Ian Edward Fraser
Ian Edward Fraser (Ealing, 18 dicembre 1920 – Wirral, 1º settembre 2008) è stato un militare britannico, insignito della Victoria Cross a vivente durante la seconda guerra mondiale[2][3].
| Ian Edward Fraser | |
|---|---|
| Nascita | Ealing, 18 dicembre 1920 |
| Morte | Wirral, 30 luglio 1915 |
| Dati militari | |
| Paese servito | |
| Forza armata | Royal Navy |
| Anni di servizio | 1939-1966 |
| Grado | Tenente comandante |
| Guerre | Seconda guerra mondiale |
| Battaglie | Battaglia dell'Atlantico |
| Decorazioni | vedi qui |
| dati tratti da Ian Edward Fraser VC[1] | |
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Biografia
modificaNacque il 18 dicembre 1920 a Ealing, Londra, figlio maggiore di Sydney Fraser, un ingegnere navale, e di Florence Irene McKenzie.[2][3] All'età di pochi mesi si trasferì a seguito della famiglia a Kuala Lumpur, dove suo padre aveva trovato un nuovo impiego.[2] Frequentò la Royal Grammar School di High Wycombe e poi la si imbarcò come cadetto sulla nave scuola Conway, ancorata sul Mersey.[4] Nel 1938 si unì alla Blue Funnel Line e si imbarcò come cadetto sulla Tuscan Star e sulla Sydney Star.[5][3] Dopo essersi arruolato nella Royal Navy prestò servizio sulla nave da battaglia Royal Oak come midshipman della riserva, per quello che pensava sarebbe stato un periodo di addestramento di quattro mesi.[3] Partecipò, a bordo della Royal Oak, alla Fleet Review svoltasi nella baia di Weymouth, nel Dorset, nel luglio del 1939. Allo scoppio della seconda guerra mondiale prestò servizio sul cacciatorpediniere Keith.[5][2] A bordo del cacciatorpediniere Montrose partecipò all'evacuazione della British Expeditionary Force a Dunkerque (Operazione Dynamo) e, sul cacciatorpediniere Malcolm, all'affondamento, in collaborazione con altre navi, del sottomarino U-651, avvenuta nell'Oceano Atlantico il 29 giugno 1941.[2][3] Chiese quindi, volontariamente, di prestare servizio sui sottomarini, imbarcandosi dapprima sul P-35, poi sullo H43 e quindi sul Sahib nello squadrone sottomarini “Fighting Tenth” operante nel Mediterraneo.[3] Gli fu conferito la Distinguished Service Cross nell'aprile del 1943 dopo che Sahib, a ovest della Corsica il 21 gennaio 1943, affondò lo U-301 e diverse navi rifornimento dell'Asse.[6] Durante una festa post missione di pattugliamento tenutasi a bordo di una nave deposito, qualcuno lanciò un pesante posacenere di ottone che gli ruppe un osso del piede, e di conseguenza non prese alla successiva missione del Sahib in cui esso andò perduto, con tutti i membri dell'equipaggio, tranne uno, che furono fatti prigionieri di guerra.[2]
Fu nominato primo tenente sul sottomarino H44 che, dopo essere stato riattrezzato a Sheerness, si diresse a Londonderry, dove i comandanti della navi scorta di superficie si esercitarono a cercarlo.[2] Questo lo portò ad arruolarsi volontario per l'Xcraft. Si addestrò sullo X20 a Loch Cairnbawn prima di assumere, nel novembre 1944, il comando dello XE3, il cui nome non ufficiale era "Sigyn", in onore dell'amata moglie di Loki nella mitologia norrena.[N 1][2]


A bordo dello XE3 prese parte all'Operazione Struggle, l'attacco all'incrociatore pesante Takao avvenuto nello stretto di Johor, al largo dei cantieri navali di Singapore, poco prima della fine della guerra.[3] Il Takao era rimasto gravemente danneggiato nel corso della battaglia del Golfo di Leyte e una volta arrivato a Singapore il 12 novembre 1944 era stato giudicato irriparabile, e li si trovava insieme al Myōkō, gravemente danneggiato nel corso della battaglia del Mar di Sibuyan.[2] I due incrociatori fungevano da antiaeree schierate a protezione della base navale di Selatar.[2] Preoccupata che entrambi gli incrociatori potessero interferire con le forze alleate in avvicinamento a Singapore, la Royal Navy lanciò l'Operazione Struggle il 31 luglio 1945 con i sottomarini tascabili XE3 (tenente di vascello Ian Edward Fraser) assegnato all'attacco del Takao e XE1 (tenente di vascello J.E. Smart) destinato all'attacco del Myōkō.[N 2][4] Dopo aver penetrato le difese del porto, lo XE3 manovrò sotto al Takao, dove il sommozzatore James Joseph Magennis uscì dal sottomarino.[2] I magneti delle mine a patella non si attaccavano allo scafo dell'incrociatore, coperto da uno spesso strato di alghe, e quindi attaccò sei mine a patella allo scafo usando un pezzo di corda improvvisato.[2] Sganciate, non senza problemi, le due cariche laterali, ciascuna composta da due tonnellate di esplosivo Amatol, lo XE3 tornò allo Stygian e fu nuovamente rimorchiato, raggiungendo Labuan il 4 agosto.[2]
Quando le mine a patella esplosero, aprirono sullo scafo del Takao una falla di 20x10 metri. Diversi compartimenti sotto il ponte inferiore furono allagati, tra cui due depositi di munizioni, la principale centrale di tiro dei cannoni e la sala comunicazioni inferiore.[2] Sulla via del ritorno in Gran Bretagna, passò per Singapore e gli fu mostrato il relitto del Takao, e con sua grande delusione, scoprì che a bordo dell'incrociatore vi era solo un equipaggio ridotto. Per la brillante azione sia lui che Magennis furono insigniti della Victoria Cross.[7] L'onorificenza gli fu consegnata l'11 dicembre 1945 da re Giorgio VI durante un'apposita cerimonia a Buckingham Palace.[3] Nel 1945 fu nominato Ufficiale della Legion of Merit degli Stati Uniti d'America e il distretto di Wallasey raccolse oltre 300 sterline tramite una sottoscrizione pubblica conferendogli conferì una Spada d'Onore.[2] Egli aveva l'ambizione di prestare definitivamente servizio nel Royal Navy dopo la fine guerra, ma fu subito chiaro che era impossibile, nel 1946 ritirò la sua domanda.[2] Fu posto in congedo l'anno successivo.[2]
Con altri ex sommozzatori e colleghi militari fondò una propria azienda, la Universal Divers, di cui divenne amministratore delegato e in seguito presidente.[2] Per finanziare l'impresa, Fraser organizzò una compagnia di sommozzatori che si cimentarono in immersioni subacquee, rievocando le esperienze di guerra a bordo di Xcraft in una vasca di vetro da 20.000 galloni in luoghi come il Belle Vue di Manchester e lo Shakespeare Theatre di Liverpool.[2] Lo spettacolo sfruttava la sua impresa a Singapore e fu duramente criticato per aver "commercializzato" la Victoria Cross.[2] Anche se risentito della disapprovazione pubblica, continuò con le sue esibizioni.[2] Con la Universal Divers e la North Sea Diving Services, da lui fondate nel 1965, espanse la sua attività nel campo dell'esplorazione e della manutenzione di piattaforme petrolifere e di estrazione di gas del Mare del Nord.[2] Dopo aver venduto la sua attività alla Blue Star Line nel 1975, prestò servizio presso la Star Off-shore Services fino al 1982.[4] Rimase nella RNR fino al suo congedo nel 1966, con il grado di tenente comandante.[2] Divenne giudice di pace e vicepresidente della sezione del Merseyside della Submarine Old Comrades' Association.[2] Dal 2002 fu vicepresidente per la Gran Bretagna della VC & CG Association.[2] Le sue memorie, Frogman VC, furono pubblicate nel 1957.[2] Sposato con Melba Hughes, la coppia ebbe quattro figli maschi e due femmine.[2] Morì il 1° settembre 2008, e il suo corpo fu cremato al Landican Crematorium, nel Wirral.[2] Le sue ceneri furono inumate nella Cappella Conway, nella Chiesa di Santa Maria, a Birkenhead.[2] Le sue medaglie furono acquistate privatamente nel 1988 da Michael Ashcroft e sono attualmente esposte nella Lord Ashcroft Gallery dell'Imperial War Museum di Londra.[2]
Onorificenze
modifica— 13 novembre 1945.<
Onorificenze estere
modificaNote
modificaAnnotazioni
modifica- ↑ Il motto dello XE3 Sygyn era "Piano, piano, prendi la scimmia".
- ↑ Lo XE3 salpò da Labuan, al largo del Borneo, il 26 luglio 1945 a rimorchio dello Stygian. Il suo equipaggio era composto da Fraser, dal sottotenente di vascello "Kiwi" Smith (RNZNVR), dall'artificiere Charles Reed e dal sommozzatore capo James Jones "Mick" Magennis fu trasferito dallo Stygian allo XE3 il 30 luglio, al fine di dare il cambio all'equipaggio di trasferimento.
Fonti
modifica- ↑ VC & GC Association.
- 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 Victoria Cross Online.
- 1 2 3 4 5 6 7 8 Victoria Cross.
- 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 Unithistories.
- 1 2 Ashcroft 2007, p. 336-339.
- ↑ (EN) The London Gazette (PDF), n. 35967, 6 April 1943.
- ↑ (EN) The London Gazette (PDF), n. 37346, 9 November 1945.
Bibliografia
modifica- (EN) Michael Ashcroft, Victoria Cross Heroes, London, Headline Review, 1999, pp. 336-339, ISBN 978-0-7553-1633-5.
- (EN) Ian Edward Fraser, Frongman VC, London, Angus & Robertson, 1957.
Collegamenti esterni
modifica- (EN) Ian Edward Fraser VC, su Victoria Cross. URL consultato il 27 agosto 2025.
- (EN) Ian Edward Fraser VC, su VC & CG Association. URL consultato il 27 agosto 2025.
- (EN) Ian Edward Fraser VC DSC RD, su Victoria Cross Online. URL consultato il 27 agosto 2025.
- (EN) Royal Naval Reserve (RNR) Officers 1939-1945, su Unithistories. URL consultato il 27 agosto 2025.
- (EN) The last and most audacious underwater attack of the Second World War, su Thealanpollocksproject. URL consultato il 27 agosto 2025.
