Theodor Rossiwall (Vienna, 12 ottobre 1915Vienna, 11 luglio 1979) è stato un militare e aviatore tedesco, asso dell'aviazione nel corso della seconda guerra mondiale con 19 abbattimenti confermati ottenuti in 400 missioni. Fu insignito della Croce di Cavaliere della Croce di Ferro, e delle due classi della Croce di Ferro[2].

Theodor Rossiwall
NascitaVienna, 12 ottobre 1915
MorteVienna, 11 luglio 1979
Luogo di sepolturaZentralfriedhof, Vienna
Dati militari
Paese servitoAustria (bandiera) Austria
Germania (bandiera) Germania nazista
Forza armataAustria (bandiera) Austria Heimwehr Flieger Korps
Luftwaffe
SpecialitàCaccia
GradoOberst
GuerreSeconda guerra mondiale
CampagneCampagna di Polonia
Fronte occidentale (1939-1945)
Invasione della Jugoslavia
Fronte orientale (1941-1945)
BattaglieBattaglia di Francia
Operazione Marita
Operazione Barbarossa
Decorazionivedi qui
dati tratti da Career Summaries - Luftwaffe Officers 1935-1945 Section L - R [1]
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Biografia

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Nacque a Vienna, allora Capitale dell'Impero austro-ungarico, dell'Impero tedesco il 12 ottobre 1915.[3] Arruolatosi nella Luftstreitkräfte nel febbraio 1938, dopo l'Anschluss avvenuto il mese successivo entrò in servizio nella Luftwaffe, assegnato in servizio allo Jagdgeschwader 134 "Horst Wessel".[1] Prese parte alle fasi finali della guerra civile spagnola in forza al 3. J/88 della Legione Condor, abbattendo due caccia Polikarpov I-16 Rata, uno il 31 ottobre e uno il 12 dicembre 1938.[4] Fu promosso oberleutnant il 1 aprile 1939, e nel settembre dello stesso anno fu trasferito al III. Gruppe dello ZG 26 guidato dal capitano Johann Schalk.[5] Inizialmente questo Gruppe era equipaggiato con il caccia monomotore Messerschmitt Bf 109D-1.[6]

La seconda guerra mondiale in Europa iniziò venerdì 1º settembre 1939, quando le forze tedesche invasero la Polonia. All'epoca il III. Gruppe era di stanza sulla base di Neumünster, con il compito di proteggere la Germania nord-occidentale durante il periodo della "strana guerra". Il 25 settembre il III. Gruppe fu rinominato Jagdgruppe 126 (JG 126) e trasferito all'aeroporto di Krefeld nel mese di dicembre. Il 4 febbraio 1940 il JG 126 fu inviato all'aeroporto di Dortmund, dove fu riequipaggiato con i caccia pesanti bimotori Messerschmitt Bf 110, ridiventando nuovamente il III. Gruppe dello ZG 26.[7] Dopo che Eberhard von Trützschler-d'Elsa fu abbattuto e fatto prigioniero il 18 maggio 1940, egli, che era stato con la 6. Staffel dello Zerstörergeschwader 26 (6./ZG 26) operante da un aeroporto ad As, in Belgio, ricevette il comando della 5. Staffel, il 19 maggio.[1][8] Tuttavia, alla staffel erano rimasti solo solo tre aerei funzionanti dopo gli eventi del giorno prima.[9] Il 31 maggio 1940, mentre era in corso l'evacuazione di Dunkerque (Operazione Dynamo), con il grado di oberleutnant guidò una schwarm della 5. Staffel, II. Gruppe dello ZG 26) in un'imboscata contro un gruppo molto numeroso di Supermarine Spitfire della Royal Air Force, abbattendone cinque.[10] Il 18 agosto del 1940 la 5.Staffel eseguì una missione di " caccia libera" con il III/ZG 26, e quando ritornò in Francia rivendicò 4 vittorie senza alcuna perdita.[11] Venne promosso capitano il 1 gennaio 1941.[1]

Lo ZG 26 si trasferì nell'Europa sudorientale nel 1941, e da lì il III. Gruppe sostenne l'invasione della Jugoslavia a partire dal 6 aprile 1941.[12] Dopo il crollo dell'esercito jugoslavo, lo ZG 26 e tutti i suoi Gruppen si mossero per appoggiare le forze tedesche nell'invasione della Grecia (Operazione Marita) nel ruolo di caccia e cacciabombardiere.[13] Il 20 aprile 1941 rivendicò l'abbattimento di un caccia Hurricane su Atene, in quella che fu chiamata battaglia aerea di Atene da Roald Dahl.[14] Quel giorno 10 caccia Bf 110 della 5. Staffel dello ZG 26 incontrarono 15 caccia Hurricane del No.33 RAF Squadron e del No.80 RAF Squadron, decollati da Eleusi. I caccia Bf 110 stavano tornando da una missione di scorta alla loro base aerea di Larissa quando furono sorpresi dai caccia britannici. Entrambe le parti persero quattro aerei ciascuna.[15] In questo scontro, potrebbe aver abbattuto l'asso della RAF Marmaduke Pattle del 33° Squadrone, però è anche possibile che il pilota della Luftwaffe Sophus Baagoe abbia abbattuto Pattle.[16][17][18]

Dal 22 giugno 1941, combatté sul fronte orientale, dove avrebbe rivendicato altre 7 vittorie aeree.[3] Fu insignito della Croce di Cavaliere della Croce di Ferro il 6 agosto 1941.[16] Dal 10 gennaio 1942 comandò il II. Gruppe del Nachtjagdgeschwader 4, dove ottenne due vittorie.[1][3] Nel novembre 1942 assunse il comando di un gruppo di caccia nella Nachtjagdschule 1, una scuola di addestramento per piloti della Luftwaffe.[1]

Mentre era lì, il 1º marzo 1943, fu promosso a grado di maggiore.[1] Poi, più tardi in quel mese la Nachtjagdschule 1 fu riorganizzata nel Nachtjagdgeschwader 101 egli assunse al comando del I Gruppe I, inizialmente con base a Schleissheim poi a Ingolstadt.[19][20][21]

Nell'agosto del 1943, lo Zerstörergeschwader 76 (ZG 76), allora inattivo, fu formato e ricostituito come unità per il contrasto ai bombardieri sotto il suo comando.[22]

Alla fine del 1943 era comandante della Stab/ZG 76, operante da Ansbach con 3 aerei Bf 110 specificamente destinati alla sua unità comando.[23] mentre prestava servizio in questa unità abbatté 3 bombardieri Boeing B-17 Flying Fortress.[3] Rimase ferito durante un incidente al decollo con un Bf 110G-2 a Fürth il 24 gennaio 1944.[1] Il 1º maggio 1944 fu promosso tenente colonnello.[1] Nel 1945, frequentò un corso di educazione nazista per la Luftwaffe.[1] Nel maggio di quell'anno, quando terminò la seconda guerra mondiale in Europa, era accreditato di 19 vittorie aeree, di cui due in Spagna, ottenute in 400 missioni belliche.[24][25] nel 1955 rientrò in servizio nella Luftstreitkräfte austriaca, congedandosi con il grado di colonnello.[1][3] Si spense a Vienna l'11 luglio 1979.[1][16] La salma fu tumulata nel Zentralfriedhof della Capitale.[16]

Onorificenze

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Bibliografia

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  • (EN) Walter Ansel, Hitler and the Middle Sea, Mainz, Duke University Press, 1972, ISBN 978-0-8223-0224-7.
  • (EN) Gebhard Aders, History of the German Night Fighter Force, 1917–1945, London, Janes, 1978, ISBN 978-0-354-01247-8.
  • (EN) Christer Bergström, The Battle of Britain: An Epic Conflict Revisited, Oxford, Casemate, 1972, ISBN 978-1612-00347-4.
  • (EN) Kevin Brazier, The Complete Knight's Cross Volume One The Years of Victory 1939-1941, Fonthill Media, 2021.
  • (EN) Donald Caldwell e Richard Muller, The Luftwaffe Over Germany Defense of the Reich, Fonthill Media, 2021.
  • (DE) Walther-Peer Fellgiebel, Die Träger des Ritterkreuzes des Eisernen Kreuzes 1939–1945 — Die Inhaber der höchsten Auszeichnung des Zweiten Weltkrieges aller Wehrmachtteile, Friedberg, Podzun-Pallas, 2000, ISBN 978-3-7909-0284-6.
  • (EN) John Foreman, Simon W. Richard e Johannes Matthews, Luftwaffe Night Fighter Combat Claims, 1939-1945, Walton on Thames, Red Kite, 2021.
  • (EN) Robert Forsyth, Me 210/410 Zerstörer Units, London, Bloomsbury Publishing, 2019.
  • (EN) Peter Jacobs, Aces of the Luftwaffe: the Jagdflieger in the Second World War, Frontline Books, 2021.
  • (EN) David Johnston, German Eagles in Spanish Skies: The Messerschmitt Bf 109 in Service with the Legion Condor during the Spanish Civil War, 1936-39, Atglen, Pennsylvania, Schiffer Publishing Ltd., 2018.
  • (EN) Patrick Laureau, The Luftwaffe in Spain, 1936–39, Mechanicsburg, Stackpole Books, 2010, ISBN 978-0-8117-0688-9.
  • (EN) Andrew Johannes Mathews e John Foreman, Luftwaffe Aces — Biographies and Victory Claims — Volume 3 M–R, Walton on Thames, Red Kite, 2015, ISBN 978-1-906592-20-2.
  • (DEN) Ron Mackay, Messerschmitt Bf 110, Wiltshire, The Crowood Press, 2000, ISBN 978-1-86126-313-1.
  • (DE) Ernst Obermaier, Die Ritterkreuzträger der Luftwaffe Jagdflieger 1939 – 1945, Mainz, Verlag Dieter Hoffmann, 1989, ISBN 978-3-87341-065-7.
  • (DE) Jochen Prien, Gerhard Stemmer, Peter Rodeike e Winfried Bock, Die Jagdfliegerverbände der Deutschen Luftwaffe 1934 bis 1945—Teil 1—Vorkriegszeit und Einsatz über Polen—1934 bis 1939, Eutin, Struve-Druck, 2000, ISBN 978-3-923457-54-0.
  • (DE) Jochen Prien, Gerhard Stemmer, Peter Rodeike e Winfried Bock, Die Jagdfliegerverbände der Deutschen Luftwaffe 1934 bis 1945—Teil 2—Der "Sitzkrieg"—1.9.1939 bis 9.5.1941, Eutin, Struve-Druck, 2001, ISBN 978-3-923457-59-5.
  • (DE) Veit Scherzer, Die Ritterkreuzträger 1939–1945 Die Inhaber des Ritterkreuzes des Eisernen Kreuzes 1939 von Heer, Luftwaffe, Kriegsmarine, Waffen-SS, Volkssturm sowie mit Deutschland verbündeter Streitkräfte nach den Unterlagen des Bundesarchives, Jena, Scherzers Militaer-Verlag, 2007, ISBN 978-3-938845-17-2.
  • (EN) Christopher F. Shores, Brian Cull e Nicola Malizia, Air War for Yugoslavia, Greece, and Crete, 1940–41, London, Grub Street, 1987, ISBN 978-0-948817-07-6.
  • (EN) John Weal, Messerschmitt Bf 110 Zerstörer Aces of World War 2, Oxford, Osprey Publishing, 1999, ISBN 978-1-78200-527-8.
  • (EN) Michael Ziefle, Messerschmitt Bf 110: Die Rehabilitierung eines Flugzeuges, Norderstedt, Verlag Ziefle, 2012, ISBN 978-3-8482-8879-3.
  • (RU) Михаил Зефиров, Асы Люфтваффе. Кто есть кто. Выдержка, мощь, внимание, Mosca, AST, 2011.

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