Qubit
Il qubit, detto anche bit quantistico, è l'unità standard di informazione codificata in un computer quantistico.[1]

Il termine è una contrazione dell'espressione inglese quantum bit, ed è stato coniato da Benjamin Schumacher e William Wootters, fondatori dell'informatica quantistica.[2]
Definizione
modificaIn un computer classico, qualsiasi informazione è codificata da un bit, che può assumere unicamente i valori 0 o 1. La computazione quantistica, basandosi sui principi della meccanica quantistica, utilizza uno stato quantico per codificare l'informazione. Un qubit è dunque un particolare stato di un sistema a due livelli, e può essere scritto come:
in cui e sono due numeri complessi tali per cui .
Un qubit può quindi essere preparato in uno stato dato dalla sovrapposizione dei due livelli, situazione che non può verificarsi per un bit classico.
Per rappresentare geometricamente un un qubit si può fare uso della sfera di Bloch. Formalmente il qubit, in quanto punto di uno spazio vettoriale bidimensionale a coefficienti complessi, avrebbe quattro dimensioni, ma la condizione di completezza da un lato e l'impossibilità di osservare il fattore di fase dall'altro li riducono a 2. Un qubit può quindi essere rappresentato come un punto sulla superficie di una sfera di raggio unitario.
I postulati della meccanica quantistica
modificaI concetti relativi alla computazione quantistica e, in particolare, il concetto di qubit si basano sulla meccanica quantistica.
Il layer fisico è pertanto dotato di proprietà non osservabili nel mondo macroscopico, come la sovrapponibilità degli stati, l'interferenza, l'entanglement e l'indeterminazione.[3]
Di seguito riportiamo i quattro postulati nella versione utile alla comprensione dell'articolo.
Primo postulato
modificaIl primo postulato definisce l'ambito in cui si colloca la meccanica quantistica:
Secondo postulato
modificaIl secondo postulato definisce come lo stato di un sistema quanto-meccanico cambia nel tempo:
Questo postulato richiede che il sistema descritto sia isolato. Ciò significa che non deve interagire in alcun modo con altri sistemi. Nella realtà ciò non accade mai perché ogni sistema (escludendo, ovviamente, l'intero universo) interagisce anche se in minima parte con altri sistemi.
Comunque ci sono un buon numero di sistemi che possono essere descritti con buona approssimazione da un sistema isolato, la cui evoluzione può, pertanto, essere descritta da operatori unitari con approssimazione altrettanto buona.
Ricordiamo che una trasformazione è detta unitaria se .
Terzo postulato
modificaIl terzo postulato ci dice come effettuare delle misurazioni sul sistema e in quale stato il sistema si troverà dopo tali misurazioni:
e lo stato del sistema dopo la misurazione è
- .
L'operatore di misurazione deve soddisfare l'equazione di completezza che esprime la condizione che la somma delle probabilità sia pari a 1 indipendentemente dallo stato del sistema cioè
- .»
Quarto postulato
modificaIl quarto ed ultimo postulato ci dice come costruire lo spazio degli stati di un sistema composto a partire dallo spazio degli stati che lo compongono:
Proprietà del qubit
modificaLe proprietà di un qubit discendono dai postulati della meccanica quantistica.
Di seguito ne elenchiamo le principali.
Per una trattazione più dettagliata si faccia riferimento alla bibliografia.
Il qubit è un vettore
modificaIn accordo col primo postulato, un qubit è rappresentato da un vettore unitario di uno spazio di Hilbert.
Così come il bit classico ammette due stati, cioè lo stato e lo stato , altrettanto accade al qubit. Per analogia con il caso classico chiameremo questi due stati e . Ma grazie al principio di sovrapposizione, che emerge dal primo postulato, è anche possibile combinare linearmente i due stati e per ottenere lo stato di sovrapposizione:
in cui e sono due numeri complessi tali per cui .
Detto in altri termini, lo stato di un qubit è un vettore unitario dello spazio degli stati hilbertiano di dimensione 2 in cui gli stati speciali e formano una base ortonormale detta base computazionale.
Nel caso classico è sempre possibile esaminare un bit per determinare se esso sia nello stato o nello stato . Di converso, nel caso quantistico, non è possibile esaminare un qubit per determinarne lo stato, cioè per determinare i due coefficienti e .
Il terzo postulato ci dice che è possibile acquisire una quantità più limitata di informazioni relative allo stato quantistico. Quando misuriamo lo stato di un qubit possiamo ottenere il risultato con una probabilità o il risultato con probabilità .
Proviamo ad applicare le regole dettate dal terzo postulato in questo semplice ma significativo caso. Abbiamo già visto che la misurazione può avere soltanto due esiti definiti dai due operatori di misurazione .
Notiamo che ogni operatore di misurazione è hermitiano e che e ciò ci garantisce che la condizione di completezza è soddisfatta.
Supponiamo che lo stato oggetto di misurazione sia . Allora la probabilità di ottenere come risultato della misurazione è data da
- .
Analogamente la probabilità di ottenere è data da
- .
Lo stato del sistema dopo la misurazione sarà, nel primo caso
mentre nel secondo avremo
dove i coefficienti e sono fattori di fase che non incidono sullo stato del sistema e che possono essere, quindi, trascurati consentendoci di arrivare ai risultati attesi.
Per vedere meglio quanto affermato facciamo uso di vettori e matrici per rappresentare in maniera tradizionale gli stati e gli operatori in gioco. Se definiamo
- e , allora .
In questo modo i due operatori di proiezione diventano:
e
- .
La probabilità di ottenere sarà dunque
che è quanto ci aspettavamo. Infine, lo stato del qubit dopo la misurazione sarà proprio
- .
Quantità di informazione
modificaParadossalmente ci sono un numero infinito di combinazioni lineari della base ortonormale così da permettere, almeno in linea di principio, la rappresentazione in un unico qubit di tutto lo scibile umano.
Ma è una conclusione erronea in virtù del comportamento del qubit in fase di misurazione. Va tenuto presente, infatti, che l'esito della misurazione dello stato di un qubit può essere soltanto oppure . Di più, la misurazione del qubit ne cambia inesorabilmente lo stato, riducendo la sovrapposizione in uno dei due specifici stati rappresentati dai vettori della base computazionale così come prescritto dal terzo postulato.
Quindi, dalla misurazione di un qubit, è possibile ottenere la stessa quantità di informazione rappresentabile con un bit classico. Questo risultato è stato dimostrato rigorosamente dal Teorema di Holevo.
Sovrapposizione e entanglement nell'informatica quantistica
modificaMentre il bit classico è immaginabile come una moneta che, una volta lanciata, cadrà a terra mostrando inesorabilmente una delle due facce, il qubit è immaginabile come una moneta che, una volta lanciata, cadrà a terra continuando a ruotare su sé stessa senza arrestarsi finché qualcuno non ne blocchi la rotazione, obbligandola a mostrare una delle sue facce.
Tuttavia la natura continua dello stato del qubit (che permette l'esistenza degli stati di sovrapposizione) non è l'unica caratteristica distintiva del qubit rispetto al cugino classico.
Nel pieno rispetto delle leggi della meccanica quantistica, una combinazione di più qubit è soggetta ad una caratteristica chiamata entanglement.
Il termine inglese letteralmente significa "ingarbugliamento", "intreccio". Una buona traduzione potrebbe essere "legatura": in condizione di entanglement, due qubit perdono la loro natura individuale per assumere una unità di coppia. In tale condizione lo stato di un qubit influenza lo stato dell'altro e viceversa.
Ulteriori informazioni
modificaAnalogamente, nel contesto della terminologia dell'informatica quantistica, un sistema a 3-stati è chiamato qutrit e un sistema a d-stati, qudit. Gli stati sono convenzionalmente rappresentati con i simboli , , e . Nella spintronica, si usa il phit, bit di fase.
Applicazioni pratiche
modifica- 2001 - IBM all'Almaden Research Center crea un elaboratore quantistico a 7 qubit (Composto da una sola molecola con 7 spin nucleari).
- 2005 - Fisici dell'University of Arizona sono riusciti a misurare direttamente le variazioni subite dalla lunghezza d'onda di un atomo a contatto con una superficie.
- 2005, febbraio- Correlazione quantistica fra atomi artificiali.
- 2005, dicembre - Viene creato dagli scienziati dell'istituto di ottica quantistica e informatica quantistica dell'Università di Innsbruck in Austria il primo qubyte (8 qubit).
- I ricercatori dell'Università di Harvard e il Georgia Institute of Technology riescono a trasferire informazione quantistica tra memorie quantistiche, da atomi a fotoni e viceversa.
- 2006 - Peter Zoller, dell'Università di Innsbruck scopre un metodo per usare molecole polari criogeniche per rendere stabili le memorie quantistiche.
- Ricercatori giapponesi sviluppano un metodo per contare singoli elettroni .
- 2007, 13 febbraio - D-Wave Systems mostra pubblicamente quello che ritiene il primo computer quantistico adiabatico a 16 qubit.
- 2010 - Thomas Monz, Philipp Schindler, Julio Barreiro, Michael Chwalla, Daniel Nigg, William Coish, Maximilian Harlander, Wolfgang Hänsel, Markus Hennrich e Rainer Blatt dell'Istituto per la Fisica sperimentale dell'Università di Innsbruck, Austria, dell'Istituto per il Calcolo Quantistico e il Dipartimento di Fisica e Astronomia, dell'Università di Waterloo, Ontario, Canada, del Dipartimento di fisica della McGill University, Montréal, Québec, Canada e dell'Istituto per l'Ottica dei quanti e dell'Informazione quantistica, dell'Accademia austriaca delle scienze, Innsbruck, Austria inviano il 30 settembre 2010 al Physical Review Letters l'articolo in cui illustrano la realizzazione da parte loro di stati Greenberger-Horne-Zeilinger con fino a 14 qubit con atomi di calcio, pubblicato il 31 marzo 2011.
- 2011, 2 giugno - Venduto il primo computer quantistico D-Wave One alla compagnia Lockheed Martin Corporation di Bethesda, Maryland.
- 2012, aprile - Gli scienziati del Max Planck Institute, istituto Quantum Optics, riescono a creare la prima rete quantica funzionante.
- 2013, maggio - Google e NASA presentano il supercomputer quantistico D-Wave Two, che si trova nel Quantum Artificial Intelligence Lab, in California.
- 2017, maggio - IBM ha realizzato e reso operativi i due computer quantistici universali più potenti mai realizzati finora. I nuovi sistemi hanno rispettivamente 16 e 17 qubit.[4]
- 2019, ottobre - Google ha realizzato il computer quantistico più potente mai realizzato finora. Il nuovo sistema ha 54 qubit (di cui uno non funzionante). Tale computer quantistico è stato il primo ad aver raggiunto la quantum supremacy, ovvero la risoluzione in tempi ragionevoli di un problema matematico che i normali supercomputer risolverebbero in migliaia di anni di computazione. Il computer quantistico di Google ci ha impiegato 200 secondi. IBM, dal canto suo, ha subito risposto che lo stesso problema è risolvibile dal loro supercomputer tradizionale in 2 giorni e mezzo con una piccola modifica.[5]
- 2020, aprile - QuTech lancia Quantum Inspire, il primo processore quantistico basato su "spin qubits" controllati dalla tecnologia lock-In amplifier.[6]
- 2021, novembre - IBM annuncia la realizzazione di Eagle, il nuovo computer quantistico più potente mai realizzato finora. Il processore Eagle ha 127 qubit e “il numero di bit classici necessari per rappresentare uno stato sul processore a 127 qubit supera il numero totale di atomi che compongono gli oltre 7,5 miliardi di persone presenti sulla Terra“.[7]
- 2022: i ricercatori del Tsinghua University's Center for Quantum Information dimostrano che i due tipi di qubit possono essere codificati da un singolo ione.[8]
- 2022, IBM annuncia la realizzazione di Osprey, il nuovo computer quantistico più potente mai realizzato. Il processore ha 433 qubit.[9]
Note
modifica- ↑ Josh Schneider, Ian Smalley, Cos'è un qubit? | IBM, su www.ibm.com, 28 febbraio 2024. URL consultato il 22 maggio 2026.
- ↑ (EN) Christopher A. Fuchs, Maximilian Schlosshauer, Blake C. Stacey, My Struggles with the Block Universe, su arXiv.org, 10 maggio 2014, pp. 850-851. URL consultato il 22 maggio 2026.
- ↑ "Dal bit al qu-bit: per sfidare la complessità", di Mario Rasetti, pubbl. su "Le Scienze (American Scientific)", num.385, pag.82-88
- ↑ Computer quantistici IBM sempre più potenti, fino a 17 qubit, in Tom's Hardware. URL consultato il 22 maggio 2017 (archiviato dall'url originale l'11 giugno 2017).
- ↑ Il computer quantistico di google è realtà. Supremazia quantistica raggiunta da Google, IBM non ci sta., in Il sole 24 ore. URL consultato il 24 ottobre 2019.
- ↑ Computazione quantistica basata sui qubit di spin | Zurich Instruments, su www.zhinst.com. URL consultato il 12 agosto 2021.
- ↑ IBM Eagle, il processore quantistico da 127 qubit, in Punto Informatico. URL consultato il 17 novembre 2021.
- ↑ Ingrid Fardelli, Researchers realize two coherently convertible qubit types using a single ion species, su phys.org, 17 agosto 2022.
- ↑ (EN) IBM Unveils 400 Qubit-Plus Quantum Processor and Next-Generation IBM Quantum System Two, su IBM Newsroom. URL consultato il 30 aprile 2026.
Bibliografia
modificaComputazione quantistica
modifica- Adriano Barenco, Introduction to quantum computation and information, Repr, World Scientific, ISBN 978-981-02-4410-1.
- (EN) Adriano Barenco, Charles H. Bennett e Richard Cleve, Elementary gates for quantum computation, in Physical Review A, vol. 52, n. 5, 1º novembre 1995, pp. 3457–3467, DOI:10.1103/PhysRevA.52.3457. URL consultato il 22 maggio 2026.
- David P. DiVincenzo, Quantum Computation, in Science, vol. 270, n. 5234, 13 ottobre 1995, pp. 255–261, DOI:10.1126/science.270.5234.255. URL consultato il 22 maggio 2026.
- (EN) A. Ekert, P. M. Hayden e H. Inamori, Basic Concepts in Quantum Computation, in Coherent atomic matter waves, Springer, pp. 661–701, DOI:10.1007/3-540-45338-5_10. URL consultato il 22 maggio 2026.
- (EN) Artur Ekert e Richard Jozsa, Quantum computation and Shor's factoring algorithm, in Reviews of Modern Physics, vol. 68, n. 3, 1º luglio 1996, pp. 733–753, DOI:10.1103/RevModPhys.68.733. URL consultato il 22 maggio 2026.
- Lloyd, Seth - Calcolatori quantistici (Le Scienze Quaderni n. 112 02/2000 pag.80)
- Michael A. Nielsen e Isaac L. Chuang, Quantum computation and quantum information, 10th anniversary edition, Cambridge university press, ISBN 978-1-107-00217-3. URL consultato il 22 maggio 2026.
- Andrew Steane, Quantum computing, in Reports on Progress in Physics, vol. 61, n. 2, 1º febbraio 1998, pp. 117–173, DOI:10.1088/0034-4885/61/2/002. URL consultato il 22 maggio 2026.
Meccanica quantistica
modifica- (EN) Paul Dirac, Lectures on quantum mechanics, Mineola, NY : Dover Publications, ISBN 978-0-486-41713-4. URL consultato il 22 maggio 2026.
- G. C. Ghirardi, Un'occhiata alle carte di Dio: gli interrogativi che la scienza moderna pone all'uomo, collana Theoria, Il saggiatore, ISBN 978-88-428-0480-2.
- (EN) Wolfgang Pauli e Charles P. Enz, Optics and the theory of electrons, collana Pauli lectures on physics, Dover Publications, ISBN 978-0-486-41458-4.
- (EN) E. V. Spolskii, Atomic physics, London. URL consultato il 22 maggio 2026.
Computazione classica
modifica- (EN) Alfred V. Aho e Jeffrey D. Ullman, Foundations of computer science, collana Principles of computer science series, Computer Science Press, ISBN 978-0-7167-8233-9.
- Michael R. Garey e David S. Johnson, Computers and intractability: a guide to the theory of NP-completeness, collana A Series of books in the mathematical sciences, W. H. Freeman, ISBN 978-0-7167-1044-8.
- Harry R. Lewis e Christos H. Papadimitriou, Elements of the theory of computation (PDF), 2ª ed., Prentice-Hall, ISBN 978-0-13-262478-7. URL consultato il 22 maggio 2026.
Matematica
modifica- Paul R. Halmos, Finite-dimensional vector spaces (PDF), 2ª ed., Dover Publications, Inc, ISBN 978-0-486-81486-5. URL consultato il 22 maggio 2026.
- Halmos Paul .r, Measure Theory, D.van Nostrand Company Inc Princeton New Jersey New York London. URL consultato il 22 maggio 2026.
- A. N. Kolmogorov, Foundations of the Theory of Probability. URL consultato il 22 maggio 2026.
- Andrej Nikolaevič Kolmogorov e Sergej Vasil'evič Fomin, Elementi di teoria delle funzioni e di analisi funzionale, Editori Riuniti University Press, ISBN 978-88-6473-239-8. URL consultato il 22 maggio 2026.
- Mark A. Najmark e Alexandr I. Stern, Teoria delle rappresentazioni dei gruppi, Editori Riuniti, ISBN 9788864732367.
- (EN) Walters R. F. C., Number Theory: an Introduction, Carslaw Publications, 1986.
Voci correlate
modificaAltri progetti
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Wikimedia Commons contiene immagini o altri file sul qubit
Collegamenti esterni
modifica- bit quantistico, su Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2018.
- qubit, in Lessico del XXI secolo, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2013.
- qubit, in Enciclopedia della Matematica, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2013.
- (EN) qubit, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
- (EN) Eric W. Weisstein, Qubit, su MathWorld, Wolfram Research.
- NMR Quantum Computation Project, su feynman.media.mit.edu. URL consultato il 1º marzo 2005 (archiviato dall'url originale il 14 ottobre 2001).
- archivio articoli della SISSA[collegamento interrotto], su xxx.sissa.it.
- Benjamin Schumacher Homepage, su www2.kenyon.edu.
- Quantum computation: a tutorial, su www-users.york.ac.uk. URL consultato il 22 maggio 2026.
- Dal bit al qu-bit: per sfidare la complessità, su Le Scienze, 1º settembre 2000. URL consultato il 22 maggio 2026.
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