Pelorus Jack

esemplare di delfino

Pelorus Jack è stato un esemplare di grampo (Grampus griseus) che, a cavallo tra Ottocento e Novecento, scortava le navi attraverso lo stretto di Cook; è anche ricordato per essere stato il primo cetaceo in assoluto ad essere protetto per legge[1][2][3].

Pelorus Jack entro il 1909

Pelorus Jack era un grampo (Grampus griseus), specie non comune in Nuova Zelanda; il suo sesso non è mai stato determinato[3]. Il primo avvistamento noto risale al 1888, quando affiancò la Brindle, una goletta diretta a Nelson (secondo alcune versioni la ciurma della Brindle avrebbe voluto ucciderlo, ma la moglie del capitano lo proibì[2]). Da quel momento e per ventiquattro anni il cetaceo continuò ad accompagnare le navi che facevano quella tratta, senza però uscire da un'area ben definita: attendeva le navi all'imbocco del Pelorus Sound (da cui prende il nome), accompagnandole – ma senza entrarvi – fino a French Pass, un difficile canale tra l'isola d'Urville e la terraferma dove le correnti raggiungono gli otto nodi; oppure, faceva la tratta inversa[1][2] (secondo altre fonti, invece, raramente lo si trovava nel Pelorus Sound, e avrebbe invece aspettato le navi nelle vicinanze di Cape Francis[3]).

Pelorus Jack continuò ad apparire per ventiquattro anni, e la sua fama crebbe al punto da trasformarlo in un'attrazione turistica; tra i personaggi che vollero vederlo si annoverano Mark Twain e Frank Thomas Bullen[1]. Secondo i racconti amava nuotare nelle scie delle navi e gareggiare con loro[1], pur avendo una preferenza per le navi a vapore con scafo metallico[2].

Protezione

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Pelorus Jack nel 1912

A inizio Novecento qualcuno tentò di sparare a Pelorus Jack da una nave a vapore[1]; secondo alcune versioni si trattò di un marinaio, forse ubriaco, a bordo del traghetto SS Penguin, un'imbarcazione che da quel momento Pelorus Jack non avrebbe mai più avvicinato (e che, ironicamente, affondò al largo di Wellington nel 1909)[2].

A seguito dell'attacco, il 26 settembre 1904 venne passata una legge all'interno del Sea-fisheries Act 1894 per proteggere esplicitamente Pelorus Jack: essa venne rinnovata per due volte prima della scomparsa del delfino, ma va notato che l'ordinanza non era valida, dato che né il Sea-fisheries Act 1894, né il successivo Fisheries Act 1908, avevano pertinenza su mammiferi marini diversi dalle foche[1][3].

Morte e tributi

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Pelorus Jack entro il 1911

L'ultima apparizione di Pelorus Jack è di fine 1912. Il suo fato è sconosciuto, ma dato che all'epoca doveva avere almeno ventiquattro anni è plausibile che sia semplicemente morto di vecchiaia (Charlie Moeller, il custode del faro di French Pass, affermò di aver trovato la carcassa del grampo in decomposizione su una spiaggia)[1][2][3]; del resto era già da alcuni anni che l'animale mostrava segni di stanchezza, tanto che a volte le imbarcazioni rallentavano per consentirgli di tenere il passo[2].

Cionondimeno vi sono molte storie alternative sull'accaduto; una delle più diffuse lo vuole arpionato da balenieri norvegesi nell'aprile 1912[1]. Secondo un'altra venne trovato spiaggiato da un uomo e suo figlio, che dovettero ucciderlo per porre fine alla sua sofferenza (realizzando solo dopo che si trattava di lui)[1].

La scomparsa fu quasi un lutto nazionale in Nuova Zelanda, e venne riportata anche da giornali esteri (sebbene in parte in modo canzonatorio)[2]. La sua figura rimane ancora molto popolare; gli sono state dedicate diverse canzoni[1], e lo stesso nome è stato dato a due bulldog che servirono sulla HMS New Zealand[4]. In Italia è citato da Marino Moretti in Pane in desco e da Leonida Repaci in Taccuino segreto; entrambi affermano anche che Pelorus Jack ebbe quasi immediatamente un successore, Deep Ecky, che aveva preso a guidare le navi nel porto di Napier[5][6].

  1. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 (EN) The story of Pelorus Jack, su TEARA - The Encyclopedia of New Zealand. URL consultato il 25 febbraio 2023.
  2. 1 2 3 4 5 6 7 8 Annalisa Lo Monaco, Pelorus Jack: lo straordinario Delfino “pilota” della Nuova Zelanda, su Vanilla Magazine. URL consultato il 25 febbraio 2023.
  3. 1 2 3 4 5 (EN) PELORUS JACK, su An Encyclopedia of New Zealand 1966. URL consultato il 25 febbraio 2023.
  4. (EN) Pelorus Jack, the mascot, su New Zealand History. URL consultato il 25 febbraio 2023.
  5. Marino Moretti, Pane in desco, A. Mondadori, 1940, p. 36.
  6. Leonida Repaci, Taccuino segreto, vol. 1, Fazzi, 1967, p. 128.

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