Supermercato
Il supermercato[1] un negozio al dettaglio a libero servizio che vende principalmente prodotti alimentari e beni di largo consumo.

In Italia, nell'ambito della grande distribuzione organizzata (GDO), il supermercato è convenzionalmente definito come un punto vendita self-service con superficie compresa tra 400 e 2 500 m².
Caratteristiche dell'attività
modificaIl fatturato è il principale indicatore della dimensione di un supermercato e della sua capacità di "fare massa" (massa critica), per avere un forte potere contrattuale verso i fornitori e ottenere prezzi più bassi.
A causa dell'elevato afflusso di liquidità generato dagli incassi quotidiani, si è spesso ipotizzato di affiancare l'attività della grande distribuzione a quella bancaria. Gli incassi possono infatti confluire, almeno in parte, nei depositi dell'istituto di credito collegato, aumentando la raccolta disponibile e consentendo un'espansione dell'attività creditizia attraverso il meccanismo della riserva frazionaria. Un esempio significativo è rappresentato dal rapporto tra Unipol e la Lega Nazionale delle Cooperative e Mutue[2][3].
All'interno di un gruppo di società, il supermercato fornisce la liquidità necessaria a pagare i salari, i fornitori e gli altri costi, riducendo il ricorso a temporanei indebitamenti con le banche per il pagamento delle spese correnti (indice di una gestione negativa dell'impresa). In questo senso aumenta l'autonomia finanziaria di una società.
Lo sfasamento temporale fra gli incassi e il pagamento dei fornitori consente per brevi periodi di disporre di una notevole liquidità che può essere reinvestita con profitto dal personale che si occupa di finanza all'interno della grande distribuzione. I ritardi nel pagamento dei fornitori possono dipendere da una momentanea crisi di liquidità, ma anche dal fatto che questa viene impegnata con profitto altrove.
Il supermercato in genere dispone di posti per carne fresca o altri prodotti freschi, latticini, prodotti di gastronomia, prodotti da forno e altri prodotti alimentari. Lo spazio sugli scaffali è riservato anche ai prodotti in scatola e confezionati e a vari articoli non alimentari come stoviglie, detergenti per la casa, prodotti farmaceutici e articoli per animali domestici. Alcuni supermercati vendono anche altri prodotti per la casa consumati regolarmente, come alcol (dove consentito), medicine e abbigliamento, mentre alcuni vendono una gamma molto più ampia di prodotti non alimentari: DVD, attrezzature sportive, giochi da tavolo e articoli stagionali (carta da regalo natalizia, uova di Pasqua, uniformi scolastiche, regali a tema San Valentino, regali per la festa della mamma, regali per la festa del papà e Halloween).
Spesso, ad esempio, i supermercati vendono questi prodotti stagionali con largo anticipo; le uniformi scolastiche possono essere vendute prima dell'inizio delle vacanze estive nella regione e i regali di Natale possono apparire sugli scaffali prima che arrivi Halloween.
Un supermercato di grandi dimensioni, che combina l'offerta di un supermercato tradizionale con quella di un grande magazzino, è comunemente definito ipermercato. Oltre alla vendita di generi alimentari e altri prodotti, queste strutture possono ospitare servizi aggiuntivi, come sportelli bancari, bar, asili nido o aree dedicate all'infanzia, agenzie assicurative e altri servizi finanziari, punti vendita di telefonia mobile, centri per lo sviluppo fotografico, videoteche, farmacie e stazioni di servizio. Quando l'area dedicata alla ristorazione è particolarmente ampia e articolata, la struttura può essere definita grocerant, un termine nato dalla fusione delle parole inglesi grocery ("alimentari") e restaurant ("ristorante")[4].
Il supermercato tradizionale occupa una vasta superficie, generalmente distribuita su un unico piano. Di norma è situato in prossimità delle aree residenziali, così da risultare facilmente accessibile ai consumatori. Uno dei principali punti di forza del supermercato è la possibilità di offrire un'ampia gamma di prodotti in un'unica sede, a prezzi relativamente contenuti. Tra gli altri vantaggi figurano la disponibilità di ampi parcheggi e orari di apertura prolungati, che in alcuni casi si estendono fino a tarda sera o addirittura alle 24 ore su 24. Per promuovere le proprie attività, i supermercati investono generalmente ingenti risorse nella pubblicità, attraverso mezzi di comunicazione come giornali, televisione e, sempre più spesso, canali digitali. All'interno del punto vendita, inoltre, ricorrono a elaborate tecniche di esposizione e di merchandising per valorizzare i prodotti e incentivare gli acquisti.
I supermercati sono tipicamente catene di negozi, rifornite dai centri di distribuzione delle loro società madri, aumentando così le opportunità di economie di scala. I supermercati solitamente offrono prodotti a prezzi relativamente bassi sfruttando il loro potere d'acquisto per acquistare beni dai produttori a prezzi inferiori rispetto ai negozi più piccoli. Riducono inoltre al minimo i costi di finanziamento pagando la merce almeno 30 giorni dopo la ricezione e alcuni estraggono termini di credito di 90 giorni o più dai fornitori. Alcuni prodotti (tipicamente alimenti di base come pane, latte e zucchero) vengono venduti molto occasionalmente come "loss leader" (una strategia di prezzo in cui un prodotto viene venduto a un prezzo inferiore al suo costo di mercato[5]) in modo da attirare acquirenti nel loro negozio. I supermercati compensano i ridotti margini di profitto con un elevato volume di vendite e con la commercializzazione di prodotti a maggiore redditività acquistati dai clienti. Il sistema di vendita self-service, basato sull'impiego di carrelli e cestini della spesa, ha inoltre contribuito a ridurre i costi di manodopera. Oggi molte catene di supermercati puntano a un'ulteriore riduzione dei costi introducendo le casse self-service.
Storia
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Il primo supermercato aprì negli Stati Uniti nel 1916, nel Tennesse[6][7].
Storicamente, in molte parti del mondo, le prime forme di commercio al dettaglio furono rappresentate dai venditori ambulanti, che offrivano le proprie merci direttamente nelle strade e nei mercati. Negli Stati Uniti, tuttavia, già negli anni Venti del Novecento la distribuzione alimentare al dettaglio si era progressivamente spostata verso una rete di piccoli negozi di quartiere, spesso situati agli angoli delle strade, che costituivano il principale punto di approvvigionamento quotidiano per le famiglie[8]. A quell'epoca, il modello di business standard del commercio al dettaglio di generi alimentari prevedeva che un impiegato andasse a prendere i prodotti dagli scaffali dietro il bancone del commerciante mentre i clienti aspettavano davanti al bancone, indicando gli articoli che desideravano[8]. La maggior parte degli alimenti e delle merci non veniva fornita in confezioni di dimensioni consumer confezionate singolarmente, quindi l'impiegato doveva misurare e confezionare la quantità precisa desiderata[8]. I commercianti non pubblicavano i prezzi, il che costringeva i clienti a contrattare e contrattare con gli impiegati per raggiungere prezzi equi per i loro acquisti[8]. Questo modello di business era già consolidato in Europa da diversi secoli. Offriva ampie opportunità di interazione sociale: molti acquirenti consideravano questo stile di shopping come "un'occasione sociale" e spesso "si fermavano per conversare con il personale o altri clienti". Inoltre, era spesso possibile acquistare la merce a credito, con il pagamento posticipato al momento della riscossione dello stipendio. La consegna dei prodotti avveniva direttamente nel quartiere, effettuata dai garzoni del negozio, che provvedevano a recapitare la spesa presso le abitazioni dei clienti[9][10].
Questo sistema di vendita era intrinsecamente lento, richiedeva un notevole impiego di manodopera e comportava costi elevati. Inoltre, il numero di clienti che potevano essere serviti contemporaneamente era limitato dalla disponibilità del personale. Fare la spesa implicava spesso la visita a diversi negozi specializzati, generalmente situati nelle vicinanze, come il fruttivendolo, la macelleria, la panetteria, la pescheria e il negozio di generi alimentari secchi, oltre all'emporio. Il latte e altri prodotti altamente deperibili venivano invece consegnati direttamente a domicilio dal lattaio.
Il concetto di mercato alimentare a basso costo fondato sulle economie di scala fu sviluppato da Vincent Astor, che nel 1915 investì 750.000 dollari della propria fortuna nella realizzazione dell’Astor Market. Il progetto prevedeva un grande mercato all’aperto costruito su un lotto di circa 50 × 38 metri (165 × 125 piedi), situato all’angolo tra la 95ª Strada e Broadway, a Manhattan. La struttura, considerata un precursore dei moderni centri commerciali, riuniva in un unico complesso numerosi punti vendita dedicati alla carne, alla frutta, ad altri generi alimentari e ai fiori, con l’obiettivo di offrire ai consumatori prodotti a prezzi contenuti grazie alla concentrazione delle attività commerciali e ai vantaggi della gestione su larga scala[11]. L’aspettativa era che i clienti fossero disposti a raggiungere il mercato anche da grandi distanze («da miglia intorno»), ma nella pratica si rivelò difficile attrarre persino consumatori provenienti da un raggio di dieci isolati. Di conseguenza, il progetto non riuscì a raggiungere gli obiettivi previsti e il mercato cessò l’attività nel 1917[12][13][14].
La Great Atlantic & Pacific Tea Company (A&P), fondata nel 1859, fu una delle prime grandi catene di negozi di alimentari operanti in Canada e negli Stati Uniti. La sua diffusione contribuì a rendere le catene alimentari una presenza comune nelle città nordamericane a partire dagli anni Venti del Novecento. Inizialmente, le prime catene come A&P non vendevano carne fresca né prodotti agricoli, concentrandosi soprattutto su generi alimentari confezionati e di largo consumo. Negli anni Venti, con l'obiettivo di ridurre il disagio per i clienti costretti a visitare più negozi diversi, le catene alimentari statunitensi introdussero il modello del negozio combinato (combination store[15]). Questo nuovo formato riuniva sotto un unico tetto diversi reparti, tra cui quelli precedentemente separati dedicati alla carne e ai prodotti freschi, semplificando gli acquisti quotidiani. Tuttavia, molti di questi esercizi conservarono inizialmente il tradizionale sistema di vendita assistita: i clienti richiedevano i prodotti e i commessi li prelevavano dagli scaffali. Nel 1929, però, solo circa un negozio di alimentari su tre negli Stati Uniti aveva adottato il formato del negozio combinato, segno che la trasformazione del settore era ancora in corso[16].
Il concetto di negozio di alimentari self-service è antecedente al supermercato; fu sviluppato dall'imprenditore Clarence Saunders nei suoi negozi Piggly Wiggly, il primo dei quali aprì nel 1916[17]. Saunders ottenne diversi brevetti per le idee che incorporò nei suoi negozi[18][19][20][21]. I negozi furono un successo finanziario e Saunders iniziò a offrire franchising.
Da allora la tendenza generale è stata rifornire gli scaffali durante la notte in modo che i clienti, il giorno successivo, possano ritirare la propria merce e portarla davanti al negozio per pagarla.
Storicamente si è discusso molto sull’origine del supermercato. Ad esempio, le catene di negozi di alimentari della California meridionale Alpha Beta e Ralphs hanno entrambe forti pretese di essere il primo supermercato[22]. Nel 1930, entrambe le catene gestivano già più negozi di alimentari self-service da 1.100 m²[22]. Tuttavia, nel 1930, entrambe le catene non erano ancora veri e propri supermercati in senso moderno perché i loro prezzi rimanevano piuttosto alti[22]; Una delle caratteristiche più importanti che definiscono il supermercato è il cibo a buon mercato[23]. Il loro principale punto di forza era il parcheggio gratuito[22]. Altri forti contendenti in Texas includevano Weingarten's e Henke & Pillot[24].
Per porre fine al dibattito, il Food Marketing Institute, in collaborazione con lo Smithsonian Institution e con il finanziamento di HJ Heinz, ha studiato la questione. Hanno definito gli attributi di un supermercato come "self-service, reparti prodotti separati, prezzi scontati, marketing e vendite in grande quantità"[25]. Stabilirono che il primo vero supermercato negli Stati Uniti fu aperto da un ex dipendente della Kroger, Michael J. Cullen, il 4 agosto 1930, all'interno di un ex garage di 560 m2 in Jamaica, nel Queens, nella città di New York[25][26]. Il negozio King Kullen operava secondo la logica di "accumularlo e venderlo a buon mercato"[23]. Il layout del punto vendita fu progettato dallo store designer Joseph Unger, che introdusse il concetto di acquisto autonomo da parte dei clienti, i quali potevano utilizzare cestini per raccogliere i prodotti scelti prima di recarsi alla cassa per il pagamento. Inoltre, tutti gli articoli esposti riportavano chiaramente il prezzo, una novità significativa per l’epoca, poiché eliminava la necessità della contrattazione tra cliente e commerciante e introduceva un sistema di vendita basato su prezzi fissi e trasparenti[23]. Cullen descriveva questo negozio come "il più grande distruttore di prezzi al mondo"[23][27]. Al momento della sua morte nel 1936, c'erano diciassette negozi King Kullen in funzione. Sebbene Saunders avesse portato al mondo il self-service, i negozi di uniformi e il marketing a livello nazionale, Cullen ha sviluppato questa idea aggiungendo reparti alimentari separati, vendendo grandi volumi di cibo a prezzi scontati e aggiungendo un parcheggio[25].
I primi supermercati come King Kullen erano chiamati "mercati economici" dagli esperti del settore dell'epoca; questo fu presto sostituito dalla frase "super mercato"[23]. La frase composta venne poi chiusa fino a diventare il termine moderno "supermercato"[17].
Altre catene di alimentari americane affermate negli anni '30, come Kroger e Safeway Inc. inizialmente resistettero all'idea di Cullen, ma alla fine furono costrette a costruire i propri supermercati mentre l'economia sprofondava nella Grande Depressione. I consumatori americani divennero straordinariamente sensibili ai prezzi a un livello mai sperimentato prima[25]. Kroger fece un ulteriore passo avanti con l'idea e fu il pioniere del primo supermercato circondato su tutti e quattro i lati da un parcheggio[25]. Una volta che le grandi catene si unirono alla tendenza dei supermercati, il nuovo formato di vendita al dettaglio si diffuse. Il numero di supermercati americani divenne quasi triplicato, passando da 1.200 in 32 stati nel 1936 a oltre 3.000 in 47 stati nel 1937[23]. Nel 1950 erano ben oltre 15.000[28]. Un segno del successo del formato supermercato nel ridurre i costi del lavoro, le spese generali e i prezzi dei prodotti alimentari è stato il fatto che la percentuale del reddito disponibile speso dai consumatori americani per il cibo è crollata “dal 21% nel 1930 al 16% nel 1940”[23]. L’era moderna del “cibo a buon mercato” era iniziata[23].
Quando le grandi catene di distribuzione iniziarono a conquistare una posizione dominante nel mercato alimentare statunitense, grazie a una maggiore efficienza operativa, ai bassi costi di gestione e a prezzi più competitivi, numerosi piccoli esercizi indipendenti entrarono progressivamente in difficoltà. Questa trasformazione suscitò un diffuso movimento di opposizione, che si tradusse in diverse campagne di protesta contro l’espansione delle grandi catene commerciali. In questo contesto acquisì rilievo il concetto di monopsonio, elaborato nel 1933 dall'economista Joan Robinson, secondo il quale un unico acquirente può esercitare un notevole potere contrattuale nei confronti di una pluralità di venditori. Tale teoria divenne un efficace argomento nella critica al crescente potere delle grandi catene[29].
Dopo la seconda guerra mondiale, i supermercati si diffusero rapidamente sia negli Stati Uniti sia in Canada, favoriti dall'aumento della motorizzazione privata e dalla crescita delle aree suburbane. In Nord America, la maggior parte dei supermercati è situata nei centri commerciali suburbani, dove funge da negozio-àncora (anchor store), attirando i clienti e affiancando numerosi esercizi commerciali di dimensioni minori. Le principali catene di supermercati hanno generalmente una presenza regionale piuttosto che nazionale, con marchi e insegne che variano da un'area all'altra del continente.
In Canada, la maggiore catena di supermercati è Loblaw Companies Limited, che gestisce punti vendita con numerose insegne, ciascuna rivolta a specifici segmenti di mercato o aree geografiche. Tra queste figurano Fortinos, Zehrs, No Frills, Real Canadian Superstore e Loblaws, l'insegna storica dell'azienda. Nel Québec, il primo supermercato fu inaugurato nel 1934 a Montréal con l'insegna Steinberg's[30].
Nel Regno Unito, lo shopping self-service ha impiegato più tempo per affermarsi. Ancora nel 1947 nel paese esistevano solo dieci negozi self-service[31]. Nel 1951, l'ex marinaio della Marina statunitense Patrick Galvani, genero del presidente di Express Dairies, propose al consiglio di amministrazione di aprire una catena di supermercati in tutto il paese. Il primo supermercato del Regno Unito con il nuovo marchio Premier Supermarkets aprì a Streatham, nel sud di Londra[32], prendendo dieci volte di più a settimana rispetto all'emporio britannico medio dell'epoca. Altre catene presero piede, e dopo che Galvani perse nel 1960 contro Jack Cohen di Tesco per acquistare la catena 212 Irwin's, il settore subì un grande consolidamento, dando vita ai "quattro grandi" dominanti nel Regno Unito di oggi: Tesco, Asda, Sainsbury's e Morrison.
Negli anni Cinquanta, i supermercati offrivano frequentemente francobolli commerciali come incentivo per fidelizzare i clienti. Oggi, la maggior parte delle grandi catene utilizza invece tessere associative, carte club o carte fedeltà legate al singolo punto vendita o all'insegna commerciale. Questi programmi consentono generalmente ai titolari della carta di accedere a sconti e promozioni riservati ai membri su determinati prodotti, tramite la scansione della tessera, spesso in formato elettronico, alla cassa[33]. La raccolta e la vendita di dati aggregati sugli acquisti generati attraverso questi programmi di fidelizzazione rappresentano una fonte di ricavi sempre più rilevante per alcuni supermercati.
In molti paesi, i supermercati tradizionali devono affrontare una forte concorrenza da parte delle catene discount, come Walmart, Aldi e Lidl, che generalmente operano con strutture di costo più contenute, una minore presenza sindacale e un maggiore potere contrattuale negli acquisti. Un'ulteriore forma di concorrenza proviene dai club di magazzino (warehouse club), come Costco, che offrono prezzi vantaggiosi ai clienti disposti ad acquistare prodotti in grandi quantità. Alcune grandi catene di supermercati, tra cui quelle gestite da Walmart e Asda, hanno ampliato la propria offerta includendo un'ampia gamma di beni e servizi oltre ai prodotti alimentari. In Australia, il settore è dominato principalmente da Aldi Australia, Woolworths Group e Coles, impegnati in una forte competizione reciproca. La crescente quota di mercato di Aldi ha spinto gli altri due operatori a ridurre i prezzi e ad ampliare l'assortimento di prodotti a marchio del distributore[34]. La proliferazione di tali magazzini e ipermercati ha contribuito alla continua scomparsa di piccoli negozi di alimentari locali, alla crescente dipendenza dall'automobile e all'espansione suburbana a causa della necessità di grandi superfici e dell'aumento del traffico veicolare. Ad esempio, nel 2009 il 51% delle vendite interne di Wal-Mart, pari a 251 miliardi di dollari, provenivano da prodotti alimentari[35]. Alcuni critici considerano anticoncorrenziale la pratica, diffusa tra le grandi catene distributive, di vendere determinati prodotti sottocosto come loss leader per attirare i consumatori. Essi esprimono inoltre preoccupazione per il significativo potere negoziale che queste imprese, spesso multinazionali, esercitano nei confronti dei fornitori a livello globale[36].
Eurozona
modificaA partire dal secondo dopoguerra cominciarono ad affermarsi in Europa catene di supermercati formate da società cooperative, a volte con la denominazione "Coop" (come la Coop italiana, quella svizzera, quella norvegese, eccetera).

Tra il 1973 e il 1985, a causa delle due crisi petrolifere, si verificò in tutto l'occidente una crescita dell'inflazione fino al 20-25% che annullò il potere di acquisto ottenuto dai lavoratori dipendenti con gli aumenti salariali di quel periodo. Analoga impennata dei prezzi si manifestò nel periodo dell'introduzione dell'euro, nei paesi aderenti all'eurozona. Mentre i supermercati aderirono ai programmi del Governo di conversione lira/euro per calmierare i prezzi, un controllo sulla piccola distribuzione si mostrò oggettivamente difficile. I prezzi in Italia risultano aumentati anche più del doppio dal 2002 al 2022[37], con un adeguamento al costo della vita quasi uguale a quello dei paesi del Nordeuropa.[38]
A partire dagli anni '90-2000 cominciarono a riscuotere successo i discount, tra cui la catena tedesca Lidl che si impose a livello europeo.
Italia
modificaTra le catene più importanti della grande distribuzione italiana vi furono UPIM e Standa, che contribuirono alla diffusione dei moderni modelli di vendita al dettaglio nel Paese. La Standa, fondata nel 1931, divenne uno dei marchi più riconoscibili della distribuzione italiana e, dopo l’ingresso nel gruppo Fininvest nel 1988, si trasformò in un vero e proprio fenomeno di costume nazionale, anche grazie al celebre slogan pubblicitario «La casa degli italiani». La catena rappresentò per decenni un punto di riferimento per milioni di consumatori, con una presenza capillare nelle città italiane e un'offerta che comprendeva prodotti alimentari, articoli per la casa, abbigliamento e beni di consumo.[39]
Disciplina normativa
modificaNel 1971, i commercianti si unirono in un'associazione che nell'interesse della categoria si oppose all'apertura dei grandi centri commerciali, ottenendo come risultato l'emanazione della legge 426/1971[40] che introdusse l'obbligo di licenze regionali per la GDO, limiti al numero di supermercati in base ai residenti nel raggio di alcuni chilometri dal centro commerciale, distanze minime fra due centri, e altri benefici quali 44 ore di lavoro settimanali, chiusura il festivo e un giorno alla settimana scelto localmente.
Il decreto Bersani del 2007 abolì l'obbligo di una distanza minima e di proporzionalità al bacino potenziale di clienti. Con la liberalizzazione degli orari degli esercizi commerciali, stabilita con la legge 22 dicembre 2011 n. 214[41], non sussiste più l'obbligo della chiusura domenicale o festiva.
Supermercati attivi solo online (21º secolo)
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Durante la bolla delle dot-com, venne fondato Webvan, un supermercato esclusivamente online, che dopo tre anni fallì e fu acquisito da Amazon. Diversamente, il supermercato online britannico Ocado, che si avvale di un elevato livello di automazione nei propri magazzini, rappresenta il primo esempio di supermercato online di successo. In seguito, Ocado ha ampliato il proprio modello di business offrendo soluzioni tecnologiche e servizi logistici ad altre catene della grande distribuzione, tra cui Waitrose e Morrisons[42].
I negozi di alimentari come Walmart utilizzano servizi di consegna di cibo offerti da terze parti come DoorDash[43]. Altri servizi di consegna di cibo online, come Deliveroo nel Regno Unito, hanno iniziato a prestare particolare attenzione alla consegna ai supermercati[44].
I robot per le consegne sono offerti da varie aziende che collaborano con i supermercati.
I centri di micro-adempimento (MFC, Micro-Fulfillment Centers) sono magazzini di dimensioni relativamente contenute, dotati di sistemi automatizzati avanzati per la preparazione e il confezionamento degli ordini. Una volta completato l'ordine, il cliente può scegliere di ritirarlo presso il punto vendita (click-and-collect) oppure riceverlo tramite consegna a domicilio[45][46]. Nel XXI secolo, le catene della grande distribuzione hanno investito sempre più negli MFC, nella convinzione che l'automazione possa ridurre i costi operativi dell'e-commerce alimentare, diminuire le distanze tra il punto di evasione e il cliente finale e accelerare i tempi di consegna. Secondo diversi studi, i centri di micro-adempimento rappresentano una soluzione strategica per rendere economicamente sostenibile e redditizia l'evasione degli ordini online[47].
Tipi
modificaClassificazione statunitense
modificaL'associazione statunitense dell'industria alimentare FMI, basandosi sulla ricerca di Willard Bishop (una società statunitense di consulenza e ricerca specializzata nel settore della distribuzione alimentare), definisce i seguenti formati (tipi di negozi) che vendono generi alimentari[48]:
| Tipo di negozio | Definizione secondo la FMI Food Industry Association/Bishop |
|---|---|
| Drogheria tradizionale | |
| Supermercato tradizionale | Negozi che offrono una linea completa di generi alimentari, carne e prodotti agricoli con un fatturato annuo di almeno 2 milioni di dollari e fino al 15% delle vendite in prodotti generali (GM) e prodotti per la salute e la bellezza (HBC). Questi negozi in genere trasportano da 15.000 a 60.000 SKU[49] (a seconda delle dimensioni del negozio) e possono offrire un servizio di gastronomia, di panetteria e/o una farmacia, ad esempio Albertsons, Safeway, Kroger e Prime Supermarket. |
| Formato fresco | Diversamente dai supermercati convenzionali e dai tradizionali negozi di alimenti naturali, i negozi di prodotti freschi mettono in risalto i prodotti deperibili e offrono assortimenti del centro commerciale che differiscono da quelli dei rivenditori tradizionali, soprattutto nelle aree di prodotti etnici, naturali e biologici, ad esempio Whole Foods, The Fresh Market e alcuni indipendenti. |
| Formato sconto ad assortimento limitato | Un negozio di alimentari a basso prezzo che offre un assortimento limitato di articoli deperibili e del negozio centrale (meno di 2.000 SKU), ad esempio Aldi, Lidl, Trader Joe's e Save-A-Lot. |
| Super warehouse | Un ibrido tra un grande supermercato tradizionale e un magazzino, caratterizzato da un alto volume di vendita. I negozi "super warehouse" in genere offrono una gamma completa di reparti di servizio, prodotti deperibili di qualità e prezzi ridotti, ad esempio Cub Foods, Food 4 Less e Smart & Final. |
| Altro (piccoli generi alimentari - Convenience store) | Piccoli punti vendita di quartiere che offrono un assortimento limitato di prodotti alimentari, bevande, articoli essenziali e beni di consumo quotidiano. Questi negozi da asporto generano circa 1 milione di dollari di affari all'anno, ad esempio 7-Eleven, FamilyMart, Alfamart |
| Generi alimentari non tradizionali | |
| Club all'ingrosso | Formato ibrido tra vendita al dettaglio e vendita all'ingrosso, basato sull’accesso tramite abbonamento. Offre un assortimento ampio ma selezionato di prodotti alimentari e non alimentari, spesso in confezioni grandi o multipack, all'interno di strutture simili a magazzini. Questi negozi di circa 120.000 piedi quadrati (circa 36.500 metri) hanno una percentuale di GM/HBC compresa tra il 60% e il 70% e una linea di generi alimentari dedicata ai grandi formati e alle vendite all'ingrosso. Gli abbonamenti includono sia account aziendali che gruppi di consumatori, ad esempio Sam's Club, Costco e BJ's. |
| Supercentro | Un ibrido tra un grande supermercato tradizionale e un grande magazzino. I supercentri offrono un'ampia varietà di prodotti alimentari, oltre a prodotti non alimentari. Questi negozi hanno una superficie media di oltre 170.000 piedi quadri (circa 51.800 metri quadri) e in genere dedicano fino al 40% dello spazio ai prodotti alimentari, ad esempio Walmart Supercenter, Super Target, Meijer e Kroger Marketplace. |
| Negozio di varietà | Un piccolo formato di negozio che tradizionalmente vendeva beni di prima necessità e soprammobili, ma ora le vendite di cibo e articoli di consumo a prezzi aggressivi rappresentano almeno il 20% e fino al 66% del loro volume, ad esempio Dollar General, Dollar Tree, Action, Pep&Co, Poundland e Family Dollar. |
| Farmacia | Un negozio di farmaci che necessitano di prescrizione medica che genera almeno il 20% delle vendite totali da materiali di consumo, articoli generici e articoli stagionali. Questo canale comprende le principali catene di farmacie come Walgreens, DM, AS Watson e CVS. |
| Merchandiser di massa | Grande punto vendita focalizzato principalmente su categorie non alimentari, come elettronica, abbigliamento, articoli sportivi e prodotti per la casa, ma con una presenza significativa di alimentari e beni di consumo. Questo canale include i tradizionali Walmart, Kmart e Target. |
| Militare
(commissari) |
Formato simile a un supermercato convenzionale, destinato alla vendita di alimentari e beni di consumo esclusivamente al personale militare in servizio, ai pensionati e ai loro familiari aventi diritto. L’accesso è generalmente riservato e non aperto al pubblico generale. |
| E-Commerce (alimentari e di consumo) | Prodotti alimentari e di consumo ordinati tramite Internet, indipendentemente dal metodo di pagamento o di consegna. Questo canale include Amazon e Peapod, nonché l'attività di e-commerce generata dai tradizionali rivenditori fisici, ad esempio Coborns (Coborns Delivers) e ShopRite (ShopRite from Home e ShopRite Delivers). Gli altri segmenti di vendita al dettaglio non tradizionali di cui sopra includono la loro attività di e-commerce. |
Supermercati biologici ed ecologici
modificaAlcuni supermercati stanno orientando la propria offerta verso una maggiore presenza di prodotti biologici certificati, arrivando in alcuni casi a specializzarsi esclusivamente in questa categoria[50][51]. Altri cercano invece di differenziarsi riducendo o eliminando dai propri assortimenti i prodotti contenenti olio di palma, a causa delle preoccupazioni ambientali legate alla sua produzione, considerata uno dei fattori che contribuiscono alla deforestazione delle foreste pluviali[52]. Parallelamente, in risposta alla crescente attenzione verso l'impatto ambientale degli imballaggi alimentari realizzati con plastiche derivate dal petrolio, si sta diffondendo il modello dei supermercati e dei negozi alimentari "zero rifiuti" (zero waste) e "senza plastica" (plastic free)[53][54][55].
Crescita nei paesi in via di sviluppo
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A partire dagli anni Novanta, il settore alimentare nei paesi in via di sviluppo ha subito una rapida trasformazione, in particolare in America Latina, nel Sud-Est asiatico, in India, Cina e Sudafrica. Questa crescita è stata accompagnata da un'intensificazione della concorrenza e da un progressivo processo di consolidamento del mercato. L'espansione del settore è stata favorita da diversi fattori: l'aumento del reddito e l'ascesa della classe media; il crescente ingresso delle donne nel mondo del lavoro, che ha incentivato la domanda di alimenti pratici e veloci da preparare; la maggiore diffusione dei frigoriferi, che ha reso possibile effettuare acquisti settimanali anziché giornalieri; e l'aumento del possesso di automobili, che ha facilitato gli spostamenti verso punti vendita più distanti e l'acquisto di maggiori quantità di prodotti. Le opportunità offerte da questi mercati in espansione hanno spinto numerose imprese europee a investire soprattutto in Asia, mentre le aziende statunitensi hanno concentrato i propri investimenti principalmente in America Latina e in Cina. Parallelamente, anche le imprese locali hanno rafforzato la propria presenza nel settore. Alla diffusione iniziale dei supermercati è seguita una rapida espansione degli ipermercati. Inoltre, operatori internazionali come Makro e Metro Cash & Carry hanno investito nello sviluppo di grandi strutture commerciali basate sul modello del cash and carry, contribuendo alla modernizzazione dei canali distributivi[56][57]
Sebbene in questi paesi la crescita delle vendite di alimenti trasformati sia stata molto più rapida rispetto a quella dei prodotti freschi, la necessità dei supermercati di conseguire economie di scala negli acquisti fa sì che la loro espansione abbia importanti conseguenze sulle piccole imprese, in particolare sulle aziende agricole che producono beni deperibili, ovvero prodotti soggetti a deterioramento, alterazione o deterioramento in tempi relativamente brevi. Si sono sviluppate nuove catene di approvvigionamento (supply chiain, ossia il processo che permette di portare sul mercato un prodotto o servizio, trasferendolo dal fornitore al cliente[58]) che comportano la formazione di "cluster" (una concentrazione geografica di aziende, fornitori e istituzioni associate interconnesse in un particolare campo), grossisti specializzati, agricoltori che organizzano l’approvvigionamento e associazioni o cooperative di agricoltori[59]. In alcuni casi i supermercati hanno organizzato i propri acquisti presso piccoli agricoltori; in altri i mercati all'ingrosso si sono adattati per soddisfare le esigenze dei supermercati[60].
Merce tipica del supermercato
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I supermercati di grandi dimensioni nel Nord America e in Europa vendono generalmente molti articoli di diverse marche, dimensioni e varietà. La rivista statunitense Supermarket News elenca, ad esempio, le seguenti categorie[61]:
- Panetteria (pasticceria confezionata e talvolta panetteria di servizio e/o panetteria in loco)
- Bevande (analcoliche confezionate, a volte anche alcoliche se le leggi lo consentono)
- Non alimentare e farmacia (ad esempio sigarette, biglietti della lotteria e farmaci da banco), noleggio di DVD, libri e riviste, compresi tabloid, biglietti di auguri, giocattoli, articoli per la casa come lampadine, tappeti, tende, eccetera
- Cura personale, ad esempio cosmetici, saponi, shampoo
- "Produce" (termine usato per indicare frutta e verdura fresca)
- Floreale (fiori e piante)
- Gastronomia (affettati, formaggi, ecc.)
- Cibi preparati (confezionati e surgelati)
- Carne (fresca confezionata, congelata, talvolta con servizio di macelleria)
- Frutti di mare (freschi confezionati, congelati, a volte con servizio di macelleria)
- Latticini (prodotti lattiero-caseari e uova)
- Igiene (ad esempio detersivi, carta igienica, prodotti per la pulizia della casa)
- Multiculturale (cibi etnici)
- Alimenti secchi sfusi
- Prodotti per animali come cibo, giocattoli, gabbie, cucce, eccetera
Gli ipermercati offrono una gamma di categorie non alimentari più ampia rispetto ai supermercati, comprendente abbigliamento, elettronica, articoli per la casa ed elettrodomestici.
Strategie di layout
modificaLa maggior parte dei prodotti arriva al supermercato già confezionata. Le confezioni vengono poi collocate sugli scaffali, organizzati in corsie e reparti in base alla tipologia di merce. Alcuni prodotti, come gli alimenti freschi, vengono invece conservati in appositi contenitori o banchi espositivi. Gli articoli che richiedono il mantenimento della catena del freddo sono collocati in vetrine o frigoriferi a temperatura controllata.
Sebbene il marchio e le strategie pubblicitarie varino da un'azienda all'altra, la struttura organizzativa e il layout interno dei supermercati rimangono generalmente molto simili. Le grandi catene investono notevoli risorse per creare un'esperienza di acquisto piacevole e coinvolgente per i consumatori; tuttavia, la progettazione degli spazi di vendita è strettamente legata alle strategie di marketing interno (in-store marketing), finalizzate a stimolare gli acquisti e ad aumentare la spesa media dei clienti durante la permanenza nel punto vendita[62][63].
Ogni elemento del punto vendita viene attentamente progettato e analizzato, prestando particolare attenzione ai colori, alla segnaletica, ai testi e alla disposizione degli spazi. Il layout complessivo di un supermercato rappresenta una componente fondamentale del visual merchandising, poiché svolge un ruolo rilevante nell'influenzare il comportamento dei consumatori. I negozi possono utilizzare strategicamente la disposizione degli ambienti per modificare la percezione dell'atmosfera da parte dei clienti e valorizzare l'esperienza di acquisto attraverso strumenti di comunicazione visiva, come insegne e grafiche, oltre all'impiego di illuminazione, colori e profumi[64]. Ad esempio, per dare la sensazione che il supermercato sia sano, i prodotti freschi sono deliberatamente posizionati nella parte anteriore del negozio. In termini di prodotti da forno, i supermercati solitamente dedicano dai 30 ai 40 piedi di spazio (tra i 9 e i 12 metri circa) alle panetterie[65].
I supermercati sono progettati in modo da «conferire a ciascun reparto merceologico un'identità distintiva», principio evidente nella realizzazione dei cosiddetti reparti di ancoraggio, come quelli dedicati ai prodotti freschi, ai latticini, alla gastronomia, alla carne e alla panetteria[66]. Ogni area può presentare caratteristiche proprie, come differenti rivestimenti del pavimento, stili di arredamento, sistemi di illuminazione e, in alcuni casi, banchi di servizio dedicati. L'obiettivo è creare nell'acquirente la percezione di trovarsi di fronte a più ambienti commerciali specializzati riuniti all'interno di un unico supermercato.
Gli esperti di marketing utilizzano tecniche studiate per cercare di indirizzare il comportamento di acquisto. Alcuni studiosi ritengono che il layout di un supermercato consista in alcune regole pratiche e di tre principi di layout[66]. I prodotti ad alta redditività vengono spesso distribuiti in diverse aree del punto vendita per guidare il percorso dei consumatori all'interno del negozio e favorire ulteriori acquisti. Gli articoli ad acquisto impulsivo e quelli caratterizzati da margini elevati vengono collocati in posizioni strategiche e altamente visibili per attirare l'attenzione dei clienti. I cosiddetti prodotti di richiamo (power products) vengono generalmente disposti lungo entrambi i lati delle corsie per aumentarne la visibilità e la riconoscibilità, mentre le testate di gondola vengono utilizzate per garantire una forte esposizione di specifici articoli, ad esempio in occasione di offerte speciali, campagne promozionali o del lancio di nuove linee di prodotto.
Il primo principio del layout è la circolazione. Essa viene creata disponendo i prodotti in modo che il supermercato possa controllare il flusso di traffico del consumatore. Insieme a questo percorso, ci saranno articoli ad alto rendimento e ad alto impulso che influenzeranno il consumatore a fare acquisti che non aveva originariamente previsto. Le aree di servizio come i bagni sono collocate in un luogo che attira il consumatore oltre determinati prodotti per creare acquisti extra. Gli articoli di prima necessità come pane e latte si trovano nella parte posteriore del negozio per favorire l'inizio della circolazione. I banchi dei cassieri sono posti in posizione tale da favorire la circolazione. Nella maggior parte dei supermercati l'ingresso sarà sul lato destro perché alcune ricerche suggeriscono che i consumatori che si spostano in senso antiorario spendono di più[67]. Tuttavia, altri ricercatori hanno sostenuto che i consumatori che percorrono il negozio in senso orario sviluppano mappe mentali più efficaci dell'ambiente di vendita, favorendo un migliore orientamento e, di conseguenza, un aumento delle vendite[68].
Il secondo principio nella progettazione del layout di un supermercato è il coordinamento, ovvero la disposizione strategica dei prodotti finalizzata a favorire le vendite. Gli articoli caratterizzati da una rotazione elevata o ridotta vengono collocati in posizioni specifiche, in modo da sostenere la strategia commerciale complessiva del punto vendita. I responsabili del negozio possono inoltre posizionare determinati prodotti in aree ad alta visibilità o a elevato traffico per incrementarne le vendite, aumentare il fatturato o promuovere il lancio di nuove linee di prodotto.
Il terzo principio è la comodità del consumatore. Il layout di un supermercato è progettato per rendere l'esperienza di acquisto semplice, efficiente e piacevole, favorendo al tempo stesso un aumento della spesa media. A tale scopo vengono impiegate strategie di merchandising e di disposizione dei prodotti sugli scaffali. Secondo una delle principali teorie del marketing al dettaglio, prodotti simili o complementari vengono collocati nello stesso reparto o in aree adiacenti per incoraggiarne l'acquisto congiunto e incrementare le vendite. Ad esempio, il dentifricio viene spesso esposto accanto agli spazzolini da denti, mentre tè e caffè sono frequentemente collocati nello stesso corridoio dei biscotti. La vicinanza di questi prodotti, che tendono a essere acquistati insieme, mira a facilitare gli acquisti e a stimolare le vendite complementari[69][70].
Per quanto riguarda il posizionamento verticale dei prodotti sugli scaffali, i marchi generici o a basso costo vengono generalmente collocati nei ripiani inferiori, mentre i prodotti destinati ai bambini sono spesso posizionati a un'altezza facilmente visibile per loro. I marchi con maggiore redditività, invece, tendono a essere esposti all'altezza degli occhi degli adulti, una posizione considerata particolarmente efficace per attirare l'attenzione dei consumatori[69].
Il quarto principio è l'uso della psicologia del colore e della posizione del cibo[71], usato anche nel branding dei fast food.
Gli studi di psicologia dei consumi suggeriscono che molti clienti tendono a entrare nel supermercato e a dirigersi inizialmente verso il lato destro del punto vendita, effettuando lì i primi acquisti[67]. Alcuni supermercati, quindi, scelgono di posizionare l'ingresso sul lato sinistro poiché il consumatore probabilmente girerà a destra all'entrata, e questo consente ad esso di fare un giro completo in senso antiorario attorno al negozio prima di tornare alle casse. Ciò suggerisce che gli operatori di marketing dei supermercati dovrebbero utilizzare questa teoria a proprio vantaggio posizionando le loro esposizioni temporanee di prodotti sul lato destro per invogliarvi a effettuare un acquisto non pianificato. Inoltre, le estremità dei corridoi sono molto apprezzate dalle aziende produttrici, che pagano cifre molto alte per collocare in quelle strategiche posizioni i loro prodotti[72]. Queste estremità del corridoio vengono utilizzate per indurre i clienti a effettuare un acquisto immediato e anche per invogliarli a fare acquisti lungo il corridoio. Il luogo più ovvio in cui la disposizione del supermercato influenza i consumatori è la cassa. Ad ogni cassa si trovano molto spesso piccoli espositori di caramelle, riviste e bevande per tentare gli acquirenti mentre aspettano di essere serviti[67].
Supermercati senza cassa
modificaI supermercati senza cassa permettono di fare la spesa senza code né casse tradizionali. Per entrare si scannerizza un'app o un codice associato al proprio account, si prendono i prodotti dagli scaffali e si esce senza passare alla cassa. Un sistema di telecamere, sensori (come quelli di peso) e algoritmi di visione artificiale identifica gli articoli prelevati e addebita automaticamente l'importo sulla carta o sul metodo di pagamento associato all'account.
Critiche
modificaLa grande distribuzione organizzata, pur offrendo spesso prezzi più competitivi ed economie di scala a beneficio dei consumatori, può esercitare una significativa pressione economica sui fornitori e sui piccoli esercizi commerciali, contribuendo in alcuni casi alla loro chiusura. Ciò può lasciare, soprattutto nelle aree meno popolate, intere zone prive di negozi di prossimità, con conseguenze quali la perdita di posti di lavoro, l'indebolimento delle relazioni di vicinato e la scomparsa di pratiche informali come il credito alimentare concesso ai clienti abituali[73][74][75][76][77][78]. Inoltre, i supermercati possono generare notevoli quantità di rifiuti alimentari. Tuttavia, tecnologie come gli impianti di metanizzazione anaerobica (metanogenesi) potrebbero consentire di valorizzare almeno una parte di tali scarti, trasformandoli in una fonte di energia e riducendone l'impatto ambientale[79][80][81].
Elenco delle principali catene di supermercati
modifica| Catena | Sede centrale | Paesi serviti (oltre alla sede) | Mappa |
|---|---|---|---|
| 7-Eleven | Giappone
Stati Uniti |
Australia, Canada, Cina, Cambogia, Danimarca, Hong Kong, Israele, Macao, Malesia, Messico, Norvegia, Filippine, Singapore, Corea del Sud, Svezia, Taiwan, Thailandia | |
| Aeon | Giappone | Australia, Cambogia, Cina, Hong Kong, India, Indonesia, Laos, Malesia, Mongolia, Filippine, Corea del Sud, Singapore, Taiwan, Thailandia, Vietnam | |
| Ahold Delhaize | Olanda | Belgio (come Albert Heijn e Delhaize), Repubblica Ceca (come Albert), Grecia (come Alfa-Beta Vassilopoulos), Indonesia (come Super Indo), Paesi Bassi (come Albert Heijn, Gall&Gall e Etos), Lussemburgo (come Delhaize), Portogallo (come Pingo Doce), Romania (come Mega Image), Serbia (come Maxi), Stati Uniti (come Food Lion, Giant, Hannaford, Stop & Shop) | |
| Aldi Nord | Germania | Belgio, Danimarca, Francia, Lussemburgo, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Spagna, Stati Uniti (con il marchio Trader Joe's) | |
| Aldi Süd | Germania | Australia, Austria (come Hofer), Cina, Ungheria, Irlanda, Italia, Slovenia (come Hofer), Svizzera, Regno Unito, Stati Uniti | |
| Aldi | Germania (Sud e Nord) | Australia (Süd), Austria (Süd come Hofer), Cina (Süd), Ungheria (Süd), Irlanda (Süd), Italia (Süd), Slovenia (Süd come Hofer), Svizzera (Süd), Regno Unito (Süd), Stati Uniti (Süd), Belgio (Nord), Danimarca (Nord), Francia (Nord), Lussemburgo (Nord), Paesi Bassi (Nord), Polonia (Nord), Portogallo (Nord), Spagna (Nord), Stati Uniti (Nord marchiato come Trader Joe's) | |
| Edeka | Germania | Danimarca | |
| Extra | Germania | ||
| Tengelmann Group | Germania | ||
| Minimal | Germania | Polonia | |
| Auchan | Francia | Spagna, Lussemburgo, Portogallo, Polonia, Romania, Ungheria, Russia, Ucraina, Taiwan, Senegal, Mauritania, Tagikistan, Tunisia | |
| Big C | Thailandia | Laos, Vietnam | |
| Billa | Austria | Bulgaria, Repubblica Ceca, Slovacchia | |
| BİM | Turchia | Marocco, Egitto | |
| Carrefour | Francia | Algeria, Argentina, Armenia, Bahrein, Belgio, Brasile, Camerun, Cina, Cipro, Repubblica Dominicana, Egitto, Georgia, Indonesia, Irak, Israele, Italia, Costa d'Avorio, Giordania, Kenya, Kuwait, Libano, Marocco, Oman, Pakistan ("Hyper Star"), Polonia, Qatar, Romania, Arabia Saudita, Senegal, Spagna, Taiwan, Bahamas, Tunisia, Turchia, Uganda, Emirati Arabi Uniti | |
| Champion | Francia | Belgio, Spagna, Polonia, Grecia, Turchia, Argentina, Brasile | |
| Casino | Francia | Argentina (Grupo Éxito), Brasile (GPA), Camerun (Bao), Colombia (Grupo Éxito), Uruguay (Grupo Éxito) | |
| CBA | Ungheria | Bulgaria, Croazia, Repubblica Ceca, Lituania, Polonia, Romania, Serbia, Slovacchia | |
| Cencosud | Chile | Argentina, Brasile, Colombia, Perù | |
| Chedraui | Messico | Stati Uniti | |
| Conad | Italia | Albania, Cina, Kosovo, Malta, San Marino | |
| Co-op Atlantic | Canada atlantico | ||
| Coop amba | Danimarca | ||
| Coop Hungary | Ungheria | ||
| Coop Italia | Italia | San Marino | |
| Coop Nederlands | Olanda | ||
| Coop Norge | Norvegia | ||
| Coop (Puerto Rico) | Porto Rico | ||
| Coop (Sweden) | Svezia | ||
| Co-op Food | Regno Unito | ||
| Coop | Svizzera | Liechtenstein | |
| Co-op Food | Regno Unito | ||
| Cora | Francia | Belgio, Lussemburgo, Romania | |
| Costco | Stati Uniti | Australia, Canada, Giappone, Messico, Corea del Sud, Spagna, Taiwan, Regno Unito, Francia, Cina, | |
| Crai | Italia | Albania, Malta, San Marino | |
| Denner | Svizzera | Liechtenstein | |
| Dunnes | Irlanda | Spagna, Regno Unito, Portogallo | |
| Leclere | Francia | Andorra, Polonia, Portogallo, Riunione, Slovenia, Spagna | |
| Géant Casino | Francia | Martinica, Gibuti, Uruguay, Qatar, Tunisia, Guadalupa, Guyana, Wallis-et-Futuna, Libia | |
| Dominick's | Stati Uniti | ||
| e-mart | Corea del Sud | Mongolia, Vietnam | |
| Eataly | Italia | Brasile, Canada, Francia, Germania, Giappone, Kuwait, Qatar, Russia, Arabia Saudita, Corea del Sud, Svezia, Turchia, Emirati Arabi Uniti, Regno Unito, Stati Uniti | |
| Eurospin | Italia | Slovenia, Croazia | |
| Famila | Germania | Italia (affiliato di Selex) | |
| FamilyMart | Giappone | Cina, Indonesia, Malesia, Filippine, Taiwan, Thailandia, Vietnam | |
| Four Square supermarkets | Nuova Zelanda | Australia | |
| H-E-B | Stati Uniti | Messico | |
| Intermarché | Francia | Belgio, Portogallo, Polonia, Monaco | |
| Isetan | Giappone | Cina, Malesia, Singapore, Taiwan, Thailandia | |
| Ito-Yokado | Giappone | Cina | |
| Jeronimo Martins | Portogallo | La Colombia marchiata ARA, la Polonia marchiata Biedronka | |
| JUSCO | Giappone | Cina (continente e Hong Kong), Malesia, Taiwan | |
| Kaufland | Germania | Bulgaria, Croazia, Repubblica Ceca, Montenegro, Moldavia, Polonia, Romania, Slovacchia | |
| Kesko | Finlandia | Bielorussia, Estonia, Lettonia, Lituania, Norvegia, Russia, Svezia | |
| Konzum | Croazia | Bosnia ed Erzegovina, Serbia (con il marchio Idea) | |
| Lidl | Germania | Austria, Belgio, Bulgaria, Croazia, Cipro, Repubblica Ceca, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Grecia, Ungheria, Irlanda, Italia, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Romania, Serbia, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Svezia, Svizzera, Regno Unito, Stati Uniti | |
| Lotte Mart | Corea del Sud | Cina, Indonesia, Vietnam | |
| Lulu Hypermarket | Emirati Arabi Uniti | Bahrein, Arabia Saudita, Kuwait, Oman, Qatar, Egitto, India, Yemen, Indonesia | |
| Makro (SHV Holdings) | Argentina, Brasile, Colombia, Venezuela | ||
| Makro (CP All) | Thailandia | Cambogia, Cina, India, Myanmar | |
| Maxima Group | Lituania | Lettonia, Estonia, Bulgaria (marchio T-Market), Polonia (marchio Stokrotka) | |
| Maxvalu Tokai | Giappone | Thailandia (marchiato come MaxValu e MaxValu Tanjai) | |
| Meny | Norvegia | Danimarca | |
| Mercator | Slovenia | Bosnia ed Erzegovina, Croazia, Montenegro, Serbia | |
| Mercator-S | Serbia | ||
| Metro | Germania | Austria, Belgio, Bulgaria, Croazia, Repubblica Ceca (come Makro), Francia, Grecia, Ungheria, India, Italia, Giappone, Moldavia, Marocco, Paesi Bassi (come Makro), Pakistan, Polonia (come Makro), Portogallo (come Makro), Romania, Russia, Serbia, Slovacchia, Spagna (come Makro), Turchia, Ucraina | |
| Migros | Svizzera | Liechtenstein, Francia, Germania (come tegut…) | |
| Migros Türk | Turchia | Azerbaigian, Kirghizistan, Kazakistan, Macedonia del Nord, Russia | |
| MPreis | Austria | Italia | |
| Netto | Danimarca | Germania, Polonia, Regno Unito, Svezia, Lituania, Lettonia, Estonia, Norvegia, Svezia, Islanda, Isole Faroe, Groenlandia | |
| Netto UK | Regno Unito | ||
| Netto (Les Mousquetaires) | Francia | Polonia, Portogallo | |
| Netto Marken-Discount | Germania | ||
| Northern | Canada | Stati Uniti (Alaska) | |
| PARKnSHOP | Hong Kong | Cina, Macao | |
| Parkson | Malaysia | Cina, Vietnam, Laos, Indonesia e Myanmar | |
| Penny | Germania | Austria, Bulgaria, Ungheria, Italia, Repubblica Ceca, Romania, Turchia | |
| Prisma | Finlandia | Estonia, Russia | |
| REMA 1000 | Norvegia | Danimarca | |
| Rimi Baltic | Lettonia | Estonia, Lituania | |
| Selex | Italia | San Marino | |
| Selgros | Germania | Polonia, Romania, Russia | |
| SISA | Italia | Grecia | |
| SPAR | Olanda | Albania, Australia, Austria, Belgio, Botswana, Cina, Croazia, Repubblica Ceca, Danimarca, Francia, Germania, Grecia, Ungheria, India, Irlanda, Italia, Giappone, Mauritius, Montenegro, Namibia, Norvegia, Pakistan, Polonia, Romania, Russia, Slovenia, Sudafrica, Spagna, Sri Lanka, Portogallo, Svizzera, Regno Unito, Ucraina, Zambia, Zimbabwe | |
| Stockmann | Finlandia | Estonia, Lettonia, Russia | |
| SuperValu | Irlanda | Spagna, Regno Unito (Irlanda del Nord) | |
| SuperValu | Irlanda | Spagna, Regno Unito (Irlanda del Nord) | |
| SuperValu | Stati Uniti | ||
| SuperValue | Nuova Zelanda | ||
| Tesco | Regno Unito | Repubblica Ceca, Ungheria, India, Irlanda, Malesia, Slovacchia, Francia, Giappone, Stati Uniti, Corea del Sud, Turchia, Polonia, Thailandia | |
| Tía SA | Ecuador | Colombia, Uruguay | |
| TF Value Mart | Malaysia | Malaysia | |
| Veropoulos | Grecia | Macedonia del Nord, Serbia | |
| Walmart | Stati Uniti | Argentina, Brasile, Canada, Cile (come Lider), Cina, Costa Rica, El Salvador, Guatemala, Honduras, Messico, Nicaragua, Regno Unito (come ASDA) | |
| Wellcome | Hong Kong | Filippine, Taiwan | |
| Whole Foods Market | Stati Uniti | Canada, Regno Unito | |
| Woolworths Supermarkets | Australia | Nuova Zelanda (etichettata Countdown dal 2010) | |
| A&P | Stati Uniti | ||
| Albertsons | Stati Uniti | ||
| Barber's Super Market | Stati Uniti | ||
| BI-LO | Stati Uniti | ||
| BI-LO | Australia | ||
| Byerly's | Stati Uniti | ||
| Cub | Stati Uniti | ||
| Remke Markets | Stati Uniti | ||
| Giant Food Stores | Stati Uniti | ||
| Grand Union | Stati Uniti | ||
| Food City | Stati Uniti | ||
| Food Lion | Stati Uniti | ||
| FOODWAY Discount Foods | Stati Uniti | ||
| Ingles | Stati Uniti | ||
| Jewel | Stati Uniti | ||
| Kohl's | Stati Uniti | ||
| Kowalski's | Stati Uniti | ||
| Kroger | Stati Uniti | ||
| Piggly Wiggly | Stati Uniti | ||
| Safeway | Stati Uniti | Canada, Regno Unito, Australia (ribattezzata Woolworths nel 2008), Germania Ovest, Messico, Arabia Saudita, Giordania | |
| Winn-Dixie | Stati Uniti | ||
| Dominion | Canada | ||
| Sobey's | Canada | ||
| Provigo | Canada | ||
| IGA | Stati Uniti | Canada, Australia, Filippine, Dominica | |
| IGA (Australia) | Australia | ||
| Metro | Canada | ||
| Maxi (Canada) | Canada | ||
| Maxi (Serbia) | Serbia | ||
| ICA Gruppen | Svezia | Lettonia, Norvegia, Lituania, Estonia | |
| Norma | Germania | Francia, Repubblica Ceca, Austria | |
| PLUS | Olanda | ||
| Plus | Germania | Austria, Spagna, Polonia, Ungheria, Repubblica Ceca, Romania, Portogallo, Cipro, Grecia, Bulgaria, Stati Uniti | |
| Ahold | Olanda | Polonia | |
| Ahold | Olanda | Belgio, Germania | |
| Konsum | Germania | ||
| Kooperativa Förbundet | Svezia | ||
| ASDA | Regno Unito | ||
| Budgens | Regno Unito | ||
| Happy Shopper | Regno Unito | ||
| Marks & Spencer | Regno Unito | ||
| Victor Value | Regno Unito | ||
| Sainsbury's | Regno Unito | ||
| Waitrose | Regno Unito | Gran Bretagna e Isole del Canale | |
| Ralphs | Stati Uniti | ||
| Smith's Food and Drug | Stati Uniti | ||
| Vons | Stati Uniti | ||
| Morrisons | Regno Unito | ||
| Colruyt | Belgio | ||
| GB | Belgio | ||
| Ed | Francia | ||
| Leader Price | Francia | Gibuti, Camerun, Vanuatu, Guinea, Togo, Capo Verde, Mauritania, Serbia, Marocco, Saint Martin, Libano, Guyana francese, Belgio, Egitto, Martinica, Emirati Arabi Uniti, Madagascar, Arabia Saudita, Giordania, Kuwait, Italia, Guadalupa, Riunione | |
| Franprix | Francia | ||
| Inno | Belgio | ||
| Monoprix | Francia | ||
| Système U | Francia | ||
| Uniprix | Canada | ||
| Rainbow Foods | Stati Uniti | ||
| Fry's Food and Drug | Stati Uniti | ||
| Amigo | Porto Rico | ||
| Econo | Porto Rico | ||
| Obs | Norvegia | ||
| Bilka | Danimarca | ||
| Pueblo | Uruguay | ||
| Safeway UK | Regno Unito | ||
| Lucky Stores | Stati Uniti | ||
| Kwik Save | Regno Unito | ||
| Somerfield | Regno Unito | ||
| Co-op | Regno Unito | ||
| Save-Mart | Stati Uniti | ||
| Super de Boer | Olanda | ||
| Kmart | Stati Uniti | ||
| Carrs-Safeway | Stati Uniti | ||
| Genuardi's | Stati Uniti | ||
| Pavilions | Stati Uniti | ||
| Randalls | Stati Uniti | ||
| Tom Thumb | Stati Uniti | ||
| Farmer Jack | Stati Uniti | ||
| Meijer | Stati Uniti | ||
| Spartan Stores | Stati Uniti | ||
| Iceland | Regno Unito | Irlanda, Repubblica Ceca, Spagna, Portogallo, Malta, Norvegia | |
| FoodLand | Stati Uniti | ||
| Foodland | Australia | ||
| [Retail Group] | Australia | ||
| Foodland Hawaii | Stati Uniti | ||
| Loblaws | Canada | ||
| Loeb | Canada | ||
| Stater Bros. | Stati Uniti | ||
| Bashas' | Stati Uniti | ||
| QFC | Stati Uniti | ||
| Raley's Supermarkets | Stati Uniti | ||
| Wild Oats Markets | Stati Uniti | ||
| Coles | Australia | ||
| Kmart Australia | Australia | ||
| Big W | Australia | ||
| Myer | Australia | ||
| Big Fresh | Nuova Zelanda | ||
| Franklins | Australia | ||
| Countdown | Nuova Zelanda | ||
| Foodtown | Nuova Zelanda | ||
| New World | Nuova Zelanda | ||
| Pak'nSave | Nuova Zelanda | ||
| Woolworths (New Zealand supermarket chain) | Nuova Zelanda | ||
| C1000 | Olanda | ||
| Jumbo | Olanda | ||
| Jumbo Chile | Chile | Argentina, Colombia | |
| Weingarten's | Stati Uniti | ||
| Gima | Romania | ||
| Mega Image | Romania | ||
| Amigo Supermarkets | Porto Rico | ||
| Zellers | Canada | ||
| Zehrs | Canada | ||
| XXL | Romania | ||
| Profi | Romania | ||
| Wegmans | Regno Unito | ||
| Esselunga | Italia | ||
| Standa | Italia | ||
| Supermercado La Franco Italiana | Venezuela | ||
| Happy Harry's | Stati Uniti | ||
| Great Food Hall | Hong Kong | ||
| Taste | Hong Kong | ||
| Gourmet | Hong Kong | ||
| Atlantic Superstore | Canada | ||
| Hannaford | Stati Uniti | ||
| Price Chopper | Stati Uniti | ||
| Price Chopper | Stati Uniti | ||
| Price Chopper (New Zealand) | Nuova Zelanda | ||
| FreshCo | Canada | ||
| Shaw's and Star Market | Stati Uniti | ||
| Star Market | Stati Uniti | ||
| Alfa-Beta Vassilopoulos | Grecia | ||
| Supermercados Gigante | Messico | ||
| CTown Supermarkets | Stati Uniti | ||
| The Food Emporium | Stati Uniti | ||
| Key Food | Stati Uniti | ||
| Shop-Rite (Canada) | Canada | ||
| Shop-Rite (Isle of Man) | Isola di Man | ||
| Shoprite Holdings Ltd | Sudafrica | Namibia, Zambia, Zimbabwe, Uganda | |
| ShopRite (United States) | Stati Uniti | ||
| Waldbaum's | Stati Uniti | ||
| Fairway Market | Stati Uniti | ||
| Fairway Markets | Canada | ||
| Fareway | Stati Uniti | ||
| Trader Joe's | Stati Uniti | ||
| Kooperativa Förbundet | Svezia | ||
| RIMI | Norvegia | ||
| REWE | Germania | ||
| REWE Group | Germania | Francia, Ucraina, Svizzera, Polonia, Croazia, Romania, Russia, Bulgaria, Slovacchia, Ungheria, Repubblica Ceca, Italia, Austria | |
| Metro AG | Germania | Moldavia, Slovacchia, Kazakistan, Serbia, Pakistan, Portogallo, Croazia, Bulgaria, Austria, Repubblica Ceca, Ungheria, Paesi Bassi, Argentina, Ucraina, Polonia, Romania, Turchia, Spagna, Italia, Russia, Francia | |
| PrisXtra | Svezia | ||
| Your Independent Grocer | Canada | ||
| Lojas Americanas | Brasile | ||
| Bompreço | Brasile | ||
| Cold Storage | Singapore | Malaysia | |
| NTUC FairPrice | Singapore | ||
| Giant (hypermarket) | Malaysia | Singapore, Brunei, Cambogia, Indonesia, Vietnam | |
| Save-A-Lot | Stati Uniti | ||
| Bruno's | Stati Uniti | ||
| Giant Food (Landover) | Stati Uniti | ||
| Tops Friendly Markets | Stati Uniti | ||
| Tops Supermarket | Thailandia | ||
| 99 Ranch Market | Stati Uniti | ||
| Quinnsworth | Irlanda | ||
| Pingo Doce | Portogallo | ||
| Booths | Regno Unito | ||
| Hong Kong Supermarket | Stati Uniti | ||
| Food Basics | Canada | ||
| A&P Canada | Canada | ||
| No Frills | Canada | ||
| Giant Eagle | Stati Uniti | ||
| Seafood City | Stati Uniti | Canada | |
| Shun Fat Supermarket | Stati Uniti | ||
| Publix | Stati Uniti | ||
| EG Group | Regno Unito | Germania, Francia, Belgio, Paesi Bassi, Lussemburgo, Italia, Stati Uniti, Australia, Irlanda | |
| Shoppers Food & Pharmacy | Stati Uniti | ||
| Farm Fresh Food & Pharmacy | Stati Uniti | ||
| Acme Markets | Stati Uniti | ||
| Super Saver Foods | Stati Uniti | ||
| Hy-Vee | Stati Uniti | ||
| City Market | Stati Uniti | ||
| City Market (Mexico) | Messico | ||
| Dillons | Stati Uniti | ||
| Hilander Foods | Stati Uniti | ||
| JayC Food Stores | Stati Uniti | ||
| City Market (US grocery store chain) | Stati Uniti | ||
| Owen's Market | Stati Uniti | ||
| Carr's | Regno Unito | ||
| Delhaize Group | Belgio | Repubblica Ceca, Lussemburgo, Grecia, Romania, Serbia, Stati Uniti, Indonesia | |
| Real | Germania | Polonia | |
| Castorama | Francia | Polonia | |
| Nomi | Polonia | ||
| MediaMarkt | Germania | Austria, Belgio, Ungheria, Italia, Lussemburgo, Paesi Bassi, Polonia, Spagna, Svizzera, Turchia | |
| IKEA | Svezia | Norvegia, Danimarca, Svizzera, Germania, Giappone, Australia, Hong Kong, Canada, Austria, Paesi Bassi, Singapore, Spagna, Francia, Islanda, Arabia Saudita, Belgio, Kuwait, Stati Uniti, Regno Unito, Italia, Ungheria, Polonia, Repubblica Ceca, Serbia, Emirati Arabi Uniti, Slovacchia, Taiwan, Finlandia, Malesia, Cina, Russia, Grecia, Israele, Portogallo, Turchia, Cipro, Romania, Irlanda, Repubblica Dominicana, Bulgaria, Thailandia, Macao, Lituania, Porto Rico, Egitto, Qatar, Croazia, Indonesia, Giordania, Corea del Sud, Marocco, Bahrein, India, Lettonia, Estonia, Ucraina, Messico, Filippine, Slovenia, Cile, Oman, Colombia | |
| Office Depot | Stati Uniti | ||
| Albert Czech Republic | Repubblica Ceca | ||
| Biedronka | Polonia | ||
| Scott's Food & Pharmacy | Stati Uniti | ||
| Tempo Centar | Serbia | ||
| Extra | Norvegia | ||
| Coop Forum | Svezia | ||
| Pressbyrån | Svezia | ||
| Continente | Portogallo | ||
| Sonae | Portogallo | ||
| Ultra Food & Drug | Canada | ||
| Tesco Ireland | Irlanda | ||
| Caprabo | Spagna | Andorra | |
| Julius Meinl | Austria | ||
| Centra | Irlanda | ||
| The Cope | Irlanda | ||
| Fortinos | Canada | ||
| Les Mousquetaires | Francia | ||
| Alcampo | Spagna | ||
| Daiei | Giappone | ||
| Aurrerá | Messico | ||
| Soriana | Messico | ||
| Comercial Mexicana | Messico | ||
| Kingfisher plc | Regno Unito | ||
| S Group | Finlandia | ||
| Overwaitea Foods | Canada | ||
| Kopeyka | Russia | ||
| Pyaterochka | Russia | ||
| Seiyu Group | Giappone | ||
| Albert Heijn | Olanda | Belgio | |
| Save-On-Foods | Canada | ||
| Nakumatt | Kenia | ||
| Uchumi | Kenia | ||
| Coin | Italia | ||
| UPIM | Italia | ||
| Watsons | Hong Kong | Cina continentale, Indonesia, Macao, Malesia, Filippine, Singapore, Taiwan, Thailandia, Turchia, Ucraina, Emirati Arabi Uniti, Vietnam, Arabia Saudita, Qatar | |
| Circle K | Stati Uniti | Cambogia, Canada, Cina, Costa Rica, Danimarca, Egitto, Estonia, Guam, Honduras, Hong Kong, Indonesia, Irlanda, Lettonia, Lituania, Macao, Malesia, Messico, Marocco, Nuova Zelanda, Norvegia, Filippine, Polonia, Sudafrica, Svezia, Emirati Arabi Uniti, Vietnam | |
| Hero | Indonesia | ||
| Sogo | Giappone | Cina, Hong Kong, Taiwan, Indonesia, Malesia, Singapore, Thailandia, Regno Unito | |
| Yaohan | Giappone | Hong Kong, Macao, Malesia, Singapore, Thailandia, Indonesia | |
| Meidi-Ya | Giappone | Singapore | |
| UNY | Giappone | Cina, Hong Kong | |
| Flemings | Australia | ||
| Lotus's | Thailandia | Malaysia | |
| Krónan | Islanda | ||
| Action Supermarkets | Australia | ||
| Compre Bem | Brasile | ||
| Extra Hipermercados | Brasile | ||
| Sendas | Brasile |
Note
modifica- ↑ supermercato - Treccani, su Treccani. URL consultato il 9 gennaio 2024.
- ↑ Unipol in the share capital of Banca delle Cooperative (BANEC), su www.unipol.com. URL consultato il 13 giugno 2026.
- ↑ Cooperare - Gli investimenti - Unipol Gruppo Spa, su www.cooperarespa.it. URL consultato il 13 giugno 2026.
- ↑ Zlati Meyer, Why 'Grocerants' are the new trend, taking bite out of restaurants, in USA Today, 5 aprile 2017. URL consultato il 6 aprile 2017.«The phenomenon is growing fast enough both in prevalence and sophistication that the food industry has coined a name for these combination grocery stores and eateries – the 'grocerant.'»
- ↑ loss leader. The American Heritage® Dictionary of the English Language: Fourth Edition. 2000., su bartleby.com. URL consultato il 9 gennaio 2024 (archiviato dall'url originale il 26 luglio 2008).
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