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Italia, Marin: “Il primo tempo con gli All Blacks ci dà fiducia, ma dobbiamo migliorare tanto”

L’Italia arriva a Perth per l’ultima sfida della sessione estiva del Nations Championship: gli Azzurri sfideranno l’Australia in un match chiave, sia perché entrambe le squadre hanno perso le prime due partite e sono in cerca di riscatto, sia perché la squadra di Joe Schmidt è in cerca di rivincita dopo la sconfitta di Udine dello scorso novembre. “Anche se dal punto dei risultati finora non è andata benissimo il primo tempo con gli All Blacks ci da tanta fiducia verso la prossima partita. Sappiamo che il passo avanti che abbiamo fatto ancora non basta, ma sappiamo anche che possiamo ancora crescere in questa settimana” ha raccontato Leonardo Marin, centro e utility back dell’Italia e del Benetton. Leo, che Australia ti aspetti di trovare a Perth? “Mi aspetto una squadra che punterà tanto sulle sue individualità, perché hanno giocatori davvero forti sia fra gli avanti sia fra i trequarti. L’Australia muove tanto il pallone al largo, quindi sarà un match impegnativo anche dal punto di vista atletico perché bisognerà correre tanto. Dal canto nostro, anche noi vogliamo giocare molto il pallone e provare ad evidenziare i loro punti deboli. Sono fortissimi ma non sono sempre costanti, e dobbiamo approfittarne. Entrambi arriviamo da due sconfitte in questo tour e di conseguenza ci saranno tante motivazioni da una parte e dall’altra. Rispetto alla partita di Udine chiaramente la situazione è un po’ diversa, perché adesso giochiamo in casa loro e siamo noi a venire da una stagione lunga, ma sappiamo di avere le carte in regola per giocarcela”. Quali sensazioni vi ha lasciato la partita con gli All Blacks? Cosa è successo in quei 15’ del secondo tempo che hanno deciso il match? “Abbiamo fatto fatica a gestire l’accelerazione dei neozelandesi all’inizio del secondo tempo: questo ha aumentato il numero di errori in difesa e alla fine non siamo più riusciti a star loro dietro e a rientrare nel nostro piano di gioco. Peccato perché dopo quel primo tempo volevamo continuare a restare attaccati alla partita, ma come detto è comunque una prestazione che ci dà fiducia in vista dell’Australia”. Dopo tanti anni hai trovato la tua dimensione nel ruolo di centro, pur giocando anche in altri ruoli. Come ti senti? “Mi sento molto bene, penso di aver trovato la mia dimensione e ogni partita va sempre meglio. Penso solo a lavorare per crescere di settimana in settimana, e so che lavorando bene il resto poi verrà di conseguenza, e sono sempre a disposizione quando si tratta di coprire qualsiasi ruolo, com’è accaduto anche sabato scorso (ha giocato prima ala e poi estremo, ndr)”. Sei sempre stato un utility back fin dai tempi di Mogliano o questo ruolo è arrivato col tempo? “In questo senso il lavoro a Mogliano è stato molto utile perché crescendo, com’è giusto che facciano tutti secondo me, ho fatto praticamente tutti i ruoli. È una cosa che ti fa crescere, ti aiuta a vedere il rugby da punti di vista diversi e secondo me è fondamentale per la crescita dei ragazzi. Poi sì, nel mio caso anche quando ero molto giovane il mio essere un utility veniva già accentuato, quindi se gli altri ragazzi ‘giravano’ un po’ tutti i ruoli io lo facevo ancora di più: inizialmente ho fatto l’estremo e il centro, poi in under 16 ho iniziato a giocare anche apertura. In Accademia mi sono allenato principalmente da numero 10 ma giocavo anche estremo e centro, e stessa cosa a Treviso dove ho fatto l’apertura all’inizio per poi spostarmi anche in altri ruoli, prima del mio passaggio definitivo a centro”. A Mogliano hai condiviso il percorso con tanti giovani che poi sono arrivati ad alti livelli. Che ricordi hai? “Bellissimi. Mogliano è stato l’inizio di tutto, era davvero casa mia. E poi eravamo una squadra forte, abbiamo vinto tanto, ho dei ricordi meravigliosi e da quell’esperienza mi porto dietro tante persone che ancora oggi mi sono amiche. Ho nel cuore tutte le persone che ho conosciuto lì. Per quanto riguarda i giocatori, sono praticamente cresciuto insieme a Giulio Marini e sono felicissimo del suo esordio sabato scorso. Poi c’era Alessandro Garbisi con cui ho vissuto tanti momenti belli in campo: non ho giocato col fratello Paolo perché era più grande, ma l’ho frequentato comunque tanto fuori dal campo, è una persona a cui tengo molto. E poi anche se non è nel giro della Nazionale ci tengo a ricordare il rapporto che ho con Filippo Drago, e sicuramente mi dimenticherò qualcuno”.
16 Luglio 2026 - 10 ore fa
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Italrugby, Fernandez verso l’Australia: “Obiettivo gestire il ritmo gara”

Perth – Annunciata la formazione della Nazionale Italiana Maschile che affronterà l’Australia nel match valido per la terza giornata del Nations Championship in programma all’HBF Park di Perth, partita in programma sabato 18 luglio alle 18.10 locali (12.10 italiane) che sarà trasmessa in diretta su Sky Sport Uno e in chiaro su TV8. “L’obiettivo più importante di questa terza partita – ha esordito German Fernandez, assistente allenatore dell’Italia nella conferenza stampa odierna dove ha sostituito lo squalificato Gonzalo Quesada – è gestire noi il ritmo della gara, prendere in mano l’iniziativa e gestire il nostro attacco con equilibrio, usare il gioco al piede, attaccare con le mani, accelerare oppure giocare in maniera più organizzata”. “La partita contro la Nuova Zelanda è stata la più intensa di tutto l’anno, sia per quantità di azioni sia per ritmo. È stata incredibilmente impegnativa, quindi dobbiamo lavorare bene su questo aspetto. Però l’ambiente è positivo. Dopo quel primo tempo, in cui siamo riusciti a fare quello che avevamo preparato nel nostro piano di gioco, il gruppo sta bene” Sull’assenza di Menoncello: “Dietro ogni difficoltà c’è sempre una opportunità. Tommy è uno dei migliori giocatori del mondo in questo momento. Sarà molto interessante vedere non solo Paolo Odogwu, ma tutti i ragazzi che entrano e che normalmente non giocano nella squadra. Abbiamo scelto di far riposare Tommy: dobbiamo gestire il carico fisico dei nostri giocatori”. Sui cambi in formazione: “Non si tratta di una sperimentazione. Ovviamente la squalifica di Niccolò Cannone e anche gli infortuni che abbiamo avuto contro la Nuova Zelanda ti spingono a fare tanti cambi. Abbiamo a disposizione tutti ragazzi che noi andiamo a vedere molto da vicino. Andiamo sempre allo stadio, a Parma oppure a Treviso, a osservare la prestazione di ogni giocatore. Ognuno di quelli che avrà l’opportunità di giocare questo sabato l’ha conquistata con quello che ha fatto nella propria squadra durante tutto l’anno” ha concluso Fernandez.
16 Luglio 2026 - 11 ore fa
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Nazionale U20 Maschile, la formazione degli Azzurrini per la sfida con l’Irlanda di sabato alle 18:30 italiane 

L’Allenatore della Nazionale U20 Maschile, Andrea Di Giandomenico, ha scelto i 23 Azzurrini che scenderanno in campo Sabato 18 luglio alle 18:30 italiane all’AIA Arena di Kutaisi nella sfida con l’Irlanda, finale per il nono posto nel World Rugby Junior World Championship 2026. Reduce da una bella vittoria con la Georgia, l’Italia affronterà gli irlandesi n una sfida che in palio ha il piazzamento definitivo nel torneo iridato, e che conclude il percorso iniziato il 27 giugno. Proprio Di Giandomenico ha snocciolato i temi della sfida: “Siamo consapevoli della necessità di confermare e, se possibile, di migliorare la prestazione offerta con la Georgia. L’Irlanda ci presenterà sfide impegnative in tante aree del gioco, al piede, nello spazio e naturalmente nei punti d’incontro. Siamo alla fine di quattro settimane intense che ci hanno fatto vivere emozioni contrastanti ma che ci hanno fatto crescere insieme e insegnato tanto. Una prestazione di qualità crediamo debba essere il giusto coronamento di questo percorso" Italia v Irlanda, quinta e ultima giornata del World Rugby Junior World Championship, sarà trasmessa in diretta  e gratuitamente, previa registrazione, su RugbyPass.tv Qui di seguito la formazione dell’Italia U20 Maschile: 15 Pietro CELI  (Livorno Rugby)14 Luca DE NOVELLIS (Pesaro Rugby)13 Giacomo FALCHETTO (Benetton Rugby Treviso)12 Riccardo CASARIN (Capitano, Amatori&Union Rugby Milano)11 Luca ROSSI (Pesaro Rugby)10 Roberto FASTI (Benetton Rugby Treviso)9 Mattia ANDRETTI (Mogliano Veneto Rugby) 8 Jaheim Noel WILSON (Rugby Club Pasian di Prato)7 Davide SETTE (Rugby Experience L’Aquila)6 Antony Italo MIRANDA (Mogliano Veneto Rugby)5 Enoch OPOKU-GYAMFI (Bath Rugby, un cap con la Nazionale Maggiore)4 Simone FARDIN (Rugby Casale)3 Erik MEROI (Rugby Club Pasian di Prato)2 Valerio PELLI (Mogliano Veneto Rugby)1 Emiliano MASTROPASQUA (Amatori&Union Rugby Milano) A disposizione: 16 Ettore DINARTE (Valpolicella Rugby) 17 Giacomo MESSORI (Rugby Petrarca)18 Luca TREVISAN (Golden Lions)19 Fabio SALVANTI (Unione Rugby Firenze)20 Carlo Antonio BIANCHI (Unione Rugby Firenze)21Nikolaj VAROTTO (Zebre Parma)22 Alessandro RAGUSI (Racing Club de France)23 Alessio SCARAMAZZA (La Rugby L’Aquila) Allenatore: Andrea DI GIANDOMENICO
16 Luglio 2026 - 11 ore fa
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Italrugby, il XV per la sfida all’Australia nella terza giornata del Nations Championship

Perth – Lo staff tecnico della Nazionale Italiana Maschile ha ufficializzato la formazione per il Test Match contro l’Australia in calendario sabato 18 luglio all’HBF Park di Perth alle 18.10 locali (12.10 italiane) valido per la terza giornata del Nations Championship. La partita sarà trasmessa in diretta su Sky Sport Uno e in chiaro su TV8. Sarà il confronto numero 23 tra le due squadre con gli ultimi due precedenti, giocati a Udine e Firenze, che sorridono agli Azzurri. L’ultima partita giocata in Australia dalla Nazionale Maschile risale al Tour Estivo del 2017 con i Wallabies che si sono imposti con il risultato di 40-27 a Brisbane. Sono nove i cambi nel XV titolare rispetto all’ultima partita giocata a Wellington contro la Nuova Zelanda lo scorso 11 luglio. Nel triangolo allargato tornerà a vestire la maglia numero 15 Lorenzo Pani, uscito al minuto 13 contro il Giappone per infortunio. Alle ali Ioane e Lynagh, mentre la coppia di centri sarà formata da Brex e Odogwu, alla prima presenza nel Nations Championship. Chiavi della mediana affidate ai fratelli Garbisi con Alessandro che farà coppia con Paolo dal primo minuto. In terza linea, insieme a capitan Lamaro, ci saranno Vintcent e Favretto. Primo cap dall’inizio – dopo l’esordio contro gli All Blacks lo scorso weekend – per Giulio Marini in seconda linea che sarà affiancato dall’esperienza di Federico Ruzza. In prima linea scenderanno in campo Riccioni, Lucchesi e Hasa. Oltre a Dimcheff, Neculai e Da Re – in cerca della prima presenza in questa finestra estiva – pronti a subentrare dalla panchina Fischetti, Zambonin, Ortombina, Fusco e Marin. Non hanno recuperato per il match contro i Wallabies Tommaso Allan e Lorenzo Cannone: il nuovo trequarti delle Zebre ha riportato una frattura composta dell’emicostato sinistro contro gli All Blacks, mentre la terza linea del Benetton ha subito una frattura composta del secondo metatarso del piede destro. Entrambi i giocatori sono rientrati in Italia. Recuperato Malik Faissal che si è allenato con il gruppo in settimana. Il match sarà arbitrato dal fischietto inglese Christophe Ridley. Questa la formazione che scenderà in campo: 15 Lorenzo PANI (Zebre Parma, 13 caps) 14 Louis LYNAGH (Benetton Rugby, 15 caps) 13 Juan Ignacio BREX (Toulon, 54 caps) 12 Paolo ODOGWU (Benetton Rugby, 9 caps) 11 Monty IOANE (Lione, 48 caps) 10 Paolo GARBISI (Perpignan, 56 caps) 9 Alessandro GARBISI (Benetton Rugby, 24 caps) 8 Ross VINTCENT (Exeter Chiefs, 20 caps) 7 Michele LAMARO (Benetton Rugby, 56 caps) – capitano 6 Riccardo FAVRETTO (Benetton Rugby, 15 caps) 5 Federico RUZZA (Benetton Rugby, 73 caps) 4 Giulio MARINI (Benetton Rugby, 1 cap) 3 Marco RICCIONI (Perpignan, 38 caps) 2 Gianmarco LUCCHESI (Toulon, 35 caps) 1 Muhamed HASA (Zebre Parma, 10 caps) A disposizione 16 Pablo DIMCHEFF (Colomiers Rugby, 4 caps) 17 Danilo FISCHETTI (Northampton Saints 65 caps) 18 Ion NECULAI (Zebre Parma, 3 caps) 19 Andrea ZAMBONIN (Exeter Chiefs, 20 caps) 20 Alessandro ORTOMBINA (Zebre Parma, 1 cap) 21 Alessandro FUSCO (Zebre Parma, 26 caps) 22 Giacomo DA RE (Zebre Parma, 6 caps) 23 Leonardo MARIN (Benetton Rugby, 24 caps)
16 Luglio 2026 - 15 ore fa
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Nations Championship, il XV dell’Australia per la sfida all’Italia

Perth – Joe Schmidt, Commissario Tecnico dell’Australia, ha ufficializzato la formazione che affronterà l’Italia sabato 18 luglio alle 18.10 locali (12.10 italiane) all’HBF Park di Perth nel Test Match valido per la terza giornata del Nations Championship. Questa la formazione che scenderà in campo: 15. Tom Wright (45 Tests) - #939; Clovelly Eagles 14. Max Jorgensen (22 Tests) - #984; Balmain Wolves 13. Joseph-Aukuso Suaalii (20 Tests) - #988; The Kings School 12. Len Ikitau (52 Tests) - #944; Tuggeranong Vikings 11. Harry Potter (11 Tests) - #989; Moorabbin Rams 10. Declan Meredith (1 Test) - #997; Barron Trinity Bulls 9. Ryan Lonergan (7 Tests) - #993; Tuggeranong Vikings 8. Harry Wilson (cap) (38 Tests) - #933; Gunnedah Red Devils  7. Carlo Tizzano (14 Tests) - #982; University of Western Australia 6. Rob Valetini (64 Tests) - #929; Harlequin Rugby Club 5. Jeremy Williams (27 Tests) – #973; Wahroonga Tigers  4. Josh Canham (4 Tests) - #987; Harlequin Rugby Club 3. Allan Alaalatoa (90 Tests) - #896; West Harbour Juniors 2. Brandon Paenga-Amosa (27 Tests) - #918; Southern Districts 1. Angus Bell (52 Tests) - #940; Hunters Hill Rugby Club  A disposizione: 16. Billy Pollard (20 Tests) - #958; Lindfield Junior Rugby Club 17. James Slipper (153 Tests) - #843; Bond Pirates 18. Zane Nonggorr (19 Tests) - #966; Gold Coast Eagles 19. Miles Amatosero (esordiente); South Coogee Red Devils 20. Fraser McReight (41 Tests) - #937; Albany Creek Brumbies  21. Tate McDermott (52 Tests) - #936; Flinders Rugby Club 22. Ben Donaldson (20 Tests) - #962; Clovelly Eagles 23. Filipo Daugunu (21 Tests) - #931; Wests Bulldogs
16 Luglio 2026 - 18 ore fa
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Chicken Rugby Milano, settant’anni di passione e inclusione

Settant’anni di storia, palla ovale e, soprattutto, inclusione. Il Chicken Rugby celebra un traguardo straordinario, ripercorso in un video che racconta le tappe di una delle realtà più radicate del territorio lombardo.Fondata nel 1956 dall’intuizione di Cesare Ghezzi con l’obiettivo di portare il rugby tra i giovanissimi, la società ha fatto dell’impegno sociale e della palla ovale per tutti il proprio marchio di fabbrica. Tutto ebbe inizio in un’epoca in cui in Italia il rugby era precluso ai minori di quindici anni: Ghezzi, anticipando i tempi, radunò i ragazzi delle scuole medie per insegnare loro i passaggi e le regole fondamentali del gioco.Da quella scommessa pionieristica nacquero avventure memorabili, come la storica partecipazione al prestigioso Torneo Michelin di Clermont-Ferrand, dove i giovani del Chicken – unica compagine italiana presente – si classificarono dodicesimi su novanta squadre francesi. Il consolidamento del club è passato poi attraverso la Coppa Cicogna negli anni sessanta, l’approdo in Serie C e la creazione di un’identità forte, capace di superare ogni sfida organizzativa.Dalla storica fusione del 1990 con il Rugby Rozzano fino alle stagioni in Serie B e alla finale per la Serie A sfiorata nei primi anni duemila con la franchigia Chicken CUS, il club ha saputo mantenere intatto il proprio spirito originario attraverso le generazioni, unendo le forze dei giocatori milanesi con la disponibilità delle strutture e del campo di Rozzano.Oggi il Chicken Rugby continua a essere un punto di riferimento fondamentale per il panorama rugbistico locale. Indipendente sul Minirugby mentre per le categorie Under 14, Under 16, Under 18 e Seniores partecipa al progetto Rugby Milano Sud – nato nel 2020 dall’unione di società storiche del rugby dell’area sud di Milano, con l’obiettivo di offrire un percorso sportivo ed educativo condiviso, dalla formazione giovanile fino alla Serie C; Il club continua inoltre a essere sostenuto dal lavoro instancabile di volontari, educatori e famiglie, che ne rappresentano il cuore pulsante. Una vera e propria comunità in cui il sostegno si vive dentro e fuori dal campo, accogliendo ragazzi e ragazze e promuovendo la crescita sportiva e sociale del movimento sul territorio https://www.youtube.com/watch?v=z0hyStEeU_0

News | 16/07/2026

Seven Maschile, i convocati per il raduno di Trieste in vista del Rugby Europe 7s Men Championship di Spalato

Roma – La Federazione Italiana Rugby ha ufficializzato la lista degli atleti convocati per il raduno della Nazionale Seven Maschile in preparazione alla seconda tappa del Rugby Europe 7s Men Championship 2026, in programma a Spalato (Croazia) dal 24 al 26 luglio. Il raduno inizierà oggi mercoledì 15 luglio alle ore 15 presso l’Hotel Valeria 1904 di Trieste e si concluderà il 27 luglio, al termine della trasferta in Croazia. Al termine dell’allenamento di lunedì 20 luglio saranno comunicati i tredici giocatori che prenderanno parte al torneo di Spalato, mentre gli atleti non selezionati faranno rientro nelle rispettive sedi nella mattinata del 21 luglio. Le partite della tappa di Spalato saranno visibili su Rugby Europe Tv. Di seguito i convocati*: Leonardo Antonio SODO MIGLIORI (Fiamme Oro Rugby Roma)Luca BELLONI (Rugby Rovigo Delta)Filippo BOZZONI (Rugby Calvisano)Simone BRISIGHELLA (Valorugby Emilia)Lorenzo Maria BRUNO (Rugby Rovigo Delta)Fabrizio Daniel CIARDULLO-ORO (Rugby Viadana 1970)Rocco DEL BONO (Livorno Rugby)Inza DENE (Piacenza Rugby Club)Simone GESI (Zebre Rugby Club)Francesco KRSUL (Rugby Rovigo Delta)Cristian LAI (Fiamme Oro Rugby Roma)Michael MBA (Fiamme Oro Rugby Roma)Andrea Leon MOMICCHIOLI (CUS Torino)Giacomo NDOUMBE LOBE (Rugby Paese)Marco SCALABRIN (Rugby Petrarca * I Club di appartenenza indicati in convocazione fanno riferimento alla Stagione Sportiva 2025/26

Italia 7s | 15/07/2026

EUSA Games 2026, il Seven universitario fa tappa a Salerno

Roma – Dal 18 luglio al 1° agosto Salerno e il suo territorio ospiteranno gli European Universities Games 2026, il più importante appuntamento continentale dedicato allo sport universitario. Saranno oltre 4.500 studenti-atleti, provenienti da più di 30 Paesi europei e in rappresentanza di circa 400 università, ad animare la manifestazione che vedrà assegnati i titoli in tredici discipline sportive. La cerimonia inaugurale è in programma il 18 luglio nella cornice di Piazza della Libertà, mentre l’evento si concluderà il 1° agosto a Piazza delle Scienze, nel Campus universitario di Fisciano. Tra le discipline in programma, il Rugby Seven vivrà il proprio momento dal 28 al 30 luglio. Le gare si disputeranno allo Stadio Dirceu di Eboli, mentre i campi Margiotta e Minelli di Salerno ospiteranno le sedute di allenamento delle squadre partecipanti. Il torneo maschile vedrà al via otto formazioni universitarie. A rappresentare l’Italia saranno l’Università degli Studi di Salerno, l’Università del Sannio e l’Università di Parma, che sfideranno la University of Rennes (Francia), la RWTH Aachen University (Germania), la University of Coimbra (Portogallo), la University of Vic (Spagna) e la Middle East Technical University (Turchia), in un tabellone che promette equilibrio e spettacolo. Sei, invece, le squadre iscritte al torneo femminile. A contendersi il titolo europeo saranno la University of Vienna (Austria), le francesi University of Clermont Auvergne e University of Lyon, insieme alle tre rappresentanti spagnole University of Zaragoza, University of Seville e University of Granada. Per il rugby universitario italiano gli EUSA Games rappresentano un’importante vetrina internazionale. La presenza di tre atenei nel torneo maschile testimonia la crescita del movimento e offrirà l’occasione di confrontarsi con alcune delle migliori realtà universitarie europee, in un contesto che unisce competizione, formazione e scambio culturale. Con il Rugby Seven protagonista a Eboli e Salerno, gli EUSA Games 2026 si candidano a essere uno degli eventi di riferimento dell’estate sportiva europea, portando in Campania il meglio del rugby universitario continentale e confermando il ruolo del territorio quale palcoscenico di grandi manifestazioni internazionali.

News | 15/07/2026

Linee di meta: Davide Sette e Alessio Scaramazza – Rugby Experience L’Aquila

Uno ha iniziato quasi per caso, spinto da chi vedeva nel suo fisico un motivo più che valido per portarlo su un campo da rugby. L’altro ci è arrivato grazie al padre, e alla Rugby Experience L’Aquila ha trovato subito un posto in cui sentirsi a casa. Davide Sette e Alessio Scaramazza, rispettivamente terza linea e centro/ala degli Azzurrini, sono cresciuti insieme, dalle giovanili aquilane all’Accademia fino alla Nazionale under 20, e oggi condividono anche il Mondiale di categoria in Georgia. I primi passi nel rugby Per Davide Sette tutto è cominciato prima ancora della scuola elementare: “C’era questo mio amico il cui padre diceva continuamente a mia madre che, vista la mia stazza, avrei dovuto iniziare a giocare a rugby. Dopo vari tentativi mia madre mi portò alla Polisportiva L’Aquila Rugby: lì feci il mio primo allenamento ed è stato subito bellissimo, un amore a prima vista. Mi innamorai immediatamente di questo sport”. Dopo i primi anni alla Polisportiva, il passaggio alla Rugby Experience L’Aquila ha segnato l’inizio del percorso più importante: “Ho fatto tre anni alla Polisportiva L’Aquila Rugby e poi sono passato alla Rugby Experience, dove c’è stata la mia vera crescita rugbistica. Ho fatto l’Under 10, l’Under 12 e poi tutto il percorso fino all’Under 18. Sono stati anni bellissimi”. Anche per Scaramazza l’inizio è stato legato alla famiglia: “Ho iniziato grazie a mio padre, che mi ha fatto scoprire il rugby, e sono entrato subito alla Rugby Experience, la società in cui ho giocato fino ad oggi. Mi sono sentito subito a casa, perché si era creato un bel gruppo, una bella famiglia”. Il percorso e le persone più importanti La finale scudetto Under 18 di due anni fa resta uno dei ricordi più forti per Sette: “Quello è stato forse l’anno più bello. Siamo arrivati fino alla finale scudetto con l’annata 2005-2006-2007, ed eravamo veramente una famiglia, non solo una squadra. Eravamo legatissimi, tra compagni e allenatori, e abbiamo vissuto esperienze bellissime. Poi sono arrivate l’Accademia Federale di Roma e l’Accademia Ivan Francescato. A Roma ho iniziato a capire come funziona il rugby vero, quello professionistico. Quest’anno sono arrivato all’Accademia Ivan Francescato, con l’Under 20, lavorando con Andrea Di Giandomenico e Michele Rizzo. Mi stanno dando moltissime conoscenze, mi stanno facendo crescere e sto imparando tanto”. Nel percorso azzurro c’è anche la Nazionale Under 18, con un ricordo speciale legato alla sua città: “Ho avuto l’onore di essere capitano al Sei Nazioni di Vichy e anche nelle partite giocate in Italia, tra cui quella all’Aquila contro il Galles. Giocare allo stadio Tommaso Fattori, davanti a tanta gente, agli amici, alla mia famiglia e soprattutto ai miei nonni, è stato uno dei momenti più emozionanti. Vederli orgogliosi di me è qualcosa che non dimenticherò. Anche perché ho sempre avuto un grandissimo appoggio da parte di mia madre, di mio padre e dei miei nonni. Tutto questo lo devo soprattutto a loro, anche per l’impegno che hanno messo nel permettermi di allenarmi e arrivare fino a qui”. Nell’identificare una persona in particolare che a L’Aquila è stata fondamentale, Sette ricorda Marco Molina: “Ogni allenatore mi ha dato qualcosa, ma devo tanto soprattutto a Marco Molina, che ci ha allenato all’inizio ma che poi ci ha sempre seguiti come dirigente. Ci ha sempre accompagnati nelle trasferte, comprese le finali scudetto, è sempre stato vicino al gruppo ed è stata una figura di supporto fondamentale. Mi ha trasmesso la voglia e la costanza che servono per continuare in questo sport, quella forza che ancora oggi mi serve per andare avanti”. Il percorso di Scaramazza è passato invece anche da un momento particolare: “All’inizio mi sono trovato sempre meglio, anche se in un primo periodo non ero convinto di continuare. Pensavo di non essere portato per questo sport, che magari non facesse per me. In quel momento ci sono state diverse persone importanti che mi hanno spinto a proseguire: prima di tutto i miei amici e i miei compagni, sono stati i primi a chiedermi di continuare, di riprovarci e di non lasciare così il rugby, e lo hanno fatto anche i miei allenatori. E tra gli allenatori c’è una delle persone più importanti per il mio percorso: Marco Rotilio, il mio primo coach. È stato lui a farmi appassionare a questo sport. Oltre che un grande allenatore è stato una grande persona: è riuscito a unire un gruppo di ragazzi di 7-8 anni e a farli appassionare al rugby senza creare competizione interna, pensando soltanto a farci divertire”. L’amicizia Sette e Scaramazza si sono conosciuti a L’Aquila, quando il primo è arrivato nel club e il secondo stava iniziando il suo percorso. Da lì hanno condiviso quasi tutto. “Con Alessio siamo come fratelli” racconta Sette: “Ci siamo incontrati quando sono arrivato alla Rugby Experience L’Aquila e da lì abbiamo condiviso di tutto. Adesso siamo arrivati insieme al Mondiale ed è bello poter stare qui con un amico di una vita. Ci siamo sempre aiutati a vicenda, nei viaggi e in tutto il resto. Il rapporto è molto stretto, abbiamo condiviso veramente tutto”. Scaramazza usa parole molto simili: “Con Davide ho sempre avuto un grandissimo rapporto. Quando ho iniziato io è arrivato anche lui e siamo diventati subito grandi amici. Poi abbiamo condiviso anche il percorso dell’Accademia e della Nazionale. Vedo più lui che i miei genitori (ride, ndr) quindi direi che è una persona molto importante”. Il lavoro della Rugby Experience con i giovani La Rugby Experience L’Aquila, per entrambi, è stata soprattutto un luogo di crescita. Scaramazza ne sottolinea il lavoro fatto fin dal minirugby: “Credo che l’importanza del lavoro del club parta dalle basi. Parte dal minirugby, senza mettere pressione ai ragazzi ma facendoli divertire. Il messaggio era: ‘venite al campo e pensate soltanto a divertirvi’. Da lì, con un clima sereno e di amicizia, è nato quello che siamo stati negli ultimi anni”. Per Sette salutare quel mondo non è stato semplice: “Lasciare L’Aquila, soprattutto quest’anno che era l’ultimo, e salutare tutti gli allenatori è stato un momento difficile. È lì che sono cresciuto davvero come giocatore, ed è un posto che mi ha dato tanto”.

dalla base | 15/07/2026

Italrugby, Lynagh sull’Australia: “Giocano un rugby molto veloce e fisico”

Perth – Primo giorno di lavoro sul campo per la Nazionale Italiana Maschile che prosegue la preparazione verso il Test Match contro l’Australia, valido per la terza giornata del Nations Championship, in programma sabato 18 luglio all’HBF Park di Perth alle 18.10 locali (12.10 italiane) con diretta su Sky Sport Uno e in chiaro su TV8. Inizio di giornata con riunione collettiva e gruppo diviso in reparti con la squadra che si è poi spostata presso l’UWA Sports Park per un allenamento collettivo a cui ha fatto seguito lavoro in palestra al termine. “A fine primo tempo eravamo contro la Nuova Zelanda sul 14-10 eravamo pienamente in partita – ha dichiarato Louis Lynagh nell’incontro stampa odierno –  e avremmo potuto segnare anche una o due mete in più. Alla fine sono rimasto deluso, come tanti altri compagni, perché il risultato finale non rispecchia quello che abbiamo fatto vedere in campo. La partita è cambiata nella prima metà del secondo tempo. Nei primi 40 minuti avevamo giocato bene, poi in quei 15-20 minuti del secondo tempo ci è mancato qualcosa: contro gli All Blacks può costare caro”. “Mi sento a mio agio su entrambe le fasce. È vero che gioco più spesso a destra, ma per me non cambia molto. Gonzalo Quesada lo sa: posso giocare sia a destra sia a sinistra. Per me la cosa più importante è essere in campo, non importa da quale lato”. Sul prossimo match contro l’Australia: “Stiamo lavorando sulla partita di sabato. Hanno perso le prime due partite, ma hanno giocato molto bene e ed erano andati in vantaggio prima di essere poi recuperati. Giocano un rugby molto veloce e fisico, come da tradizione australiana. Hanno tanti giocatori di qualità e sappiamo che sarà una partita molto dura. Mi aspetto che giochino molto con il pallone in mano. Fa parte del DNA del rugby australiano: cercano sempre un rugby creativo e offensivo”. Non sarà una partita qualunque per Louis Lynagh, considerate le sue origini australiane: “Sono nato a Treviso. Poi ci siamo trasferiti in Australia quando ero molto piccolo e siamo rimasti circa un anno, vivendo a Brisbane. Successivamente siamo tornati a Treviso e poi ci siamo trasferiti definitivamente a Londra. Negli anni siamo tornati in Australia diverse volte in vacanza. L’ultima volta era il 2019, quando sono venuto con mio padre prima del Mondiale. L’Australia è uno dei miei posti preferiti al mondo. Sono felicissimo di essere qui con la Nazionale e poter incontrare tanti amici. ” ha concluso l’ala in forza al Benetton.

Italia | 14/07/2026

Campionati

FIR Informa

Altri articoli

Modifica Circolare Informativa 2026-27

La FIR informa che, in occasione del Consiglio Federale di venerdì 3 luglio, sono state apportate  tre  modifiche/integrazioni al testo della Circolare Informativa 2026/27 in  accoglimento di alcune indicazioni ricevute dalle affiliate. Le integrazioni interessano i punti  8.8.3.2.  REQUISITI MINIMI PER LE SOCIETA’ TUTOR (pag.61)  8.8.3.4 SISTEMA DI TUTORAGGIO PER LE CATEGORIE U14, U16, U18 MASCHILI (pag. 62)   8.17 OBBLIGATORIETÀ DEI CAMPIONATI (pag. 71) Punto 8.8.3.2 (primo capoverso) Per poter assumere la veste di Società TUTOR, la Società richiedente, al momento della presentazione dell’accordo per l’approvazione federale, deve rispettare i seguenti requisiti minimi di tesserati giocatori: •             U14: almeno 10 (dieci) giocatori; •             U16: almeno 12 (dodici) giocatori che diventeranno 13 (tredici) per la stagione 2027/2028; •             U18: almeno 12 (dodici) giocatori, inclusi i “rientranti Seniores” (anno di nascita 2008), per la stagione sportiva 2026/2027 che diventeranno 13 (tredici) per la stagione 2027/2028. Punto 8.8.3.4 (ultimo capoverso) […] Le società TUTOR e le società TUTORATE, iscritte all’attività ufficiale, potranno accedere ai benefici legati all’attività riconosciuta valida, esclusivamente se inseriscono in ogni lista gara ufficiale un numero di giocatori, propri tesserati, non inferiore al minimo previsto dal precedente punto 8.8.3.2 (precisandosi che per la categoria U18 nei giocatori propri tesserati sono ricompresi anche i giocatori “rientranti”), e sia rispettato il numero minimo di gare stabilito nel comunicato n.1 della s.s. 2026/2027.  Punto 8.17  È stata inserita come obbligatorietà per le società iscritte al Campionato Italiano Maschile di Serie B la partecipazione all’attività under 14.

FIR Informa | 07/07/2026

Responsabile Sviluppo Club: la FIR punta alla crescita organizzativa delle società

Roma – Sviluppare un Club non significa più, oggi, organizzare soltanto attività sportive: costruire comunità, creare ambienti educativi di qualità, pianificare il futuro e attirare, trattenere e valorizzare le persone che ogni giorno vivono la società è alla base della creazione di una cultura del Club efficace e duratura. Per accompagnare il movimento lungo questo percorso di crescita consapevole e condivisa, la Federazione Italiana Rugby ha organizzato dal 19 al 22 giugno, presso la Cittadella del Rugby di Parma, la prima edizione del Corso Responsabile Sviluppo Club. Nel corso delle quattro giornate, i partecipanti hanno affrontato temi centrali per la crescita dei Club, lavorando su organizzazione, pianificazione strategica, comunicazione, sostenibilità dei progetti, formazione continua e gestione delle relazioni tra atleti, famiglie, tecnici, dirigenti e territorio, con l’obiettivo è rendere i programmi societari sempre più sostenibili, strutturati e duraturi. Ad accompagnare i corsisti è stato un gruppo di relatori composto da Daniele Pacini, Direttore Tecnico FIR, Francesca Vitali, Psicologa dello Sport, Francesco Grosso, Responsabile Area 1, Andrea De Marchi, Responsabile Area 3, Carlo Pratichetti, Responsabile Area 5, Enrico Romei, Tecnico Formatore di Area, e Adriano Conti, Responsabile Tecnico Regionale Lazio. Grazie alle loro competenze e alle esperienze condivise, il percorso ha alternato momenti di approfondimento teorico ad attività di confronto e applicazione pratica. In un contesto caratterizzato da cambiamenti demografici, nuove esigenze educative e una crescente complessità organizzativa, il Responsabile Sviluppo Club rappresenta una figura strategica per supportare le società nel leggere i propri bisogni, organizzare con maggiore efficacia il lavoro quotidiano e dare continuità ai progetti nel tempo. Adesso, il lavoro per tutti i partecipanti proseguirà nei rispettivi Club, con il supporto dei Responsabili Sviluppo di Area , trasformando conoscenze e competenze, idee e strumenti in azioni concrete, sostenibili e capaci di generare valore per le persone e per le comunità sportive. Questo primo corso rappresenta l’inizio di un percorso che punta a rafforzare il ruolo dei Club come motore di sviluppo del rugby italiano, dentro e fuori dal campo

FIR Informa | 26/06/2026

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