Landi

famiglia nobiliare italiana
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I Landi furono una famiglia nobile originaria del Piacentino e ascritta all'aristocrazia toscana[1]. Ebbero un importante ruolo di potere tra la fine del Medioevo e l'inizio dell'età moderna, infatti, riuscirono ad ottenere il grado di Principi sovrani, dipendenti direttamente dal Sacro Romano Imperatore. Alcuni rami esistono ancora come i marchesi Landi di Chiavenna (Chiavenna Landi) e i conti Zanardi Landi (il cui ramo fu fondato nel Duecento da Zanardo Landi e ha per questo il patronimico prima del "vero" cognome), e sono tuttora proprietari del Castello di Rivalta a Gazzola, vicino Piacenza, e di quello di Caselle Landi (oggi nel Lodigiano) il cui paese fu da loro fondato.

Landi
Svevo sanguine laeta
inquartato 1° e 4° palati di oro e azzurro, alla fascia d'argento attraversante; nel 2° e 3° fasciato increspato d'oro e d'azzurro
Stato Sacro Romano Impero
Stato Landi
Regno di Sicilia
Ducato di Milano
Stato Pontificio (bandiera) Stato Pontificio
Ducato di Parma e Piacenza
Regno d'Italia
Titoli
FondatoreGuglielmo I Landi
Ultimo sovranoMaria Polissena Landi
Giovanni Andrea III Doria Landi
Data di fondazioneXII secolo
Data di estinzione1679 (linea principale)
Data di deposizione1682
Etniaitaliana
Rami cadetti
  • Landi di Bardi (est.)
  • Landi di Rivalta (est.)
  • Landi delle Caselle (est.)
  • Landi di Cerreto (est.)
  • Landi di Chiavenna
  • Doria Landi Pamphili (est.)
  • Zanardi Landi di Veano (Rivalta)
Stemma di Casa Landi nel Castello di Bardi

Origini

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Rocca dei Landi a Bardi

Le origini della casata sono oscure, ma pare accertato che si debbano ricercare nella città di Piacenza. Attenendosi agli armoriali, la famiglia è originaria di questa città, e attestata in Toscana.

Per quanto riguarda questa zona, potrebbero essere originari di Bobbio, già sede di importanti personalità. Lo stesso cognome, con evidenti varianti fonetiche minime e diffuse tra i cognomi italiani, è riconducibile a Lando, Landini, e per alcuni anche Orlandi.

Nel XII secolo, esistono già varie "famiglie" di Landi, di cui nel tempo si sono in parte persi, ed è divenuto difficile ricostruire i legami. Molti Landi ricoprono cariche pubbliche sia in Piacenza sia in altre città, mentre le varie "famiglie" Landi, o i vari rami della famiglia, appaiono dotati di cospicue ricchezze, probabilmente dovute ad attività bancarie.

XIII secolo

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Il Castello Landi a Bardi
Il Castello della famiglia Landi a Compiano

Quanto alla discendenza che rivelerà poi maggior fortuna, si può citare, nel XIII secolo, un Guglielmo I, che troviamo come podestà di Vicenza e di Milano, mentre suo figlio Giannone divenne podestà di Vercelli. Giannone, a sua volta, fu il padre di Guglielmo II e di Ubertino (o Umberto).

Ubertino Landi, vassallo di Corradino di Svevia, sposò in prime nozze Isabella Lancia, parente di Corradino e figlia di Galvano conte di Fondi, nonché cugina del re Manfredi di Svevia (Manfredi Lancia in origine), figlio dell'imperatore Federico II di Svevia e Bianca Lancia[2]; una leggenda, avvalorata da alcuni storici, fa invece di Isabella una figlia naturale di Manfredi[3] (Isabella di Svevia), o una sua discendente per tramite della figlia Costanza II di Sicilia e d'Aragona: il motto della famiglia Landi Svevo sanguine laeta ("allietata dal sangue svevo" o "rigogliosa per il sangue svevo") fa riferimento a questa parentela con gli Svevi Hohenstaufen ritenuta assodata già nel 1300.[4]

Per intervento di Ubertino e di altri parenti, la famiglia, nel corso del XIII secolo, divenne padrona di importanti territori e castelli lungo l'Appennino Ligure-Emiliano, in particolare Bardi, Compiano, Rivalta e Borgo Val di Taro; ad essi si riferisce il feudo imperiale costituitosi nel Cinquecento.

Stato Landi

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Lo stesso argomento in dettaglio: Stato Landi.
Lo Stato (principato) della famiglia Landi a Val di Taro; il frammento della mappa "Riveiera di Genova di Levante", page 57 of Geographiae blavianae: volumen octavum, quo Italia, quae est Europae liber XVI continentur di Ioannis Blaeu (1662)

Il cosiddetto Stato Landi comprendeva il marchesato di Bardi, il principato di Borgotaro, la contea di Compiano e la baronia di Pieve di Bedonia.

Le prime terre che poi costituiranno il nucleo originario dello Stato Landi appartenevano alla diocesi di Piacenza: se ne impadronirono i Pallavicino nel 1251. Sei anni più tardi, il 19 marzo, il ghibellino Ubertino Landi (discendente da Simone, vivente nel 1207) prese possesso del feudo che, assai ampliato, fu governato dai suoi eredi per 425 anni. Nel 1312 l'imperatore Enrico VII di Lussemburgo investì il discendente Ubertino I Landi di Borgotaro, Bardi e Compiano.[5]

Il Landi restaurò e fortificò i castelli di Bardi e di Compiano eleggendoli residenze della stirpe: alle due rocche verrà assegnata, in seguito, una destinazione non più solo militare, ma gentilizia. Un altro maniero, abitato da un ulteriore ramo della famiglia fu quello di Rivalta, ancora oggi sontuoso e abitato.[6]

Nel 1381 il duca di Milano Gian Galeazzo Visconti approvò la piena autonomia dei territori di Ubertino II e, dopo una parentesi viscontea dal 1429 al 1448, lo Stato dei Landi ottenne l'autonomia.

Agostino Landi fu il primo principe. Fedele alla causa imperiale, venne invitato nel 1530 all'incoronazione di Carlo V a Bologna. Nel 1546 venne inviato a Venezia in qualità di ambasciatore da Pier Luigi Farnese duca di Parma e Piacenza. Dal XVI secolo i Farnese di Parma tentarono in ogni modo di annettersi il piccolo Stato. Nel 1547 Agostino organizzò la congiura che portò all'uccisione del Farnese, assieme a Giovanni Anguissola[7] ed Aloisio Gonzaga, marchese di Castel Goffredo[8] successivamente scagionato. Intorno al 1540 Agostino intrattenne una fitta corrispondenza con il poeta Matteo Bandello e col cugino Cesare Fregoso, entrambi ospiti a Castel Goffredo di Aloisio Gonzaga, corte frequentata dallo stesso Landi.[9] Nel 1551 l'imperatore e re di Spagna Carlo V concesse ad Agostino Landi il rango di marchese di Bardi (22 ottobre), principe del Sacro Romano Impero e di Borgotaro, facendo degli Stati dei Landi dei feudi imperiali. Agostino I Landi fu elevato dall'imperatore anche a Principe Sovrano di Borgotaro e principe del Sacro Romano Impero con vari privilegi, rendendolo a tutti gli effetti a capo di un vero Stato. Nel 1555 Agostino fu avvelenato forse su ordine dei Farnese. Suo figlio Manfredo erediterà dalla madre Giulia la contea di Compiano e la baronia della Pieve.[10]

Armi dello stemma della Casata Landi nel Castello di Bardi

Nel 1582, le loro terre della Val di Taro passarono nelle mani di Ottavio Farnese, duca di Parma, a seguito di una fallita congiura contro la famiglia Farnese, circa trent'anni prima della più nota congiura dei Sanvitale. Claudio II Landi, III principe di Borgo Val di Taro, complottò con Giambattista Anguissola e Giammaria e Camillo Scotti per assassinare Farnese, ma il complotto fu scoperto; Landi perse la Val di Taro e gli altri congiurati furono giustiziati. Landi fu privato dei suoi titoli e del suo status feudale nel 1578 e condannato a morte nel 1580. Tuttavia, come principe del Sacro Romano Impero, non era soggetto al giudizio dei tribunali ordinari. Fu graziato il 27 settembre 1583 dall'imperatore Rodolfo II d'Asburgo , che ordinò anche la restituzione delle terre confiscate a Landi, cosa che non avvenne.[11]

Nel 1595 Maria Landi, figlia di Claudio Landi, sposò Ercole Grimaldi, signore di Monaco. Dopo l'assassinio di Ercole nel 1604, Federico Landi, fratello di Maria, divenne il tutore di Onorato II di Monaco e, sei anni più tardi, reggente della Signoria.[12][13]

Carlo V accordò pure la facolta di coniare moneta e, nel periodo 1590-1630, le zecche di Bardi e di Compiano svolsero un'intensa attività sotto il governo di Federico II Landi.[14] Questi riuscì ad opporsi ai propositi espansionistici dei Farnese duchi di Parma, abbellì la fortezza di Bardi e curò gli interessi dei sudditi e dello Stato: il re spagnolo Filippo III lo nominò cavaliere del Toson d'oro, una delle più ambite onorificenze dell'epoca.[15]

Doria Landi

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La principessa Maria Polissena Landi ritratta da Bernardo Castello nel 1628, Villa del Principe, Genova

Nel 1627, invece, non avendo avuto il principe Federico II Landi eredi maschi dalla moglie Placidia Spinola, l'imperatore Ferdinando II d'Asburgo diede l'autorizzazione alla successione della figlia Maria Polissena. Costei, ultima della stirpe, sposò Andrea II Doria, principe di Melfi, marchese di Torriglia e conte di Loano. La Principessa contribuì ad impreziosire il castello, soprattutto con la realizzazione di una ricca biblioteca: morì nel 1679 e fu sepolta, secondo la sua volontà, nella cripta dei Doria del convento di Monte Carmelo a Loano.[16] Il figlio Andrea III Doria Landi, VIII principe di Melfi, morì prima di lei nel 1653.

Il successore, il nipote Giovanni Andrea III Doria Landi, IX principe di Melfi, vendette, nel 1682, lo Stato Landi ai Farnese, compreso il titolo di principe sovrano di Borgotaro, occupato dal 1646 da Parma (ma mantenendo quello di principe di Val di Taro), per cui esso seguirà il destino del Ducato di Parma e Piacenza, caratterizzato da una decadenza artistica e sociale fino all'invasione napoleonica.[17]

I discendenti dell'ultimo sovrano, a seguito del suo matrimonio con Anna Pamphili, portarono in seguito il triplice cognome Doria Landi Pamphili.

Nel 1767 Andrea Doria Landi Pamphili si unì in matrimonio con Leopolda di Savoia-Carignano, cugina del monarca sabaudo.

La dinastia si estinse negli anni 2000; l'ultima principessa fu Orietta Doria-Pamphilj-Landi.

Ramificazione

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Castello di Rivalta, possesso attuale degli eredi Landi

Da Fiammingo Landi, figlio di Alberico (Castello di Gravago), e nipote di Rodolfo, discese il ramo dei Landi di Cerreto di Zerba che nel secolo XVIII si estinsero nei Landi-Beretti (variante Beretta). Da Giannone Landi prese avvio il ramo dei Landi di Compiano.

Nel 1687, Corrado e Ippolito dei Landi di Rivalta scambiarono i loro diritti su Bardi e Compiano con il marchesato di Gambaro di Ranuccio II Farnese. La famiglia Landi conti di Rivalta e marchesi di Gambaro poi si estinse, passando i titoli al ramo dei Landi conti di Caselle e marchesi di Chiavenna. Ai Landi restarono come proprietà, dopo la vendita del principato, il castello di Caselle Landi, e il castello di Rivalta, dal XIX secolo residenza dei conti Zanardi Landi di Veano.

I rami esistenti sono:

Membri illustri

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Grande stemma della Casata Landi principi di Val di Taro
Stemma dei conti Zanardi Landi
Piccolo stemma dei principi Landi

Fra le personalità della famiglia Landi:[19]

L'arme dei Landi era così illustrata:

«"inquartato 1° e 4° palati di oro e azzurro, alla fascia d'argento attraversante; nel 2° e 3° fasciato increspato d'oro e d'azzurro
  1. Landi, in Treccani.it – Enciclopedie on line, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
  2. Il genealogista seicentesco Filadelfo Mugnos vorrebbe Bianca Lancia, figlia di Corrado Lancia dei duchi di Baviera, conte di Fondi, personaggio fittizio nominato in un falso diploma di Roberto il Guiscardo, e sorella di Galvano Lancia, signore di Brolo e barone di Longi, capostipite di tutti i Lanza e Lancia di Sicilia
  3. Renato Vignodelli Rubrichi, Il fondo conosciuto col nome di “Archiviolo”, facente parte dell'Archivio Doria Landi Pamphili, Società Romana di Storia Patria
  4. I Landi e la casa imperiale: "Svevo sanguine laeta", su valcenostoria.it.
  5. Cremonesi, p. 12.
  6. Cremonesi, p. 13.
  7. Giovanni Anguissola era fratello di Caterina Anguissola, moglie di Aloisio Gonzaga.
  8. Marocchi, p. 177.
  9. Piero Gualtierotti, Matteo Bandello alla corte di Luigi Gonzaga, Mantova, 1978.
  10. Pongini, p. 29.
  11. De Rosa, La congiura di Claudio Landi contro i Farnese e i suoi riflessi sulla questione di Borgo Val di Taro, in Bollettino storico piacentino, XCVII (2002)
  12. Onorato II Grimaldi principe di Monaco (in Italian). Enciclopedie On Line. Roma: Istituto dell’Enciclopedia Italiana. Accessed September 2015.
  13. Mauro Lucco (2000). A New Portrait by Raphael and Its Historical Context. Artibus et Historiae 21 (41): 49–73. (subscription required)
  14. Pigorini, p. 10
  15. Samorè, p. 3.
  16. De Rosa, pp. 68-70.
  17. De Rosa, p. 90.
  18. Il conte Orazio Zanardi Landi ricorda l'incontro con la regina Elisabetta II al Castello di Windsor, su castellidelducato.it.
  19. voce omonima di l'Enciclopedia, in La Biblioteca di Repubblica-l'Espresso, editore UTET-De Agostini, Torino, 2008
  20. Condottieri di ventura. Vergusio Landi.
  21. Condottieri di ventura. Manfredo Landi.

Bibliografia

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  • Leone Tettoni e Francesco Saladini, Landi, in Teatro araldico, ovvero raccolta generale delle armi ed insegne gentilizie delle più illustri e nobili casate che esisterono un tempo e che tuttora fioriscono in tutta l'Italia illustrate con relative genealogico-storiche nozioni, vol. 5, Lodi, pei tipi di Cl. Wilmant e figli, 1846.

Voci correlate

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Altri progetti

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Collegamenti esterni

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  • L'origine della famiglia Landi, su castellodirivalta.it. URL consultato il 9 dicembre 2014 (archiviato dall'url originale il 7 dicembre 2014).
  • I Landi, signori di Bardi., su comune.bardi.pr.it. URL consultato il 9 dicembre 2014 (archiviato dall'url originale il 16 febbraio 2015).
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