Tangeri

città in Marocco

Tangeri (pron. /ˈtanʤeri/[2]; in arabo طنجة?, Ṭanǧa; in berbero: ⵜⴰⵏⵊⴰ; in francese: Tanger; in spagnolo: Tánger) è una città portuale del Marocco settentrionale. Il suo nome deriverebbe da una corruzione del toponimo latino Tingis, di probabile origine berbera.

Tangeri
comune
Tangeri – Stemma
Tangeri – Bandiera
Tangeri – Veduta
Tangeri – Veduta
Localizzazione
StatoMarocco (bandiera) Marocco
RegioneTangeri-Tetouan-Al Hoceima
PrefetturaTangeri-Assila
Amministrazione
SindacoMounir Laymouri (PAM) dal 2021
Territorio
Coordinate35°46′N 5°48′W
Altitudine56 m s.l.m.
Superficie199,5 km²
Abitanti1 494 413 (2024)
Densità7 490,79 ab./km²
Altre informazioni
Cod. postale90000, 90010, 90020, 90030, 90040, 90050, 90060, 90070, 90080, 90090 e 90100
Prefisso0539
Fuso orarioUTC+0
ISO 3166-2MA-TNG
Targa40
Nome abitantitangerini o tingitani
PatronoSidi Bouarrakia
Rappresentanza parlamentare7 membri[1]
Cartografia
Mappa di localizzazione: Marocco
Tangeri
Tangeri
[[File:Map|frameless|center|260x250px|Tangeri – Mappa]]
Sito istituzionale
Evening, Tangiers 1906

Posizionato di fronte allo Stretto di Gibilterra, il suo porto è il maggiore del paese e la sua attività è in forte espansione, a seguito della costruzione dell'infrastruttura portuale denominata Tangeri Med.

Tangeri ha una storia antica e ricca, fu città fenicia, cartaginese, romana, e poi vandala, bizantina, araba, portoghese, spagnola e britannica.

La città fu conquistata dai Romani contro Cartagine nel 146 a.C., al termine dei conflitti che opposero le due grandi potenze mediterranee. Tangeri divenne colonia nel 38 a.C. durante il secondo triumvirato con il nome di Tingi. Dopo la conquista di Claudio divenne capitale della Mauretania Tingitana.

Nell'VIII secolo d.C. Tangeri divenne musulmana quando il governatore di Ifriqiya, Mūsà b. Nuṣayr, vi nominò come suo rappresentante il berbero Tāriq b. Ziyād.

Nell'area si insediarono poi comunità kharigite e lo Sharīf Idrīs b. ʿAbd Allāh vi fondò un Emirato sciita. Nel XV secolo i Portoghesi occuparono Ceuta (in arabo: Sebta) e nel 1471 Tangeri, dove rimasero fino al 1662, anno in cui gli Inglesi occuparono la città in quanto bene dotale di Caterina di Braganza, andata sposa a re Carlo II Stuart.[3]

Nel sultanato (1684-1912)

modifica

Nel XVII secolo si verificano tumulti ad opera della popolazione musulmana, guidati da al-Khadir Ghaylan dei Banu Jurfat. Solo nel 1684 però, con l'arrivo della dinastia alawita, Tangeri viene riconquistata dal sultanato marocchino, per opera del sultano Mawlāy Ismāʿīl (1672-1727).

Nel XIX secolo la città conobbe una crescente fortuna commerciale. Nel 1856 un Trattato anglo-marocchino vietò i monopoli di Stato che fino ad allora ne avevano frenato lo slancio economico e finanziario. La popolazione passò dai 5.000 abitanti degli inizi del secolo ai 20.000 del 1878, un quinto dei quali di religione ebraica. Giuseppe Garibaldi visse in esilio a Tangeri tra la fine del 1849 e la prima metà del 1850, a seguito della fallita impresa di dar vita alla Repubblica Romana.

La posizione geografica della città la rese centro di una rivalità diplomatica e commerciale tra le potenze europee tra la fine del XIX e l'inizio del XX secolo.[4] All'inizio del XX secolo, la popolazione di Tangeri ammontava a 40.000 persone, di cui 20.000 musulmani, 10.000 ebrei e 9.000 europei (di cui 7.500 spagnoli).

Nel 1903-04 lo Sharīf Aḥmad al-Raysūnīi s'impadronì di alcuni cittadini occidentali e nel 1905 il Kaiser Guglielmo II inviò una piccola squadra navale, con l'incrociatore Panther, sbarcando le sue truppe per proteggere gli interessi tedeschi in città (la cosiddetta "crisi di Tangeri").

Spagna (1912-1923)

modifica

Nel 1912, con la soluzione della seconda crisi marocchina, fu stabilito che Tangeri fosse sottoposta a regime internazionale, ma prima di ciò fu sotto il governo della Spagna.

Città internazionale (1923-1956)

modifica

L'effettiva applicazione della Zona internazionale di Tangeri iniziò peraltro solo nel 1923 (Protocollo di Tangeri), e durò fino all'indipendenza del Marocco nel 1956. Esso comportava per Tangeri la neutralità politica e militare, la totale libertà di impresa e l'amministrazione internazionale sotto il governo di una commissione internazionale composta da Francia, Gran Bretagna e Spagna, cui si aggiunsero tra il 1928 e il 1929 anche l'Italia, il Portogallo il Belgio, i Paesi Bassi, la Svezia e gli Stati Uniti[5].

Il 4 novembre 1940, dopo aver attraversato lo stretto di Gibilterra, braccati da due cacciatorpediniere del Regno Unito, trovarono rifugio nel porto di Tangeri i due sommergibili italiani Michele Bianchi e Benedetto Brin[6]. Già territorio internazionale, tre mesi prima Tangeri era stata occupata dall'esercito spagnolo[6]. Tornò allo status di città internazionale nell'ottobre 1945. In tutto questo periodo l'economia crebbe vertiginosamente e Tangeri contava nel 1950 migliaia di società anonime e 85 banche, impegnate nel commercio e negli affari finanziari, mentre la popolazione si quadruplicava e gli europei (specialmente spagnoli) diventavano circa 31.000, a fronte di 40.000 musulmani e 15.000 ebrei.[7]

Il ritorno nel Marocco (1956-presente)

modifica

Nell'ottobre 1956 viene dichiarato il ritorno della città al Marocco, qualche mese prima diventato regno indipendente, che avviene definitivamente il 18 aprile 1960, quando le truppe marocchine entrano in città.

 

Società

modifica

Tangeri è una città con una significativa diaspora nel mondo, in particolare nel sud della Spagna e nel Benelux. Gran parte della popolazione è originaria del Rif. Tangeri è quindi allo stesso tempo una città andalusa, jeblia e rifiana, grazie ai legami storici che ha instaurato con i due gruppi etnici che abitano il Rif, ovvero gli Jbalas e i Rifiani. Tangeri ha vissuto un'incredibile immigrazione dai Rifiani durante il XIX e il XX secolo. Quest'ultimi costituivano più di un quarto della popolazione di Tangeri nel 1957, secondo una stima di D. M. Hart. Anche gli Jbalas costituiscono una parte molto significativa della popolazione di Tangeri. Infine, da diversi decenni, una numerosa popolazione proveniente da altre regioni del Marocco è arrivata a Tangeri per lavorare e continua a farlo.

Cultura

modifica

Istruzione

modifica

Come in altre città, a Tangeri vi è un gran numero di scuole, pubbliche e private, che consentono percorsi didattici molto specifici o personalizzati a chi ha la necessità o le possibilità economiche.

Film girati a Tangeri

modifica

Tangeri, città dalle mille sfaccettature, ha ispirato molti registi e ha fatto da sfondo a numerose pellicole. Tra i film d'autore si segnalano Prick Up - L'importanza di essere Joe di Stephen Frears del 1987, Le festin nu di David Cronenberg (adattato dal libro omonimo di William S. Burroughs) del 1991, Il tè nel deserto di Bernardo Bertolucci (basato sul romanzo omonimo di Paul Bowles, con Debra Winger e John Malkovich) del 1990, Ultima estate a Tangeri di Alexandre Arcady con Roger Hanin e Thierry Lhermitte del 1987, Catch the Wind di Gaël Morel con Sandrine Bonnaire del 2017, e il superbamente poetico Solo gli amanti sopravvivono di Jim Jarmusch.

Il National Film Festival si è tenuto lì per la quarta volta nel 1995 e vi si tiene dalla sua ottava edizione nel 2005.

Geografia fisica

modifica

Inizialmente insediatasi sulla collina della kasbah, la città di Tangeri si estese gradualmente sui massicci che la costeggiavano a ovest verso Capo Spartel (altopiano di Marshan, Montagna Vecchia) e poi, lungo la spiaggia, verso Capo Malabata. Nonostante questi rilievi, il suo sito non presenta una rete idrografica significativa.

Territorio

modifica

Tangeri si trova nella baia omonima, aperta sull'estremità occidentale dello stretto di Gibilterra, a circa 15 km dalle coste spagnole, ai margini del massiccio montuoso del Rif. Il porto della città è la principale destinazione delle navi passeggeri provenienti dall'Europa. Tangeri è, di conseguenza, uno dei punti di passaggio dei viaggiatori che si spostano tra l'Europa e l'Africa.

 

Il clima di Tangeri è mediterraneo, mitigato dalle influenze oceaniche. Autunno, inverno e primavera sono miti, persino freschi (18 °C di giorno e 7 °C di notte in media) e piuttosto umidi. Le stagioni intermedie sono moderatamente piovose. L'estate è molto secca con temperature relativamente moderate (30 °C di giorno).

Le precipitazioni variano generalmente dai 600 ai 1.000 mm all'anno. Tuttavia, la città è spesso soggetta a perturbazioni meteorologiche: da metà ottobre a inizio maggio, possono verificarsi facilmente forti venti, violenti temporali e piogge torrenziali.

In estate, un vento caldo proveniente dal Sahara, lo scirocco, comunemente noto in Marocco come "chergui", aumenta bruscamente la temperatura e secca l'atmosfera, poiché proviene da est.

 
Eugène Delacroix - Vue de Tanger. tra il 1852 e il 1853

I record registrati nella regione sono i seguenti: Temperatura minima: -4,2 °C (28 gennaio 2005); Temperatura massima: 43,5 °C (1 agosto 2003); Precipitazioni: 200 mm di pioggia temporalesca registrati in un giorno (23 novembre 2008).

Tangeri (1961-1990)[8] Mesi Stagioni Anno
Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic InvPriEst Aut
T. max. media (°C) 16,216,817,919,221,924,928,328,627,323,719,617,016,719,727,323,521,8
T. min. media (°C) 8,48,810,111,213,416,218,719,118,315,612,29,58,911,618,015,413,5
Precipitazioni (mm) 103,598,771,862,237,313,92,12,514,965,1134,6129,3331,5171,318,5214,6735,9
Giorni di pioggia 11,211,410,19,36,13,70,80,83,18,011,112,034,625,55,322,287,6
Ore di soleggiamento mensili 170,5169,5232,5252,0297,6306,0344,1331,7276,0238,7180,0167,4507,4782,1981,8694,72 966,0

Monumenti e luoghi d'interesse

modifica

Edifici religiosi

modifica

Suddivisioni amministrative

modifica
 

Tangeri è divisa in quattro arrondissements:

  1. Tanger-Medina
  2. Bni Makada
  3. Charf-Souani
  4. Charf-Mghogha

Economia

modifica

Secondo polo economico del Marocco dopo Casablanca, Tangeri vanta un settore industriale diversificato, che comprende l'industria tessile, chimica, meccanica, metallurgica e navale. La città attualmente conta quattro zone industriali, due delle quali godono dello status di zona franca: la Zona Franca di Tangeri e la Zona Franca del Porto. L'infrastruttura di Tangeri è altamente sviluppata, e comprende un porto che gestisce sia il flusso di merci che quello di passeggeri (oltre un milione di viaggiatori all'anno) e comprende anche un porto turistico e un porto peschereccio.

La ferrovia collega Tangeri alle città di Rabat, Casablanca (tramite una linea ad alta velocità) e Marrakech a sud, e a Meknès, Fez e Oujda a est.

L'autostrada, operativa dal 2005, collega Tangeri a Rabat e ad altre importanti città marocchine. L'aeroporto di Tangeri-Ibn Battuta si trova a Boukhalef, 15 chilometri a sud-ovest del centro città, e la sua capacità è stata recentemente aumentata a 1,5 milioni di passeggeri all'anno. La sua capacità aumenterà a 3,2 milioni di passeggeri all'anno con l'inaugurazione del Terminal 3.

Linee regolari di traghetti collegano Tangeri ad Algeciras, Tarifa e Barcellona in Spagna, nonché a Sète, Marsiglia in Francia, e Genova in Italia.

Importante stabilimento balneare, Tangeri offre un'infrastruttura turistica variegata, con hotel e altri servizi, una lunga spiaggia di oltre 7 km e una medina (città vecchia) dove prospera l'artigianato, che offre in particolare prodotti in pelle, legno, argenteria, abiti tradizionali e scarpe.

Con l'apertura del porto di Tangeri Med, la città si è affermata come crocevia del commercio marittimo internazionale. Dal maggio 2010, la maggior parte del traffico marittimo è stata trasferita al porto di Tangeri Méditerranée (Tangeri Med), situato a circa quaranta chilometri a est di Tangeri. Il porto turistico di Tangeri Ville si trova di fronte alla Kasbah.

Gli anni 2007 e 2008 sono stati caratterizzati dal completamento di numerosi progetti importanti, tra cui il secondo porto di Tangeri Mediterraneo e le sue zone industriali, lo stadio Ibn Battuta da 45.000 posti, un centro commerciale, infrastrutture turistiche, lo sviluppo del centro città e la creazione di nuove linee autostradali e ferroviarie. La LGV Casablanca-Tangeri è stata progettata per ridurre i tempi di percorrenza verso Casablanca, la capitale economica del paese.

La LGV Casablanca-Tangeri, inaugurata il 15 novembre 2018, collega ora Tangeri a Casablanca (350 chilometri) via Rabat in appena 1 ora e 30 minuti invece delle 5 ore e 30 minuti precedenti.

Infine, l'agricoltura nella regione di Tangeri è prevalentemente cerealicola e soddisfa le esigenze del settore terziario.

Infrastrutture e trasporti

modifica
 
Treno al alta velocità Al Boraq RGV2N2 nella stazione di Tangeri-Ville.

Le linee ferroviarie collegano la stazione di Tangeri-Ville con Rabat, Casablanca e Marrakech a sud, e con Fès e Oujda a est. Il servizio è gestito da ONCF. Nel novembre 2018 è stato inaugurato il primo treno ad alta velocità africano, la linea ferroviaria ad alta velocità Kenitra-Tangeri, che collega Tangeri a Casablanca in 2 ore e 10 minuti. Entro il 2020 sono previsti miglioramenti tra Casablanca e Kenitra per ridurre ulteriormente il viaggio a 1 ora e 30 minuti.

La superstrada Rabat-Tangeri collega Tangeri a Fès via Rabat per 250 km (155 mi) e Settat via Casablanca per 330 km (205 mi) e il porto di Tangeri Med. L'aeroporto internazionale Ibn Battuta (precedentemente noto come Tangeri-Boukhalef) si trova a 15 km (9 mi) a sud-ovest del centro città.

Il nuovo porto di Tangeri-Med è gestito dalla società danese A.P. Møller - Mærsk e libererà il vecchio porto per lo sviluppo turistico e ricreativo. Diversi traghetti al giorno collegano il terminal dei traghetti di Tangeri-Ville a Tarifa e Tangeri Med ad Algeciras. Due partenze a settimana collegano Tangeri Med direttamente a Gibilterra.

L'aeroporto internazionale Ibn Battuta di Tangeri e il tunnel ferroviario fungeranno da porta d'accesso alla Riviera marocchina, la zona costiera tra Tangeri e Oujda. Tradizionalmente, la costa settentrionale era una roccaforte rurale, con alcune delle migliori spiagge del Mediterraneo. È destinata a un rapido sviluppo urbano. L'aeroporto internazionale Ibn Batouta è stato modernizzato per ospitare più voli. La compagnia aerea più grande dell'aeroporto è Royal Air Maroc.

Amministrazione

modifica

Gemellaggi

modifica

Tangeri è gemellata con:

Galleria d'immagini

modifica
Panorama della città di Tangeri

Tangeri nella letteratura

modifica
  1. ^ Riccardo Riccardi, Tangeri, su treccani.it.
  2. ^ Luciano Canepari, Tangeri, in Il DiPI: dizionario di pronuncia italiana, Bologna, Zanichelli, 1999, ISBN 88-08-09344-1.
    Meno consigliata la pronuncia [tanˈʤɛri].
  3. ^ Con molti dettagli e anche illustrazioni, in Martin Malcolm Elbl, Portuguese Tangier (1471-1662): Colonial Urban Fabric as Cross-Cultural Skeleton (Peterborough: Baywolf Press, 2013).
  4. ^ (FR) David Bensoussan, Il Était Une Fois Le Maroc: Témoignages Du Passé Judéo-Marocain, Québec, Éditions Du Lys, 2010, ISBN 978-2-922505-21-4.
  5. ^ Agreement revising the Convention of December 18, 1923, relating to the Organisation of the Statute of the Tangier Zone and Agreement, Special Provisions, Notes and Final Protocol relating thereto. Signed at Paris, July 25, 1928 [1929] LNTSer 68; 87 LNTS 211, su worldlii.org, 1928.
  6. ^ a b Goly Maioli, Squali d'acciaio, Fratelli Melita Editori, La Spezia, 1988, pag. 134.
  7. ^ Tangier(s), su jewishvirtuallibrary.org, Jewish Virtual Library (archiviato dall'url originale il 18 gennaio 2012).
  8. ^ Climatological Information for Tangier, Morocco, su hko.gov.hk, Hong Kong Observatory. URL consultato il 17 ottobre 2011.

Bibliografia

modifica
  • J.-L. MIège, Le Maroc et l'Europe, 1830-1894, Parigi, 1961-3
  • A. Bendaoud - Mohammad Maniar (edd.), Tanger 1800-1956, Rabat et Tanger, 1991
  • F. Tamburini, L'internazionalizzazione di Tangeri nella politica estera italiana (1919-1956), Pisa, 2007
  • Martin M. Elbl, Portuguese Tangier (1471-1662): Colonial Urban Fabric as Cross-Cultural Skeleton, Peterborough, 2013

Voci correlate

modifica

Altri progetti

modifica

Collegamenti esterni

modifica
Controllo di autoritàVIAF (EN152467358 · ISNI (EN0000 0001 1230 0260 · SBN LIAL003817 · LCCN (ENn82094861 · GND (DE4105771-5 · BNE (ESXX450798 (data) · BNF (FRcb12323335k (data) · J9U (ENHE987007559497505171
  Portale Marocco: accedi alle voci di Wikipedia che parlano del Marocco