Indiana Jones e l'ultima crociata

film del 1989 diretto da Steven Spielberg
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Indiana Jones e l'ultima crociata (Indiana Jones and the Last Crusade) è un film del 1989 diretto da Steven Spielberg, da una storia co-scritta dal produttore esecutivo George Lucas. È il terzo capitolo del franchise di Indiana Jones, nonché sequel del film I predatori dell'arca perduta (1981). Harrison Ford riprende il ruolo del protagonista, mentre Sean Connery interpreta suo padre. Nel film recitano anche Alison Doody, Julian Glover e River Phoenix, mentre John Rhys-Davies e Denholm Elliott riprendono i ruoli da I predatori.

Indiana Jones e l'ultima crociata
Indiana Jones (Harrison Ford) e suo padre Henry Jones Sr. (Sean Connery) in una scena del film
Titolo originaleIndiana Jones and the Last Crusade
Lingua originaleinglese
Paese di produzioneStati Uniti d'America
Anno1989
Durata127 min
Rapporto2,35:1
Genereavventura, azione, commedia, fantastico
RegiaSteven Spielberg
Soggettopersonaggi creati da George Lucas e Philip Kaufman
storia di George Lucas e Menno Meyjes
SceneggiaturaJeffrey Boam
ProduttoreRobert Watts
Produttore esecutivoGeorge Lucas, Frank Marshall
Casa di produzioneLucasfilm
Distribuzione in italianoUIP
FotografiaDouglas Slocombe
MontaggioMichael Kahn
Effetti specialiMichael J. McAlister, Mark Sullivan, John Ellis, George Gibbs
MusicheJohn Williams
ScenografiaElliot Scott, Fred Hole, Peter Howitt
CostumiAnthony Powell, Joanna Johnston
TruccoPeter Robb-King, Nick Dudman
Interpreti e personaggi
Doppiatori originali
Doppiatori italiani
Logo ufficiale del film

Dopo le reazioni contrastanti della critica e del pubblico suscitate da Indiana Jones e il tempio maledetto, Spielberg progettò di realizzare un sequel più leggero, scegliendo di attenuare il tono oscuro e la violenza.[1] Il regista ha indicato questo film come il suo preferito della saga.[2][3] Nei cinque anni trascorsi fra Il tempio maledetto e L'ultima crociata, Spielberg e Lucas esaminarono diverse sceneggiature prima di accettare quella di Jeffrey Boam. Le location delle riprese compresero Spagna, Italia, Germania Ovest, Giordania, Regno Unito e Stati Uniti.[4]

Il film fu distribuito dalla Paramount Pictures in Nordamerica nel maggio 1989 e fu un successo con un incasso di oltre 474 milioni di dollari in tutto il mondo, diventando il film di maggior incasso del 1989. Fu accolto con recensioni prevalentemente positive da parte del pubblico e della critica e vinse l'Oscar al miglior montaggio sonoro.

La chiesa di San Barnaba a Venezia, utilizzata come set per gli esterni della biblioteca lagunare

Utah, 1912. Indiana Jones, scout tredicenne, sottrae la croce d'oro di Coronado da una banda di tombaroli, credendo che meriti di essere esposta in un museo, ma è costretto a restituirla al collezionista privato mandante della banda. Ciò nonostante il capo mercenario, impressionato dal coraggio del giovane, gli regala il suo cappello fedora, che Indiana adotterà nelle sue avventure future.

1938. Indiana Jones, ormai adulto, riesce a recuperare la croce di Coronado e a donarla al museo diretto dall'amico Marcus Brody. Poi viene avvicinato dal miliardario Walter Donovan affinché lo aiuti nel tentativo di trovare il Santo Graal, interrotto dalla misteriosa scomparsa del capo della spedizione: è proprio il padre di Indy, Henry Jones Sr., che ha dedicato tutta la vita al calice di Cristo, sacrificando per questo anche il rapporto col figlio.

Dopo essersi visto recapitare il diario del genitore, contenente tutti i suoi studi sul Graal, Indiana si reca con Marcus a Venezia, da dove questo è stato spedito. Qui riprende le ricerche insieme alla professoressa Elsa Schneider, collaboratrice del padre, riuscendo a trovare la tomba di un cavaliere tornato dalle Crociate e scoprono informazioni dove è custodito il calice sacro: nei pressi dell'antica città di Alessandretta. Apprende anche da Kazim, membro della Confraternita della Spada Cruciforme, dedita alla protezione del calice di Cristo, che il genitore è tenuto prigioniero dai nazisti, che vogliono impossessarsi del suo diario per poter arrivare al Graal e usare i suoi poteri divini per dominare il mondo. Mentre i due Jones vengono catturati e scoprono che Schneider e Donovan sono complici dei tedeschi, Marcus si trova ad Alessandretta con una mappa, ma anche lui viene catturato nonostante la protezione dell'amico Sallah, venuto ad accoglierlo. Poi i due Jones riescono a stento a fuggire dai tedeschi e decidono di recuperare il diario a Berlino, durante una manifestazione di rogo di libri organizzata da Hitler. Dopo aver recuperato il diario da Elsa, Indy e Henry fuggono a bordo di uno zeppelin. Ben presto vengono rintracciati dal Colonnello Vogel, che cerca di arrestarli e ucciderli, ma riescono a lasciare la Germania.

Una volta giunti alla Repubblica di Hatay, Indy e Henry si riuniscono con Sallah, seguendo i nazisti guidati da Donovan verso la Gola della Luna Crescente, che conduce al Tempio di Alessandretta, per salvare Marcus. I nazisti guidati da Vogel vengono attaccati a sorpresa da Kazim e la Confraternita della Spada Cruciforme, che però vengono uccisi. Nel caos, Henry viene catturato e rinchiuso nel carro armato insieme a Marcus. Indy attacca il convoglio nazista e alla fine riesce a distruggerlo con l'aiuto di Henry e Marcus, facendo precipitare Vogel e il suo carro armato in un dirupo.

Il tempio che custodisce il Graal ad Alessandretta, nella realtà El Khasneh di Petra, in Giordania

Indy e i suoi compagni arrivano alle rovine del Tempio dove è nascosto il Graal, ma vengono catturati da Donovan e dal suo gruppo. Donovan spara a Henry e costringe Indy a recuperare il Graal, unica possibilità di salvare il padre. Usando le indicazioni del diario, Indiana supera le trappole mortali e, seguito da Donovan ed Elsa, incontra il cavaliere crociato che da secoli custodisce il Graal insieme a innumerevoli falsi che sono letali. Donovan beve dalla coppa scelta da Elsa, ma è falsa e l'uomo muore rapidamente. Poi Jones riesce a scegliere il vero Graal e usa il suo potere per guarire Henry. Poi Elsa s'impossessa del Graal ignorando l'avvertimento del cavaliere che la coppa non deve lasciare il tempio, e scatenando così un terremoto in cui muore. Indiana vorrebbe a sua volta recuperare il Graal a rischio della vita, ma è convinto dal padre a desistere rispettandone la sacralità. Dopo l'addio al cavaliere, Indy, Henry, Marcus e Sallah fuggono dal tempio e cavalcano verso il tramonto.

Personaggi

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Lo stesso argomento in dettaglio: Personaggi di Indiana Jones.

Produzione

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Casting

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Sean Connery fu scelto per interpretare Henry Jones Sr., un professore di letteratura medievale a cui importa più cercare il Graal che crescere il figlio. Spielberg, fan di Connery, quando suggerì di far apparire il padre di Indiana nel film, pensava che nessun altro avrebbe potuto interpretare quel ruolo.[5] Anche Gregory Peck fu preso in considerazione, in alternativa, per il ruolo. Connery inizialmente rifiutò il ruolo poiché aveva solo dodici anni in più di Ford, ma poi accettò. Connery iniziò a rimodellare il suo personaggio e furono apportati cambiamenti alla sceneggiatura per accontentarlo. Connery disse che voleva interpretare Henry Jones come una specie di Richard Francis Burton. La battuta che pronuncia a proposito di Elsa "È una che parla nel sonno" fu improvvisata, e fu lasciata perché aveva fatto ridere la troupe[6]. Nella sceneggiatura di Boam, il momento in cui Jones Sr. dice al figlio di essere stato a letto con Elsa avviene più tardi.[7]

Per la parte del cavaliere crociato custode del Graal si pensò per breve tempo a Laurence Olivier, ma i gravi problemi di salute che affliggevano l'attore resero la scelta impossibile. L'attore era anche la prima scelta per il ruolo del padre di Indiana.

Camei d'eccezione furono quelli di Michael Sheard e Ronald Lacey, già visti nel primo film, nei ruoli di Oskar Schomburg e di Toht; qui invece interpretano Adolf Hitler ed Heinrich Himmler.

La Croce di Coronado è l'unico reperto archeologico della pentalogia totalmente inventato.

Location

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La Stowe House in Inghilterra, utilizzata come location per gli esterni a Berlino

Le scene iniziali vennero girate presso lo Arch Canyon National Park, nello Utah[8]. Per la sequenza del treno si utilizzò la Cumbres and Toltec Scenic Railroad, una linea ferroviaria a scartamento ridotto lunga 103 chilometri che corre tra Nuovo Messico e Colorado[9].

A Venezia venne usata la chiesa di San Barnaba come immagine esterna della biblioteca, dove si trova l'entrata alle catacombe dove riposa uno dei cavalieri. Si tratta di una chiesa sconsacrata ma, nella realtà, non è adibita a biblioteca[10]. Le scene della biblioteca vennero riprese in uno studio; le ricostruzioni delle catacombe sono frutto di fantasia, dato che la città lagunare non ne può possedere. Per le riprese dell'incontro con Elsa e dell'inseguimento in motoscafo, la troupe ottenne il controllo totale e l'interdizione ai turisti del Canal Grande dalle sette del mattino all'una del pomeriggio[11].

Il castello di Brunwald raffigurato è in realtà il castello di Bürresheim, situato nei pressi di Mayen nella Renania-Palatinato; gli interni invece vennero ricreati in studio.

La Repubblica di Hatay è veramente esistita per pochi mesi tra il settembre 1938 e il giugno 1939; la bandiera mostrata nella pellicola è però inventata. La facciata del nascondiglio del Graal è l'El Khasneh al Faroun in Giordania, mentre le scene interne vennero anch'esse registrate in studio a Londra.

Distribuzione

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Il film uscì nelle sale statunitensi il 24 maggio 1989, mentre in Italia il 6 ottobre dello stesso anno.

Edizione italiana

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L'edizione italiana del film è stata curata da Claudia Gvirtzman Ditcher per la società United International Pictures e con l'adattamento dei dialoghi da parte di Roberto Rizzi; il doppiaggio, invece, venne eseguito dalla C.D.C. presso gli studi della International Recording sotto la direzione di Manlio De Angelis.[12] Rispetto al primo capitolo della serie fu cambiato il doppiatore di Marcus Brody, da Sergio Rossi a Sergio Tedesco.

Accoglienza

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Incassi

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A fronte di un budget di 48 milioni di dollari, il film fu un successo finanziario: incassò 197.171.806 dollari negli Stati Uniti e in Canada più altri 277.000.000 a livello internazionale, per un totale mondiale di 474.171.806 dollari.[13] Nonostante la concorrenza di Batman (che lo superò nel Nord America),[14] Indiana Jones e l'ultima crociata fu il film col maggiore incasso del 1989.

Critica

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Su Rotten Tomatoes ha una percentuale di gradimento dell'84%, con un voto medio di 8/10 basato su 138 recensioni. Il suo consenso critico recita: "Più leggero e comico del suo predecessore, Indiana Jones e l'ultima crociata riporta la serie al ritmo incalzante e avventuroso de I predatori dell'arca perduta, aggiungendo al contempo una coppia esplosiva formata da Harrison Ford e Sean Connery".[15] Metacritic ha calcolato un punteggio medio ponderato di 65/100 sulla base di 14 recensioni "generalmente favorevoli".[16] Il pubblico intervistato da CinemaScore ha dato al film "A" come voto medio.[17]

Jay Boyar dell'Orlando Sentinel affermò che "mentre il film manca della novità de I predatori e del ritmo senza fiato de Il tempio maledetto, è stato un divertente capitolo della serie".[18] Peter Travers di Rolling Stone osservò che il film era "il più sfrenato e spiritoso Indy di sempre". Richard Corliss di Time e David Ansen di Newsweek lo elogiarono, così come Vincent Canby del New York Times.[19][20]

"Anche se sembra avere il modo di un film di serie B di un'era precedente, magicamente ricostituito, L'ultima crociata è un originale accattivante", scrisse Canby, definendo la rivelazione che Jones aveva un padre che non era orgoglioso di lui una "sorpresa comica". Canby credeva che il film non corrispondesse ai due precedenti nel ritmo, ma avesse comunque "sequenze esilaranti fuori dal comune", come l'inseguimento nel treno del circo. Disse anche che Spielberg stava maturando, concentrandosi sulla relazione padre-figlio,[20] una osservazione cui fece eco McBride in Variety.[21] Roger Ebert elogiò la sequenza raffigurante Jones come scout adolescente con la croce di Coronado, paragonandolo allo "stile illustrativo delle riviste di avventura per ragazzi degli anni '40". Disse che Spielberg "deve aver sfogliato i suoi vecchi numeri della rivista Boys' Life... la sensazione di poter inciampare in avventure sbalorditive semplicemente facendo un'uscita con il suo reparto scout. Spielberg illumina la scena con i colori forti e basilari delle vecchie riviste pulp."[22] The Hollywood Reporter ritenne che Connery e Ford meritassero le nomination agli Oscar.[19]

Il film fu stroncato da Andrew Sarris in The New York Observer, David Denby in New York, Stanley Kauffmann in The New Republic e Georgia Brown in The Village Voice.[19] Jonathan Rosenbaum del Chicago Reader definì il film "senza anima".[23] Il Washington Post recensì il film due volte. La prima recensione, di Hal Hinson, fu negativa, descrivendo la storia come "quasi tutti inseguimenti ed esposizione noiosa". Sebbene avesse elogiato Ford e Connery, pensava che l'esplorazione della personalità di Jones avesse eliminato il mistero e che Spielberg non avrebbe dovuto cercare di maturare la sua narrazione.[24] Due giorni dopo, Desson Thomson pubblicò una seconda recensione positiva elogiando l'avventura e l'azione del film, nonché la profondità tematica della relazione padre-figlio.[25]

Nel 2025, The Hollywood Reporter ha inserito Indiana Jones e l'ultima crociata tra i film con le migliori acrobazie.[26]

Riconoscimenti

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Il rapporto di un figlio con il padre con cui non ha più rapporti è un tema ricorrente nei film di Spielberg, tra cui E.T. l'extra-terrestre e Hook - Capitan Uncino.[27]

L'esplorazione del rapporto tra padri e figli da parte del film, unita all'uso di immagini religiose, è analoga ad altri due film del 1989, Star Trek V - L'ultima frontiera e L'uomo dei sogni. Scrivendo per il New York Times, Caryn James ha ritenuto che la combinazione in questi film riflettesse le preoccupazioni della New Age, dove il culto di Dio era equiparato alla ricerca della figura paterna. James ha osservato che né Indiana né suo padre sono ossessionati dalla ricerca del Graal o dalla sconfitta dei nazisti, ma che, piuttosto, entrambi cercano il rispetto reciproco. James ha contrapposto la distruzione epica del tempio, di stampo biblico, alla conversazione più efficace e pacata tra i Jones alla fine del film. James ha notato che la madre di Indiana non compare nel prologo, essendo presentata come già morta prima dell'inizio degli eventi del film.[28]

Altri media

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Da questo film vennero tratti tre videogiochi, i primi due della LucasArts:

Lo stesso argomento in dettaglio: Indiana Jones e il regno del teschio di cristallo.

Il sequel, Indiana Jones e il regno del teschio di cristallo, è uscito nel 2008.

  1. Rinzler, Bouzereau, "The Monkey King: luglio 1984 a maggio 1988", p. 184 - 203.
  2. (IT) Indiana Jones e l'ultima crociata: 10 cose da sapere, su TIMgate.
  3. (IT) Indiana Jones e l'ultima crociata: i cavalli prestati da re Hussein e le acrobazie (vere) di Harrison Ford. I 21 segreti, su Corriere della Sera.
  4. (EN) Indiana Jones and the Last Crusade, su American Film Institute.
  5. (EN) Richard Corliss; Elaine Dutka; Denise Worrell; Jane Walker, What's Old Is Gold: A Triumph for Indy, su Time, 29 maggio 1989.
  6. (EN) Indiana Jones and the Last Crusade: An Oral History, su Empire.
  7. Rinzler, Bouzereau, "The Monkey King: July 1984 to May 1988", p. 184-203.
  8. (EN) 'Star Wars' and beyond: National parks in the movies, in CNN Travel, 17 giugno 2016. URL consultato il 10 luglio 2018.
  9. (EN) Rich Grant, Cumbres & Toltec Railroad to Steam Up for 46th Season in May, su Huffington Post, 31 marzo 2016. URL consultato il 10 luglio 2018.
  10. Le macchine di Leonardo - Chiesa San Barnaba Venezia, in VeneziaToday. URL consultato il 10 luglio 2018.
  11. Rinzler, Bouzereau, "The Professionals: May 1988 to May 1989", p. 204 - 229
  12. Indiana Jones e l'ultima crociata, su Il mondo dei doppiatori. Modifica su Wikidata
  13. (EN) Indiana Jones and the Last Crusade, su Box Office Mojo.
  14. (EN) Domestic Box Office For 1989, su Box Office Mojo. URL consultato il 3 aprile 2021.
  15. (EN) Indiana Jones and the Last Crusade, su Rotten Tomatoes.
  16. (EN) Indiana Jones and the Last Crusade, su Metacritic.
  17. (EN) Cinemascore :: Movie Title Search, su cinemascore.com. URL consultato il 22 marzo 2021 (archiviato dall'url originale il 20 dicembre 2018).
  18. (EN) 'CRUSADE' FITS NEATLY INTO INDY TRILOGY, su Orlando Sentinel.
  19. 1 2 3 Rinzler, Bouzereau, "The Professionals: May 1988 to May 1989", p. 204 - 229.
  20. 1 2 (EN) Spielberg's Elixir Shows Signs Of Mature Magic, su The New York Times.
  21. (EN) Indiana Jones and the Last Crusade, su Variety.
  22. (EN) Indiana Jones and the Last Crusade", su Chicago Sun-Times.
  23. (EN) Indiana Jones and the Last Crusade, su Chicago Reader.
  24. (EN) Indiana Jones and the Last Crusade, su Washington Post.
  25. (EN) Indiana Jones and the Last Crusade, su The Washington Post.
  26. (EN) Doherty, Thomas, The Best Stunts of All Time, Over Nearly 100 Years of the Oscars, su The Hollywood Reporter, 7 giugno 2025. URL consultato il 2 aprile 2026.
  27. McBride, "An Awfully Big Adventure", p. 379 – 413
  28. It's a New Age For Father–Son Relationships, su New York Times. URL consultato il 23 marzo 2021.

Altri progetti

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Collegamenti esterni

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