Misinformazione

informazione falsa o errata, come ad esempio una diceria o una bufala

La misinformazione (in inglese misinformation) è un'informazione errata, inesatta o fuorviante diffusa senza l'intenzione deliberata di ingannare[1]. Si distingue dalla disinformazione, che consiste nella diffusione intenzionale di informazioni false con l'obiettivo di manipolare l'opinione pubblica[2].

La misinformazione può manifestarsi sotto forma di errori fattuali, interpretazioni scorrette, informazioni incomplete o contenuti presentati fuori contesto. Il fenomeno è studiato in vari campi disciplinari, tra cui scienze della comunicazione, psicologia cognitiva, sociologia e scienze politiche[3].

Con l'espansione di Internet e delle piattaforme di social media, la misinformazione può diffondersi rapidamente su larga scala, spesso prima che venga verificata o corretta[4].

Definizione

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Il termine misinformation indica generalmente informazioni false o fuorvianti diffuse senza intenzione di ingannare. Tali informazioni possono derivare da:

  • errori di interpretazione;
  • incomprensioni;
  • trasmissione imprecisa di notizie;
  • semplificazioni o omissioni.

Secondo alcune classificazioni accademiche, la misinformazione fa parte di un più ampio fenomeno chiamato disordine informativo (information disorder), che comprende anche disinformazione e malinformazione[5].

Distinzione da disinformazione e malinformazione

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Nel dibattito accademico contemporaneo viene spesso proposta una distinzione tra tre categorie di contenuti problematici:

  • Misinformazione – informazione falsa o inesatta diffusa senza intento malevolo.
  • Disinformazione – informazione falsa diffusa deliberatamente per ingannare.
  • Malinformazione – informazione vera ma utilizzata in modo dannoso, ad esempio attraverso la decontestualizzazione.[5]

In pratica, una stessa informazione può passare da misinformazione a disinformazione se chi la diffonde diventa consapevole della sua falsità ma continua comunque a condividerla.

Cause della diffusione

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La diffusione della misinformazione è influenzata da diversi fattori psicologici, sociali e tecnologici. Non manca, comunque la possibilità che il movente sia di trarne dei vantaggi di tipo commerciale[6], ad esempio accrescendo la viralità di siti il cui traffico di visualizzazioni comporta una remunerazione economica del titolare[7].

Compresenza di bias cognitivi

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In questa tipologia di alterazione della corretta circolazione informativa, gli individui tendono a privilegiare informazioni coerenti con le proprie convinzioni preesistenti, fenomeno noto come bias di conferma[8] Altri meccanismi cognitivi, come l'effetto di familiarità, possono contribuire alla viralità della misinformazione.

Dinamiche sociali

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Le informazioni vengono spesso condivise all'interno di reti sociali in base a:

  • appartenenza a gruppi;
  • ricerca di consenso;
  • pressione sociale.

Ambiente digitale

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Gli algoritmi delle piattaforme online possono amplificare la visibilità di contenuti sensazionalistici o polarizzanti, favorendo la diffusione di informazioni non verificate[9].

Effetti

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La misinformazione può avere conseguenze rilevanti per la società. Nel contesto politico, la diffusione di informazioni inaccurate può influenzare il dibattito pubblico, le campagne elettorali e la percezione dei candidati o delle politiche.

La misinformazione sanitaria, poi, può incidere sulle decisioni individuali riguardo a trattamenti medici o misure preventive, come nel caso delle controversie sui vaccini.[10]

Informazioni fuorvianti possono influenzare la percezione pubblica di temi scientifici, tra cui il cambiamento climatico o la sicurezza alimentare.

Correzione della misinformazione

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La ricerca ha identificato diverse strategie per contrastare la misinformazione:

  • fact-checking e verifica delle fonti;
  • correzioni pubbliche e rettifiche;
  • educazione alla alfabetizzazione mediatica;
  • tecniche di predisposizione informativa (in inglese: prebunking), che preparano le persone a riconoscere tecniche di manipolazione.[11].

Nonostante le correzioni, alcune informazioni false possono continuare a influenzare le credenze delle persone, fenomeno noto come effetto di influenza persistente (continued influence effect)[10].

Critiche e dibattito

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Le politiche e le normative volte a contrastare la misinformazione sono oggetto di dibattito. Alcuni studiosi e organizzazioni sostengono che interventi troppo restrittivi possano limitare la libertà di espressione o essere utilizzati per giustificare forme di censura[5]. Tuttavia, la tolleranza tradizionale per l’esagerazione pubblicitaria (dolus bonus) è sottoposta a maggiore stress, a causa delle pratiche commerciali scorrette fondate sulla misinformazione: i limiti imposti dal diritto dei consumatori vanno applicandosi anche su dark patterns laddove l’omissione di informazioni - o la presentazione ingannevole - possa costituire misleading omission ai sensi della direttiva sulle pratiche commerciali scorrette[12].

  1. Wardle, Claire; Derakhshan, Hossein. Information Disorder: Toward an Interdisciplinary Framework for Research and Policy Making. Council of Europe, 2017.
  2. Fallis, Don. “What Is Disinformation?” Library Trends, 2015.
  3. Lewandowsky, Stephan et al. “Misinformation and Its Correction: Continued Influence and Successful Debiasing.” Psychological Science in the Public Interest, 2012.
  4. Vosoughi, Soroush; Roy, Deb; Aral, Sinan. “The spread of true and false news online.” Science, 2018.
  5. 1 2 3 Wardle; Derakhshan, 2017.
  6. Daniel Martens, Walid Maalej, Towards Understanding and Detecting Fake Reviews in App Stores, 2019.
  7. Thomas Copeland, AI-generated Iran war videos surge as creators use new tech to cash in, BBC Verify, 7 marzo 2026.
  8. Nickerson, Raymond S. “Confirmation bias: A ubiquitous phenomenon in many guises.” Review of General Psychology, 1998.
  9. Mathur, Narayanan, Chetty – “Endorsements on Social Media: An Empirical Study of Affiliate Marketing Disclosures”, Proceedings of the ACM on Human- Computer Interaction, Vol. 2, CSCW, Article 119 (November 2018).
  10. 1 2 Lewandowsky et al., 2012.
  11. van der Linden, Sander et al. “Inoculating against fake news.” Global Challenges, 2020.
  12. Roșca, C. (2024). Chapter 6. Dark patterns as infringements of EU consumer law. In Digital Arms for Digital Consumer Harms: Mapping Legal and Technical Solutions for Dark Patterns in EU Consumer Law (1st ed.). Maastricht University Press, § 6.1.

Bibliografia

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  • Wardle, Claire; Derakhshan, Hossein. Information Disorder: Toward an Interdisciplinary Framework for Research and Policy Making. Council of Europe, 2017.
  • Lewandowsky, Stephan et al. “Misinformation and Its Correction: Continued Influence and Successful Debiasing.” Psychological Science in the Public Interest, 2012.
  • Vosoughi, Soroush; Roy, Deb; Aral, Sinan. “The spread of true and false news online.” Science, 2018.
  • Fallis, Don. “What Is Disinformation?” Library Trends, 2015.

Voci correlate

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Altri progetti

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