Ida Straus
Rosalie Ida Straus, nata Blün (Worms, 6 febbraio 1849 – Oceano Atlantico, 15 aprile 1912), è stata una socialite tedesca naturalizzata statunitense, nota per essere stata la moglie dell'imprenditore e politico Isidor Straus, co-fondatore dei grandi magazzini Macy's. Morì nel naufragio del Titanic, preferendo rimanere accanto al marito invece che mettersi in salvo su una lancia di salvataggio.[1]

Biografia
modificaOrigini e famiglia
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Rosalie Ida Blün nacque a Worms, nel Granducato d'Assia, in una famiglia ebraica, quinta dei sette figli di Nathan Blün e Wilhelmine Freudenberg.[2] Nel 1850 emigrò con la famiglia negli Stati Uniti.
Matrimonio e discendenti
modificaNel 1871 sposò Isidor Straus, imprenditore di origine tedesca e futuro co-proprietario dei grandi magazzini Macy's. La coppia ebbe sette figli:
- Jesse Isidor Straus (1872-1936), che sposò Irma Nathan (1877-1970) e fu ambasciatore degli Stati Uniti in Francia dal 1933 al 1936;
- Clarence Elias Straus (1874-1876), deceduto nell'infanzia;
- Percy Selden Straus (1876-1944), che sposò Edith Abraham (1882-1957), figlia di Abraham Abraham;[3]
- Sara Straus (1878-1960) che sposò il Dr. Fabian Alfred Hess (1875-1933);[4]
- Minnie Straus (1880-1940) che sposò Richard Weil (1876-1918);
- Herbert Nathan Straus (1881-1933) che sposò Teresa Kuhn (1884-1977);
- Vivian Straus (1886-1974) che sposò Herbert Adolph Scheftel (1875-1914) e poi, nel 1917, George A. Dixon Jr. (1891-1956).[5]
Sua trisnipote è la cantante King Princess, all'anagrafe Mikaela Mullaney Straus.[6] Un'altra sua discendente è Wendy Rush (nata Weil), vedova dell'imprenditore Stockton Rush, fondatore della società OceanGate e vittima dell'incidente del sommergibile Titan nel 2023.[7]
Naufragio del Titanic
modificaNel 1912 Ida e il marito trascorsero l'inverno in Europa con la loro nipote Beatrice e decisero di rientrare negli Stati Uniti a bordo del Titanic, dopo che uno sciopero del carbone nel Regno Unito aveva causato modifiche ai servizi di linea. I coniugi Straus, insieme alla neo assunta cameriera Ellen Bird e al domestico John Farthing, occuparono le cabine C-55 e C-57, mentre la nipote Beatrice non prese parte al viaggio di ritorno.
Durante il naufragio, nella notte tra il 14 e il 15 aprile 1912, Ida e Isidor Straus furono visti nei pressi della lancia di salvataggio numero 8. Sebbene agli uomini fosse generalmente impedito di salire sulle lance prima di donne e bambini, gli ufficiali offrirono a Isidor la possibilità di imbarcarsi per via dell'età avanzata. Egli rifiutò, sostenendo di non voler occupare il posto destinato a una donna. Ida, a sua volta, rifiutò di lasciare il marito[8] e, come testimoniato dal superstite Archibald Gracie IV, consegnò la propria pelliccia alla cameriera Ellen Bird poco prima che questa s'imbarcasse sulla lancia. Secondo le testimonianze, Ida avrebbe detto: "Non voglio separarmi da mio marito. Come abbiamo vissuto insieme, così moriremo, insieme".
Ida Straus morì nel naufragio insieme al marito; il suo corpo, se recuperato, non fu mai identificato.[9]
Memoria
modificaIl sacrificio di Ida Straus divenne simbolo di fedeltà coniugale e sacrificio. Numerosi articoli e sermoni religiosi celebrarono la sua figura dopo il disastro del Titanic.
Un cenotafio dedicato a Ida e Isidor Straus si trova presso il Woodlawn Cemetery nel Bronx, a New York. A Manhattan esistono inoltre diversi memoriali in loro onore, tra cui il monumento commemorativo nello Straus Park.[10]
Nella cultura di massa
modificaIda Straus è stata rappresentata in numerosi film e produzioni televisive dedicate al Titanic, tra cui Titanic (1953), Titanic (1997), dove fu interpretata da Elsa Raven, S.O.S. Titanic (1979) e Titanic (musical di Broadway, 1997).
Note
modifica- ↑ NOTED MEN ON THE LOST TITANIC; Col. Jacob Astor, with His Wife; Isidor Straus and Wife, and Benj. Guggenheim Aboard, in The New York Times, 16 aprile 1912.
- ↑ Joshua Hoffman, Ida Straus, Titanic, and Jewish Leadership, su Future of Jewish, 15 aprile 2022.
- ↑ Straus, Percy Selden, 1876-1944, su research.frick.org, The Frick Collection - Archives Directory for the History of Collecting in America. URL consultato il 13 luglio 2022.
- ↑ Harvard College Class of 1897 Fourth Report, Forgotten Books, 6 febbraio 2018, p. 197, ISBN 9781334712180.
- ↑ Richard D. Lyons, Stuart Scheftel, 83; Executive Took Part In Many Civic Posts, The New York Times, 21 gennaio 1994.
- ↑ (EN) Al Newstead, King Princess on reappropriating White Stripes and her "extra as hell" family history, su triple j, 19 ottobre 2018. URL consultato il 13 luglio 2022.
- ↑ Submersible Pilot's Spouse Is Descended From a Famous Titanic Couple, in The New York Times, 21 giugno 2023.
- ↑ (EN) Great-grandson of elderly 'Titanic' couple shares their real story, su TODAY.com, 18 dicembre 2017. URL consultato il 14 febbraio 2022.
- ↑ John P. Eaton e Charles A. Haas, Titanic: Triumph and Tragedy, W.W. Norton & Company, 1995, ISBN 0-393-03697-9.
- ↑ Gregory Paul Harm, Lee Lawrie's Prairie Deco: History in Stone at the Nebraska State Capitol, Concierge Marketing, 2018, p. 56.
Bibliografia
modifica- John P. Eaton, Charles A. Haas, Titanic: Triumph and Tragedy, W.W. Norton & Company, 1995, ISBN 0-393-03697-9.
Voci correlate
modificaAltri progetti
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Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Ida Straus
Collegamenti esterni
modifica- (EN) Ida Straus, su IMDb, IMDb.com.
- Ida Straus, su Encyclopedia Titanica.
- Straus Historical Society, su straushistoricalsociety.org.
| Controllo di autorità | VIAF (EN) 7110149068421165730000 · GND (DE) 1128101947 · J9U (EN, HE) 987013507909805171 |
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