Şehzade Mustafa (figlio di Mehmed II)

principe ottomano

Şehzade Mustafa (in turco ottomano شهزاده مصطفى?; Manisa, 1450Bor, 25 dicembre 1474) è stato un principe ottomano, figlio del sultano Mehmed II e della concubina Gülşah Hatun.

Şehzade Mustafa
Tomba di Şehzade Mustafa
Şehzade
Sanjak-bey di Karaman
Sanjak-bey di Konya e Kayseri
Sanjak-bey di Manisa
NascitaManisa, Impero ottomano, 1450
MorteBor, Impero ottomano, 25 dicembre 1474
SepolturaComplesso Muradiye
Luogo di sepolturaBursa
DinastiaOttomana
PadreMehmed II
MadreGülşah Hatun
FigliŞehzade Hali
Nergisşah Ferahşah Hatun
Hani Hatun
ReligioneIslam sunnita

Biografia

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Şehzade Mustafa nacque nel 1450 a Manisa. Suo padre era Şehzade Mehmed, figlio del sultano ottomano Murad II e governatore della regione, mentre sua madre era la concubina Gülşah Hatun[1].

L'anno dopo la sua nascita, Murad II morì e Mehmed ascese al trono come nuovo sultano, con il nome di Mehmed II[2]. Nel 1457, ad Edirne, Mustafa fu circonciso e inviato con sua madre in provincia perché facesse esperienza come potenziale erede al trono. Dapprima inviato a Manisa, nel 1467 fu nominato governatore di Konya e Kayseri[3][4]. Mustafa era noto per essere molto colto, nonché un abile spadaccino, nonché uno dei pochi ottomani capace di usare il moschetto[5]. Era descritto come un giovane alto e affascinante, particolarmente sensibile al fascino femminile, tanto che pare avesse relazioni illegittime con donne che non facevano parte del suo harem[6], amava la caccia, i piaceri della tavola e il vino[5]. Era inoltre il figlio favorito del padre, che intendeva farne il suo erede[2].

Nel 1473, insieme al fratellastro Bayezid, Mustafa prese parte alla battaglia di Otlukbeli contro Uzun Hassan, leader degli Aq Qoyunlu. Insieme ai principi ottomani combatteva il figlio rinnegato di Hassan, Ughurlu Muhammad, il quale aveva sposato la sorella di Bayezid, Gevherhan Hatun. L'anno seguente Mehmed depose la dinastia karamanide e assegnò la provincia a Mustafa[7][8].

Alla fine dell'anno, Mustafa partecipò alla breve campagna di Karahisar, durante la quale si ammalò. Rimandato a Karaman, accompagnato per ordine del padre da un drappello armato guidato da Gedik Ahmed Pasha e dal suo medico personale Yakup Pasha, durante il viaggio si aggravò e dovette fermarsi a Bor, dove morì la sera del 25 dicembre 1574: per cercare di placare il freddo, venne immerso in un bagno bollente, ma morì poco dopo, forse a causa dello shock termico[9].

La notizia della sua morte sconvolse Mehmed II, che per tre giorni rimase a urlare sul pavimento della sua stanza[9]. La rapidità e l'inaspettatezza della morte di Mustafa, ampiamente noto come il figlio che Mehmed voleva come successore, generarono numerosi voci sul fatto che il principe fosse stato avvelenato. Sebbene si facesse il nome dei fratellastri di Mustafa, in particolare Bayezid e Cem, la storia che s'impose come la più credibile addossò la colpa al Gran Visir Mahmud Pasha Angelović. Il motivo risiedeva nel fatto che Mustafa aveva avuto una relazione con la moglie di Angelović, Selçuk Hatun. Selçuk Hatun era figlia di Zagan Pasha e sorella minore di Hatice Hatun, una delle consorti dello stesso Mehmed II[10]. La madre di Mustafa, Gülşah, aveva coperto e favorito il figlio[11], e secondo alcuni Mustafa aveva stuprato Selçuk, la quale aveva chiesto vendetta al marito[5]. Testimoni dichiararono di aver visto Angelović offrire una pera al principe poco prima che si ammalasse[12], e si è ipotizzato che il veleno usato potesse essere l'Atropa belladonna, noto per provocare sintomi simili a diverse malattie[13]. Sebbene le accuse non siano mai state private (e resoconti da parte dell'ambasciatore veneziano Giovanni Maria Angiolello, al seguito di Mustafa, che sostenevano l'innocenza di Angelović)[14], il Gran Visir fu giustiziato con l'accusa di alto tradimento[15].

Mustafa fu sepolto a Bursa, in uno dei mausolei del complesso funebre eretto dal sultano Murad II. Sua madre, generosamente sovvenzionata da Mehmed II, si prese cura della sua tomba fino alla sua morte, nel 1487. Venne sepolta accanto al figlio[4][16].

Discendenza

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Appassionato di donne, Şehzade Mustafa aveva un harem numeroso e diverse consorti, ma nessun nome delle sue concubine è noto. Solo tre figli sopravvissero. Dopo la sua morte, Mehmed II si occupò dell'harem del figlio, trovando mariti di alto rango per le ragazze e garantendo una pensione a quelle che avevano avuto un figlio dal principe[5][6].

Mustafa aveva almeno un figlio:[6]

  • Şehzade Hali.

Mustafa aveva almeno due figlie:[6]

  • Nergisşah (o Nergiszade) Ferahşad Hatun (nata nel 1467). Nel 1480 sposò suo cugino Şehzade Abdullah, figlio di Bayezid II, da cui ebbe un figlio e due figlie:
    • Şehzade Fülan (1481- 1489).
    • Aynışah Sultan (1482 - 1540), sposò Ahmed Pasha. Sepolta insieme a sua madre nel mausoleo di Şirin Hatun a Bursa.
    • Şahnisa Sultan (1484 - 1540), sposò prima suo cugino Şehzade Mehmed Şah (morto nel 1512, figlio di Şehzade Şehinşah), e poi Mirza Mehmed Pasha (morto nel 1517, in precedenza sposato con la zia di Şahnisa, Fatma Sultan), da cui ebbe un figlio, Sultanzade Şemsi Ahmed Pasha, e infine Nuri Bey.
  • Hani Hatun (1468 - 1530).
  1. Babinger, p.61; Stavrides, p.351; Tirmikçioğlu, p.91
  2. 1 2 Stavrides, p.351; Uluçay, M. Çağatay (2011). Padişahların kadınları ve kızları. Türk Tarih Kurumu. p. 39; Tirmikçioğlu, p.101
  3. Peirce, p.47
  4. 1 2 Necdet Sakaoğlu, Bu mülkün kadın sultanları: vâlide sultanlar, hâtunlar, hasekiler, kadınefendiler, sultanefendiler, collana Oğlak bilimsel kitaplar, 1ª ed., Oğlak Yayıncılık, 2008, p. 129, ISBN 978-975-329-623-6.
  5. 1 2 3 4 (TR) Fatih’in ‘Çapkın’ Şehzadesi, su Ali Hikmet Ince Yazıları.
  6. 1 2 3 4 Şafakcı, Hamit (2024). II. Bayezid'in oğlu Şehzade Abdullah'in ailesi ve sancakbeyligi. DergiPark. p. 15
  7. Tirmikçioğlu, p.100
  8. Fatih Sultan Mehmed'in Siyasi ve Âskerî Faaliyetleri (PDF), su cdn.discordapp.com (archiviato dall'url originale il 25 dicembre 2023).
  9. 1 2 Tirmikçioğlu, pp.99-102; Babinger, p.330; Yildiz
  10. Stavrides, p.351; Tirmikçioğlu, p.102; Babinger, p.331
  11. Peirce, p.299
  12. Tirmikçioğlu, p.102
  13. Tirmikçioğlu, p.103
  14. Babinger, p.331; Tirmikçioğlu, p.102; Stavrides, p.351
  15. Tirmikçioğlu, p.101; Stavrides, p.121
  16. Peirce, p.50; Uluçay, M. Çağatay (2011). Padişahların kadınları ve kızları. Türk Tarih Kurumu. p. 39.

Bibliografia

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  • Franz Babinger, Mehmed the conqueror and his time, collana Bollingen series, 2ª ed., Princeton Univ. Press, 1992, ISBN 978-0-691-01078-6.
  • Leslie P. Peirce, Imperial Harem: Women and Sovereignty in the Ottoman Empire, collana Studies in Middle Eastern History, New ed, Oxford University Press, 1994, ISBN 978-0-19-508677-5.
  • Theocharēs Stauridēs, The Sultan of vezirs: the life and times of the Ottoman Grand Vezir Mahmud Pasha Angelovic (1453-1474), collana The Ottoman Empire and its heritage, Brill, 2001, ISBN 978-90-04-12106-5.
  • Sara Nur Yildiz, Persian in the Service of the Sultan: Historical Writing in Persian under the Ottomans during the 15th and 16th Centuries, Vol. 2, 2004, pp. 145–166, ISBN 978-90-04-73272-8.
  • Zeynep Tirmikçioğlu, Father, Son and the Poison: A Reevaluation of the Deaths of Fatih Sultan Mehmed and his sons Şehzade Mustafa, Cem Sultan and Bayezid II in the Light of Fifteenth Century Poisons, 2020.