Tengwar

sistema di scrittura artificiale ideato da J.R.R. Tolkien per le lingue di Arda

Le tengwar[1] ([ˈtɛŋɡwɑɾ]) sono un sistema di scrittura artificiale ideato da John Ronald Reuel Tolkien come sistema di trascrizione dei principali Linguaggi di Arda. Tolkien utilizzò le tengwar per trascrivere la lingua inglese; in effetti, la maggior parte degli usi di tengwar da parte di Tolkien contemplano la trascrizione dell'inglese.

La parola "tengwar" scritta utilizzando il sistema di scrittura Tengwar nel modo Quenya.

Nell'universo narrativo di , le tengwar furono inventate dall'elfo Fëanor, e utilizzate inizialmente per trascrivere il linguaggio angelico valarin e le lingue elfiche quenya e telerin; successivamente, un gran numero di lingue della Terra di Mezzo fu trascritto tramite le tengwar, tra queste il sindarin.

Tre modi tengwar (quenya, sindarin e generale)

Caratteristiche

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La scrittura tramite tengwar venne ideata, nell'universo tolkieniano, prima da Rúmil (in una forma più arcaica detta Sarati) e poi da Fëanor, elfo della stirpe dei Noldor nel 1250 dell'Era degli Alberi, prima dell'inizio della Prima Era. Il sistema comprende 24 lettere principali più un certo numero di lettere aggiuntive. Vi sono inoltre segni diacritici posti sopra o sotto le lettere per rappresentare le vocali o per abbreviare la scrittura.

Le lettere si chiamano tengwar (tengwa al singolare), mentre i segni diacritici si chiamano tehtar (tehta al singolare); in particolare, le vocali sono le ómatehtar. Le 24 lettere principali sono formate tutte da un telco (gambo) e da un lúva (arco). Il gambo può essere lungo o corto e rivolto verso l'alto o verso il basso, mentre l'arco può essere aperto o chiuso.

Le tengwar vengono utilizzate per trascrivere il linguaggio nero (vedi ad esempio l'iscrizione sull'Unico Anello), l'ovestron, il quenya (altoelfico) e il sindarin (grigioelfico).[2]

Unicode

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Una prima proposta è stata fatta da Michael Everson, nel suo ConScript Unicode Registry per includere la scrittura tengwar nello standard Unicode ed i caratteri tengwar sono attualmente inclusi nel registro ufficiale dell'Unicode, mappati da U+E000 a U+E07F (Area uso privato - Private Use Area)

Versione adattata alla lingua italiana

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Esistono diversi tentativi di adattare i caratteri tengwar alla traslitterazione della lingua italiana. Alcuni di questi sono disponibili online, ad esempio sui seguenti siti:

Ciascuna proposta si basa su presupposti validi e si orienta verso uno scopo specifico, privilegiando determinati aspetti rispetto ad altri. La soluzione presentata in questa pagina nasce da un’analisi comparativa che tiene conto sia della coerenza con le indicazioni lasciate da Tolkien, sia della praticità nella scrittura e nella lettura. Essa è progettata per rappresentare in modo completo le particolarità della fonetica italiana, riducendo al minimo le ambiguità interpretative.

Quattro modi tengwar (quenya, sindarin, generale e italiano) - parte 1

L’obiettivo principale è fornire uno strumento efficace per la traslitterazione fonetica delle parole italiane. In quest’ottica, non viene introdotto un simbolo specifico per la lettera “q”, poiché le sequenze “qu” e “cu” producono il medesimo suono; entrambe possono quindi essere rappresentate mediante lo stesso tengwa, nello specifico quesse.

Quattro modi tengwar (quenya, sindarin, generale e italiano) - parte 2

Allo stesso modo, suoni come “che” possono essere resi combinando il tengwa quesse con il segno diacritico che rappresenta la vocale “e”, senza ricorrere al segno corrispondente alla lettera “h” (hyarnen). Quest’ultima, essendo muta in italiano, non contribuisce alla resa fonetica della parola e può pertanto essere omessa nella traslitterazione. Si prevede tuttavia anche una rappresentazione grafica della consonante “h”, utile in contesti specifici. Essa può essere impiegata, ad esempio, per evitare ambiguità nella distinzione tra forme omofone come “anno” e “hanno”, oppure per la traslitterazione di parole di origine straniera entrate nell’uso comune della lingua italiana, come “hotel”.

Per quanto riguarda la rappresentazione delle consonanti doppie e l’impiego dei segni diacritici per le vocali, si rimanda alle fonti citate in precedenza, nelle quali tali aspetti sono trattati in modo approfondito e sistematico.

  1. "Tengwar" è una parola quenya che significa "lettere" (Il Signore degli Anelli, Appendice E II Scrittura).
  2. Marco Barisione, Tengwar, su barisione.org.

Bibliografia

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Voci correlate

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Altri progetti

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Collegamenti esterni

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