Maria Carolina d'Asburgo-Lorena

regina consorte di Napoli e Sicilia

Maria Carolina d'Asburgo-Lorena (Maria Carolina Luisa Giuseppa Giovanna Antonia) (Vienna, 13 agosto 1752Vienna, 8 settembre 1814) nata arciduchessa d'Austria, divenne regina consorte di Napoli e Sicilia come moglie di Ferdinando IV di Napoli e III di Sicilia.

Maria Carolina d'Asburgo-Lorena
Anton Raphael Mengs, ritratto di Maria Carolina d'Austria, 1768, Madrid, Museo del Prado.
Regina consorte di Napoli
Stemma
Stemma
In carica
PredecessoreMaria Amalia di Sassonia
SuccessoreJulie Clary
Regina consorte di Sicilia
In carica12 maggio 1768 
8 settembre 1814
PredecessoreMaria Amalia di Sassonia
SuccessoreTitolo estinto
Nome completo
  • tedesco: Maria Karolina Luise Josepha Johanna Antonia von Habsburg-Lothringen
  • italiano: Maria Carolina Luisa Giuseppa Giovanna Antonia d'Asburgo-Lorena
TrattamentoSua Maestà
Altri titoli
NascitaHofburg, Vienna,
13 agosto 1752
MorteCastello di Hetzendorf, Vienna, 8 settembre 1814
Luogo di sepolturaCripta Imperiale, Vienna
Casa reale
PadreFrancesco I di Lorena
MadreMaria Teresa d'Austria
ConsorteFerdinando IV di Napoli
e III di Sicilia
FigliMaria Teresa
Luisa Maria
Carlo Tito
Francesco
Maria Cristina
Maria Amalia
Maria Antonia
Leopoldo
ReligioneCattolicesimo
Firma

Figlia dell'imperatrice Maria Teresa d'Austria e dell'imperatore Francesco I di Lorena, sposò Ferdinando IV di Napoli e III di Sicilia nel 1768 nell'ambito dell'alleanza tra gli Asburgo e i Borbone. Dopo la nascita del primo figlio maschio, nel 1775, ottenne il diritto di partecipare al Consiglio di Stato, assumendo un ruolo di primo piano nella politica del regno. Nei primi decenni del suo governo sostenne un programma di riforme ispirato all'assolutismo illuminato, promuovendo lo sviluppo culturale e amministrativo del Regno di Napoli e rafforzandone l'autonomia rispetto alla Spagna.

La Rivoluzione francese e, soprattutto, l'esecuzione della sorella Maria Antonietta determinarono una svolta nel suo orientamento politico: divenne una convinta sostenitrice della causa controrivoluzionaria e si alleò con la Gran Bretagna e l'Austria contro la Francia rivoluzionaria e napoleonica. Costretta all'esilio in Sicilia durante l'occupazione francese del 1799 e nuovamente nel 1806, esercitò una notevole influenza sulla politica borbonica fino al 1813. Morì a Vienna nel 1814, pochi mesi prima della restaurazione del marito sul trono del Regno di Napoli sancita dal Congresso di Vienna.

Biografia

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Infanzia ed educazione

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Ritratto dell'arciduchessa Maria Carolina, Jean-Étienne Liotard, 1762, olio su tela, parte Musée d'art et d'histoire (Ginevra).

Maria Carolina nacque il 13 agosto 1752 nel Castello di Schönbrunn, a Vienna, era la tredicesima e decima figlia femmina sopravvissuta di Francesco I di Lorena, imperatore del Sacro Romano Impero, e di Maria Teresa d'Asburgo, sovrana dei domini asburgici. Fu battezzata con i nomi di Maria Karolina Luise Josepha Johanna Antonia; i suoi padrini furono il re di Francia Luigi XV e la regina Maria Leszczyńska. [1][2] All'interno della famiglia imperiale era tuttavia conosciuta con la variante francese del nome, Charlotte.

Fin dall'infanzia manifestò un carattere impulsivo, deciso e dominante, accompagnato da una notevole perseveranza e capacità di applicazione. [3] Tali qualità le valsero ripetuti richiami da parte della madre, che ne censurava la caparbietà e l'alterigia, [4] pur riconoscendo in lei la figlia che più le somigliava per temperamento. [5]

Nei primi anni fu allevata insieme ai fratelli minori, instaurando un rapporto particolarmente stretto con la sorella minore Maria Antonietta, alla quale rimase profondamente legata. Nell'agosto 1767 Maria Teresa dispose la separazione delle due arciduchesse, cresciute fino ad allora quasi come gemelle, ritenendo eccessivamente vivace il loro comportamento nei confronti della governante. In quell'occasione l'imperatrice dichiarò a Maria Carolina: «Ti tratterò come una persona grande». [6] Nello stesso periodo la contessa Brandis, responsabile della loro educazione, fu sostituita dalla contessa Lerchenfeld.

La formazione dell'arciduchessa comprendeva lo studio del latino, delle scienze e delle lingue straniere; incontrò tuttavia difficoltà nell'apprendimento della lingua italiana scritta. Ricevette inoltre un'educazione nelle arti di corte, distinguendosi nella danza, nella musica e nell'equitazione. [4]

Matrimonio

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Ritratto di Ferdinando IV di Napoli, Francesco Liani, 1768 circa, olio su tela, parte collezione Castello Reale di Varsavia.

Nell'ottobre 1767 la sorella maggiore di Maria Carolina, Maria Giuseppina, destinata a sposare Ferdinando IV di Napoli nell'ambito dell'alleanza tra la monarchia asburgica e quella borbonica, morì all'età di sedici anni durante un'epidemia di vaiolo. In precedenza anche un'altra sorella, Maria Giovanna Gabriella, già promessa al sovrano napoletano, era deceduta per la stessa malattia a dodici anni. [7] Al fine di preservare l'alleanza austro-spagnola, Carlo III di Spagna, padre di Ferdinando IV, richiese che una delle altre arciduchesse prendesse il posto della defunta promessa sposa. Maria Teresa propose le figlie Maria Amalia e Maria Carolina; la corte di Madrid, che negoziava anche per conto di quella di Napoli, scelse infine Maria Carolina. [8][9]

La designazione fu accolta con riluttanza dall'arciduchessa, che, secondo le testimonianze dell'epoca, manifestò apertamente il proprio timore, ritenendo infausto il destino delle sorelle precedentemente promesse al re di Napoli. [8] Le sue obiezioni non modificarono tuttavia i progetti matrimoniali, e la contessa Lerchenfeld intensificò la sua preparazione al futuro ruolo di regina. [10] Maria Teresa impartì personalmente alla figlia istruzioni riguardanti sia la gestione della corte sia il comportamento politico, raccomandandole di adattarsi agli usi del regno pur conservando i principi della propria educazione. [11]

Ritratto dell'arciduchessa Maria Carolina, Martin van Meytens, 1767 circa, olio su tela, parte collezione del Castello di Schönbrunn.

Il 7 aprile 1768 Maria Carolina sposò per procura Ferdinando IV di Napoli nella Chiesa di Sant'Agostino di Vienna, con il fratello dell'arciduchessa, l'arciduca Ferdinando, in rappresentanza dello sposo. [12] Nello stesso giorno partì alla volta di Napoli. Il viaggio, scandito da cerimonie ufficiali, ricevimenti e festeggiamenti, attraversò numerose città della penisola italiana. [13] A Mantova fu accolta dal duca di Parma, mentre a Bologna incontrò il fratello Leopoldo, granduca di Toscana, e la cognata Maria Luisa di Spagna, che la accompagnarono fino a Firenze e successivamente a Roma. [14][15] Nella città pontificia fu ricevuta da papa Clemente XIII e salutata dalla comunità dei sudditi napoletani residenti nell'Urbe. [16]

Dipinto di Michele Foschini che mostra i festeggiamenti a Napoli per le nozze di Ferdinando IV e la regina Maria Carolina.

Maria Carolina entrò nel Regno di Napoli il 12 maggio 1768. A Terracina si congedò dal seguito austriaco, mentre a Portella incontrò per la prima volta Ferdinando IV in un padiglione allestito per l'occasione. I due raggiunsero quindi la Reggia di Caserta, dove celebrarono il matrimonio religioso e trascorsero la prima notte di nozze. Secondo testimonianze coeve, il sovrano espresse un giudizio poco lusinghiero sulla giovane consorte dopo il loro primo incontro; disse: «Lei dorme come una morta e suda come un maiale». [17]

Anche Maria Carolina lasciò nelle proprie lettere impressioni negative sul marito e sulle prime esperienze a corte. In una missiva indirizzata alla madre dichiarò: «Confesso apertamente che preferirei morire piuttosto che rivivere un'altra volta tutto ciò che mi è capitato». [18] In una lettera alla contessa Lerchenfeld descrisse Ferdinando come fisicamente poco attraente e caratterialmente distante dai suoi interessi. Rilevò inoltre le difficoltà di comunicazione dovute all'uso prevalente del dialetto napoletano da parte del sovrano e alla sua limitata familiarità con l'italiano di registro più elevato. [18][19] Nonostante il disagio iniziale e la nostalgia per Vienna, Maria Carolina riuscì in breve tempo a instaurare un rapporto di fiducia con il marito, conquistandone progressivamente il favore. [20]

Regina di Napoli e Sicilia

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Ascesa al trono

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Ritratto della regina Maria Carolina, Anton Raphael Mengs, 1768 circa, olio su tela, parte collezione Museo del Prado.

Sebbene il matrimonio con Ferdinando IV non fosse inizialmente felice sul piano personale, l'unione fu particolarmente prolifica. Tra il 1772 e il 1793 Maria Carolina diede alla luce diciotto figli, dei quali sette raggiunsero l'età adulta. Tra questi figuravano il futuro re Francesco I delle Due Sicilie, Maria Teresa, andata in sposa a Francesco II d'Asburgo-Lorena e ultima imperatrice del Sacro Romano Impero nonché prima imperatrice d'Austria, Luisa Maria Amalia, granduchessa di Toscana, Maria Amalia, futura regina dei Francesi, e Maria Antonia, principessa delle Asturie. Nei primi anni di regno Ferdinando IV esercitò il potere con il sostegno del Consiglio di Stato istituito durante il regno del padre Carlo III di Spagna e guidato da Bernardo Tanucci, il quale mantenne un ruolo predominante nell'amministrazione del regno anche dopo il raggiungimento della maggiore età del sovrano. [21]

Seguendo le indicazioni ricevute dalla madre Maria Teresa, Maria Carolina si adoperò per conquistare la fiducia del marito, condividendone pubblicamente alcuni interessi, tra cui la caccia. [22] La nascita dei primi due figli maschi, nel 1775 e nel 1777, consolidò ulteriormente la sua posizione a corte. Dal 1775 la regina ottenne il diritto di partecipare alle riunioni del Consiglio di Stato, accrescendo progressivamente la propria influenza politica. Nel 1777 Bernardo Tanucci fu allontanato dal governo e Maria Carolina divenne una delle principali consigliere del sovrano, favorendo un graduale riavvicinamento della politica estera napoletana all'Austria. [23]

Ritratto della regina Maria Carolina, Anton Raphael Mengs, olio su tela, tra il 1772 e il 1773, Palazzo Reale di Madrid.

Durante i primi decenni della propria attività politica la regina sostenne numerose iniziative ispirate ai principi dell'assolutismo illuminato, promuovendo riforme amministrative, economiche e sociali. Tra le realizzazioni più significative del periodo figura lo Statuto di San Leucio, promulgato per disciplinare la vita della Real Colonia di San Leucio, un insediamento manifatturiero fondato nei pressi della Reggia di Caserta. Lo statuto prevedeva, tra le altre disposizioni, una sostanziale parità giuridica tra uomini e donne in materia di istruzione, retribuzione, successione ereditaria e scelta del coniuge, rappresentando una delle esperienze sociali più originali dell'Europa del tempo. [24]

La corte napoletana divenne inoltre un importante centro di incontro per intellettuali, artisti e uomini di scienza. Tra i frequentatori figurava il naturalista forlivese Cesare Majoli, che a Napoli pubblicò nel 1783 le Praelectiones Physico-Mathematicae de Luce. Nello stesso periodo Maria Carolina sviluppò stretti rapporti con l'ambiente diplomatico britannico, instaurando una profonda amicizia con Emma Hamilton, moglie dell'ambasciatore britannico William Hamilton, relazione che contribuì a rafforzare i legami tra il Regno di Napoli e la Gran Bretagna.

Lo scoppio della Rivoluzione francese segnò una svolta nel suo orientamento politico. Secondo quanto riferito da Benedetto Croce, nelle fasi iniziali la regina avrebbe guardato con favore ad alcune rivendicazioni dei rivoluzionari, affermando: «Credo che abbiano ragione». L'evoluzione del processo rivoluzionario e, soprattutto, l'esecuzione di Luigi XVI e della sorella Maria Antonietta nel 1793 modificarono profondamente il suo atteggiamento. Da quel momento Maria Carolina adottò una linea politica decisamente contraria ai movimenti rivoluzionari e sostenne con maggiore determinazione le monarchie europee impegnate nella lotta contro la Francia rivoluzionaria.

Controrivoluzione

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Lo stesso argomento in dettaglio: Controrivoluzione.
Ritratto della regina Maria Carolina di Napoli, Camillo Landini, 1787, olio su tela, parte della collezione del Museo nazionale di Capodimonte.

L'esecuzione della sorella Maria Antonietta, avvenuta il 16 ottobre 1793, segnò una svolta nell'orientamento politico di Maria Carolina. Da quel momento la regina abbandonò l'atteggiamento favorevole alle riforme ispirate all'Illuminismo che aveva caratterizzato la prima fase del suo governo e adottò una politica decisamente controrivoluzionaria. Con il sostegno del primo ministro John Acton promosse una vasta repressione dei circoli giacobini e dei simpatizzanti della Rivoluzione francese presenti nel Regno di Napoli. [25] In risposta agli sviluppi della Rivoluzione francese e alla sorte della sorella, Maria Carolina rafforzò inoltre l'alleanza con la Gran Bretagna nel quadro delle guerre rivoluzionarie francesi. [26] Profondamente colpita dagli eventi, abbandonò l'uso della lingua francese e ritirò il proprio patrocinio agli ambienti intellettuali di orientamento illuminista, limitando la diffusione delle opere di autori quali Giuseppe Maria Galanti e Gaetano Filangieri. Nel 1794, in seguito alla scoperta di una congiura giacobina volta a rovesciare il governo, ordinò la soppressione della massoneria nel regno, ritenendo che alcuni suoi membri avessero preso parte al complotto in collegamento con i rivoluzionari francesi. [25] La sua precedente vicinanza ad alcuni ambienti massonici è tuttavia oggetto di differenti interpretazioni storiografiche.

Il timore di un'invasione francese determinò un rafforzamento delle misure di sicurezza e dell'apparato militare. L'esercito fu mantenuto in stato di costante mobilitazione, con un conseguente incremento della pressione fiscale necessario a sostenerne le spese. [27] Parallelamente, alla corte furono adottate rigorose precauzioni per la sicurezza della famiglia reale: secondo le testimonianze dell'epoca, i cibi venivano preventivamente assaggiati e gli appartamenti reali cambiati frequentemente per ridurre il rischio di attentati. [28]

Maria Carolina ritratta da Costanzo Angelini, Museo nazionale di San Martino.

La conclusione delle ostilità tra Francia e Spagna nell'estate del 1795 consentì all'esercito francese, guidato da Napoleone Bonaparte, di concentrare le proprie operazioni nella penisola italiana. Le vittorie riportate durante la campagna d'Italia costrinsero il Regno di Napoli ad avviare negoziati di pace con la Francia, conclusi con un trattato che prevedeva il pagamento di un'indennità di guerra pari a otto milioni di franchi. [29]

Nel 1797 il matrimonio dell'erede al trono Francesco, duca di Calabria, con l'arciduchessa Maria Clementina d'Austria rafforzò i legami dinastici tra i Borbone di Napoli e gli Asburgo-Lorena, offrendo alla corte una temporanea parentesi rispetto alle tensioni internazionali che avevano caratterizzato gli anni precedenti. [30] Il 20 maggio 1798 Maria Carolina concluse un'alleanza difensiva segreta con l'Impero austriaco in risposta all'occupazione francese dello Stato Pontificio, confinante con il Regno di Napoli. Dopo la vittoria della flotta britannica nella battaglia del Nilo, il regno aderì alla Seconda Coalizione contro la Francia. [31] Presso la Reggia di Caserta si riunì il consiglio di guerra, composto, oltre che dai sovrani, dal generale Karl Mack von Leiberich, comandante dell'esercito napoletano, dall'ambasciatore britannico Sir William Hamilton e dall'ammiraglio Horatio Nelson. Nel corso delle riunioni fu deliberato l'intervento militare contro la Repubblica Romana, stato filofrancese costituito nei territori dello Stato Pontificio. [31]

Repubblica Napoletana

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Lo stesso argomento in dettaglio: Repubblica Napoletana (1799).
La regina Maria Carolina di Napoli.

L'adesione del regno partenopeo alla Seconda Coalizione indusse la Francia a intervenire militarmente contro la monarchia borbonica. Nel gennaio 1799 l'esercito francese, comandato dal generale Jean Étienne Championnet, occupò rapidamente Napoli, costringendo Ferdinando IV e Maria Carolina a rifugiarsi in Sicilia. Durante il periodo di esilio a Palermo, la regina continuò a sostenere la causa controrivoluzionaria e a mantenere stretti rapporti con gli alleati britannici e austriaci.

Ritratto del cardinale Fabrizio Ruffo.

Il 24 gennaio 1799 fu proclamata a Napoli la Repubblica Napoletana, sostenuta dalle autorità francesi. Il nuovo governo avviò una serie di riforme ispirate ai principi della Rivoluzione francese, tra cui la liberalizzazione della stampa e progetti di riorganizzazione delle istituzioni del regno. L'esperienza repubblicana ebbe tuttavia breve durata: nel giugno 1799 l'Armata della Santa Fede, guidata dal cardinale Fabrizio Ruffo e sostenuta dalle forze fedeli ai Borbone, riconquistò progressivamente il territorio fino a entrare a Napoli il 21 giugno, determinando la caduta della repubblica. La restaurazione del governo borbonico fu favorita anche dal sostegno della flotta britannica, che contribuì alle operazioni militari contro le forze repubblicane.

Dopo il ritorno della corte a Napoli, venne avviata una vasta repressione nei confronti dei sostenitori della Repubblica Napoletana. Numerosi esponenti del movimento repubblicano furono processati e condannati a morte, tra cui Mario Pagano, Francesco Caracciolo ed Eleonora Pimentel Fonseca. Quest'ultima aveva in precedenza goduto della protezione di Maria Carolina, che le aveva concesso un vitalizio e affidato la custodia della propria biblioteca personale.

Nel giugno 1800 Maria Carolina lasciò la Sicilia per recarsi a Vienna insieme alle tre figlie nubili e al figlio minore Leopoldo. Il viaggio, compiuto in compagnia dell'ambasciatore britannico William Hamilton, della moglie Emma Hamilton e dell'ammiraglio Horatio Nelson, attraversò Livorno, Firenze, Trieste e Lubiana, concludendosi nella capitale asburgica dopo circa due mesi. Durante il soggiorno viennese, protrattosi per circa due anni, la regina si dedicò soprattutto alla definizione di nuove alleanze dinastiche attraverso i matrimoni dei figli. In questo periodo frequentò assiduamente la famiglia imperiale e sviluppò un rapporto particolarmente stretto con la nipote Maria Luisa d'Asburgo-Lorena, destinata nel 1810 a diventare la seconda moglie di Napoleone Bonaparte.

Secondo esilio

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Miniatura che ritrae Ferdinando IV di Napoli e la regina Maria Carolina.

Maria Carolina fece ritorno a Napoli il 17 agosto 1802, dopo il soggiorno trascorso a Vienna. In quegli anni continuò a esercitare una notevole influenza sulla politica del Regno di Napoli; secondo una celebre frase attribuita a Napoleone Bonaparte, la regina era «l'unico uomo del Regno di Napoli». [32] L'ascesa di Napoleone modificò profondamente gli equilibri politici europei. Dopo la sua proclamazione a imperatore dei Francesi il 18 maggio 1804 e, l'anno successivo, a re d'Italia, la penisola italiana divenne uno dei principali teatri della politica espansionistica francese. La sconfitta dell'Austria nella battaglia di Austerlitz, il 2 dicembre 1805, compromise ulteriormente la posizione internazionale della monarchia borbonica.

Nel 1806 le truppe francesi invasero il Regno di Napoli e Ferdinando IV, con la famiglia reale, fu costretto a rifugiarsi nuovamente in Sicilia. Napoleone affidò dapprima il trono napoletano al fratello Giuseppe Bonaparte e, nel 1808, al cognato Gioacchino Murat. Durante il secondo esilio siciliano, la monarchia borbonica poté mantenersi soprattutto grazie al sostegno militare e finanziario della Gran Bretagna. Dopo la morte dell'ammiraglio Horatio Nelson nella battaglia di Trafalgar del 1805, tuttavia, l'influenza britannica sugli affari del regno aumentò sensibilmente, dando luogo a crescenti contrasti con Maria Carolina circa la direzione della politica siciliana. Nel 1813 Ferdinando trasferì l'esercizio del potere al figlio Francesco, duca di Calabria, nominandolo reggente del regno. Tale decisione ridusse definitivamente l'influenza politica della regina, che lasciò la Sicilia per fare ritorno a Vienna.

Durante il viaggio apprese la notizia della sconfitta di Napoleone nella battaglia di Lipsia, combattuta nell'ottobre 1813. Attraverso un lungo itinerario che toccò Costantinopoli, Odessa, Leopoli e Budapest, raggiunse Vienna nel gennaio 1814. Nella capitale asburgica si adoperò affinché il marito fosse restaurato sul trono di Napoli, posizione che la portò talvolta in contrasto con il cancelliere Klemens von Metternich e con l'imperatore Francesco I d'Austria, suo genero e nipote. [33]

Maria Carolina morì l'8 settembre 1814 al Castello di Hetzendorf, presso Vienna, probabilmente in seguito a un ictus, [34] senza assistere né alla definitiva sconfitta di Napoleone né alla restaurazione del marito sul trono, sancita dal Congresso di Vienna. Fu sepolta nella Cripta dei Cappuccini di Vienna, tradizionale luogo di sepoltura della dinastia asburgica.

«Se, come ha suggerito Malraux, la grandezza di un uomo sta nella sua sfida al destino, Maria Carolina ebbe la sua parte di grandezza. Cercò almeno di raggiungere qualcosa al di fuori di se stessa, e perfino ebbe una certa malinconica magnificenza.»

Discendenza

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Angelika Kauffmann, Ritratto della famiglia di Ferdinando IV, 1783, olio su tela, Museo nazionale di Capodimonte. [36]

Ferdinando di Borbone e Maria Carolina d'Asburgo-Lorena ebbero in totale diciotto figli:

  1. Maria Teresa di Borbone-Due Sicilie (6 giugno 1772 - 13 aprile 1807), sposò suo cugino primo Francesco II d'Asburgo-Lorena nel 1790 ed ebbe figli. Fu la prima Imperatrice d'Austria.
  2. Luisa Maria Amalia di Borbone-Due Sicilie (27 luglio 1773 - 19 settembre 1802), sposò suo cugino primo il granduca Ferdinando III di Toscana ed ebbe figli;
  3. Carlo Tito di Borbone-Due Sicilie (4 gennaio 1775 - 17 dicembre 1778), duca di Calabria, quindi principe ereditario di Napoli, morì di vaiolo;
  4. Maria Anna di Borbone-Due Sicilie (23 novembre 1775 - 22 febbraio 1780); morì nell'infanzia
  5. Francesco I delle Due Sicilie (14 agosto 1777 - 8 novembre 1830), sposò sua cugina prima Maria Clementina d'Asburgo-Lorena nel 1797 ed ebbe figli; sposò poi un'altra cugina, Maria Isabella di Borbone-Spagna nel 1802 ed ebbe figli. Fu re delle Due Sicilie dal 1825 al 1830;
  6. Maria Cristina di Borbone-Due Sicilie (17 gennaio 1779 - 11 marzo 1849), sposò il futuro re Carlo Felice di Sardegna nel 1807 e non ebbe figli. Fu lei che ordinò gli Scavi archeologici di Tusculum;
  7. Maria Cristina Amalia di Borbone-Due Sicilie (17 gennaio 1779 - 26 febbraio 1783), gemella della precedente, morì di vaiolo;
  8. Gennaro Carlo di Borbone-Due Sicilie (12 aprile 1780 - 2 gennaio 1789); morì nell'infanzia
  9. Giuseppe Carlo di Borbone-Due Sicilie (18 giugno 1781 - 19 febbraio 1783), morì di vaiolo;
  10. Maria Amalia di Borbone-Due Sicilie (26 aprile 1782 - 24 marzo 1866), sposò Luigi Filippo di Francia, duca d'Orléans nel 1809 ed ebbe figli. Fu in seguito regina dei Francesi e morì in esilio in Inghilterra;
  11. Maria Carolina di Borbone-Due Sicilie (19 luglio 1783); morì appena nata
  12. Maria Antonia di Borbone-Due Sicilie (14 dicembre 1784 - 21 maggio 1806), sposò suo cugino Ferdinando VII di Spagna. Non ebbe figli, morì di tubercolosi;
  13. Maria Clotilde di Borbone-Due Sicilie (18 febbraio 1786 - 10 settembre 1792); morì nell'infanzia
  14. Maria Enrichetta di Borbone-Due Sicilie (31 luglio 1787 - 20 settembre 1792); morì nell'infanzia
  15. Carlo Gennaro di Borbone-Sicilie (26 agosto 1788 - 1 febbraio 1789); morì nell'infanzia
  16. Leopoldo di Borbone-Due Sicilie (2 luglio 1790 - 10 marzo 1851) sposò sua nipote, Maria Clementina d'Asburgo-Lorena ed ebbe figli;
  17. Alberto di Borbone-Due Sicilie (2 maggio 1792 - 25 dicembre 1798), morì a bordo della nave britannica "HMS Vanguard";
  18. Maria Isabella di Borbone-Due Sicilie (2 dicembre 1793 - 23 aprile 1801); morì nell'infanzia

Ascendenza

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Onorificenze

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Onorificenze del Regno delle Due Sicilie

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Protettrice della Real Arciconfraternita e Monte di San Giuseppe dell'Opera di Vestire i Nudi di Napoli in quanto Regina consorte del Regno delle Due Sicilie [37]

Onorificenze straniere

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Nella cultura di massa

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Filmografia su Maria Carolina d'Asburgo-Lorena

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  1. Lever, p. 411
  2. Fu chiamata con lo stesso nome di due sue sorelle maggiori, Maria Carolina, morta due settimane prima del proprio primo compleanno, e Maria Carolina, che morì alcune ore dopo essere stata battezzata.
  3. Coletti, pp. 9-10
  4. 1 2 Coletti, p. 10
  5. Bearne, p. 53
  6. Fraser, pp. 33-34, p. 42
  7. Crankshaw, p. 274
  8. 1 2 Bearne, p 60.
  9. Prima che il vaiolo facesse una strage nella famiglia imperiale, Maria Teresa aveva ipotizzato di far sposare Maria Carolina con Luigi Augusto, delfino di Francia (Fraser, p. 40).
  10. Bearne, p. 62
  11. Acton, p. 143, p. 147
  12. Nel periodo precedente, l'arciduchessa aveva giurato sul Vangelo di rinunciare solennemente ai diritti di successione alla Corona imperiale e alle terre possedute dai genitori (Coletti, pp. 12-13).
  13. «È una reginetta molto carina – scrisse l'ambasciatore inglese, che vide Maria Carolina a Bologna, a Horace Walpole – ma si teme che la sua estrema delicatezza ed ol suo buon senso le faranno sentire ancora di più la mancanza di queste cose nel suo Real Consorte, la cui deficienza in esse è stata certe volte interpretata come deficienza organica, [ma mi] si assicura che deriva soltanto dalla mancanza di educazione» (Acton, p. 144).
  14. Acton, pp. 144-145
  15. Bearne, p 67.
  16. Maria Carolina non ricevette gli omaggi dei porporati napoletani, vittime delle ostilità fra la casa dei Borbone e la Santa Sede e alla diatriba che si scatenò riguardo a come si sarebbero dovuti presentare al cospetto della nuova regina. Su ordine del sovrano di Napoli avrebbero dovuto indossare la porposa cardinalizia, per il pontefice invece un abito da viaggio: alla fine nessuno si presentò per non incorrere nelle ire di alcuno (Acton, p. 145).
  17. Acton, p. 146
  18. 1 2 Herre, p. 323
  19. Acton, pp. 146-147
  20. Acton, p. 147
  21. Acton, p 114.
  22. Acton, p 172.
  23. Dizionario Biografico Treccani, su treccani.it.
  24. Carlo Francovich, Storia della Massoneria in Italia, i Liberi Muratori italiani dalle origini alla Rivoluzione francese, Milano, Ed. Ghibli, 2013, p. 201.
  25. 1 2 Davis, p. 76
  26. Jackson, pp. 260-261
  27. Davis, p. 77
  28. Bearne, p. 221
  29. Bearne, p. 236
  30. Bearne, p. 238
  31. 1 2 Bearne, p. 246
  32. Riccardo Carafa, La Floridiana in Napoli nobilissima: rivista di topografia ed arte napoletana, Volume 1, p. 65.
  33. Acton, p. 703
  34. Acton, p. 705
  35. Acton, p. 707
  36. Da sinistra a destra: Maria Teresa, il futuro Francesco I, re Ferdinando, Maria Carolina d'Asburgo-Lorena che tiene Maria Cristina, Gennaro (morto nel 1789), Maria Amalia fra le braccia di Luisa Maria Amalia; il settimo figlio della coppia reale nacque morto durante la fase di preparazione del ritratto. L'artista dipinse un velo sopra il bambino già nella culla, che era stata chiaramente visibile nel modello.
  37. cfr. url: https://www.sangiuseppedeinudi.org/reali-e-papi/ Archiviato il 29 settembre 2019 in Internet Archive.

Bibliografia

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  • R. Ajello, I filosofi e la regina. Il governo delle due Sicilie da Tanucci a Caracciolo (1776-1786), in «Rivista storica italiana», anno CIII, fsc. II e III, 1991, rispettivam. pp. 398–454 e 657-738.
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  • P. Calà Ulloa, Maria Carolina e la conquista del Regno di Napoli, Napoli, 1968.
  • A. Capece Minutolo, In confutazione degli errori storici e politici contro Sua Maestà l'Arciduchessa Maria Carolina d'Austria, defunta Regina di Napoli, Marsiglia, 1831.
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Maria Carolina e la Massoneria

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