Remo Scappini

politico e antifascista italiano

Remo Scappini (Empoli, 1º febbraio 1908Empoli, 15 giugno 1994[1]) è stato un politico e antifascista italiano. Fu quadro e poi dirigente del PCI, esule a Parigi e a Mosca durante il periodo fascista, fu poi dirigente della Resistenza a Torino e a Genova. Fu eletto deputato nel 1948 e nel 1953, poi senatore nel 1958. Consigliere comunale a Empoli per 15 anni, poi dall'85 a Genova, ricoprì anche importanti cariche nel PCI, nell'ANPI e nell'ANPPIA.

Remo Scappini

Deputato della Repubblica Italiana
Durata mandato1948 
1958
LegislaturaI, II
Gruppo
parlamentare
Comunista
CircoscrizionePisa (I), Bari (II)
Incarichi parlamentari
  • Membro 3ª Commissione (Giustizia)
  • Membro 9ª Commissione (Agricoltura e Alimentazione)
  • Membro 5ª Commissione (Difesa)
Sito istituzionale

Senatore della Repubblica Italiana
Durata mandato1958 
1963
LegislaturaIII

Dati generali
Partito politicoPartito Comunista Italiano
ProfessioneOperaio

Biografia

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Nato da una umile famiglia, iniziò a lavorare a soli 10 anni, prima come garzone in varie botteghe e poi, non appena compiuti 14 anni, come operaio di vetreria.

Giovanissimo, nel 1923 (a 15 anni) entrò nella FGCI (Federazione Giovanile Comunisti Italiani) e nel 1926 – insieme alla fidanzata Rina Chiarini, che poi sarebbe diventata sua moglie – si iscrisse al PCI (allora Partito Comunista d'Italia), di cui fu nominato nel 1928 vice responsabile per la Toscana.

Ricercato dalla polizia, si sottrasse all'arresto nell'ottobre del 1930 e nel dicembre riparò a Parigi. Pochi mesi dopo fu inviato a Mosca a studiare alla scuola leninista per quasi due anni. Tornato a Parigi alla fine del 1932, fece parte dell'apparato centrale del partito.

Durante un viaggio clandestino in Italia, fu arrestato a Faenza nell'ottobre del 1933 e venne condannato a 22 anni di reclusione dal Tribunale Speciale per la difesa dello Stato.

Dopo nove anni di carcere, scontati a Fossano e Civitavecchia, nell'ottobre 1942 fu liberato per l'amnistia del ventennale fascista. Il partito, allora retto saldamente da Pietro Secchia, lo mandò a dirigere la federazione provinciale di Torino, dove contribuì alla nascita dei Gruppi di azione patriottica e poi, nel novembre del 1943, a Genova, dove dette un grosso contributo alla guerra di liberazione.

A conclusione dell'opera svolta a Genova, infatti, il 25 aprile 1945, in qualità di presidente del CLN della Liguria, dopo una trattativa a villa Migone (allora sede della Curia arcivescovile), ricevette nelle sue mani la resa del generale Günther Meinhold, comandante delle truppe tedesche.

Testo della resa dei tedeschi a Genova, Villa Migone, 25 aprile 1945
Remo Scappini nel 1988.

Testo della resa

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«In Genova il giorno 25 aprile 1945 alle ore 19:30;

tra il sig. Generale Meinhold, quale Comandante delle Forze Armate Germaniche del settore Meinhold, assistito dal Cap. Asmus, Capo di Stato Maggiore, da una parte;

il Presidente del Comitato di Liberazione Nazionale per la Liguria, sig. Remo Scappini, assistito dall'avv. Errico Martino e dott. Giovanni Savoretti, membri del Comitato di Liberazione Nazionale per la Liguria e dal Magg. Mauro Aloni, Comandante della Piazza di Genova, dall'altra;

è stato convenuto:

1) Tutte le Forze Armate Germaniche di terra e di mare alle dipendenze del sig. Generale Meinhold si arrendono alle Forze Armate del Corpo Volontari della Libertà alle dipendenze del Comando Militare per la Liguria;

2) la resa avviene mediante presentazione ai reparti partigiani più vicini con le consuete modalità e in primo luogo con la consegna delle armi;

3) il Comitato di Liberazione Nazionale per la Liguria si impegna ad usare ai prigionieri il trattamento secondo le leggi internazionali, con particolare riguardo alla loro proprietà personale e alle condizioni di internamento;

4) il Comitato di Liberazione Nazionale per la Liguria si riserva di consegnare i prigionieri al Comando Alleato anglo-Americano operante in Italia.

Fatto in quattro esemplari di cui due in italiano e due in tedesco.

Scappini Remo

Meinhold

avv. Errico Martino

Giovanni Savoretti

Asmus

Maggiore Mauro Aloni»

Nel luglio del 1945 Scappini si trasferì a Roma, chiamato alla Direzione Centrale del PCI: fu membro del Comitato centrale del partito dal 1945 al 1960; segretario della federazione di Pisa dal 1946[2], nel 1948 fu eletto deputato in quella circoscrizione.

Diventato successivamente (1950) segretario regionale in Puglia, fu rieletto deputato nel 1953, questa volta nella circoscrizione di Bari-Foggia.

Trasferito di nuovo a Firenze nel 1957 come responsabile della Commissione federale di controllo del partito, nel 1958 fu eletto senatore nel collegio Firenze III.

Per 15 anni fu consigliere comunale a Empoli, sua città natale, e, dal 1985, consigliere comunale a Genova.

Scappini ha contribuito alle associazioni antifasciste ANPI (Associazione Nazionale Partigiani d'Italia) e ANPPIA (Associazione Nazionale Perseguitati Politici Antifascisti), di cui ha ricoperto incarichi in ambito toscano e nazionale.

  • Rina Chiarini e Remo Scappini, Ricordi della Resistenza, Empoli, Cooperativa editografica toscana, 1974, SBN SBL0570067.
  • Remo Scappini, I compagni di Firenze : memorie di lotta antifascista, 1922-1943, a cura di Giovanni Gozzini, introduzione di Renzo Martinelli, Firenze, Istituto Gramsci, Sezione toscana/CLUSF, Cooperativa editrice universitaria, 1979, SBN IEI0118082.
  • Remo Scappini, Da Empoli a Genova: 1945, prefazione di Paolo Spriano, Milano, La pietra, 1981, SBN SBL0621348.
  1. Remo Scappini, su ANPI. URL consultato il 7 luglio 2023.
  2. Achille Conti, La dialettica centro-periferia nella formazione e selezione della classe dirigente comunista (1945-1991) (PDF), su amsdottorato.unibo.it, 2014. URL consultato il 2 marzo 2026.

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