Gruda (clan)

clan storico albanese
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Gruda (in albanese Grudë; in montenegrino cirillico: Груда) è una storica comunità albanese e regione storico-tribale della Malësia, attualmente parte del Montenegro sud-orientale, nell'area di Tuzi, a sud-est di Podgorica e a nord del lago di Scutari.[1] Gran parte del territorio storico di Gruda ricade oggi nel comune di Tuzi, divenuto comune autonomo il 1º settembre 2018.[2]

Mappa delle regioni tribali dell'Albania settentrionale nella metà del XX secolo, con indicazione di Gruda.

Etimologia

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Secondo una fonte lessicografica, il nome Grudë (forma definita Gruda) deriverebbe da una base slava meridionale gruda, con il significato di «zolla di terra» o «suolo».[3]

Geografia

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Gruda è una regione storica della Malësia situata nel Montenegro sud-orientale, a sud-est di Podgorica e a nord del lago di Scutari.[4] Il nucleo storico del suo territorio si estendeva da Tuzi verso est, lungo le pendici inferiori del fiume Cem, in direzione dell'attuale confine tra Montenegro e Albania, con insediamenti su entrambe le rive del corso d'acqua.[4] Tradizionalmente il territorio di Gruda confinava con Hoti a sud, Kelmendi a est, Triepshi a nord-est e Kuči a nord; verso ovest si apriva invece sulla pianura compresa tra il lago di Scutari, la Morača e il Cem.[4]

Insediamenti storici

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Secondo la descrizione di Andrija Jovićević (1923), il territorio storico di Gruda comprendeva insediamenti distribuiti su entrambe le rive del Cem. Sulla riva destra si trovavano Dinoshë, Llofkë, Pikalë, Prift e Selishtë; sulla riva sinistra Gurrec, Kalaj, Kshevë, Milesh, Passhkallë e Vulaj. In alcune località, come Selishtë, Milesh e Vulaj, le fonti distinguono inoltre tra insediamento superiore e inferiore.[5]

Prima del completamento della conquista ottomana, il territorio di Gruda faceva parte dei domini di Ivan Crnojević, signore di Zeta. Dopo l'avanzata ottomana della fine del XV secolo, la regione fu progressivamente popolata da gruppi di diversa provenienza, fatto che contribuì alla formazione storica di Gruda come comunità di origine non unitaria.[6]

Gruda risulta registrata come nahiye nell'amministrazione ottomana nel 1485.[6] In seguito partecipò, insieme a Hoti, alla sollevazione del 1499 contro le richieste ottomane di tasse e coscrizione, e fu coinvolta anche in varie rivolte del XVII secolo assieme ad altre comunità della Malësia.[6] Il nome Grudi compare inoltre in una relazione ecclesiastica del 1648, mentre la forma Gruda è attestata nel 1671 e in una carta di Giacomo Cantelli da Vignola del 1689.[6]

Nel XIX secolo Gruda ebbe un ruolo importante, insieme a Hoti, nell'opposizione al trasferimento di questo territorio al Montenegro previsto dal Congresso di Berlino del 1878.[6] Tra l'aprile e il luglio 1880, circa 8000 volontari della regione di Scutari, tra cui numerosi combattenti di Gruda e Hoti, si mobilitarono sotto il comando di Hodo Pascià Dervishi per impedire la perdita della pianura di Tuzi.[6] La resistenza ebbe inizialmente successo e Gruda rimase per alcuni decenni ancora nell'ambito ottomano.[6]

Gruda prese parte anche alle insurrezioni albanesi del 1910 e del 1911.[6] Nel 1911 Gruda partecipò attivamente alla rivolta albanese della Malësia, il 6 aprile 1911 i combattenti della regione presero parte alla battaglia di Deçiq, combattuta presso Tuzi contro le forze ottomane e ricordata come uno degli episodi simbolici dell'insurrezione albanese del 1911.[7] Dopo la battaglia, i capi della rivolta si riunirono a Greçë, presso Selcë, dove il 23 giugno 1911 fu approvato il Memorandum di Greçë, documento che raccoglieva le principali richieste politiche dei rivoltosi albanesi; tra i 22 firmatari figuravano anche quattro rappresentanti di Gruda.[8]

Dopo l'indipendenza dell'Albania, le Grandi potenze assegnarono però Gruda e Hoti al Montenegro alla Conferenza di Londra del 1913, separandole dal resto delle comunità albanesi della Malësia.[6] L'occupazione montenegrina provocò resistenza armata, nuovi scontri di confine e un consistente esodo della popolazione: nel 1914 molte famiglie di Gruda e Hoti si rifugiarono nel territorio di Kastrati e nella zona di Scutari, mentre una parte degli emigrati diede origine all'insediamento di Gruda e Re (in italiano: Nuova Gruda) presso Dobraç.[6]

Antropologia

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Dal punto di vista antropologico, Gruda costituiva una comunità di origine polifiletica e non un fis in senso stretto, cioè un gruppo che rivendicasse la discendenza patrilineare da un unico antenato comune.[6] Le tradizioni genealogiche locali fanno tuttavia risalire una parte importante della comunità a capostipiti provenienti dalla regione di Suma.

Secondo una prima tradizione, il capostipite dei Vuksangelaj sarebbe stato Vuksan Gjela, rifugiatosi a Gruda intorno alla metà del XVI secolo; da lui sarebbero derivati, nelle genealogie tradizionali, diversi gruppi della comunità.[5][6] Altre versioni della leggenda d'origine menzionano invece Grudë Suma o Gjon Suma come figure fondatrici, anch'esse collegate alla stessa area di provenienza; a tali tradizioni sono ricondotte, nelle ricostruzioni genealogiche locali, linee come Ivezaj, Nikaj, Vuçinaj, Sinishtaj, Gjolaj, Lulgjuraj e Vulaj.[5]

Un'altra tradizione fa risalire il ramo dei Berishaj a Priftaj, immigrato da Shalë e stabilitosi nel villaggio di Prift, da cui il toponimo locale.[5] Nonostante la varietà delle origini e delle appartenenze religiose, la comunità si consolidò storicamente come unità unica; inizialmente articolata in due bajraks, uno a Dinoshë e uno a Llofkë, fu in seguito riunita in un solo bajrak.[6]

Religione

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Storicamente, Gruda fu una comunità a prevalenza cattolica, pur con una significativa componente musulmana sviluppatasi in età ottomana.[9] All'inizio del XX secolo la popolazione era descritta come composta in parte da cattolici e in parte da musulmani.[10]

La più antica chiesa della regione era quella di Priftën, nota come Kisha e Grudës, originariamente costruita nel 1528.[9] Nelle fonti ecclesiastiche del XVII secolo è attestata a Gruda una chiesa dedicata a San Martino, titolazione che si conserva anche nella tradizione parrocchiale attuale.[9][11]

La principale ricorrenza cattolica tradizionale attestata per Gruda era la Natività della Vergine Maria, celebrata l'8 settembre.[9]

  1. Robert Elsie, The Tribes of Albania: History, Society and Culture, Londra-New York, I.B. Tauris, 2015, p. 37, ISBN 978-1-78453-401-1.
  2. Montenegro's Cabinet Session, su Government of Montenegro, 23 marzo 2017. URL consultato il 1º aprile 2026.
  3. Gruda Name Meaning and Gruda Family History, su FamilySearch. URL consultato il 1º aprile 2026.
  4. 1 2 3 Robert Elsie, The Tribes of Albania: History, Society and Culture, su dokumen.pub, I.B. Tauris, 2015, p. 37. URL consultato il 1º aprile 2026.
  5. 1 2 3 4 Jovićević, 1923
  6. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 Robert Elsie, The Tribes of Albania: History, Society and Culture, Londra-New York, I.B. Tauris, 2015, pp. 38-40, ISBN 978-1-78453-401-1.
  7. Robert Elsie, The tribes of Albania: history, society and culture, London, Bloomsbury Publishing, 2015, pp. 57, ISBN 9780857725868.
  8. Journey to Greçë on the 104 anniversary of the meeting (in Albanian), su malesia.org.
  9. 1 2 3 4 Robert Elsie, The Tribes of Albania: History, Society and Culture, Londra-New York, I.B. Tauris, 2015, p. 38, ISBN 978-1-78453-401-1.
  10. Edith Durham, Chapter III, in High Albania, Londra, Edward Arnold, 1909.
  11. Arkidioqeza i Tivarit, su Kustodia Françeskane Shqiptare. URL consultato il 1º aprile 2026.

Bibliografia

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  • Andrija Jovićević, Malesija, in Jovan Cvijić (a cura di), Naselja i Poreklo Stanovništva, vol. 15, 1923. URL consultato il 1º agosto 2014.
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