Abstract
Tommaso è un autore sempre più apprezzato nell’ambito della filosofia analitica, tanto che sarebbe possibile parlare di un vero e proprio tomismo analitico. Dopo una adeguata presentazione di questa corrente, nel presente articolo intendo soffermarmi sul contributo che il pensiero tomista ha offerto alla filosofia analitica della religione e, in particolare, alla teologia naturale. La contestualizzazione degli autori considerati permette di apprezzare lo sforzo ermeneutico nella lettura di Tommaso, ma, contemporaneamente, di coglierne alcuni limiti. L’analisi critica delle principali tappe di questo excursus storico mette in luce la rilevanza di un accostamento tra il pensiero di Wittgenstein e quello di Tommaso che ha dato origine al cosiddetto tomismo grammaticale. Grazie al ruolo riconosciuto al linguaggio teologico, la discussione circa gli argomenti a favore dell’esistenza di Dio ha lasciato maggiore spazio ad alcuni temi epistemologici e di teologia filosofica, quali gli attributi di Dio, fino ad incursioni nella filosofia della teologia. Il pensiero tomista conosce così una nuova attualità, pur correndo il rischio di fraintendimenti e semplificazioni.