Margaret Mazzantini est une écrivaine et actrice italienne dont l'œuvre se distingue par son exploration profonde de la psyché humaine et des relations complexes. Ses romans abordent des thèmes tels que l'amour, la perte et la recherche d'identité dans des circonstances de vie difficiles. Avec un sens aigu du détail et une capacité remarquable à créer des atmosphères évocatrices, Mazzantini donne vie à des personnages qui résonnent auprès des lecteurs par leur vulnérabilité et leur force. Son style distinctif et sa capacité à saisir les nuances de l'émotion humaine en font une voix significative de la littérature italienne contemporaine.
Au chevet de sa fille, victime d'un grave accident de la route, un éminent chirugien entreprend de raconter sa vie. Il se prend en particulier à évoquer, comme si sa fille pouvait l'entendre, l'amour qui l'a lié à une jeune femme, une quinzaine d'années auparavant, peu avant sa naissance, et qui s'est tragiquement terminé. Un roman qui a connu un énorme succès en Italie. [SDM].
En Libye la révolte gronde. La guerre éclate. Dans un pays en proie à la violence, en pleine déroute, certains n'ont plus le choix. Il leur faut partir avant d'être tués, comme Omar, le mari de Jamila. La jeune femme part donc avec son petit garçon, Farid, trop jeune pour comprendre la violence des hommes. Farid ne connaît que le désert. La terre de ses ancêtres bédouins. Il n'a jamais vu la mer. Mais Jamila sait que le salut est là, que leur unique chance de survie est d'embarquer sur l'un de ces bateaux qui promettent de les mener en Sicile.
És de nit a Roma, tothom dorm, però de sobte, sona el telèfon... Una veu que arriba de lluny convida Gemma a viatjar a Sarajevo, la ciutat on van néixer i on van morir les emocions més intenses de la seva vida. És de nit a Roma, tothom dorm, però de sobte, sona el telèfon. Una veu que arriba de lluny convida Gemma a viatjar a Sarajevo, la ciutat on van néixer i on van morir les emocions més intenses de la seva vida. Allà, fa setze anys, entre les explosions d'una guerra cruel i inútil, va néixer en Pietro, un nen que ara l'anomena mare i és tan bell, sa i egoista, com qualsevol altre adolescent. En Pietro no coneix el seu origen i no sap que en els carrers estrets d'aquella ciutat assetjada Gemma va viure una història d'amor d'aquelles que se t'enganxen als ossos, que et canvien inevitablement i per sempre. Ara, de retorn a aquelles terres, mare i fill hauran d'enfrontar-se a un passat que amaga secrets, a uns cossos que encara conserven les petges d'un dolor llunyà, però en aquest viatge també aprendran noves paraules, aquelles paraules que ens serveixen per donar sentit als nostres errors i continuar apostant per un nou inici.
Gemma, la protagonista, nonostante il tempo sia trascorso, trascinandosi via le orme del passato, cambiando i volti delle persone e la conformazione delle strade, decide di partire per Sarajevo con il figlio, andando incontro alla sua storia, quella che la Mazzantini ci racconta in maniera impeccabile, facendo salti spazio-temporali e nella mente della donna.
"Guido e Costantino: due ragazzi, due uomini, due incredibili destini. Uno eclettico e inquieto, l'altro sofferto e carnale. Una identità frammentata da ricomporre, come le tessere di un mosaico lanciato nel vuoto. Un legame assoluto che s'impone, violento e creativo, insieme al sollevarsi della propria natura. I due protagonisti si allontanano, crescono geograficamente distanti, stabiliscono nuovi legami, ma il bisogno dell'altro resiste in quel primitivo abbandono che li riporta a se stessi. Nel luogo dove hanno imparato l'amore. L'iniziazione sentimentale di Guido e Costantino attraversa le stagioni della vita, l'infanzia, l'adolescenza, il ratto dell'età adulta. E ogni fase dell'esistenza rende più struggente la nostalgia per quell'età dello splendore che i due protagonisti, guerrieri con la lancia spezzata, attraversano insieme. Margaret Mazzantini ci affida un romanzo ipnotico che avanza con l'urgenza folle e anticonformista di un narratore che rivendica il diritto di trasformare la vergogna in bellezza. E alla fine sappiamo che ognuno di noi può essere soltanto quello che è. E che il vero splendore è la nostra singola, sofferta diversità."
I barboni sono randagi scappati dalle nostre case, odorano dei nostri armadi, puzzano di ciò che non hanno, ma anche di tutto ciò che ci manca. Perché forse ci manca quell'andare silenzioso totalmente libero, quel deambulare perplesso, magari losco, eppure così naturale, così necessario, quel fottersene del tempo meteorologico e di quello irreversibile dell'orologio. Chi di noi non ha sentito il desiderio di accasciarsi per strada, come marionetta, gambe larghe sull'asfalto, testa reclinata sul guanciale di un muro? E lasciare al fiume il suo grande, impegnativo corso. Venirne fuori, venirne in pace, tacito brandello di carne umana sul selciato dell'umanità.
Delia e Gaetano erano una coppia. Ora non lo sono più, e stasera devono imparare a non esserlo. Si ritrovano a cena, in un ristorante all'aperto, poco tempo dopo aver rotto quella che fu una famiglia. Lui si è trasferito in un residence, lei è rimasta nella casa con i piccoli Cosmo e Nico. La passione dell'inizio e la rabbia della fine sono ancora pericolosamente vicine. Delia e Gaetano sono ancora giovani, più di trenta, meno di quaranta, un'età in cui si può ricominciare. Sognano la pace ma sono tentati dall'altro e dall'altrove. Ma dove hanno sbagliato? Non lo sanno.
Antenora, la nonna che Margaret Mazzantini evoca in questo romanzo, s'impone come un'eroina di un mondo arcaico. Confinata tra le pareti domestiche, esercita con energia un matriarcato casalingo e indiscusso, nel quale si impongono valori netti e semplici, sentimenti forti ed esclusivi, che la rendono capace di affrontare esperienze decisive (la guerra, il fascismo, il dopoguerra), senza mai perdersi d'animo. Di fronte alla sua morte, in un gelido mattino d'inverno, la nipote si interroga e disegna il ritratto di una donna che è riuscita a essere se stessa nonostante l'ostilità del mondo e della storia.
Ortensia und Anemone sind Zwillingsschwestern und dennoch grundverschieden: Sie mögen sich nicht besonders und legen Wert auf die Feststellung, zweieiige Zwillinge zu sein. Ortensia ist der Pechvogel der beiden, das Aschenputtel: magersüchtig, verhärmt, steckt sie voller Komplexe und klammert sich an die verschiedensten Heilslehren. Anemone dagegen ist der Glückspilz: das schöne Mädchen ohne Probleme, das alle lieben. Übermütig, strahlend und selbstverliebt verachtet sie alles Intellektuelle und behandelt ihre Schwester mit der Herablassung der großmütigen Siegerin. Beide Frauen suchen dieselbe Hellseherin auf: die Magierin Manola - eine rätselhafte Gestalt, Adressatin der schonungslos offenen Erzählungen der beiden Frauen, aber auch Zeugin ihrer Existenz und Richterin, die hinter ihrer Kristallkugel über "richtig" oder "falsch" der Lebensgeschichten der beiden so unterschiedlichen Schwestern befinden soll. Am Ende wird klar, dass beide Frauen Facetten einer einzigen fasziniere nden und quicklebendigen Geschichte sind.