Eugenio Di Maria
Eugenio Di Maria (Petralia Sottana, 13 gennaio 1862 – Casera Zebio, 27 giugno 1916) è stato un generale ed eroe di guerra italiano, particolarmente distintosi nel corso della rivolta dei Boxer, nella guerra italo-turca e nel corso della prima guerra mondiale. Insignito della Croce di Cavaliere dell'Ordine militare di Savoia, della Medaglia d'oro al valor militare, e di due Medaglia d'argento al valor militare.
| Eugenio Di Maria | |
|---|---|
| Nascita | Petralia Sottana, 13 gennaio 1862 |
| Morte | Casera Zebio, 27 giugno 1916 |
| Luogo di sepoltura | Chiesa di San Domenico a Palermo |
| Dati militari | |
| Paese servito | |
| Forza armata | |
| Arma | Fanteria |
| Corpo | Bersaglieri |
| Anni di servizio | 1884 - 1916 |
| Grado | Colonnello brigadiere |
| Guerre | Guerra italo-turca Prima guerra mondiale |
| Campagne | Rivolta dei Boxer Fronte italiano (1915-1918) |
| Comandante di | Brigata Sassari |
| Decorazioni | vedi qui |
| Studi militari | Regia Accademia Militare di Fanteria e Cavalleria di Modena |
| dati tratti da Di Maria di Alleri Eugenio[1] | |
| voci di militari presenti su Wikipedia | |
Biografia
modificaDiscendente di una nobile famiglia (i Di Maria erano baroni di Alleri), nacque a Petralia Sottana di Palermo il 13 gennaio 1862, figlio di Andrea e di Serafina Miserendino.[2][3] Completati gli studi di scuola media a Palermo e conseguita la licenza liceale, nell'ottobre 1882 si arruolò nel Regio Esercito iniziando a frequentare la Regia Accademia Militare di Fanteria e Cavalleria di Modena, uscendone, due anni dopo, con il grado di sottotenente, assegnato all'arma di fanteria, in forza al 10º Reggimento fanteria.[4]
Promosso tenente nel 1887, e poi capitano nel 1898, fu assegnato in servizio al 5º Reggimento bersaglieri.[1] L’anno seguente fu trasferito in servizio all'8º Reggimento bersaglieri e nel luglio 1900 partì per la Cina con il I Battaglione del Corpo di spedizione italiano al comando del colonnello Vincenzo Garioni.[4] Tale corpo di spedizione, insieme a contingenti di altre nazioni, aveva il compito di liberare le ambasciate, assediate dai rivoltosi Boxers a Pechino.[1] Nei giorni 2 e 3 novembre, prese parte al combattimento di Kun-an-Sien, dove fu insignito della medaglia di bronzo al valor militare. Rientrato in Italia all'incirca un anno e mezzo dopo, fu assegnato in servizio al 9º Reggimento bersaglieri.[4] Nel 1907 fu decorato con la medaglia d'argento al valor civile per essersi distinto nei soccorsi prestati ai feriti dallo scoppio di un deposito di esplosivi.[1] Promosso maggiore, nell'aprile 1911 fu assegnato come comandante di battaglione al 6º Reggimento fanteria, e dopo lo scoppio della guerra italo-turca prese parte alle operazioni belliche in Libia.[4] Distintosi particolarmente nel corso della campagna fu decorato con una seconda medaglia di bronzo al valor militare sul Mergheb nel febbraio 1912, e con la Croce di Cavaliere dell'Ordine militare di Savoia a Sidi Abdul Gelil nel giugno dello stesso anno.[1] Divenne tenente colonnello per merito di guerra nell'aprile 1913, e due mesi rientrò in Patria, assegnato in servizio al 10º Reggimento bersaglieri, con il quale prestò servizio in Albania dalla fine del 1914 all’aprile 1915.[4]
Rimpatriato in vista dell'inizio delle operazioni belliche contro l'Impero austro-ungarico, nel maggio 1915 fu promosso colonnello e nominato comandante del 5º Reggimento bersaglieri.[1] Combatté sul fronte dell’Isonzo, davanti a Tolmino, poi a Santa Maria, a Santa Lucia e sul Monte Kuk.[4] Oltrepassato il fiume Isonzo, si portò il suo reggimento in posizione sul Mrzli e sul Vodil, dove fu ferito ad un piede nel combattimento del 21 febbraio 1916, rifiutandosi di abbandonare il proprio posto.[1] Durante la battaglia degli Altipiani in Trentino, del maggio 1916, contrastò l'attacco nemico nel settore di Monte Lemerle, sull'altipiano di Asiago.[4] Promosso colonnello brigadiere fu nominato comandante della Brigata Sassari il 22 giugno.[5] Cinque giorni dopo, inseguendo le truppe nemiche in ritirata, che resistevano sulle loro posizioni di Monte Zebio-Monte Mosciagh, andò all'attacco alla baionetta alla testa dei con i suoi soldati sulle pendici di Casera Zebio.[1] Rimase ucciso da un proiettile di fucile. Con motu proprio di re Vittorio Emanuele III, il 23 agosto 1916 gli fu conferita la medaglia d’oro al valor militare alla memoria.[N 1][4] Venne inizialmente sepolto a Gallio sull'Altopiano di Asiago, e la sua salma fu traslata al paese natale in Sicilia all'inizio degli anni trenta del XX secolo, alla presenza del Principe di Piemonte, Umberto.[3]
Le sue ceneri riposano nella Chiesa di San Domenico a Palermo.[1] Una caserma di Palermo porta il suo nome.[3][6]
Onorificenze
modifica— 23 agosto 1916.[8]
Note
modificaAnnotazioni
modifica- ↑ A causa di questa sua attività, una lapide gli è dedicata nel Sacrario militare di Asiago.
Fonti
modifica- 1 2 3 4 5 6 7 8 9 Combattenti Liberazione.
- ↑ Carolei, Greganti, Modica 1968, p. 210.
- 1 2 3 Tapum.
- 1 2 3 4 5 6 7 8 Libero.
- ↑ "Sassari" - I Comandanti Brigata Meccanizzata "Sassari" - I Comandanti, su esercito.difesa.it. URL consultato il 5 aprile 2020.
- ↑ Unavoltaqui.
- ↑ Sito web del Quirinale: dettaglio decorato., su quirinale.it.
- ↑ Sito web del Quirinale: dettaglio decorato., su quirinale.it.
Bibliografia
modifica- Luigi Cadorna, La guerra alla fronte italiana. Vol. 1, Milano, Fratelli Treves editori, 1921.
- Gaetano Carolei, Guido Greganti e Giuseppe Modica, Le medaglie d'oro al valor militare dal 1915 al 1916, Roma, Tipografia regionale, 1968, p. 210.
- Alberto Cavaciocchi, Gli italiani in guerra, Milano, Ugo Mursia Editore s.r.l., 2014.
- Massimo Coltrinari e Giancarlo Ramaccia, 1916. L'anno d'angoscia: Dalla spedizione punitiva alla presa di Gorizia. Le “spallate” sull'Isonzo, Roma, Edizioni Nuova Cultura, 2018.
Collegamenti esterni
modifica- Di Maria di Alleri, Eugenio, su combattentiliberazione.it. URL consultato il 3 gennaio 2020.
- Di Maria Eugenio di Alleri, su digilander.libero.it. URL consultato il 1º aprile 2024.
- Eugenio Di Maria - Medaglia d'oro al valor militare, su tapum.it. URL consultato il 1º aprile 2024.
- La Caserma "Generale Eugenio Di Maria", su unavoltaquieratuttacampagnapanormus.blogspot.com. URL consultato il 1º aprile 2024.