Vigilance

Partito politico ginevrino

Vigilanza (in francese: Vigilance) è stato un partito politico svizzero attivo principalmente nel Canton Ginevra dal 1965 al 1993. Pur avendo una dimensione essenzialmente cantonale, il partito ottenne anche una limitata rappresentanza a livello federale nel Consiglio nazionale.

Vigilanza
Vigilance
Fondazione1965
Dissoluzione1993
IdeologiaNazionalismo
Populismo di destra
Xenofobia
CollocazioneDestra

Le origini del partito risalgono alla messa in scena nel 1963 di un'opera teatrale di Walter Weideli[1], Il banchiere senza volto, la storia del banchiere ginevrino Jacques Necker, ministro delle Finanze del re Luigi XVI di Francia, che offre una prospettiva critica sulla borghesia ginevrina dell'epoca. La produzione doveva essere presentata durante i festeggiamenti per il 150° anniversario dell'ingresso di Ginevra nella Confederazione svizzera (1815) e fu fortemente criticata dalla destra ginevrina, in particolare per i sussidi e il patrocinio concessi. Su impulso di René Besson, nel 1964 fu costituito un comitato di vigilanza che esigeva la messa al bando dell'opera teatrale[2] attraverso una petizione che raccolse 11000 firme[2]. Il comitato condusse poi con successo due campagne referendarie contro l'aumento delle imposte comunali e cantonali, prima di costituirsi, nel 1965, in un partito politico[3]. Alle elezioni cantonali del 1965 il partito fece campagna contro i trust internazionali che, a suo dire, «invadono e deturpano Ginevra», opponendosi anche a quello che considerava l'eccessivo sviluppo della città[1][3]. In tale occasione ottenne per la prima volta 10 seggi nel Gran Consiglio. Alle successive elezioni del 1969 il partito non riuscì a rimanere nel parlamento cantonale, ma ci rientrò alle elezioni del 1973[4], in occasione delle quali Vigilanza criticò la forte immigrazione nel cantone e, in particolare, l'eccessiva presenza di stranieri, tra cui gli italiani, nonché di coloro che considerava "falsi rifugiati"[1]. Il partito seguì le orme di partiti xenofobi della Svizzera tedesca come Azione Nazionale di James Schwarzenbach. Gli slogan del partito dell'epoca erano: "Diventiamo meno numerosi per vivere felici"[1] e "Restiamo prìncipi della nostra città".

Alle elezioni cantonali del 1985 diventò il secondo partito ginevrino dopo il Partito Liberale Svizzero, riuscendo ad eleggere ben 19 membri al Gran Consiglio. Tuttavia, l'ala pù centrista e moderata di Vigilanza iniziò a preoccuparsi della deriva xenofoba del partito e del suo presidente, Éric Bertinat, vicino al Fronte Nazionale francese, che si dimise nel 1988[5]. Nel 1990 avvenne la scissione tra moderati e radicali, i primi fondarono il Movimento Patriottico di Ginevra, portando con sé una decina di esponenti. Il partito non sopravvisse alla spaccatura e si sciolse nel 1993[6].

Ideologia

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Il partito era di orientamento conservatore, contrario all'immigrazione e con posizioni accostate all'estrema destra. Secondo il quotidiano svizzero Le Temps, il consigliere nazionale Soldini e il vignettista del partito Noël Fontanet erano stati attivisti dell'Unione Nazionale, a lungo guidata da Georges Oltramare, uno dei principali esponenti del fascismo ginevrino tra le due guerre mondiali. Un consigliere di Vigilanza, Pierre Jaquiard, responsabile anche della Gioventù Vigilante, replicando a un esponente del Partito del Lavoro che aveva definito il gruppo di Vigilanza nel Gran Consiglio «un branco di fascisti», disse: «E io sono orgoglioso di esserlo!»[7]

Il partito inoltre criticava la presenza di varie organizzazioni intergovernative a Ginevra e lanciò un referendum contro la Fondazione per gli immobili delle organizzazioni internazionali (FIPOI).

Rappresentanza federale

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Pur restando un partito radicato soprattutto nel Canton Ginevra, Vigilanza ottenne una limitata rappresentanza a livello federale con l'elezione di Mario Soldini al Consiglio nazionale, dove sedette dal 1975 al 1987.

Risultati elettorali

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Gran Consiglio di Ginevra

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Anno Seggi ottenuti Variazione
1965 10
1969 0 −10
1973 10 +10
1977 8 −2
1981 7 −1
1985 19 +12
1989 9 −10
1993 0 −9
  1. 1 2 3 4 (FR) Si vous avez raté le début. Trente-six ans de droite nationale à Genève, par Yves Petignat - Le Temps, 13 ottobre 2001. URL consultato il 17 febbraio 2026.
  2. 1 2 (FR) Quel parti d'extrême droite a existé à Genève entre la disparition de l'Union nationale en 1945 et la fondation de Vigilance en 1964 ? | Ville de Genève - Site officiel, su www.geneve.ch. URL consultato il 17 febbraio 2026.
  3. 1 2 Vigilance, su hls-dhs-dss.ch. URL consultato il 17 febbraio 2026.
  4. (FR) Les 25 ans du mouvement Vigilance, su Tribune de Genève, 23 giugno 2017. URL consultato il 18 febbraio 2026.
  5. Tribune de Genève, De Vigilance à l'UDC genevoise, le parcours d'Éric Bertinat, par Nicolas Merckling, 8 juin 2002
  6. Grand Conseil de Genève - Mémorial, su ge.ch. URL consultato il 18 febbraio 2026.
  7. Cantini, Claude, Les Ultras: extrême droite et droite extrême en Suisse, les mouvements et la presse de 1921 à 1991, 1992, p. 176.