Palazzo di Giustizia (Savona)
Il Palazzo di Giustizia è un edificio giudiziario di Savona sito in via Angelo Barile 1.
| Palazzo di Giustizia | |
|---|---|
| Localizzazione | |
| Stato | |
| Regione | |
| Località | Savona |
| Indirizzo | Via XX Settembre, 17100 Savona |
| Coordinate | 44°18′22.68″N 8°28′38.64″E |
| Informazioni generali | |
| Condizioni | In uso |
| Costruzione | 1981-1987 |
| Inaugurazione | 1992 |
| Stile | organico e brutalista |
| Uso | Tribunale |
| Realizzazione | |
| Architetto | Leonardo Ricci |
Storia
modificaIl Palazzo di Giustizia di Savona sorge nell'area dove, fino al 1977, era attiva la stazione di Savona Letimbro la quale venne poi demolita in seguito alla sua sostituzione con la stazione di Savona Mongrifone. La demolizione della stazione rese la zona, prima centro nevralgico dello sviluppo ottocentesco di Savona, una enorme piazza vuota utilizzata come parcheggio[1]. Già negli anni cinquanta del XX secolo l'amministrazione della città si era interessata della costruzione di un Palazzo di Giustizia[2]. L'architetto Leonardo Ricci cominciò i lavori di riqualificazione dell'area a partire dall'ex scalo merci nel 1972[1] mentre la costruzione del Palazzo di Giustizia avvenne tra il 1981 e il 1987 per poi essere inaugurato nel 1992[2].
Il Palazzo di Giustizia nei piani di Ricci avrebbe dovuto essere un tassello di una più grande opera di riqualificazione urbana che prevedeva anche un enorme parco verso il torrente Letimbro e la parte ottocentesca della città verso il quale il palazzo avrebbe dovuto essere rivolto[3]; inoltre il palazzo era pensato per non avere un ingresso principale in modo che, nell'idea dell'architetto, esso potesse essere vissuto in maniera più organica del visitatore, unita a un tentativo - nel solco delle megastrutture degli anni sessanta - di renderlo multiuso dotando il piano inferiore del Palazzo di strutture adibite a usi non strettamente legati a quelli giudiziari come un bar e una libreria che però non vennero mai messi in funzione dando in conclusione un effetto paradossalmente opposto rispetto alle intenzioni di Ricci[4].
Fin dalla sua costruzione il Palazzo di Giustizia ottenne opinioni contrastanti dalla critica, da chi come il critico d'arte e personaggio televisivo Vittorio Sgarbi considererà la struttura "uno dei luoghi più brutti d'Italia"[5] a chi come l'architetto Vincenzo Ariu si oppose nel 2012 alla proposta di demolizione considerandolo un'opera d'arte incompresa[6].
Architettura
modificaPosto in posizione sopraelevata rispetto le strade circostanti l'edificio risulta separato dal contesto urbano circostante sia visivamente che stilisticamente; considerato di stile organico o brutalista, verso via XX settembre l'edificio ha un prospetto elaborato e su più piani mentre verso le aree che sarebbero dovute essere destinate a parco l'edificio presenta una grande superficie inclinata con una vetrata attraversata da un semicilindro e da un parallelepipedo con vetrata panoramica[7].
Nelle intenzioni dell'autore le forme della struttura dovevano rappresentare terza via tra l'approccio architettonico retorico-repressivo in cui l'edificio è chiamato a esprimere il potere dello Stato e quello di stampo anglosassone che assimila l'edificio a un ufficio amministrativo senza esprimerne la centralità nella vita civica[8]; l'interno del Palazzo è pensato proprio per rappresentare questa centralità, esso è organizzato come una piazza coperta che si sviluppa dalla grande vetrata inclinata, al di sotto della quale vi sono gli ingressi carrabili e gli impianti. Al centro della struttura vi è un enorme spazio a tutta altezza denominato "Basilica" il quale ha richiami civici e spirituali. Alla Basilica si affacciano tutti i piani destinati a ospitare le strutture del tribunale[7] a simboleggiare la funzione sociale comune di tutti i professionisti che si trovano a operare al suo interno[8].
Le vetrate sulla facciata, per questioni di sicurezza, vennero appoggiate dall'esterno e isolate con tecniche all'avanguardia cosa che comunque non impedì negli anni di avere diversi problemi nella loro manutenzione e stabilità[7].
Note
modifica- 1 2 Pizzigoni, p. 250.
- 1 2 Palazzo di giustizia, su atlantearchitetturacontemporanea.cultura.gov.it. URL consultato il 26 agosto 2025 (archiviato dall'url originale il 26 agosto 2025).
- ↑ Pizzigoni, p. 253.
- ↑ Pizzigoni, p. 253-254.
- ↑ Sgarbi spara sul Tribunale “Luogo tra i più brutti d’Italia”, su lastampa.it. URL consultato il 26 agosto 2025 (archiviato il 5 dicembre 2019).
- ↑ Palazzo di giustizia? "Un’opera d’arte", su lastampa.it. URL consultato il 26 agosto 2025 (archiviato il 14 febbraio 2020).
- 1 2 3 Franco, p. 322.
- 1 2 Pizzigoni, p. 251.
Bibliografia
modifica- Giovanna Franco e Stefano Francesco Musso, Architetture in Liguria dopo il 1945 (PDF), Genova, De Ferrari, 2016, ISBN 978-88-6405-798-9 (archiviato dall'url originale il 25 gennaio 2021).
- (EN) Vittorio Pizzigoni, Too Good to Be True: the Savona Courthouse (abstract), in History of Postwar Architecture, n. 9, 2021, pp. 248–257, DOI:10.6092/issn.2611-0075/v4-n9-2021. URL consultato il 26 agosto 2025.
Altri progetti
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