Recensione
Homunculus
8.5/10
Recensione di simone2696
-
*Recensione con spoiler*
Homunculus è probabilmente uno dei manga più complessi da recensire. Opera magna di Hideo Yamamoto, autore geniale che non ha certo bisogno di presentazioni.
Il manga racconta le tribolazioni psicologiche di Susumu Nakoshi, un uomo di trentaquattro anni profondamente disturbato e attraversato da una crisi esistenziale. Il suo è un tentativo disperato di recuperare la percezione di sé e di tornare a provare qualcosa di autentico.
Nakoshi è un ragazzo considerato esteticamente sgradevole e cresce, durante l’infanzia e l’adolescenza, nella dolorosa consapevolezza di esserlo. Glielo ripetono tutti, persino suo padre.
Questo giudizio alimenta in lui un profondo complesso di inferiorità e un crescente senso di alienazione, fino a trasformarsi in una vera e propria ossessione per il proprio aspetto fisico e per quello degli altri.
La vergogna di essere giudicato e respinto gli impedisce di camminare a testa alta.
Inizialmente critica e disprezza la società che lo emargina, ma finisce poi per esserne sedotto e completamente fagocitato.
La sua ossessione per l’apparenza lo porta perfino ad abbandonare la sua ex compagna, incinta, soltanto perché non abbastanza bella secondo gli standard sociali. Nakoshi rinuncia così all’unica persona che lo abbia amato per ciò che è davvero, l’unica capace di riconoscere la purezza del suo animo.
È proprio con questo gesto che firma simbolicamente il suo patto con il diavolo: sceglie l’estetica, il lusso e le belle donne, rifiutando la profondità dell’essere e la sincerità dei sentimenti. Entra così in un mondo artificiale, privo di emozioni autentiche, e abbraccia uno stile di vita edonistico che non riuscirà mai a renderlo davvero appagato.
Gli homunculus diventano per Nakoshi la rappresentazione fisica delle distorsioni dell’animo umano, visibili a lui dopo essersi sottoposto alla trapanazione cranica.
È qui che Yamamoto dà il meglio di sé. Le raffigurazioni dei principali homunculus incontrati dal protagonista, insieme alle storie e ai traumi che si nascondono dietro ciascuno di essi, sono vere e proprie opere d’arte. I dialoghi sono intensi e le tavole straordinarie.
Ma cosa sono gli homunculus in realtà? Gli homunculus sono la verità celata dentro ognuno di noi.
L'essenza nascosta ad uno sguardo superficiale esterno ma visibile soltanto con l'occhio dell'anima. Con la profondità dei rapporti e dei legami tra individui. Gli homunculus sono ciò che c'è oltre l'apparenza.
Eppure Nakoshi non riuscirà mai a individuare davvero l’origine del proprio malessere. Fino alla fine continuerà a concentrare la propria attenzione sull’esterno: sull’aspetto, sulla percezione e sull’idea che gli altri hanno di lui. Non comprenderà, probabilmente, che la vera ricchezza e la vera completezza possono essere trovate soltanto dentro se stessi.
Homunculus è anche questo: un riflettore acceso sul mondo delle apparenze in cui viviamo.
Un mondo nel quale tendiamo a circondarci di lusso, oggetti belli e comodità, dimenticando spesso di guardare oltre lo strato scintillante con cui ci rivestiamo. Una realtà che lascia sempre meno spazio all’introspezione, alla comprensione dei propri traumi e alla ricerca della propria identità.
Tutto deve apparire esteticamente perfetto, ma siamo ormai capaci di vedere oltre le stesse apparenze che abbiamo costruito?
Homunculus è probabilmente uno dei manga più complessi da recensire. Opera magna di Hideo Yamamoto, autore geniale che non ha certo bisogno di presentazioni.
Il manga racconta le tribolazioni psicologiche di Susumu Nakoshi, un uomo di trentaquattro anni profondamente disturbato e attraversato da una crisi esistenziale. Il suo è un tentativo disperato di recuperare la percezione di sé e di tornare a provare qualcosa di autentico.
Nakoshi è un ragazzo considerato esteticamente sgradevole e cresce, durante l’infanzia e l’adolescenza, nella dolorosa consapevolezza di esserlo. Glielo ripetono tutti, persino suo padre.
Questo giudizio alimenta in lui un profondo complesso di inferiorità e un crescente senso di alienazione, fino a trasformarsi in una vera e propria ossessione per il proprio aspetto fisico e per quello degli altri.
La vergogna di essere giudicato e respinto gli impedisce di camminare a testa alta.
Inizialmente critica e disprezza la società che lo emargina, ma finisce poi per esserne sedotto e completamente fagocitato.
La sua ossessione per l’apparenza lo porta perfino ad abbandonare la sua ex compagna, incinta, soltanto perché non abbastanza bella secondo gli standard sociali. Nakoshi rinuncia così all’unica persona che lo abbia amato per ciò che è davvero, l’unica capace di riconoscere la purezza del suo animo.
È proprio con questo gesto che firma simbolicamente il suo patto con il diavolo: sceglie l’estetica, il lusso e le belle donne, rifiutando la profondità dell’essere e la sincerità dei sentimenti. Entra così in un mondo artificiale, privo di emozioni autentiche, e abbraccia uno stile di vita edonistico che non riuscirà mai a renderlo davvero appagato.
Gli homunculus diventano per Nakoshi la rappresentazione fisica delle distorsioni dell’animo umano, visibili a lui dopo essersi sottoposto alla trapanazione cranica.
È qui che Yamamoto dà il meglio di sé. Le raffigurazioni dei principali homunculus incontrati dal protagonista, insieme alle storie e ai traumi che si nascondono dietro ciascuno di essi, sono vere e proprie opere d’arte. I dialoghi sono intensi e le tavole straordinarie.
Ma cosa sono gli homunculus in realtà? Gli homunculus sono la verità celata dentro ognuno di noi.
L'essenza nascosta ad uno sguardo superficiale esterno ma visibile soltanto con l'occhio dell'anima. Con la profondità dei rapporti e dei legami tra individui. Gli homunculus sono ciò che c'è oltre l'apparenza.
Eppure Nakoshi non riuscirà mai a individuare davvero l’origine del proprio malessere. Fino alla fine continuerà a concentrare la propria attenzione sull’esterno: sull’aspetto, sulla percezione e sull’idea che gli altri hanno di lui. Non comprenderà, probabilmente, che la vera ricchezza e la vera completezza possono essere trovate soltanto dentro se stessi.
Homunculus è anche questo: un riflettore acceso sul mondo delle apparenze in cui viviamo.
Un mondo nel quale tendiamo a circondarci di lusso, oggetti belli e comodità, dimenticando spesso di guardare oltre lo strato scintillante con cui ci rivestiamo. Una realtà che lascia sempre meno spazio all’introspezione, alla comprensione dei propri traumi e alla ricerca della propria identità.
Tutto deve apparire esteticamente perfetto, ma siamo ormai capaci di vedere oltre le stesse apparenze che abbiamo costruito?
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