Statua colossale di Giunone Sospita
La statua colossale di Giunone Sòspita, nota anche come Giunone Sospita armata o come Giunone Sospita Mattei, è una scultura romana risalente alla metà circa del II secolo, attualmente esposta presso il Museo Pio-Clementino, parte dei Musei Vaticani, nella Città del Vaticano. Costituisce la più nota rappresentazione della figura di Giunone Sospita e va probabilmente riconosciuta come il simulacro che decorava il tempio a lei dedicato nel Foro Olitorio.
| Statua colossale di Giunone Sospita | |
|---|---|
| Autore | sconosciuto |
| Data | II secolo |
| Materiale | marmo |
| Altezza | 305 cm |
| Ubicazione | Museo Pio-Clementino, Musei Vaticani, Città del Vaticano |
| N. inventario | MV.241.0.0 |
| Coordinate | 41°54′23.46″N 12°27′14.43″E |
Storia
modificaProbabile origine
modificaSebbene l'esatta origine di questa statua non sia nota, la maggior parte degli archeologi ritiene molto probabile che essa fosse il simulacro cui era tributato il culto presso il tempio di Giunone Sospita del Foro Olitorio, i cui resti sono oggi inglobati nella basilica di San Nicola in Carcere.[1]
Si ritiene che probabilmente questa statua, datata indicativamente alla metà del II secolo d.C., fosse una replica di un prototipo risalente al V secolo a.C. oggi andato perduto e che fosse stata collocata nel tempio al termine di un restauro subito dall'edificio sacro tra il 100 e il 150 d.C..[1]
Storia recente
modificaNon è noto con precisione dove e in che occasione questa statua colossale sia stata rinvenuta a Roma, né quando e come sia giunta tra i possedimenti della famiglia Mattei, nelle cui collezioni essa compare per la prima volta tra le opere che decorano il cortile di Palazzo Mattei di Paganica nel rione Sant'Angelo.[1] Durante la dismissione della collezione Mattei da parte del duca Giuseppe Mattei, la statua fu acquistata nel 1782 da papa Pio VI, che la aggiunse alla recente collezione del museo Pio-Clementino insieme a diverse altre opere vendute dalla medesima famiglia Mattei al suo predecessore Clemente XIV.[1][2]
Entrata nelle collezioni papali, la statua fu affidata alle cure di Giovanni Pierantoni, soprintendente del museo, che la restaurò e ne integrò le parti mancanti (parte del volto, le braccia con gli attributi, parte delle gambe con i piedi e il serpente). Queste integrazioni furono fatte seguendo l'iconografia della dea presenti sulla monetazione antica e, per quanto speculative, sono considerate coerenti con l'opera originale. La statua è oggi collocata nella Sala Rotonda del museo Pio-Clementino, insieme a diverse altre statue e busti colossali di origine romana.[1]
Descrizione
modificaLa testa di Giunone, cinta da un diadema, è coperta da una pelle di capra che si allaccia intorno al petto della dea tramite le due zampe anteriori, mentre intorno alla vita è cinta da una fascia, lasciando le zampe posteriori pendenti lungo i fianchi. Sotto di essa Giunone indossa un lungo chitone coperto da un peplo. Nella mando destra, sollevata, la dea impugna una lancia mentre nella sinistra tiene lungo il corpo uno scudo del tipo ancilium (entrambe le armi sono in ferro e sono integrazioni settecentesche), due degli attributi tipici della figura di Giunone Sospita. Ai piedi, uno posto più avanti dell'altro, indossa dei calcei repandi (tipiche calzature dalla punta rialzata) e tra di essi si fa strada un grande serpente (anch'esso in buona parte un'integrazione del Pierantoni).[1]
Note
modifica- 1 2 3 4 5 6 Giandomenico Spinola, Statue of Juno Sospita, su ancientrome.ru, 1999. URL consultato il 19 agosto 2026.
- ↑ L. Hautecoeur, La vente de la collection Mattei et les origines du Musée Pio-Clémentin, Mélanges de l'école française de Rome, 1910, pp. 57-75.
Voci correlate
modificaAltri progetti
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Collegamenti esterni
modifica- Statua colossale di Giunone Sospita, su Musei Vaticani. URL consultato il 19 agosto 2026.
- Giandomenico Spinola, Statue of Juno Sospita, su ancientrome.ru, 1999. URL consultato il 19 agosto 2026.
