Il Villafranchiano (dal nome della località Villafranca d'Asti) è un piano geologico non-standard usato in ambiente continentale, contemporaneo del Calabriano. In particolare è inteso come una biozona a mammiferi e corrisponde grosso modo alla parte superiore del Pliocene fino alla parte bassa del Pleistocene (3,5-1,0 milioni di anni fa).

Il termine "Villafranchiano" è stato coniato da Lorenzo Pareto nel 1865 sulla base degli studi e ritrovamenti effettuati nei sedimenti di Villafranca d'Asti. In Piemonte affiora abbondantemente in superficie presso l'Altopiano di Poirino.

Oltre ai ritrovamenti a Villafranca d'Asti e a quello più studiato ovvero la cava di Arboschio fraz. di Cantarana, importanti giacimenti fossiliferi del Villafranchiano sono stati trovati anche in Toscana ed in Puglia, in agro di Apricena (in provincia di Foggia). Tramite queste località il Villafranchiano è ulteriormente diviso in 6 unità faunisitche (Triversa, Montopoli, Saint-Vallier, Olivola, Tasso e Farnetta)[1].

Il Villafranchiano è un'importante suddivisione geologica che vede imporanti variazioni climatiche e paesaggistiche oltre che la diffusione del genere Homo in Europa verso la fine del periodo.

L'inizio del Villafranchiano coincide con la comparsa del genere Leptobos in Italia, tra i 3,6 e 3,5 milioni di anni fa. Il Villafranchiano Medio è definito dall'evento "elephant–Equus" con la comparsa nel record fossile del proboscidato Mammuthus meridionalis e equide Equus stenonis circa 2,6-2,5 milioni di anni fa. Il Tardo Villafranchiano è definito invece dalla comparsa del canide Canis etruscus e la iena gigante Pachycrocuta brevirostris circa 1,8 milioni di anni fa[2]. La transizione Villafranchiano e unità faunistica Galeriano vede una ulteriore biozona chiamata Epivillafranchiano (circa 1,2-0,8 milioni di anni fa) connotata da numerosi eventi di estinzione che hanno coinvolto anche le iene giganti, il mammut meridionale e il genere di felini dai denti a sciabola Meganteron[3].

  1. (EN) John A. van Couvering e John A. Van Couvering, The Pleistocene Boundary and the Beginning of the Quaternary, Cambridge University Press, 16 dicembre 2004, ISBN 978-0-521-61702-4. URL consultato il 4 novembre 2025.
  2. T. van Kolfschoten, QUATERNARY STRATIGRAPHY | Continental Biostratigraphy, Elsevier, 1º gennaio 2013, pp. 206–214, DOI:10.1016/b978-0-444-53643-3.00059-5, ISBN 978-0-444-53642-6. URL consultato il 4 novembre 2025.
  3. Luca Bellucci, Raffaele Sardella e Lorenzo Rook, Large mammal biochronology framework in Europe at Jaramillo: The Epivillafranchian as a formal biochron, in Quaternary International, vol. 389, 2 dicembre 2015, pp. 84–89, DOI:10.1016/j.quaint.2014.11.012. URL consultato il 4 novembre 2025.
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