Abstract
La solida formazione patristica di Farncesco Petrarca trova una felice testimonianza nel rapporto con l’opera di Gregorio Magno, in particolare I Dialogi. Nel II libro del De vita solitaria, con sottili riferimenti autobiografici, Petrarca esalta in Gregorio Magno il grande tema della solitudine come ricerca di libertà interiore e di riflessione, non certo come abbandono di un impegno di vita costantemente perseguito. Attraverso il saggio si snodano – ricercate nelle Epistolae e in opere petrarchesche come il De Otio religioso – le espressioni dell’adesione, intensa e profonda, del primo intellettuale dell’età moderna a una tradizione religiosa che seppe coniugare con sapienza cultura classica ed etica cristiana.