Kinoki
I Kinoki (in russo Киноки?) erano un collettivo di registi sovietici di cinema d'avanguardia nato nel 1922, fondato, tra gli altri, da Dziga Vertov, Elizaveta Svilova e Michail Kaufman[1].

Storia
modificaLa prima produzione dei Kinoki fu la serie di cinegiornali dal titolo Kinopravda, realizzata già a partire dal giugno del 1922[1]. Altri membri del collettivo erano Ivan Ivanovič Beljakov e Aleksandr Grigor'evič Lemberg[2].
Nel 1923 Svilova scrisse una lettera aperta alla rivista LEF chiedendo l'ammissione al Consiglio dei Tre[3]. Gli studiosi hanno interpretato questo gesto come una trovata pubblicitaria "per dare visibilità al lavoro dei Kinoki e per aumentare la consapevolezza del loro impegno nel cinema documentario"[4][5] piuttosto che una vera e propria domanda, dato che Svilova lavorava già con Vertov e Kaufman ormai da diversi anni.
Dal 1922 al 1923 Vertov, Kaufman e Svilova pubblicarono una serie di manifesti su riviste d'avanguardia in cui chiarirono le posizioni dei Kinoki nei confronti di altri gruppi di sinistra.
La poetica dei Kinoki prevedeva un cinema documentario senza uso di attori, l'utilizzo di telecamere nascoste per filmare i lavoratori della classe operaia, seguendo una serie di dettami e tecniche racchiudibili nella loro teoria del cine-occhio[6]. Il gruppo pubblicò una serie di manifesti e dichiarazioni sulla rivista d'avanguardia LEF.
L'opera più acclamata di questo gruppo di cineasti fu L'uomo con la macchina da presa del 1929[6].
Note
modifica- 1 2 Dziga Vertov (voce), su treccani.it.
- ↑ [KINO-PRAVDA (AUSSCHNITTE)] / [CINEVERITÀ (ESTRATTI) / KINO-PRAVDA (EXCERPTS)], su cineteca del Friuli.
- ↑ Elizaveta Svilova, V sovet troikh. Zaiavlenie, in LEF, n. 4, 1923, pp. 220-221.
- ↑ Christopher Penfold, 2013, pg. 16
- ↑ Eva Molcard, Elizaveta Svilova, su Women Film Pioneers Project, Columbia University Libraries. URL consultato il 7 May 2020.
- 1 2 Pietro Montani, L’orchestrazione dello shock sensoriale, in il manifesto, 19-10-2017.
Bibliografia
modifica- AA.VV., Grande Dizionario Enciclopedico, a cura di Piero Pignata, Torino, UTET, 1973.
- (EN) Richard Taylor e Ian Christie (a cura di), The Film Factory: Russian and Soviet Cinema in Documents, Routledge, 1994, ISBN 9780415052986.
- (EN) Adelheid Heftberger, The Filming Structure as Visualisation: Visualizing Dziga Vertov's Work (abstract), in Digital Humanities and Film Studies, Springer, 2018, pp. 139-191, DOI:10.1007/978-3-030-02864-0_5, ISBN 978-3-030-02864-0.
- (EN) Jeremy Hicks, Dziga Vertov: Defining Documentary Film, Tauris Academic Studies, 2007, ISBN 978-1845113773.
- (EN) Jay Leyda, Kino: A History of the Russian and Soviet Film, Allen & Unwin, 1960.
- Pietro Montani, Dziga Vertov, collana Il Castoro Cinema, Firenze, Il castoro, 1975.
- Christopher Penfold, Elizaveta Svilova and Soviet Documentary Film, Southampton, PhD dissertation, University of Southampton, 2013.
- (EN) Richard Taylor e Ian Christie (a cura di), The Film Factory: Russian and Soviet Cinema in Documents, Routledge, 1994, ISBN 9780415052986.
- (EN) Dziga Vertov, Kino-Eye: The Writings of Dziga Vertov, a cura di Annette Michelson, Univ of California Pr, 1985.
- Dziga Vertov, L'occhio della rivoluzione. Scritti dal 1922 al 1942, a cura di Pietro Montani, Mimesis, 2010, ISBN 9788857504995.
- (EN) Denise J. Youngblood, Soviet Cinema in the Silent Era, 1918-1935, Austin, Texas, University of Texas Press, 1991, pp. 187, 318, ISBN 978-0-292-77645-6.