Martin Groß
Martin Groß (Francoforte sul Meno, 15 aprile 1911 – 1º marzo 1984) è stato un militare tedesco, ufficiale delle Waffen-SS durante la seconda guerra mondiale.
| Martin Groß | |
|---|---|
| Nascita | Francoforte sul Meno, 15 aprile 1911 |
| Morte | 1º marzo 1984 |
| Dati militari | |
| Paese servito | |
| Forza armata | |
| Unità | |
| Anni di servizio | 1933 - 1945 |
| Grado | SS-Obersturmbannführer |
| Guerre | Seconda guerra mondiale |
| Campagne | Fronte orientale |
| Battaglie | Operazione Stella Terza battaglia di Char'kov Battaglia di Kursk Battaglia di Prochorovka Controffensiva di Žitomir Offensiva di Šiauliai Offensiva del Baltico Offensiva del lago Balaton Offensiva di Vienna |
| Comandante di | II/SS-Panzerregiment 1 "Leibstandarte Adiolf Hitler" SS-Panzerbrigade Gross Panzerregiment 12 "Hitlerjugend" |
| Decorazioni | Croce di Cavaliere |
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Si distinse sul Fronte orientale alla guida di reparti di panzer della 1. SS-Panzer-Division "Leibstandarte SS Adolf Hitler" ; per la sua azione di comando nella battaglia di Prochorovka, ricevette il 22 luglio 1943 la Croce di Cavaliere della Croce di Ferro, massima decorazione al valore della Germania nazista.
Dpoo aver guidato da agosto a novembre 1944 la SS-Panzerbrigade Gross, formazione d'emergenza costituita con truppe SS di riserva per l'impiego nel settore del Mar Baltico, negli ultimi mesi di guerra prese il comando del reggimento corazzato della 12. SS-Panzer-Division "Hitlerjugend", distinguendosi nelle battaglie finali in Ungheria e Austria.
Biografia
modificaI primi anni nelle SS
modificaOriginario di Francoforte sul Meno, in Assia, Martin Gross nel 1931 si arruolò nelle SS e nel marzo 1934, dopo la costituzione dei primi reparti di SS-Verfügungstruppe, entrò nella SS-Junkerschule Bad Tölz per la formazione degli ufficiali inferiori per i nuovi reparti combattenti delle SS. Dopo essere uscito dalla scuola con il grado di Untersturmführer (sottotenente), nel maggio 1935 venne assegnato come caposquadra al I battaglione d'assalto della SS Leibstandarte Adolf Hitler, la guardia personale di Adolf Hitler. Con l'inizio della seconda guerra mondiale la SS "Leibstandarte" partecipò alla campagna di Polonia e Gross, già promosso il 9 novembre 1936 Obersturmführer (tenente), prese parte ai combattimenti sempre inquadrato nel I battaglione d'assalto; il 1 ottobre 1939, al termine delle operazioni, ricevette la decorazione della Croce di Ferro di Seconda classe.
Gross, promosso Hauptsturmführer (capitano) il 30 gennaio 1940, partecipò al comando di una compagnia del I battaglione della SS "Leibstandarte" anche alla campagna di Francia del maggio-giugno 1940 e venne ferito per la prima volta il 27 maggio 1940[1], ricevendo il 20 luglio 1940 la Croce di Ferro di Prima classe. Durante la campagna dei Balcani e all'inizio della sueccessiva operazione Barbarossa, l'invasione dell'Unione Sovietica, Martin Gross passò al comando della 5ª compagnia (armi pesanti) del I battaglione della SS "Leibstandarte"[2]. I durissimi combattimenti del Fronte dell'est misero a dura prova i soldati delle Waffen-SS; Gross partecipò a tutti i combattimenti dell'estate e autunno 1941 nel settore meridionale che portarono la SS "Leibstandarte" fino alla temporanea conquista di Rostov sul Don, ma il 20 novembre 1941 venne seriamente ferito e dovette essere evacuato e trasferito in ospedale militare. Dopo la convalenscenza, Gross non ritornò subito al fronte ma venne assegnato ai nuovi reparti meccanizzati in preparazione in Germania per la trasformazione delle formazioni SS in divisioni motorizzate pesanti; nel giugno 1942 ricevette il comando una reparto di addestramento alla scuola per le truppe corazzate di Wünsdorf, mentre nella tarda estate 1942 venne assegnato al nuovo SS-Panzerregiment 1, il reparto corazzato equipaggiato con carri armati, in costituzione per la SS "Leibstandarte".
Al comando dei panzer sul Fronte orientale
modificaAl momento del ritorno della SS "Leibstandarte Adolf Hitler" sul Fronte orientale, nel gennaio 1943, Martin Gross, promosso Sturmbannführer (maggiore), era il comandante del II battaglione carri del reggimento corazzato, equipaggiato con Panzer III e Panzer IV, mentre il I battaglione era guidato dal maggiore Max Wünsche. Il reparto corazzato di Gross venne subito impegnato in aspre battaglie per cercare di bloccare la continua offensiva invernale dell'Armata Rossa; dopo l'iniziale ritirata da Char'kov a febbraio 1943, i carri armati delle SS presero parte con un ruolo decisivo alla vittoriosa Terza battaglia di Char'kov[3]. Gross si distinse alle guida dei suoi carri armati in questi combattimenti nella regione di Char'kov e soprattutto nella successiva conquista di Belgorod il 18 marzo 1943 che fu opera dei mezzi corazzati del II battaglione[4]; per la sua abilità e il suo valore, l'ufficiale ricevette il 28 marzo 1943 la Croce tedesca in Oro.

Il momento più importante della carriera militare di Martin Gross avvenne nel luglio 1943 nel corso della battaglia di Kursk. Il II battaglione corazzato era l'unico reparto di carri armati della SS "Leibstandarte Adolf Hitler" disponibile per la grande offensiva dell'operazione Cittadella, essendo il I battaglione ancora in Germania per ricevere i nuovi carri armati medi Panzer V Panther, e l'unità fu sempre al centro dei combattimenti durante la faticosa avanzata in mezzo alle posizioni anticarro sovietiche[5]. Il 12 luglio 1943 fu il giorno della battaglia di Prochorovka, il grande contrattacco delle riserve corazzate sovietiche; Martin Gross, al comando quel giorno dei 33 carri armati ancora disponibili del suo battaglione, dovette intervenire d'urgenza nella mattinata per contrastare il gran numero di carri nemici che avanzava in massa e a grande velocità. Gross condusse personalmente sul suo carro armato il combattimento dimostrando coraggio e abilità tattica e, dopo scontri anche alla distanza molto ravvicinata di 10-30 metri, i suoi panzer ebbero la meglio nel primo scontro distruggendo circa 60 mezzi corazzati nemici[6]. In un secondo scontro nel primo pomeriggio, i carri di Gross distrussero altri 25 mezzi corazzati sovietici e alla fine della giornata, l'attacco nemico fu respinto[6]. Il II battaglione corazzato ebbe 17 carri armati distrutti o seriamente danneggiati il 12 luglio[7]. Per il valore personale[8] e le capacità di comando dimostrate nella battaglia di Prochorovka, Martin Gross il 22 luglio 1943 ricevette la massima decorazione al valore della Germania nazista: la Croce di Cavaliere della Croce di Ferro[6].
Dopo la sconfitta finale nella battaglia di Kursk, la SS "Leibstandarte Adolf Hitler", compreso il reparto di Gross, venne temporaneamente trasferita in Italia per partecipare all'operazione Achse per contrastare la defezione dell'Italia, mentre nel novembre 1943 ritornò precipitosamente sul Fronte orientale per contrastare lo sfondamento sovietico nel settore di Kiev. In questa fase della guerra il comando del SS-Panzerregiment 1 venne assunto, dopo la morte in azione del tenente colonnello Georg Schönberger, dal maggiore Joachim Peiper che, pur coraggioso e audace, non era un esperto di mezzi corazzati, mentre Martin Gross mantenne il comando del II battaglione che guidò nelle aspre battaglie invernali nel settore di Žitomir[9].
Le ultime battaglie
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Nel febbraio 1944 Gross lasciò definitivamente la SS "Leibstandarte" e venne trasferito al comando di un reparto corazzato SS di riserva e addestramento in costituzione in Lituania dove rimase fino all'estate 1944 quando, nella situazione di grande emergenza creata dalla disastrosa sconfitta tedesca nell'operazione Bagration, venne messo al comando di un reparto corazzato delle SS frettolosamente constituito con pochi mezzi corazzati e soldati inesperti che divenne la cosiddetta SS-Panzerbrigade Gross dal nome del suo comandante. Il reparto venne assegnato al Panzerverband Strachwitz per partecipare alla operazione Doppelkopf per cercare di riaprire i collegamenti con il Gruppo d'armate Nord rimasto isolato nei Paesi Baltici. L'operazione Doppelkopf nel complesso fu un fallimento, ma il Panzerverband Strachwitz riuscì a raggiungere Tukums e ristabilire un precario collegamento; Gross partecipò con successo ai combattimenti con la SS-Panzerbrigade Gross e nei mesi successivi rimase in Lettonia per contribuire con il suo precario reparto alla difesa dei Paesi Baltici[10]. Nel novembre 1944 la SS-Panzerbrigade Gross fu sciolta e Martin Gross venne promosso Obersturmbannführer (tenente colonnello) e trasferito nei comandi di retrovia in Germania nei reparti di formazione e addestramento di nuove unità delle Waffen-SS.
L'ultimo incarico operativo nella seconda guerra mondiale di Martin Gross ebbe inizio a febbraio 1945 quando ricevette il comando del SS-Panzerregiment 12, il reparto corazzato della SS "Hitlerjugend" in fase di trasferimento come l'intera 6. SS-Panzer-Armee sul fronte d'Ungheria per prendere parte all'ultima offensiva del Terzo Reich. Gross guidò con il massimo impegno i suoi carri armati anche in queste ultime battaglie nonostante la situazione generale molto critica e la preponderanza della forze sovietiche. I carri armati della SS "Hitlerjugend" parteciparono con successo alla Operazione Südwind dal 19 febbraio 1945 contro la testa di ponte nemica sul fiume Hron e soprattutto alla difficile offensiva del lago Balaton che nonostante qualche avanzata locale terminò con una sconfitta tedesca. Nelle settimane successive Gross guidò i carri armati superstiti della SS "Hitlerjugend" nelle disperate battaglie di retroguardia in Ungheria e Austria fino alla resa finale del 8 maggio 1945.
Dopo la guerra Martin Gross si ritirò nella città natale di Francoforte dove è deceduto il 1 marzo 1984.
Onorificenze
modificaNote
modifica- ↑ AA.VV., Leibstandarte SS. La garde personnelle d'Adolf Hitler au combat, p. 139.
- ↑ AA.VV., Leibstandarte SS. La garde personnelle d'Adolf Hitler au combat, pp. 164 e 222.
- ↑ M Afiero, I panzer della Leibstandarte 1940-1945, pp. 28 e 31.
- ↑ M Afiero, I panzer della Leibstandarte 1940-1945, p. 36.
- ↑ M Afiero, I panzer della Leibstandarte 1940-1945, p. 39.
- 1 2 3 M Afiero, I panzer della Leibstandarte 1940-1945, p. 44.
- ↑ R. Forczyk, Kursk 1943, p. 297.
- ↑ Secondo una fonte, Gross avrebbe distrutto personalmente con il suo panzer una decina di mezzi corazzati sovietici; in : F. Duprat, Le campagne militari delle SS, p. 147.
- ↑ M Afiero, I panzer della Leibstandarte 1940-1945, pp. 53-55.
- ↑ M. Afiero, Storia militare delle SS, p. 627.
- ↑ Fellgiebel 2000, p. 350.
Voci correlate
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