festival di Sanremo (#7), durante il quale ha proposto il brano Per sempre sì, diventato subito un grande successo di pubblico e, suo malgrado, anche uno dei tanti oggetti di polemica durante il referendum costituzionale del mese di febbraio. In ogni caso, Da Vinci si è aggiudicato il diritto di rappresentare l’Italia al prossimo Eurovision Song Contest, che si terrà a Vienna dal 12 al 16 maggio.

2. Gino Paoli (627.652 visite)

L’amato cantautore italiano è mancato lo scorso 24 marzo, all’età di 91 anni. Nato a Monfalcone, Paoli è però sempre stato legato a Genova, città in cui è diventato uno degli esponenti di punta di una scuola di cantautori che comprendeva, fra gli altri, anche Fabrizio De AndréLuigi TencoUmberto Bindi e Bruno Lauzi. Famoso per  le sue grandi storie d’amore e per il sodalizio artistico con Ornella Vanoni, Paoli è ricordato come uno dei parolieri italiani più influenti di sempre, grazie a brani come Il cielo in una stanzaChe cosa c’èSenza fineSapore di sale, Una lunga storia d’amore e Quattro amici.

3. Premi Oscar 2026 (475.377 visite)

La notte degli Premi Oscar 2026 ha visto il trionfo di Una battaglia dopo l’altra di Paul Thomas Anderson, che ha ottenuto le statuette come miglior film e miglior regia, superando così il favorito I peccatori, che, nonostante il record di ben 16 nomination, ha ottenuto solo quattro premi. Fra questi, anche l’Oscar al miglior attore protagonista, assegnato a Michael B. Jordan, mentre Jessie Buckley ha ricevuto il premio di miglior attrice per Hamnet. Tra i momenti più discussi della serata, l’assenza di Sean Penn, premiato come miglior attore non protagonista, sempre per Una battaglia dopo l’altra, ma non presente alla cerimonia, poiché si trovava in Ucraina per una missione umanitaria.

4. Andrea Kimi Antonelli (469.089 visite)

L’avvio della nuova stagione di Formula 1 ha acceso i riflettori sul talento del giovane pilota italiano che, dopo il secondo posto in Australia, ha vinto i Gran Premi di Cina e Giappone a bordo della sua Mercedes, riportando un italiano sul gradino più alto del podio a vent’anni di distanza dalla vittoria di Giancarlo Fisichella nel Gran Premio di Malesia. Di conseguenza, il pilota bolognese, dopo il settimo posto nella stagione d’esordio, è diventato uno dei favoriti per la vittoria del campionato, assieme al suo compagno di squadra George Russell.

5. Sayf (429.428 visite)

Dopo aver attirato l’attenzione del grande pubblico lo scorso anno grazie all’EP di esordio Se Dio vuole, il rapper, nato a Genova, ma di base a Rapallo, è diventato una delle rivelazioni dell’ultimo Festival di Sanremo (#7), dove ha presentato il brano Tu mi piaci tanto, con cui si è classificato al secondo posto, dietro soltanto a Sal Da Vinci (#1). L’artista ha ottenuto lo stesso risultato, puf preceduto da Ditonellapiaga (#10), nella serata delle cover, in cui si è lanciato in una rivisitazione “tromba e voce” di Hit the Road Jack di Ray Charles, accompagnato dagli esperti Alex Britti e Mario Biondi. Sayf si sta ora preparando alla pubblicazione del suo album d’esordio, Santissimoprevista per l’8 maggio.

6. Ali Khamenei (418.570 visite)

Marzo si è aperto con la conferma ufficiale della morte dell’ormai ex ayatollah dell’Iran, a seguito degli attacchi missilistici lanciati da Stati Uniti e Israele nel primo giorno di guerra congiunta contro il Paese. Nato nel 1939 a Mashhad, Khamenei si era formato nelle scuole teologiche sciite ed era stato attivo fin dagli anni Sessanta nell’opposizione allo Scià di Persia, subendo anche arresti e persecuzioni. Dopo la rivoluzione del 1979, divenne uno stretto collaboratore del primo ayatollah, Ruhollah Khomeini, ricoprendo incarichi di rilievo sempre maggiore fino alla presidenza dell’Iran, per poi assumere il ruolo di Guida suprema del Paese nel 1989. Ha esercitato per decenni un potere politico e religioso caratterizzato da una linea molto conservatrice e dalla repressione del dissenso, rimanendo in carica fino all’ultimo giorno di vita.

7. Festival di Sanremo 2026 (404.874 visite)

Unica altra voce superstite rispetto al mese di febbraio, il Festival di Sanremo ha continuato a stimolare l’interesse degli utenti sulla scia del trionfo di Sal Da Vinci (#1), ma anche della consacrazione di altri artisti, come Sayf (#5) e Ditonellapiaga (#10), entrambi giunti sul podio.

8. Chuck Norris (395.533 visite)

Il popolare attore americano è scomparso lo scorso 19 maggio, mentre si trovava in vacanza alle Hawaii. Norris era noto soprattutto per essere cintura nera in diverse arti marziali, che aveva conosciuto durante il servizio militare in Corea del Sud, arrivando persino a creare una propria disciplina, il Chun Kuk Do. Alla fine degli anni Sessanta, conobbe Bruce Lee, che lo avviò alla carriera cinematografica offrendogli un ruolo nel film L’urlo di Chen terrorizza anche l’occidente. La svolta della sua carriera, però, arrivò nel 1993, anno in cui divenne iconico il suo ruolo di poliziotto invincibile e stoico nella serie televisiva Walker Texas Ranger. Proprio questa fama diede poi il via al fenomeno Internet dei “Chuck Norris facts”, brevi battute umoristiche che esageravano in modo assurdo la sua forza e le sue capacità.

9. Enrica Bonaccorti (355.036 visite)

Bonaccorti è scomparsa lo scorso 12 marzo, a 76 anni, a causa di un tumore al pancreas diagnosticato circa un anno prima. Nata a Savona, ha esordito nei primi anni Settanta sia come attrice teatrale sia come autrice; ha poi iniziato a lavorare come conduttrice televisiva nel 1983, conducendo il programma di Rai 1 Italia Sera, in coppia prima con Mino Damato e in seguito con Piero Badaloni. Il successo di pubblico arrivò però nel 1985, quando sostituì Raffaella Carrà nella fascia di mezzogiorno con Pronto, chi gioca? . Dopo il passaggio alle reti Fininvest, continuò a condurre programmi di successo, fra cui la prima edizione di Non è la Rai, durante cui fu anche coinvolta in una celebre controversia legata alla presunta truffa di una concorrente nel gioco del “cruciverbone”. Negli anni Duemila ha proseguito le proprie attività come editorialista, in televisione e in radio, riprendendo temporaneamente la carriera teatrale e debuttando anche come scrittrice di romanzi.

10. Ditonellapiaga (342.255 visite)

Quest’anno la cantautrice romana ha partecipato al suo secondo Festival di Sanremo (#7), in cui ha proposto il brano Che fastidio!, valsole il terzo posto finale, nonché il premio dell’Orchestra, e un grande successo di pubblico; l’artista ha inoltre prevalso nella serata delle cover della kermesse, grazie ad una rivisitazione di The Lady Is a Tramp di Mitzi Green, in coppia con TonyPitony. Il mese di marzo ha anche visto Ditonellapiaga debuttare come attrice, nel film Notte prima degli esami 3.0, e prepararsi alla pubblicazione del suo nuovo album, Miss Italia, uscito il 10 aprile.

Immagini:

Gino Paoli cropped di Elena Torre from Viareggio, Italiaderivative work: RanZag, CC BY-SA 2.0, da Wikimedia Commons

Enrica Bonaccorti cropped di Elena Torre from Viareggio, Italiaderivative work: RanZag, CC BY-SA 2.0, da Wikimedia Commons

Dopo il successo della collaborazione legata a Gorizia e Nova Gorica Capitale Europea della Cultura 2025, le comunità delle Wikipedia in italiano e sloveno tornano a lavorare insieme con la collaborazione italo-slovena 2026, un nuovo progetto dedicato alla creazione e al miglioramento delle voci enciclopediche.

L’iniziativa si svolgerà principalmente online dal 13 al 27 aprile 2026. Si tratta di un’occasione importante: per la prima volta, infatti, la comunità italiana parteciperà al Wikimedia CEE Spring, il concorso internazionale che promuove la scrittura di voci su Wikipedia sui Paesi dell’Europa centrale e orientale.

L’esperienza del mandato congiunto Gorizia-Nova Gorica del 2025

La collaborazione arriva a seguito di un’editathon organizzata tra il 19 e il 29 dicembre 2025, che ha celebrato la conclusione del mandato congiunto di Gorizia e Nova Gorica come Capitali Europee della Cultura.

L’iniziativa ha portato a risultati significativi, con circa 140 voci create o migliorate nelle due edizioni linguistiche di Wikipedia.

Gli eventi in presenza tra Lubiana e Milano

Accanto alla collaborazione online, il progetto prevede due appuntamenti dal vivo:

  • 13 aprile 2026, ore 15:00: apertura ufficiale della collaborazione presso l’Università di Lubiana;
     
  • 18 aprile 2026 (nel pomeriggio): evento a Milano, organizzato in collaborazione con l’Associazione Sloveni a Milano.

Gli obiettivi della collaborazione

L’iniziativa punta a rafforzare i legami tra le comunità Wikimedia italiane e slovene, ma anche ad aprire nuove prospettive di cooperazione con altri Paesi dell’area balcanica.

Tra i risultati attesi:

  • almeno 75 nuove voci create su Wikipedia;
  • circa 25 partecipanti online;
  • almeno 20 partecipanti in presenza tra Lubiana e Milano;
  • sviluppo di contatti con istituzioni culturali e accademiche per future collaborazioni.

La collaborazione è promossa da Brian Sciretti, coordinatore regionale Lombardia di Wikimedia Italia, con il supporto di Nal Mencin e Laura Prinzi (presidente dell’Associazione Sloveni a Milano).

Immagine in evidenza: Logo Slovenija-Italia 2026 di Arrow303, CC BY 4.0, da Wikimedia Commons

Dall’11 al 19 aprile 2026 la comunità di Wikipedia in lingua italiana sarà protagonista di una writing week dedicata allo sport, un’iniziativa collaborativa che mira ad arricchire e migliorare i contenuti sportivi dell’enciclopedia libera.

Questa writing week nasce con l’obiettivo di coordinare gli sforzi dei volontari per creare e aggiornare voci dedicate ad atleti, competizioni e discipline sportive di tutto il mondo. L’iniziativa si svolgerà online dall’11 al 19 aprile 2026, consentendo la partecipazione da remoto a chiunque voglia contribuire, indipendentemente dalla propria esperienza con Wikipedia. 

Editathon e mapathon durante la Milano Marathon

Domenica 12 aprile, in concomitanza con la partecipazione di Wikimedia Italia alla Milano Marathon, la writing week si sposterà allo stand dell’associazione in via Manin.
 
 Presso il Charity Village in zona Palestro si terranno due eventi paralleli:

– un’editathon dedicata alla scrittura e revisione di voci sportive su Wikipedia;

– un mapathon finalizzato a migliorare i dati geografici del centro di Milano su OpenStreetMap, con particolare attenzione all’accessibilità urbana, ai parcheggi per persone con disabilità e ai punti di riciclaggio. 

Le attività sono pensate sia per volontari esperti sia per nuovi partecipanti, che potranno essere affiancati da membri della comunità per imparare a contribuire ai progetti Wikimedia e OpenStreetMap.

Il legame tra sport e conoscenza libera

Attraverso la writing week e le altre attività sul campo, Wikimedia Italia intende sottolineare come lo sport sia non solo una pratica fisica, ma anche un patrimonio culturale e sociale da documentare e condividere. Ampliare e migliorare le voci sportive su Wikipedia significa preservare la memoria delle competizioni, valorizzare le storie degli atleti e rendere accessibili a tutti dati e informazioni sul tema.

La Milano Marathon 2026 diventa così un’occasione per dimostrare concretamente come la partecipazione collettiva, sia correndo sia scrivendo, possa contribuire alla costruzione di un sapere libero, inclusivo e collaborativo.

Sostieni la nostra corsa per la conoscenza libera: https://www.retedeldono.it/progetto/corri-la-conoscenza-libera.

Per maggiori informazioni sulla writing week: https://it.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Writing_week/Sport_2026.

Immagine in evidenza: Edit-a-thon in Milan, Teatro alla Scala, November 2024 – 06 (cropped) di Dario Crespi, CC BY-SA 4.0, da Wikimedia Commons

La voce su di me in Wikipedia

Tuesday, 7 April 2026 02:51 UTC

la voce su di me in it.wiki Sono più di vent’anni che edito Wikipedia. Ma come sapete faccio tante cose, e ogni tanto qualcuno pensa che almeno Wikipedia in lingua italiana dovrebbe avere una voce su di me. (C’è da una vita un Maurizio Codogno, ma è un ex calciatore e allenatore mio omonimo). Io non sono per nulla d’accordo, e ho cancellato più volte la voce su di me: l’ultima lo scorso settembre. Probabilmente sono uno dei pochi che di avere una voce biografica non se ne fa nulla: tanto c’è già fin troppa roba che ho scritto e di me si può sapere praticamente tutto.

Purtroppo però la scorsa settimana un utente di Wikipedia ha scoperto che io sono automaticamente “enciclopedico”, vale a dire rilevante, secondo le regole di Wikipedia, in qualità di scrittore. Per la precisione uno scrittore è ritenuto enciclopedico se lo è almeno un suo libro, e un libro è enciclopedico se è stato tradotto almeno in tre lingue, cosa che è vera per Matematica in pausa caffè. A questo punto non posso fare nulla: ok, potrei far cancellare la voce per minacce legali, ma non mi sembra il caso. Quindi la voce c’è. (Quella nel link è la versione di venerdì scorso, un giorno dopo la (ri)creazione e la segnalazione delle traduzioni di Matematica in pausa caffè; nel frattempo è stata aggiunta una mia foto)

Peccato che per fare una cosa così tanto valeva non farla, a partire dalla definizione di “scrittore” nel titolo. Ovvio, bisogna specificare in qualche modo di quale Maurizio Codogno si parla, e la mia rilevanza deriva da un libro che ho scritto: ma direi che non sono uno scrittore, al più un divulgatore. Ma tutto il corpo della voce non funziona. Ecco alcuni esempi:

  • Del resto quell’elenco è sbagliato, c’è una lingua per cui sono stati venduti i diritti di traduzione ma non è mai stato tradotto il testo.
  • Anche senza considerare i libri autopubblicati – di cui non vedrei il problema, essendo un di più irrilevante per l’enciclopedicità ma comunque esistente – mancano vari testi che ho pubblicato con case editrici vere (e per cui non ho pagato, anzi…)
  • Se guardate le altre biografie di scrittori contemporanei (quelli veri) noterete come la bibliografia non si limita a mettere titolo e anno di pubblicazione, ma aggiunge editore e ISBN. Qui niente.
  • La “biografia” scritta così è una barzelletta: a parte tutte le cose interessanti che ho fatto nella mia vita e che a questo punto si potevano anche citare, mancano almeno tre cose che ho fatto come scrittore.
  • Mancano i link ad altre parti del mondo wiki dove c’è roba mia. (Non di sola Wikipedia vive l’uomo.) I cosiddetti “interwiki” sono alla base di un’enciclopedia multimediale.

Ieri pomeriggio era finalmente stato tolto il “matematico” nella mia descrizione: che avrei fatto di rilevante in matematica? Ieri sera è stato rimesso, con la motivazione che il famigerato testo enciclopedico è di matematica. Lasciamo stare.

Burocraticamente potrei editare io stesso la voce e correggerla: basta che io indichi di essere in conflitto di interessi (e ovviamente non faccia modifiche promozionali), e usi fonti terze e non il mio sito. Il punto è che io per principio non intendo toccare quella voce che ritengo assolutamente inutile né dire quali sono le cose che mancano e quali errori ci sono: è tutto materiale che si può trovare in rete, mica sono segreti di stato. Questo è del resto uno dei più grandi guai di Wikipedia, soprattutto con le biografie di persone viventi. Anche ammettendo che una voce non venga scritta con l’unico scopo di fare o farsi pubblicità, quello che sembra l’unica cosa importante è dire “ho messo una nuova voce nell’enciclopedia!” senza darsi la pena di renderla almeno un minimo decente. Non lo si vede molto spesso perché in genere il lavoro è fatto alla rovescia, partendo da un testo prolisso e promozionale a cui qualche anima pia toglie le parti inutili e dannose: ma togliere è molto più facile che aggiungere, dato che nel secondo caso bisogna fare delle ricerche per recuperare il materiale e non è detto che la cosa sia banale. Controprova? La mia enciclopedicità è legata a quella di Matematica in pausa caffè. C’è una voce sul libro? Ovviamente no, per farla bisognerebbe come minimo cercare i dati e qualche recensione, se proprio non lo si vuole leggere. Avete presente la fatica necessaria?

PS: Non ho nessuna pregiudiziale contro l’essere presente nei siti dei progetti wiki. Per dare un’idea, quando riottenni i diritti di Matematica in relax chiesi a chi frequentava Wikisource se fossero interessati ad avere il testo: ricevuta risposta positiva (essendo il libro stato pubblicato da un editore non a pagamento esso era idoneo) ho provveduto a caricarlo e quindi da qualche anno c’è una voce su di me in Wikisource. Ma lì appunto la mia presenza come autore ha un senso: su Wikipedia, no.

Ultimo aggiornamento: 2026-04-07 11:58

Un paio di cose su Wikipedia

Thursday, 2 April 2026 02:51 UTC

È un po’ che non scrivevo di Wikipedia: il tempo è poco e le cose da fare sono molte. Dovrei anche parlare della chiusura di Wikinews, ma sarà per un’altra volta. Per il momento segnalo due articoli piuttosto diversi ma che fanno capire come 25 anni sono un bel peso per l’enciclopedia.

Il primo articolo, pubblicato su Link, è in realtà fuorviante e lo segnalo solo perché è un classico esempio di una traduzione che non ha davvero molto senso. È vero che la Wikipedia in lingua inglese ha voci francamente bizzarre per non dire peggio, ma ogni edizione linguistica ha le sue regole interne e in quella italiana queste voci sono generalmente eliminate, così come quelle di eventi che probabilmente tra una settimana saranno dimenticati. Questo non vuol dire che non ci siano voci che uno non si aspetterebbe in un’enciclopedia, come per esempio “igiene anale” (la voce sull’orientamento dei rotoli di carta igienica è stata assorbita da quella sulla carta igienica su Wikipedia in lingua italiana, ma rimane in quella in inglese e in altre 19 edizioni linguistiche). Diciamo che molto spesso gli articoli di costume su Wikipedia sono semplici traduzioni e quindi essenzialmente anglocentrici.

Più interessante quest’altro articolo di Dariusz Jemielniak (uno che di Wikipedia ne sa, oltre che essere un accademico.) Il suo punto di vista è che Wikipedia è nata venticinque anni fa da nerd ventenni, massimo trentenni (io avevo già passato i quaranta, ma si sa che sono anzyano) e ora ci sono sempre loro, diventati ormai cinquantenni e quindi pompieri da incendiari che erano. Tutte le modifiche proposte per “semplificare” fruizione e contribuzione a Wikipedia sono così state bloccate, e questo sarebbe un male. Ora, posso assicurarvi che la prima versione del Visual Editor che si voleva rendere obbligatoria per modificare le voci era una cosa del tutto inusabile. (Ora funziona abbastanza bene, ma sono passati tredici anni…) Dal mio punto di vista il problema è appunto che le nuove feature introdotte dagli sviluppatori sono spesso in versione alfa, e sono introdotte nella speranza che vengano debuggate “sul campo”: ma gli editor abituali non hanno voglia di perdere tempo, e gli utenti casuali si trovano ancora più persi. Più interessante l’altro punto portato da Dariusz, e che riguarda direttamente i lettori. Visto che ormai le nuove generazioni non sono in grado di leggere direttamente un testo complesso ma hanno bisogno di un riassuntino, così come i capi e capetti, l’idea della Wikimedia Foundation era stata quella di creare i “Simple Article Summaries”, generati per mezzo dell’IA. La comunità anglofona ha avuto una reazione contraria così violenta che dopo un giorno la feature è stata eliminata.

Parliamone un po’. Sul fatto che un riassunto breve e semplice, almeno per le voci più lette, sarebbe utile penso che tutti siamo d’accordo. E del resto la Wikipedia delle origini era molto più ruspante. E possiamo anche immaginare che un LLM bene addestrato non farebbe molte allucinazioni e soprattutto possiamo sperare che userebbe solo il testo della voce per fare il riassunto, e non aggiungerebbe altre informazioni prese chissà dove. Ma siamo sicuro di volere passare a un modello IA, quando il valore aggiunto di Wikipedia è che nel bene o nel male il materiale è generato da utenti reali? Io potrei al più accettare un pulsante che ti porti fuori da Wikipedia (anche se su un server della Wikimedia Foundation) e mi creasse lì il riassunto: ma voglio che due cose essenzialmente diverse siano in posti essenzialmente diversi. Sono anch’io un vecchio bacucco? Probabile. Ma non ce lo ordina il dottore di usare Wikipedia: possiamo sempre andare da Elonio e dalla sua Grokipedia, se proprio vogliamo essere moderni.

Quest’anno un gruppo di volontari di Wikimedia Italia ha partecipato al Festival di Sanremo per promuovere la conoscenza libera e dare visibilità ai progetti collaborativi online.

Il progetto WikiPortraits

La partecipazione dei volontari Wikimedia al Festival di Sanremo 2026 si inserisce nel quadro delle attività del progetto internazionale WikiPortraits, nato per migliorare la copertura fotografica delle biografie su Wikipedia e sugli altri progetti Wikimedia, attraverso la presenza di fotografi e volontari accreditati nei principali eventi culturali e mediatici.

Carlo Conti al Festival di Sanremo 2026 03 di Ferdinando Traversa, CC BY-SA 4.0, da Wikimedia Commons

Già nel 2025, in collaborazione con Wikimedia Italia, il progetto era stato portato alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, documentando red carpet, conferenze stampa e attività collaterali del festival, e producendo centinaia di immagini poi riutilizzate nelle voci enciclopediche in più lingue.

L’esperienza di Sanremo 2026 ha affiancato alla documentazione fotografica anche attività di divulgazione e raccolta di opinioni del pubblico sulla conoscenza libera.
 
Clicca qui per visualizzare gli scatti del Festival di Sanremo 2026 su Wikimedia Commons

L’attività in sala stampa e le interviste

Il team di volontari presente nella sala stampa ha seguito le conferenze ufficiali del festival, contribuendo all’aggiornamento delle voci su Wikipedia e realizzando materiale fotografico degli artisti e degli ospiti intervenuti. Le immagini sono state successivamente utilizzate per arricchire le relative voci biografiche, migliorandone la qualità e l’attualità.

Nel corso delle giornate sono state documentate decine di presenze tra cantanti, conduttori e ospiti del festival, tra cui ArisaFedezLaura PausiniBrunori Sas e Carlo Conti.

Bresh a Sanremo 2026 04 di Iván Trejo, CC BY-SA 4.0, da Wikimedia Commons

Parallelamente, un secondo gruppo di volontari si è mosso in città, realizzando circa 150 interviste a spettatori, addetti ai lavori e figure note presenti al festival. 

Tra gli intervistati figurano personalità del mondo dello spettacolo e dell’informazione come Giancarlo MagalliAmedeo Goria e il cantautore Brunori Sas, insieme a creator e influencer attivi sui social media.

Brunori Sas al Festival di Sanremo 2026 01 di Ferdinando Traversa, CC BY-SA 4.0, da Wikimedia Commons

Utilizzo delle immagini nei progetti Wikimedia

Nel corso dell’iniziativa sono state aggiornate le voci relative a 89 artisti e personalità presenti al festival e sono stati effettuati 515 caricamenti su Wikimedia Commons all’interno della categoria dedicata.

Attraverso lo strumento di monitoraggio GLAMorous è stato possibile analizzare il riutilizzo dei file nei diversi progetti Wikimedia. Alla data di rilevazione, le immagini risultano utilizzate 449 volte nelle pagine dei progetti, pari al 21,36%dei file presenti nella categoria.

Il riuso interessa complessivamente 47 edizioni linguistiche di Wikipedia e altri progetti collegati, tra cui Wikidata, dove si registrano 66 utilizzi. Le versioni linguistiche con il maggior numero di impieghi sono la Wikipedia in italiano, con 107 utilizzi, seguita da quella in inglese (48) e in tedesco (34).

Questi dati evidenziano come la documentazione fotografica realizzata durante eventi ad alta visibilità mediatica possa essere rapidamente integrata nelle voci enciclopediche, contribuendo ad aggiornare l’apparato iconografico in più lingue e confermando il ruolo di Wikimedia Commons come archivio di contenuti liberi riutilizzabili.

Fulminacci (headshot) di Ferdinando Traversa, CC BY-SA 4.0, da Wikimedia Commons

La percezione pubblica di Wikipedia e della conoscenza libera

Le interviste realizzate durante il festival volevano raccogliere opinioni e conoscenze del pubblico riguardo a Wikipedia, al funzionamento dei progetti Wikimedia e, più in generale, al tema della conoscenza libera.

Le domande hanno riguardato il ruolo e l’importanza di un’enciclopedia accessibile a tutti, la centralità delle fonti nella costruzione dell’informazione, la consapevolezza delle modalità di partecipazione – dal volontariato alle donazioni – e la percezione dei meccanismi di scrittura e revisione delle voci. Agli intervistati è stato inoltre chiesto quali associazioni spontanee evocasse la parola “Wikipedia”.

Dalle interviste è emersa in prevalenza una percezione positiva dell’enciclopedia, considerata uno strumento utile e diffuso. Le domande rivolte al pubblico hanno inoltre riguardato il funzionamento dei processi editoriali, tra cui chi può modificare le voci e quali regole ne disciplinano la scrittura, consentendo di raccogliere opinioni e dubbi sul tema dell’affidabilità delle informazioni online.
 
 Nel complesso, le interviste hanno restituito l’immagine di un pubblico che continua a fare ampio uso di Wikipedia e che ne riconosce il valore, ma che spesso non conosce nel dettaglio i principi e le pratiche che ne regolano il funzionamento. Questo scarto tra uso quotidiano e comprensione dei processi interni rappresenta uno degli elementi più rilevanti emersi dall’attività di ascolto condotta durante il festival.

Laura Pausini a Sanremo 2026 02 di Ferdinando Traversa, CC BY-SA 4.0, da Wikimedia Commons

Le prospettive future del progetto sanremese

L’iniziativa di Sanremo è stata concepita come un progetto pilota per testare modalità di comunicazione diretta con il pubblico in contesti mediatici ad alta visibilità.
 
L’esperienza ha permesso di sperimentare la possibilità di integrare l’attività di documentazione enciclopedica con la divulgazione dei valori dell’associazione,  di sviluppare nuovi contatti e di aprire la strada a nuove esperienze di questo tipo.

Immagine in evidenza: Ingresso teatro Ariston – Festival di Sanremo 2026 – 27 febbraio – 3 (cropped) di Laurentius, CC BY-SA 4.0, da Wikimedia Commons

Sono stati selezionati i vincitori del bando musei, archivi e biblioteche (MAB) 2026 di Wikimedia Italia.

I nove progetti scelti quest’anno si distinguono per la varietà dei patrimoni coinvolti e per l’attenzione alla condivisione open access di materiali eterogenei: dalle collezioni teatrali ai fondi scientifici, dagli archivi del movimento LGBTQ+ al fumetto per l’infanzia, fino alla valorizzazione del patrimonio urbano e museale locale.

Il bando MAB

Il bando MAB, promosso da Wikimedia Italia in collaborazione con ICOM Italia e Creative Commons Italia, sostiene progetti di digitalizzazione, descrizione e pubblicazione online di contenuti culturali con licenze libere, favorendo la diffusione della conoscenza e il riuso del patrimonio su Wikipedia e sugli altri progetti Wikimedia.

Dal 2021, il bando ha finanziato numerose iniziative provenienti da istituzioni culturali di tutta Italia, contribuendo alla crescita di contenuti aperti e verificati sul patrimonio culturale italiano.

Clicca qui per leggere le storie del bando MAB 2025 di Wikimedia Italia

La commissione di valutazione ha ritenuto particolarmente meritevoli di finanziamento i progetti presentati dalle seguenti istituzioni.

Fondazione Rosellini per la Letteratura Popolare

La Fondazione Rosellini di Senigallia è una delle realtà più importanti in Italia per la conservazione e valorizzazione del fumetto italiano. Nel patrimonio da essa custodito rientra la collezione completa del “Corriere dei Piccoli”, una delleriviste più influenti della storia dell’editoria italiana per l’infanzia. La fondazione avvierà la digitalizzazione delle prime annate del “Corrierino”, precisamente quelle pubblicate tra il 1908 e il 1914, fino all’inizio della Prima Guerra Mondiale.
 
Al termine dell’attività di digitalizzazione, i risultati del progetto saranno presentati nell’ambito di un convegno pubblico ospitato presso la sala conferenze della Biblioteca Comunale Antonelliana di Senigallia, cui farà seguito una mostra documentaria.

Fondazione Teatro Regio di Torino

Dopo il progetto realizzato per il bando MAB del 2025, dedicato alla digitalizzazione dei bozzetti scenografici e dei figurini di costumi, la Fondazione Teatro Regio di Torino prosegue il percorso di apertura del proprio patrimonio con un nuovo intervento incentrato sulla collezione dei libretti d’opera.

La raccolta comprende circa 6.000 esemplari, databili tra la seconda metà degli anni Venti del Settecento e la seconda metà del XX secolo, tra cui libretti relativi a prime esecuzioni assolute di grande rilievo storico, come La bohème di Giacomo Puccini. Il progetto prevede la digitalizzazione, la descrizione catalografica e la pubblicazione su Wikimedia Commons di 600 libretti appartenenti alla collezione del Teatro, mettendo a disposizione fonti primarie di rilievo per lo studio e la ricerca sull’opera lirica.

Associazione Comitato Mura di Padova APS

L’Associazione Comitato Mura di Padova APS, attiva da oltre 50 anni nella tutela e nello studio delle fortificazioni cittadine, ha raccolto nel tempo un vasto patrimonio di fotografie, mappe e documenti storici sulle mura e sul sistema idrografico della città: le mura di Padova sono le più lunghe mura rinascimentali giunte fino ai nostri giorni.
 
Il progetto proposto mira a valorizzare e rendere accessibile online parte di questo patrimonio attraverso le piattaforme Wikimedia, in particolare: la pubblicazione su Wikimedia Commons di almeno 300 fotografie storiche60 mappe originali1 video e 30 immagini realizzate con drone; la trascrizione su Wikisource di almeno una pubblicazione storica non più soggetta a diritto d’autore. È prevista, inoltre, la pianificazione di attività partecipative come wiki-gite ed editathon.

MOS – Movimento Omosessuale Sardo ODV. Associazione di politica, cultura e socializzazione queer

Il MOS – Movimento Omosessuale Sardo ODV, associazione attiva dal 1992 in Sardegna, si occupa di politica, cultura e socializzazione queer. Nel corso degli anni ha sviluppato il Centro di Documentazione LGBTQ+ Marilena Sini, una delle poche biblioteche italiane specializzate in tematiche LGBTQ+, oggi parte del Sistema Bibliotecario Nazionale dal 2022.

Il progetto del MOS mira a recuperare, catalogare e digitalizzare i materiali grafici, fotografici e multimediali prodotti dall’associazione in oltre 34 anni di attività. Oltre 500 documenti verranno caricati su Wikimedia Commons, tra cui: manifesti, locandine e volantini, video e audio di campagne contro l’omotransfobia e sull’HIV/AIDS.

Musei Civici di Reggio Emilia

Musei Civici di Reggio Emilia, insieme alla Biblioteca Panizzi e alla Biblioteca scientifica “C. Livi”, realizzeranno un progetto per migliorare la presenza e la qualità delle informazioni sul patrimonio culturale reggiano nei progetti Wikimedia, attraverso la digitalizzazione e la pubblicazione di contenuti provenienti dalle proprie collezioni e archivi.

In particolare, il progetto prevede la produzione e la pubblicazione su Wikimedia Commons di circa 200 immagini relative a opere, reperti, ambienti e sedi museali, corredate da metadati completi, oltre alla creazione o al miglioramento di circa 20 voci su Wikipedia e all’aggiornamento di circa 100 item su Wikidata collegati ai vari materiali.
 
Una componente rilevante del progetto sarà dedicata alla valutazione dell’impatto delle attività realizzate: verranno raccolti e analizzati i dati relativi alla fruizione delle collezioni – richieste e contatti da parte di studiosi e ricercatori, dati di visita – e le visualizzazioni delle voci Wikipedia nel periodo 2010-2025, al fine di verificare se l’incremento dei contenuti aperti abbia contribuito a una maggiore conoscenza delle collezioni e, indirettamente, all’aumento delle visite in sede.

Una parte centrale sarà infine dedicata alla restituzione pubblica e al coinvolgimento della comunità, attraverso l’organizzazione di due editathon con visite guidate aperte al pubblico, affiancate da una conferenza di presentazione dei risultati ottenuti.

Università Cattolica del Sacro Cuore – Sistema Bibliotecario d’Ateneo

In occasione della pubblicazione del libro “La città in scena: 1815-1822”, che raccoglie una cronologia consultabile di eventi inerenti alla scena musicale napoletana del primo Ottocento, il Sistema Bibliotecario d’Ateneo dell’Università Cattolica del Sacro Cuore intende tradurre il contenuto su Wikidata. L’obiettivo è creare un set di dati strutturati che descriva eventi, luoghi, persone, opere e contesti istituzionali.

Il progetto non prevede la digitalizzazione di immagini, ma si concentra sulla produzione di dati di qualità, interconnessi, citabili e riusabili, che potranno essere utilizzati per migliorare le voci di Wikipedia e per collegare tra loro le relative informazioni.

Polo museale della Città di Teramo

Il Polo museale della Città di Teramo, che coordina la Pinacoteca Civica e undici siti cittadini tra aree archeologiche e monumenti urbani, avvierà una campagna strutturata di digitalizzazione e valorizzazione del proprio patrimonio.

Il progetto prevede la realizzazione di fotografie ad alta risoluzione e rilievi fotogrammetrici bidimensionali e tridimensionali, che saranno pubblicati su Wikimedia Commons con metadati strutturati e collegati a Wikidata e OpenStreetMap. 

Università degli Studi di Urbino Carlo Bo – Settore Biblioteche di Ateneo

In occasione di una mostra dedicata a Paolo da Middelburg, prevista per maggio 2026 presso la Biblioteca Universitaria San Girolamo, l’istituzione intende ricostruire e digitalizzare integralmente l’eredità scientifica della “Scuola di Urbino”. Il progetto prevede la digitalizzazione di un importante fondo antico scientifico, databile tra XV e XVIII secolo, composto da volumi a stampa e carte manoscritte.
 
Le opere saranno pubblicate integralmente su Wikimedia Commons con licenze libere, rendendo accessibili online testi e manoscritti finora consultabili solo in sede. Particolare attenzione sarà dedicata all’estrazione e alla categorizzazione delle illustrazioni scientifiche – diagrammi tecnici, xilografie e calcografie – che potranno essere riutilizzate per arricchire alcune voci enciclopediche presenti su Wikipedia.

Istituto italiano di studi germanici

Il progetto dell’Istituto italiano di studi germanici vuole valorizzare materiali rari appartenenti al Fondo Giuseppe Gabetti, che documenta le esplorazioni groenlandesi di inizio Novecento e le relazioni scientifiche tra Italia e Paesi nordici.

L’iniziativa prevede la pubblicazione su Wikimedia Commons, con licenze libere,di un corpus di immagini che comprende cartografie, tavole, documentazione fotografica, ritratti di esploratori, geografi, scienziati, autorità e acquerelli di paesaggi, accompagnati da metadati descrittivi e dati strutturati collegati a Wikidata.

Sostieni anche tu la conoscenza libera

Grazie alla collaborazione tra le istituzioni culturali e Wikimedia Italia, anche nel 2026 i vincitori del bando MAB daranno un contributo importante alla valorizzazione del patrimonio culturale.

Il bando MAB è sostenuto da Wikimedia Italia attraverso i fondi raccolti grazie alle donazioni dei cittadini.

Se anche tu vuoi contribuire a diffondere la conoscenza libera nel nostro Paese, puoi fare una donazione oggi stesso. Anche un piccolo gesto può avere un grande impatto!

Immagine in evidenza: Corrierino-dei-piccoli (cropped) di cloppj, Pubblico dominio, da Wikimedia Commons

Democrazia sul banco degli imputati

Thursday, 26 March 2026 12:38 UTC

Da tempo e sempre più frequentemente l’arma legale viene usata per intimidire o mettere a tacere voci scomode impegnate su temi di interesse pubblico. La pratica è nota come SLAPP, acronimo di Strategic Lawsuit Against Public Participation (Azione legale strategica contro la partecipazione pubblica).

Le SLAPP sono cause civili o penali che, pur essendo formalmente legittime, vengono promosse con finalità dissuasive. Ad esempio può essere considerata una SLAPP una causa ad un giornalista con l’obiettivo di impedirgli di continuare a lavorare liberamente, ostacolando la diffusione pubblica di una informazione. Solitamente si procede tramite azioni per diffamazione con richieste di risarcimento molto elevate, talvolta addirittura milionarie, tali da mettere in difficoltà chi prova a realizzare delle inchieste e da creare un effetto di timore diffuso: come esempio, si riporta l’azione intentata nel 2023 dalla compagine petrolifera Shell contro Greenpeace onde intimare a quest’ultima ad interrompere ogni protesta, pena il perseguimento di risarcimenti fino a £7 milioni.

Si tratta, evidentemente, di pratiche che incidono sui diritti fondamentali riconosciuti a livello europeo, con particolare riferimento alle libertà di espressione e di informazione (art. 10 della Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo, nonché art. 21 della Costituzione italiana).

Contro questo fenomeno in Europa si è costituita l’associazione CASE (Coalition Against SLAPPs in Europe), che raccoglie oltre 120 associazioni ed organizzazioni non governative impegnate nel monitoraggio delle SLAPP.

Lo stato dell’attività SLAPP in Europa è sintetizzato in un rapporto annuale elaborato per CASE dalla Daphne Caruana Galizia Foundation (intitolata alla giornalista maltese assassinata in un attentato dinamitardo nel 2017).

Nell’ultimo rapporto, pubblicato nel gennaio 2026 e denominato Democracy in the Dock, emergono aspetti non positivi. Nel quindicennio intercorso dall’inizio della mappatura, nel 2010, si sono registrati 1.303 casi di SLAPP in 43 Stati europei, di cui 167 nel solo 2024. Si tratta di dati in crescita, a dimostrazione della perdurante diffusione della pratica. Si teme, inoltre, che le minacce siano ben più di quante dichiarate, arrivando spesso queste prima dell’avvio di un giudizio (es.: minacce legali da parte degli avvocati).

I soggetti più colpiti, oltre ai giornalisti, sono attivisti, associazioni per i diritti umani, organizzazioni ed accademici impegnati su temi pubblicamente sensibili quali corruzione, attività economiche e/o governative, ambiente e politica. I ricorrenti sono spesso grandi aziende o personalità politiche, ossia soggetti che dispongono di ingenti risorse economiche, acutizzando così lo squilibrio tra le parti.

Uno sviluppo positivo è invece rappresentato dalla Direttiva (UE) 2024/1069 adottata dal Parlamento europeo e dal Consiglio dell’Unione Europea, volta ad introdurre strumenti per contrastare le cause manifestamente infondate o intimidatorie. La direttiva dovrà essere recepita dagli Stati membri entro maggio 2026. Il rapporto segnala, tuttavia, come questa offra tutele soprattutto nelle cause transfrontaliere (appena l’8,5% dei casi), non garantendo invece una sufficiente armonizzazione per le questioni di carattere nazionale. Nei mesi a venire saranno pertanto da monitorarne con attenzione gli effetti, onde eventualmente intervenire con proposte mirate al legislatore per correggerne i punti deboli.

Wikimedia Italia, nella sua azione di diffusione della conoscenza libera, si trova ad incrociare ostacoli di questo tipo e fa parte e supporta la CASE e le iniziative volte a garantire il rispetto delle libertà costituzionali di espressione ed informazione, anche contro quei pretestuosi ricorsi alla giustizia impiegati come strumenti di intimidazione o censura preventiva.

Immagine: Freedom of Speech Includes The Press di Narih Lee, CC BY 2.0, da Wikimedia Commons

Wikipedia e l’IA

Monday, 3 November 2025 03:51 UTC

L’altro giorno, parlando di Grokipedia, ho accennato al fatto che Wikipedia deve per forza fare i conti con l’intelligenza artificiale. Qui provo a spiegare come io vedo la situazione. Premetto che tutto quello che scrivo riflette esclusivamente il mio pensiero, non quello della comunità di Wikipedia in lingua italiana, di Wikimedia Italia o tanto meno della Wikimedia Foundation.

Il primo punto da considerare è capire perché usare l’IA. Attenzione: non sono luddista, e non ho nulla a priori contro il suo uso. Spero però che nessuno creda davvero che gli LLM siano creativi, riuscendo quindi a scrivere qualcosa di davvero nuovo e non rimasticato (pur molto bene): d’altra parte se ci riuscissero il testo sarebbe considerato una ricerca originale (RO) che in Wikipedia è assolutamente vietata, perché tutto deve essere verificato indipendentemente. (Nota: mentre sto scrivendo c’è una curiosa convergenza tra utenti destrorsi e sinistrorsi che stanno cercando di far passare il concetto che le ricerche originali si possono usare). E taciamo sul fatto che le “ricerche originali” degli LLM sono spesso cose che non stanno né in cielo né in terra: ultimamente abbiamo avuto l’utente LugAIno che scriveva testi più o meno casuali sulla città di Lugano. Aggiungiamo poi che c’è il gtrande rischio che il testo generato, specialmente se si parla di un argomento di nicchia, potrebbe essere troppo simile alla fonte originale e pertanto essere una violazione di copyright. Non sapere quali siano le fonti non ci permette nemmeno di scoprirlo.

Da qui si passa al secondo punto: Wikipedia richiede di inserire le fonti delle affermazioni indicate, cosa che di solito non si ha con gli LLM: ci sono delle eccezioni, come Copilot e Perplexity, ma anche se loro affermano di indicare da dove hanno preso le informazioni questo non significa molto. L’altra settimana per esempio, chiedendo a Perplexity quando una chiesa milanese era stata eretta come basilica minore, Perplexity mi “citò una fonte” secondo cui il decreto relativo era stato emesso nel luglio 2025… da papa Francesco.

Ciò detto, non c’è nessuna ragione intrinseca per vietare tout court l’uso dell’IA per migliorare le voci: quello che serve è che non si copincolli il testo creato ma lo si controlli e lo si corregga dove necessario. Alcuni esempi di uso dell’IA? Il recupero di fonti (reali…) che possono utilmente ampliare quanto già scritto; la revisione di un testo in modo che sia più scorrevole; la traduzione di quanto già presente in un’altra edizione linguistica di Wikipedia (ma in questo caso ricordatevi di citarla come fonte!). L’IA è molto brava a fare il lavoro sporco, proprio perché in pancia ha una quantità enorme di informazioni. L’importante è appunto non dimenticarsi che l’intervento umano continua a essere necessario.

Ultimo aggiornamento: 2025-12-29 18:46

Il Codice Urbani vale solo in Italia

Monday, 14 July 2025 02:51 UTC

La corte di appello di Stoccarda ha confermato che il Codice Urbani vale solo all’interno dell’Italia. Il codice Urbani è quello che afferma che un’opera anche fuori copyright perché vecchia di secoli può essere soggetta a “una tutela”; questo significa che se io voglio usare un’immagine dell’uomo vitruviano di Leonardo devo chiedere a chi gestisce l’immagine il permesso, e presumibilmente pagare per il diritto di usarlo. Bene: Ravenburger aveva prodotto un puzzle con l’uomo vitruviano, il ministero della Giustizia e le Gallerie dell’Accademia di Venezia hanno fatto causa, Ravensburger ha fatto una controcausa, e il risultato è che il puzzle può essere venduto tranquillamente al di fuori dell’Italia. La Corte non si è espressa sulla legalità del codice Urbani ripetto alla direttiva copyright, né poteva farlo; in pratica ha detto “non ci curiamo di cosa fate in Italia, affaracci vostri”.

Non credo che il nostro governo cambierà posizione: questo significa che noi italiani saremo cornuti e mazziati. Chissà se chiederanno anche di oscurare le immagini di Wikipedia se ci si connette dall’Italia…

Davvero tutte le foto sono artistiche?

Thursday, 22 May 2025 02:51 UTC

È in corso di discussione alla Camera la proposta di legge 2224, presentata da due deputati di Fratelli d’Italia e due di Forza Italia, avente titolo “Modifiche alla legge 22 aprile 1941, n. 633, in materia di tutela del diritto d’autore relativo alle fotografie”. Cosa dice questa proposta? Facciamo prima un passo indietro, e vediamo cosa dice attualmente la legge sul diritto d’autore.

Ci sono due tipi di tutela delle fotografie (il termine è da intendersi in senso molto lato: ovviamente non c’è più bisogno di avere pellicola o simili per avere una foto, pensate alle foto fatte con il furbofono). Da un lato ci sono le fotografie artistiche, dove si sottintende un atto di creatività del fotografo: queste fotografie sono equiparate ai libri, nel senso che hanno la stessa tutela (il copyright scade settant’anni dopo la morte dell’autore). Dall’altro ci sono le fotografie che non hanno creatività e sono semplicemente di tipo descrittivo: questa categoria comprende anche i singoli fotogrammi cinematografici e le foto di opere d’arte. Queste immagini hanno una protezione che dura vent’anni. La proposta di legge si occupa solo di quest’ultimo tipo di fotografie, e porta da venti a settanta anni la loro protezione. In altre parole, non potremmo per esempio usare per altri sette-otto anni una foto che mostra una strada cittadina nei primi anni ’60 per mostrare come i centri storici erano intasati dalle auto.

Ribadisco: stiamo parlando di foto che per definizione del legislatore non hanno alcuna creatività, che dovrebbe essere il concetto su cui si basa tutto il diritto d’autore. A questo punto mi sa che il prossimo passo sarà la tutela degli scatti automatici, perché si dirà che c’è comunque l’autorialità di chi ha posizionato la fotocamera in quel punto e poi ha definito l’algoritmo che decide il momento in cui la foto viene scattata…

Ma c’è una cosa ancora più ironica. L’unico motivo che io vedo alla base di questa proposta di legge è che qualcuno ritiene che in questo modo i fotografi potrebbero guadagnare tanti soldi con i diritti di queste foto, che adesso possono essere usati dopo vent’anni che non sono pochi ma nemmeno troppi: come ho detto, le foto creative sono già tutelate dalla legge. Bene. Pensateci un attimo. Stiamo parlando di foto puramente descrittive, senza nulla di artistico. Se io avessi bisogno di un’illustrazione di questo tipo e dovessi pagare per usarla, farei molto prima a generare un’immagine con l’intelligenza artificiale. Il fatto stesso che questa immagine è una mera descrizione elimina a priori i problemi di una possibile violazione di copyright, e in questo modo non solo non pago nessuno ma non devo neppure aggiungere una didascalia indicante l’autore. Non so che ne pensiate voi, ma per me una legge come questa sembra solo un boomerang.

Doxxing su Wikipedia

Monday, 10 February 2025 03:51 UTC

Leggo su Slate che la Heritage Foundation, il think tank americano che sta gestendo il famoso Project 2025 che tanto piace a Trump, vuole “identificare e prendere di mira” gli utenti di Wikipedia che secondo loro “abusano della loro posizione” su Wikipedia. Il motivo del contendere dovrebbe essere il fatto che quegli utenti sono filopalestinesi.

Non entro sulla neutralità o meno delle voci in questione, che non ho nemmeno guardato. Sono almeno quindici anni che affermo che Wikipedia non può dare la verità, ma al più la verificabilità di quello che scrive (e sì, lo so che a volte non riesce nemmeno a fare quello). Quello che è proccupante è l’intimidazione degli utenti. Come sapete, anche quando nell’enciclopedia non si scrive come anonimi quello che si legge come autore è solo il nickname scelto: nel mio caso per esempio io mi firmo “.mau.”, con scarsissima fantasia. Il nickname, oltre che essere figlio della cultura di rete degli anni ’90, serve anche nel caso di testi che potrebbero generare reazioni anche sulla persona: chi scrive su argomenti delicati potrebbe quindi decidere di farlo sotto pseudonimo, cosa che non dovrebbe nuocere a Wikipedia perché si immagina che le affermazioni inserite abbiano le fonti a supporto e altrimenti verrebbero tolte, nome vero o falso che abbiano.

Io indico esplicitamente sulla mia pagina utente il mio nome e cognome, ma io non scrivo su temi caldi. Inoltre io sono da così tanti anni in rete e ho scritto pubblicamente così tante cose che trovare informazioni su di me è banale, e comunque parto sempre dal principio che tutto quello che scrivo potrà essere usato contro di me, e quindi sto attento a quello che scrivo. Ma appunto non è troppo difficile trovare informazioni su qualunque persona scriva in rete, se si cerca con sufficiente sforzo: tutto questo è il doxxing, e ne vediamo esempi tutti i momenti. Anche nel nostro piccolo circola una lista di “veri nomi di amministratori di Wikipedia in italiano” (con alcuni errori), tanto per dire.

Il fatto è che il doxxing è MOLTO pericoloso, sicuramente molto più della boutade di Musk che offre un miliardo di dollari a Wikipedia se cambierà il nome in Dickopedia. (Poi uno si può chiedere perché rosica così tanto, ma la gente è spesso strana). Io preferisco una Wikipedia poco perfetta a una Wikipedia ingessata, anche se la Heritage Foundation avesse ragione sulla mancata imparzialità di quelle voci: si comincia così e non si sa mai dove si finisce, anzi lo si sa benissimo.

L’arte s’ha da pagare

Friday, 1 November 2024 03:51 UTC

l'aceto balsamico con l'immagine del duca d'Este Bisogna dire che i giudici italiani sono coerenti. Anche nella causa per l’uso non autorizzato dell’immagine del duca d’Este su un aceto balsamico, la corte d’appello di Bologna ha dato ragione al ministero della Cultura: non importa se le immagini sono di opere ovviamente fuori copyright, e non importa nemmeno se sono semplici immagini e non gli originali: se la vuoi usare per scopi commerciali, devi avere l’autorizzazione relativa (e immagino sganciare soldi, che ce n’è sempre bisogno). Per fortuna io non ho scopi commerciali né diretti né indiretti, quindi posso lasciare l’immagine incriminata.

Avrei forse capito se l’autorizzazione fosse necessaria per evitare usi distorti, anche se si potrebbe partire con una discussione sulla possibilità o meno di parodia. Ma non pare il caso, visto che si afferma che questi beni, una volta usati per lucro, perderebbero il loro valore come beni riconosciuti e protetti dalla legge. Ma questo, almeno a mio parere, dovrebbe allora valere anche per gli usi non a fini di lucro. Peggio ancora, il Codice dei Beni Culturali nasce (lo dice esso stesso) per “preservare la memoria della comunità nazionale e del suo territorio e promuovere lo sviluppo della cultura”, in accordo all’articolo 9 della Costituzione.

Continuo a pensare che se questa è l’idea del MiC almeno siano coerenti e vietino tutti gli usi pubblicitari del patrimonio culturale italiano, a partire dai loro. Mi chiedo solo quando qualcuno verrà a bloccare l’uso di quelle immagini su Wikipedia, visto che la licenza prevede il riuso commerciale e – fatto salvo per le opere fotografate per Wiki Loves Monuments – non mi pare proprio sia stata richiesta un’autorizzazione e qiundi non importa se quelle immagini sono solo per motivi di studio e ricerca.

Ci sono giornalisti e giornalisti

Sunday, 8 September 2024 17:03 UTC

L'IP che ha eliminato la data di morte di Schillaci Purtroppo pare che Totò Schillaci abbia avuto una recidiva del tumore al colon che l’aveva colpito. Purtroppo la mamma dei cretini è sempre incinta, e un utente anonimo oggi alle 15 aveva modificato la voce di Wikipedia sul protagonista di Italia 90, indicandone la morte. La falsa notizia è stata tolta un paio d’ore dopo da un altro utente anonimo, non prima che Repubblica scrivesse ” Addirittura il profilo di Wikipedia, come spesso accade, aveva proposto un aggiornamento di pessimo gusto annunciando la scomparsa nel 59enne proprio in data 8 settembre 2024.” (sì, la frase non ha senso: se il vandalo ha scritto oggi e l’articolo è di oggi, specificare la data non serve a nulla).

L’utente che ha inserito la morte di Schillaci è un siciliano non meglio identificabile, almeno con le informazioni pubbliche che io come tutti voi ho a disposizione. Invece si sa qualcosa di più dell’utente che ha tolto la data di morte, come potete vedere dall’immagine: si connetteva dalla sottorete pubblica del Messaggero, e presumibilmente è un giornalista. Per quel poco che può valere, voglio ringraziarlo pubblicamente.

Ultimo aggiornamento: 2024-09-08 19:03

Certe cose non cambiano mai

Friday, 12 July 2024 08:50 UTC

Per la quarta volta la Wikimedia Foundation non è stata accettata come membro osservatore WIPO. (Ne avevo già parlato due anni fa, quando si era provato a chiedere di entrare come osservatori i capitoli nazionali).
Per la quarta volta il veto è arrivato dalla Cina.
Direi che non c’è molto da aggiungere.

Ultimo aggiornamento: 2024-07-12 10:50

La grande bontà della SIAE

Friday, 31 May 2024 02:51 UTC

il logo SIAE Mi ero perso questo articolo di Capodanno, che raccontava di come un giudice di pace aveva dato torto alla SIAE in un caso in cui una rivista aveva pubblicato delle foto di opere di autori contemporanei ed era stata citata a giudizio perché non aveva pagato i diritti: nella sentenza il giudice ribadì “il principio cardine della legge sul diritto d’autore, in base alla quale è libero l’uso delle immagini ai fini di critica e discussione e purché non costituiscano concorrenza all’utilizzazione economica”.

Mi ero anche perso (occhei, non è che io legga più tanto spesso Repubblica questo articolo di mercoledì, dove il gruppo GEDI si lamentava perché giornali e riviste – ma anche i musei – faticavano a sapere quanto avrebbero dovuto pagare per l’uso delle immagini, e in caso il preventivo arrivasse era esorbitante.

Ora il presidente della SIAE Salvatore Nastasi annuncia che le cose cambieranno: «Nei prossimi giorni proporrò al consiglio di gestione della Società una soluzione che rispetti le norme ma che consenta di mettersi al passo coi tempi e in linea con le principali nazioni europee. Va infatti ricordato che in Europa ogni Paese tratta questo argomento in maniera diversa».

Vi siete accorti di una cosa? Nastasi non parla di legge, anche perché come citato sopra il testo della legge parla chiaro: se stai raccontando di una mostra (diritto di cronaca) e usi immagini che non possono in pratica essere rivendute come opere tu hai il diritto di farlo. Nastasi sta dicendo che la SIAE eviterà benignamente di chiederti i soldi, sapendo che citarti a giudizio porterebbe a un’ulteriore sconfitta: certo, tra un paio d’anni, ma gente tignosa ce n’è sempre. D’altra parte il punto è sempre lo stesso: gli autori, soprattutto quelli piccoli che ottengono solo le briciole e presumibilmente non vedono nemmeno un euro di questi diritti che finiscono in un unico calderone, ci guadagnano di più a essere citati in un articolo di giornale o nella brochure di una mostra oppure nel modo che la SIAE persegue attualmente?

D’altra parte è una vita che Wikipedia aspetta un decreto attuativo che specifichi quale sia la bassa risoluzione per le immagini ammessa dal comma 1 bis dell’articolo 70 della legge sul diritto d’autore, e immagino che finché ci sarà la SIAE potremo aspettare ancora una vita o due…

Autarchia artistica

Monday, 8 April 2024 02:51 UTC

Particolare dell'uomo vitruviano
L’anno scorso un tribunale italiano aveva stabilito che Ravensburger doveva pagare i diritti allo stato italiano se voleva fare un puzzle raffigurante l’Uomo vitruviano di Leonardo, insomma la figura che vedete su una faccia delle italiche monete da un euro. Come fa a essere sotto copyright? forse vi chiederete. La risposta è “no, non è ovviamente sotto copyright né lo è mai stato, ma lo Stato Italiano nella sua indefinita saggezza ha deciso che le opere da esso possedute non possano essere riprodotte se non pagando al suddetto Stato un balzello. Tutto questo è stato definito più volte da governi di ogni colore, dal Codice Urbani sotto la buonanima di Berlusconi all’Art Bonus di Franceschini fino agli attuali tariffari (oggettivamente da poco ridotti di costo) con l’attuale governo.

Qualche giorno fa, però, una corte di Stoccarda ha sostanzialmente detto “In Italia potete fare quello che vi pare, o quasi: ma non potete pretendere che all’estero si rispetti quella che è una vostra legge locale”. Qual è il risultato pratico? Lo Stato (cioè noi) ha sprecato un po’ di soldi per fare un’inutile causa in Germania; Ravensburger e gli altri si limiteranno a non vendere in Italia cose basate su opere d’arte italiana; e noi rimarremo cornuti e mazziati. Ma forse è tutta una manovra dell’attuale governo, che si sta fregando le mani all’idea che potrà autarchicamente rafforzare l’italica filiera con produttori nostrani felicissimi di pagare per presentare alla nazione la nostra passata ingegnosità.

Perlomeno dal punto di vista di Wikipedia siamo un po’ più tranquilli: l’immagine dell’Uomo vitruviano può tranquillamente restare, e se noi italiani non potremo usarla a fini commerciali qualcuno se ne farà una ragione.

(l’immagine è ovviamente un particolare dell’Uomo vitruviano, vedi Wikimedia Commons)

Paga Pantalone

Monday, 6 November 2023 03:51 UTC

D.M. 161 11/04/2023 LINEE GUIDA PER LA DETERMINAZIONE DEGLI IMPORTI MINIMI DEI CANONI E DEI CORRISPETTIVI PER LA CONCESSIONE D’USO DEI BENI IN CONSEGNA AGLI ISTITUTI E LUOGHI DELLA CULTURA STATALIPiergiovanna Grossi è un’attiva wikipediana. Ma è anche una professoressa a contratto e una ricercatrice, e le è capitato di scrivere un articolo per una rivista locale di settore un articolo sull’attribuzione dell’ex Oratorio del Montirone ad Abano Terme, il tutto corredato con due foto che lei stessa aveva scattato all’archivio di Stato di Venezia. Bene: dopo aver pagato 16 euro per un preventivo, ha ancora dovuto sborsare 2 (due) euro per il privilegio di poter scattare e utilizzare due foto… oltre ad altri 32 euro di marche da bollo.

Il tutto è stato raccontato la scorsa settimana sul Corriere da Gian Antonio Stella (al quale ho un solo appunto da fare. Mi sta anche bene che “è ovvio che l’Italia ha il dovere di mettere dei paletti contro l’uso di foto del David di Michelangelo con delle sneakers ai piedi o del Bacco di Caravaggio con uno smartphone in mano”: ma per quello basta un decreto ministeriale che vieti un uso non documentale delle immagini.) La beffa ulteriore, se ci fate caso, è che dopo tutto il carteggio burocratico con la direttrice i soldi che vanno all’archivio di Stato sono appunto 2 (due) euro: il resto se l’è intascato lo Stato. Insomma, non siamo neppure alla storia del puzzle Ravensburger (che finirà con il produttore che dovrà pagare la sanzione e si guarderà bene da produrre altri puzzle con opere site in Italia, e lo stesso capiterà con tutti gli altri: ottima pubblicità per il nostro patrimonio artistico).

Il ministro Sangiuliano che ha emanato il decreto in questione è solo l’ultimo esponente di una classe politica che è convinta non solo che il patrimonio artistico sia un bancomat, ma anche appunto che si pubblicizzi da solo. Beh, non penso che l’ex Oratorio del Montirone sarà molto visitato, pubblicità o non pubblicità: ma proprio per questo è ancora più sconcertante la richiesta di un balzello…

Wikipedia e i conformismi

Wednesday, 23 August 2023 15:58 UTC

Siamo in estate, non che molto da dire, e così Carlo Lottieri spiega sul Giornale (nella sezione”spettacoli”, chissà come mai) “Così Wikipedia è diventata il baluardo del conformismo“. Bisogna ammettere che Lottieri di conformismo ne sa a pacchi: il suo articolo precedente di domenica si intitola infatti “Così l’università è diventata il regno del conformismo”. Quando hai un bel titolo, perché non sfruttarlo? Io avrei altro da fare, ma sono in spiaggia, fa caldo e per rilassarmi un po’ mi sono messo a commentarlo punto per punto.

Cominciamo da quando Lottieri racconta che

Wikipedia nacque da un’intuizione libertaria. Secondo lo stesso Jimmy Wales, che aveva seguito un corso di teoria economica alla Auburn University, fu la lettura dell’economista Friedrich A. von Hayek a suggerire l’ipotesi di questa enciclopedia on line di cui tutti possono essere i redattori.

Beh, non è proprio così. Inutile dire che l’articolo non contiene nessuna fonte per le affermazioni di Lottieri: mica sta scrivendo Wikipedia. La fonte ve l’ho trovata io e dice questo: “to share and synchronize local and personal knowledge, allowing society’s members to achieve diverse, complicated ends through a principle of spontaneous self-organization.” e ancora “When information is dispersed (as it always is), decisions are best left to those with the most local knowledge.” Tenete a mente soprattutto questa seconda frase. (poi io sono convinto che quella di Jimbo sia una razionalizzazione a posteriori: ricordate che Wikipedia nasce come testo di lavoro per scrivere Nupedia che era tutto meno che autoorganizzata).

Nella più classica costruzione di una polemica, Lottieri continua scrivendo

Sul piano delle informazioni si può essere ragionevolmente fiduciosi che Wikipedia sia credibile, anche grazie al costante monitoraggio riservato a ogni lemma.

(Occhei, i lemmi sono in un dizionario e non in un’enciclopedia, ma evidentemente il liberismo non fa di queste distinzioni) Non che questo sia vero, come sanno tutti quelli che passano tanto tempo su Wikipedia, ma tant’è. Ma poi continua

È però evidente che tra gli autori (tra coloro che spontaneamente e senza remunerazione redigono i testi) è più facile trovare professori di scuola media invece che artigiani, bibliotecari invece che imprenditori, e via dicendo. I primi hanno più tempo a disposizione e spesso si ritengono adeguatamente competenti per trattare questioni di diritto, metafisica, sociologia, letteratura spagnola e via dicendo.

E qui si cominciano a vedere le sue fallacie. Per chi “è evidente”? Perché “è evidente?” Dando per buono che imprenditori e artigiani abbiano meno tempo a disposizione perché loro devono tenere in piedi l’economia – ma vi assicuro che gli imprenditori ci sono eccome, solo che l’unica conoscenza locale che paiono avere è quella del loro CV, e per le regole di Wikipedia in lingua italiana i CV vengono cancellati senza se e senza ma – cosa gli fa dire che loro si ritengono competenti per tutto? Il tutto senza contare che Wikipedia da buona enciclopedia raccoglie e organizza informazioni altrui, e le competenze per organizzare l’informazione sono molto più semplici da ottenere rispetto a quelle per crearla. Continuiamo:

Ne discende che nelle voci dell’enciclopedia on line troviamo uno spirito da servizio pubblico che si converte in un costante tono censorio verso ogni eresia.

Lo spirito da servizio pubblico c’è, tranne per i tanti che ritengono di essere gli unici depositari della verità. Perché si convertirebbe in un tono censorio contro ogni eresia? Non ci è dato di sapere. Forse è perché

Va aggiunto, inoltre, che esiste un comune sentire che unisce la maggior parte di quanti hanno letto, nel corso della loro vita, un certo numero di libri.

Me l’avevano sempre detto, che leggere troppi libri fa male. La conoscenza locale si ottiene lavorando, mica leggendo! Non può poi mancare il solito attacco frontale:

[…] Si tratta dei cosiddetti «amministratori», a cui spetta anche di decidere in un senso o nell’altro quando le divergenze si fanno ingestibili. Basta leggere qualche discussione per comprendere che si tratti per lo più di quella piccola porzione della popolazione che, in Italia, quando al mattino va all’edicola compra La Repubblica oppure il Corriere della Sera.

Per quanto mi riguarda, ho smesso da un pezzo di leggere giornali italiani se non per qualche articolo come questo che mi viene segnalato; ho sentito qualche altro sysop e sono tutti sulla mia linea, anche perché quando uno ha lavorato un po’ su Wikipedia comincia a non fidarsi troppo di qualunque notizia.

Il risultato è una mancanza di senso critico che rende Wikipedia assai sbilanciata a favore di talune posizioni.

Altra affermazione apodittica. Anche ammettendo il percorso logico “essendo gente che legge solo Repubblica e Corriere le loro posizioni sono spiaggiate sul mainstream”, faccio notare come gli amministratori (il soggetto della frase) non scrivono loro le voci su Wikipedia. Possono al più cancellare una voce, ma non piegarla eliminando “il senso critico “. Lo fanno in maniera coercizione bloccando chi non la pensa come loro? Se fosse vero basterebbe fare esempi espliciti. Ricordo che la storia di una voce è pubblica, e si può vedere se c’è una campagna sistematica.

L’unico punto su cui devo dare ragione sul metodo a Lottieri è quello che scommetto gli sta davvero a cuore (oppure su cui gli è stato chiesto di scrivere): quando cioè si lamenta che nella voce sul riscaldamento globale

In effetti, le tesi di quanti sono scettici al riguardo (premi Nobel inclusi) non sono citate: neppure per essere contestate.

Almeno a ora, la sezione relativa non riporta nulla al riguardo, e la cosa è contro le linee guida che richiedono che opinioni in minoranza siano riportate con il rilievo corretto (minimo in questo caso, perché la minoranza è minima, ma non nullo). Al solito, Lottieri si è però dimenticato di fare nomi e ho dovuto mettermici io. A parte la vecchia storia di Rubbia, immagino si riferisca a John Clauser. (Apprezzerete che io abbia scelto un link a suo favore, spero). Non so se notate un fil rouge: Rubbia è un fisico teorico delle particelle, Clauser un fisico quantistico. Sicuramente grandi scienziati, ma la loro “conoscenza locale” della climatologia sarà probabilmente superiore alla mia ma ben lontana dall’essere a tutto campo. E allora che diavolo c’entra Hayek? Chiaramente nulla, almeno per quanto riguarda l’organizzazione di Wikipedia. Spero che a quella voce si aggiunga un capoverso sulle attuali teorie non mainstream, che tra l’altro mi pare siano cambiate nel tempo (prima si negava il contributo antropico, ora si dice che non è rilevante e comunque le variazioni che vediamo sono normali se non ci si limita a considerare gli ultimi 150 anni), ma anche se ci sarà non credo Lottieri sarà contento.

Termino pensando male e facendo peccato. Ora il Giornale è della famiglia Angelucci che ha sicuramente il dente avvelenato contro Wikipedia. Aspettatevi tanti altri articoli così.

Aggiornamento: mi è stato fatto notare che esiste la voce Controversia sul riscaldamento globale. Se però non c’è un collegamento diretto dalla sezione della voce principale,come fa il povero utente (io o Lottieri) a trovarla?

Ultimo aggiornamento: 2023-08-24 08:27

Alessandro Orsini, Wikipedia e querele

Monday, 19 June 2023 09:22 UTC

Alessandro Orsini è un professore universitario (associato, se non sbaglio). È anche un opinionista televisivo, soprattutto a partire dall’invasione russa dell’Ucraina dove la sua posizione nettamente filorussa lo ha fatto diventare un invitato seriale. Un corollario di questa presenza è che i suoi fan hanno cominciato a cercare di inserire la voce su di lui in Wikipedia.

Ma nell’edizione italiana di Wikipedia ci sono varie regole per definire se qualcosa o qualcuno è da ritenere rilevante e quindi inseribile nell’enciclopedia (nel gergo wikipediano si dice “enciclopedico”). Essere professore universitario non rende enciclopedici. Essere un opinionista televisivo meno ancora. La situazione rimase in stallo finché non si notò che nel 2010 Orsini vinse il Premio Acqui Storia con il suo libro Anatomia delle Brigate Rosse. Il Premio Acqui è considerato rilevante, e per traslato anche Orsini è considerato rilevante come scrittore. Le informazioni sulla sua carriera universitaria e la sue apparizioni televisive appaiono, ma come aggiunte secondarie.

Il problema è che il suddetto libro ha avuto in gran maggioranza recensioni molto negative, che quindi occupavano buona parte del contenuto. (Io non l’ho letto, quindi non posso dare un giudizio personale). Questo non piaceva a Orsini e ai suoi fan, e la voce in tutto questo tempo è stata un campo di battaglia. Siamo arrivati al doxxing, con un amministratore che dalle pagine del Fatto Quotidiano è stato accusato da un utente di nickname Gitz6666 di essere in conflitto di interessi su quella voce e si è dimesso; e giovedì scorso un avvocato ha mandato una PEC a Wikimedia Italia (che non c’entra un tubo, ma questo concetto non è mai entrato in testa) chiedendo la cancellazione, entro 5 giorni, della voce su Orsini che ritiene diffamatoria e informazioni sull’identità di sei amministratori di wikipedia in italiano per sporgere querela per diffamazione nei loro riguardi.

Io non dovrei essere tra i sei, considerando che non sono stato contattato: d’altra parte l’unica modifica che avevo fatto su quella voce era stata sostituire alla frase

In occasione della partecipazione di Orsini ad alcune trasmissioni televisive, suscitano diverse polemiche alcune sue posizioni sul tema dell’invasione russa dell’Ucraina del 2022, in particolare l’idea che l’espansione a est della NATO sia concausa della guerra e le critiche alla debolezza dell’Unione europea.

la frase

Durante l’invasione russa dell’Ucraina del 2022 suscitano diverse polemiche alcune sue posizioni, in particolare l’idea che l’espansione a est della NATO sia concausa della guerra.

dove non mi pare di vedere diffamazione. AD ogni modo Wikimedia Italia ha detto di contattare la Wikimedia Foundation, cosa che immagino sia stata fatta perché in questo momento la voce è oscurata e protetta, e immagino non tornerà mai su Wikipedia in lingua italiana se non per circostanze eccezionali, tipo l’assegnazione del Nobel per la pace. Non ho idea se ciò che voleva Orsini fosse proprio la cancellazione e non la sostituzione con un testo agiografico: ad ogni modo è andata così, e Wikipedia sopravviverà anche senza dire a tutti chi è Alessandro Orsini.

Aggiornamento: (12:15) E invece no, a quanto pare a Orsini bastava che il mondo non sapesse attraverso Wikipedia delle stroncature del suo libro. È chiaro che io non capirò mai la mente umana.

Ultimo aggiornamento: 2023-06-19 12:23

Quanto ci costa la cultura

Tuesday, 23 May 2023 02:51 UTC
la finta fontana di Trevi in Brasile

no, non è quella vera

Nel silenzio generale, il mese scorso è stato approvato il D.M. 161 11/04/2023 del Ministero della Cultura, “Linee guida per la determinazione degli importi minimi dei canoni e dei corrispettivi per la concessione d’uso dei beni in consegna agli istituti e luoghi della cultura statali”. In pratica, se uno vuole fare una foto di un monumento (non sotto copyright), magari per una pubblicazione accademica, dovrà sganciare un discreto numero di euro al MiC: euro che forse – ma non è detto – basteranno per pagare i funzionari che dovranno far girare tutta la trafila burocratica. Il tutto cercando di convincere il volgo che ce lo chiede l’Europa, dato che il decreto recita tra l’altro

«VISTA la Direttiva (UE) 2019/790 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 aprile 2019, relativa all’apertura dei dati e al riutilizzo dell’informazione nel settore pubblico e che modifica le direttive 96/9/CE e 2001/29/CE, recepita mediante il decreto legislativo 8 novembre 2021, n. 177»

Il tariffario è assurdo: non lo diciamo noi di Wikimedia Italia ma l’Associazione Italiana Biblioteche, che nota come per esempio chiedere copie digitali costi il triplo delle stesse copie (nel senso di avere la stessa risoluzione) stampate. Ma soprattutto è un ulteriore tassello per impedire di pubblicizzare i nostri beni culturali. Questo non lo pensa solo il governo: in questi giorni il tribunale di Firenze ha sentenziato che non si può usare l’immagine del David di Michelangelo senza autorizzazione e senza aver pagato i diritti (occhei, in questo caso il tariffario dice 20000 euro: il funzionario se lo pagano), con un ulteriore esborso di 30000 euro per l’editore che «ha insidiosamente e maliziosamente accostato l’immagine del David di Michelangelo a quella di un modello, così svilendo, offuscando, mortificando, umiliando l’alto valore simbolico ed identitario dell’opera d’arte ed asservendo la stessa a finalità pubblicitarie e di promozione editoriale». Non che io capisca perché quei soldi debbano andare alla Galleria dell’Accademia e non a un eventuale fondo statale, ma tant’è.

Mi chiedo solo cosa faranno adesso con la copia della Fontana di Trevi costruita in Brasile… altro che Totò!

L’invecchiamento di Wikipedia

Wednesday, 28 December 2022 03:04 UTC


Questo è un frammento della voce attuale di Wikipedia sulla rete tranviaria di Nizza. Tutto bene, se non fosse per il fatto che la linea 2 è in funzione dal 2019 (sono un po’ più veloci di noi, mi sa).

Non è la prima volta che mi è capitato di trovare voci create e poi lasciate lì a vegetare senza aggiornamenti. È ovvio che nessuno è obbligato a mantenere a vita una voce: però casi come questo fanno capire che non bisogna mai dare per scontato quello che si trova scritto…

(L’altra faccia della medaglia è la cancellazione immediata dei cosiddetti “recentismi”, aggiunte su fatti del giorno che tra qualche mese saranno giustamente considerati inutili…)

Anglofilia

Wednesday, 21 December 2022 10:04 UTC

Per comprensibili motivi, io ricevo la rassegna stampa su Wikipedia e Wikimedia. È un po’ sgarrupata, nel senso che devo scartare tutti gli articoli che hanno semplicemente una foto (giustamente) accreditata a Wikimedia Commons, ma va bene così. In genere trovo dai 10 ai 20 articoli: oggi ce n’erano ben 71, quasi tutti dedicati al nuovo “portale enciclopedico” russo presentato ieri e quasi tutti copiati più o meno verbatim dal lancio Adnkronos. Le testate più oneste lo segnalano, le altre fanno finta di niente.

Gli unici fuori dal coro sono stati quelli di Tag43, che hanno intitolato “La Russia prende le distanze da Wikipedia, ecco Znanie”. Naturalmente Znanie in russo significa “conoscenza”, esattamente come l’inglese Knowledge. Solo che evidentemente lo stagista di Adnkronos ha preso un lancio in lingua inglese, l’ha tradotto e non ha pensato che forse i russi non avevano usato un nome inglese per il loro portale; e tutti gli altri stagisti dei quotidiani hanno copincollato il lancio d’agenzia senza farsi troppe domande, che presumo non siano compatibili coi miseri emolumenti che prendono. A questo punto però tanto valeva fare gli autarchici e scrivere che si chiamerà “Conoscenza”, no?

Io non ho nessuna idea di quale sia la linea editoriale di Tag43, ma ho molto apprezzato come hanno trattato questa notizia.

Ultimo aggiornamento: 2022-12-21 11:04

Come farsi aggiornare la voce Wikipedia su di sé

Wednesday, 21 December 2022 03:04 UTC

Emily St. John Mandel è una scrittrice canadese nota per i suoi libri Stazione Undici (credo che ne abbiano fatto anche una serie tv, ma è un campo in cui non mi addentro) e Mare della tranquillità. Qualche giorno fa ha scritto un tweet chiedendo chi poteva intervistarla… per poter far sì che nella sua voce su Wikipedia (in inglese, in quella italiana non era nemmeno scritto che era sposata) che era divorziata. In qualche ora Slate ha pubblicato un’intervista dal titolo che dice “Un’intervista del tutto normale con la scrittrice Emily St. John Mandel” e catenaccio “Solo per chiedere all’autrice di Station Eleven e Sea of Tranquility che ha fatto quest’anno, tutto qui”. E in effetti la voce di en.wiki è stata immediatamente aggiornata. In realtà non serviva nemmeno l’intervista: almeno fino ad oggi, la spunta blu di Twitter è una verifica dell’identità della persona, e quindi la prima fonte che attestava il divorzio è stato quel tweet, sostituito poi dal link all’intervista.

Per quanto la cosa vi possa sembrare stupida (e sicuramente è sembrata tale a Mandel), Wikipedia funziona così. Un’affermazione deve avere una fonte affidabile, e nessuno può sapere se l’utente che scrive “Emily St. John Mandel è divorziata” è effettivamente Mandel o qualcuno che vuole fare uno scherzo. Leggendo il thread su Twitter, però, mi sa che il contributore che le ha detto che “occorreva una fonte comparabile” ha fatto un po’ di casino: come ho scritto, quello che conta è una fonte affidabile che si possa citare con tranquillità.

Un’ultima curiosità: nell’intervista a Slate, Mandel scrive che vedersi ancora definita sposata (si è separata ad aprile dal marito, e il divorzio è stato concesso a novembre) “was kind of awkward for my girlfriend”. Ieri BBC ha scritto un articolo in cui affermavano che si erano offerti anche loro di intervistare Mandel. Com’è, come non è, nel loro articolo quella frase non c’è :-)

Inventori farlocchi del tostapane

Monday, 21 November 2022 03:04 UTC

Adam Atkinson mi ha segnalato questo articolo della BBC in cui si racconta come per dieci anni la voce inglese sul tostapane indicava come suo inventore una persona inesistente di nome Alan MacMasters. A quanto pare, durante una lezione universitaria il professore sconsigliò gli studenti di usare Wikipedia come fonte, facendo l’esempio della voce “toaster” dove si diceva che l’inventore era un tale Maddy Kennedy. L’Alan MacMasters reale era uno di quegli studenti, e un suo amico modificò la voce indicando come inventore appunto “Alan Mac Masters”. Il guaio è che poco dopo il Daily Mirror osannò MacMasters come un grande inventore scozzese, e le citazioni continuarono a crescere, anche perché MacMasters creò una voce sul suo inesistente omonimo con tanto di fotografia (ovviamente ritoccata per farla sembrare ottocentesca). MacMasters fu addirittura proposto come personaggio da raffigurare nelle banconote scozzesi, anche se a quanto pare la Bank of Scotland ebbe dei dubbi e lo scartò. Solo poco tempo fa un ragazzino ebbe dei dubbi sulla biografia di MacMasters e mise in moto le squadre wikipediane di verifica, che hanno scoperto la burla.

E in Italia? MacMasters non è mai stato inserito nella voce, ma nel 2018 un anonimo aggiunse il seguente capoverso:

nel 1897 Carlos Decambrè, inventò il ”tost” che si diffuse in tutta europa. questo tost veniva fatto con del pane normale, prosciutto,tacchino e diversi formaggi. Esso garantiva un buon pranzo per i nobili perchè all’epoca i salumi e i formaggi era cibo considerato da ricchi.

Peccato che le uniche occorrenze in rete del cognome Decambrè siano del tipo “Carlos Decambrè inventò il tostapane”, ovviamente senza fonti perché scopiazzature da Wikipedia senza chiaramente citarla. Questo a parte il fatto che se mi fosse capitato di vedere un’aggiunta sgrammaticata simile l’avrei cassata al volo perché senza fonti attendibili…

“contrafforte volante”?

Monday, 4 July 2022 02:04 UTC

Premetto che ho molti amici traduttori :-) (e un paio di loro sono anche tra i miei ventun lettori… ma ovviamente non sto parlando di loro). In un libro (tradotto dall’inglese) che ho appena letto ho trovato a un certo punto scritta l’espressione “contrafforte volante”. Ora, come penso molti di voi io so più o meno cos’è un contrafforte, ma l’ultima volta che ne ho sentito parlare sarà stato all’inizio del liceo, cioè 45 anni fa (per me che sono anzyano: your mileage may vary). Tra l’altro manco sapevo come si dica in inglese “contrafforte”: sono andato a cercare e ho scoperto che è “buttress”. Una rapida ricerca mi ha fatto trovare la voce di Wikipedia in inglese “flying buttress”: l’ho aperta, ho controllato qual è il nome della versione in italiano e ho scoperto che si dice “arco rampante”. (Ok, a questo punto il mio neurone ha tirato fuori il disegnino dei contrafforti ad archi rampanti, ma questa è un’altra storia)

La mia domanda è semplice. È possibile che un traduttore trovi scritto “flying buttress”, traduca parola per parola, e non si renda conto che il sintagma in italiano non ha senso? È possibile che non gli sia mai venuto in mente di usare Wikipedia in questo modo non standard ma utilissimo per la terminologia tecnica? (E comunque anche Wordreference riporta la traduzione).