Etruscologia
L'etruscologia è la disciplina accademica che studia la civiltà etrusca in tutte le sue manifestazioni: la storia, l'arte, l'archeologia, la religione e la lingua. Per la natura eccezionale del suo oggetto di studio, una civiltà con una lingua non indoeuropea parzialmente decifrata e una produzione materiale di straordinaria ricchezza, l'etruscologia ha assunto nel corso del Novecento il carattere di disciplina autonoma all'interno delle scienze dell'antichità, pur mantenendo stretti legami con l'archeologia classica, la storia greca e quella romana, la linguistica, l'epigrafia e, più recentemente, la paleogenetica.[1]


L'interesse per gli Etruschi ha radici lontane: già nel Rinascimento il tema etrusco fu oggetto di speculazioni antiquarie, spesso a fini identitari e politici, come nella costruzione del mito dell'Etruria come progenitrice della Toscana medicea promossa sotto Cosimo I de' Medici.[2] Una prima svolta scientifica si ebbe con il Saggio di lingua etrusca (1789) di Luigi Lanzi, che applicò per la prima volta criteri sistematici allo studio delle iscrizioni etrusche.[3] Nel XIX secolo contributi decisivi vennero dalla filologia tedesca, in particolare con Die Etrusker (1828) di Karl Otfried Müller.[4]
La disciplina raggiunse piena autonomia istituzionale solo nel XX secolo: nel 1927 nacque la rivista Studi Etruschi, ancora oggi il principale organo scientifico del settore,[5] e nel 1932 fu fondato l'Istituto Internazionale di Studi Etruschi, che coordina la ricerca a livello internazionale.[6] La vera e propria fondazione teorica della disciplina viene comunemente attribuita a Massimo Pallottino, la cui opera Etruscologia (prima edizione 1942) ne definì il metodo: non più la ricerca delle origini degli Etruschi come problema centrale, ma la ricostruzione storica della loro civiltà a partire dalla documentazione interna, integrando archeologia, linguistica e storia dell'arte in un approccio interdisciplinare.[7][8]
Oggi l'etruscologia si avvale anche di strumenti scientifici come l'archeogenetica e le analisi isotopiche, che hanno contribuito a risolvere alcune questioni di lunga durata. In particolare, ricerche genomiche condotte su individui dell'età del Ferro provenienti dall'Etruria hanno dimostrato l'assenza di apporti migratori dall'Anatolia o dall'Egeo in età protostorica, confermando l'origine autoctona degli Etruschi nell'Italia centrale.[9][10]
Storia
modificaGli Etruschi, pur essendo una civiltà letterata artefice della diffusione dell'alfabeto in tutta l'Italia centrale e settentrionale, non hanno lasciato testimonianze letterarie. Tutti i testi della letteratura etrusca, comprese le Tuscae historiae di cui un piccolo passo è ricordato da Censorino, sono andati perduti o distrutti,[11] così come sono state smarrite le traduzioni latine. È arrivato fino a noi un corpus di circa 13 000 iscrizioni in lingua etrusca di carattere prevalentemente religioso, raccolte nel Corpus Inscriptionum Etruscarum (CIE) e nel Thesaurus linguae Etruscae (TLE). Esistono inoltre in forma di editio minor il Testimonia Linguae Etruscae (TLE) curato da Massimo Pallottino e l'Etruskische Texte (ET) curato da Helmut Rix. Il Corpus Speculorum Etruscorum (CSE) invece raccoglie tutti gli specchi bronzei etruschi.
L'imperatore Claudio, amante della civiltà etrusca, suo appassionato studioso, e sposato con la etrusca Plauzia Urgulanilla, compose un'opera monumentale sugli Etruschi scritta in greco e suddivisa in venti libri dal titolo Τυρρηνικά (traslitterazione: Tyrrhenikà). Ma anche la monumentale opera di Claudio risulta perduta in epoca medievale[12].
Importanti informazioni storiche sugli Etruschi ci vengono fornite dagli storici greci e romani, anche se in modo frammentato, contraddittorio e non organico: Erodoto, Ellanico di Lesbo, Livio, Dionigi di Alicarnasso. La maggioranza delle informazioni si ricavano così dalle numerose fonti archeologiche, presenti in buono stato di conservazione in tutti i territori che costituiscono ancora oggi l'antica Etruria.
Lo studioso e storico scozzese Thomas Dempster è considerato uno dei primi etruscologi. Al servizio del granduca di Toscana Cosimo II, Dempster scrisse De Etruria Regali Libri Septem in latino. La pubblicazione dell'opera di Dempster, che non ottenne l'imprimatur del granduca, avvenne solo molti anni più tardi, tra il 1723 e il 1726, grazie a Thomas Coke. L'opera fu edita dallo studioso Filippo Buonarroti, uno dei maggiori eruditi italiani della sua generazione. Buonarroti emendò il testo e aggiunse un apparato critico. La stampa di De Etruria Regali suscitò un enorme interesse nei confronti degli etruschi che coinvolse studiosi italiani come Anton Francesco Gori, Luigi Antonio Lanzi e Giuseppe Micali. Un supplemento in folio al De Etruria regali fu pubblicato da Giovan Battista Passeri, 1767.
A partire dalla seconda metà del Novecento, l'archeologo Massimo Pallottino diede un forte impulso all'etruscologia, come disciplina autonoma rispetto agli studi della civiltà romana e greca. Oltre a Pallottino, etruscologi di spicco, passati e presenti, sono stati Ranuccio Bianchi Bandinelli, Mauro Cristofani, Giovanni Colonna, Giulio Giglioli, Giovannangelo Camporeale, Dominique Briquel, Jacques Heurgon e Larissa Bonfante.
L'etruscologo
modificaDal momento che gli Etruschi ebbero una decisiva influenza sulla nascita e sviluppo della civiltà romana, molti etruscologi sono anche studiosi di storia, archeologia e cultura dell'antica Roma.
La rivista scientifica principale è Studi Etruschi, pubblicata annualmente dall'Istituto Nazionale di Studi Etruschi ed Italici con sede a Firenze. Più recente è la rivista statunitense Etruscan Studies: Journal of the Etruscan Foundation, che ha cominciato la pubblicazione nel 1994.
Lista dei più importanti etruscologi
modificaIn ordine cronologico per nascita:
Antichità
modifica- Publio Nigidio Figulo (98 a.C. – 45 a.C.)
- Claudio (10 a.C. – 54)
1500 - 1799
modifica- Thomas Dempster (1579 – 1623) De Etruria Regali Libri Septem (1723-1726)
- Giovanni Maria Lampredi (1731 – 1793) Saggio sopra la filosofia degli antichi Etruschi (1756) e Governo civile degli antichi toscani e delle cause della lor decadenza (1760).
- Luigi Lanzi (1732 – 1810), Saggio di lingua etrusca e di altre antiche d’Italia (1789)
- James Millingen (1774 – 1845)
- Alessandro François (1796 – 1857)
- Karl Otfried Müller (1797 – 1840)
XIX secolo
modifica- Elizabeth Caroline Hamilton Gray (c. 1801–1887)
- Adolphe Noël des Vergers (1805 – 1867)
- George Dennis (1814 – 1898)
- Wilhelm Paul Corssen (1820 – 1875)
- Wilhelm Deecke (1831 – 1897)
- Gian Francesco Gamurrini (1835 – 1923)
- Isidoro Falchi (1838 – 1914)
- Carl Pauli (1839 – 1901)
- Gustav Körte (1852 – 1917)
- Stéphane Gsell (1864 – 1932)
- Pericle Ducati (1880 – 1944)
- Antonio Minto (1880 – 1954)
- Giulio Giglioli (1886 – 1956)
- Eva Fiesel (1891 – 1937)
XX secolo
modifica- 1900
- Ranuccio Bianchi Bandinelli (1900 – 1975)
- Otto Brendel (1901 – 1973)
- Jacques Heurgon (1903 – 1995)
- Giuliano Bonfante (1904 – 2005)
- Franz De Ruyt (1907 – 1992)
- Vladimir Ivanov Georgiev (1908 – 1986)
- Massimo Pallottino (1909 – 1995)
- 1910
- Otto Wilhelm von Vacano (1910 – 1997)
- Ambros Josef Pfiffig (1910 – 1998)
- Emeline Hill Richardson (1910 – 1999)
- Tobias Dohrn (1910 – 1990)
- Raymond Bloch (1914 – 1997)
- Guglielmo Maetzke (1915 – 2008)
- 1920
- Sybille Haynes (1926)
- Helmut Rix (1926 – 2004)
- Erika Simon (1927 – 2019)
- Roger Lambrechts (1927 – 2005)
- 1930
- Larissa Bonfante (1931 – 2019)
- Carlo De Simone (1932)
- Giovannangelo Camporeale (1933 – 2017)
- Giovanni Colonna (1934)
- Luciana Aigner-Foresti (1936)
- Bruno d'Agostino (1936)
- Luciano Agostiniani (1939 – 2022)
- 1940
- Nancy Thomson de Grummond (1940)
- Mauro Cristofani (1941 – 1997)
- Friedhelm Prayon (1941)
- Adriano Maggiani (1943)
- Gilda Bartoloni (1944)
- Dominique Briquel (1946)
- Giuseppe Sassatelli (1947)
- Jean MacIntosh Turfa (1947)
- 1950
- Luca Cerchiai (1955)
- Giovanna Bagnasco Gianni (1958)
- 1960
- Alessandro Naso (1966)
- Simona Marchesini (1963)
- Enrico Benelli (1967)
- Petra Amann (1968)
- 1970
- Valentino Nizzo (1975)
Note
modifica- ↑ Mauro Cristofani, L'etruscologia, in Il Mondo dell'Archeologia, Istituto della Enciclopedia Italiana (Treccani), 2002.
- ↑ Mauro Cristofani, La scoperta degli Etruschi. Archeologia e antiquaria nel '700, Roma, Consiglio Nazionale delle Ricerche, 1983.
- ↑ Luigi Lanzi, Saggio di lingua etrusca e di altre antiche d'Italia, Roma, Pagliarini, 1789.
- ↑ (DE) Karl Otfried Müller, Die Etrusker, Breslau, Gebauer, 1828.
- ↑ L'Istituto e la sua storia, su Istituto Nazionale di Studi Etruschi ed Italici. URL consultato il 12 maggio 2026.
- ↑ L'Istituto e la sua storia, su Istituto Nazionale di Studi Etruschi ed Italici. URL consultato il 12 maggio 2026.
- ↑ Massimo Pallottino, Etruscologia, Milano, Hoepli, 1942.
- ↑ Gilda Bartoloni, Introduzione all'etruscologia, Milano, Hoepli, 2012, ISBN 9788820348700.
- ↑ Cosimo Posth e et al., The origin and legacy of the Etruscans through a 2000-year archeogenomic time transect, in Science Advances, vol. 7, n. 39, 2021, DOI:10.1126/sciadv.abi7673, PMC 8462907.
- ↑ Francesca Tassi, Silvia Ghirotto e Guido Barbujani, Genetic evidence does not support an Etruscan origin in Anatolia, in American Journal of Human Biology, vol. 25, n. 4, 2013, pp. 477–483, DOI:10.1002/ajhb.22403.
- ↑ "Le Tuscae historiae sono andate distrutte. Perduti sono andati i venti volumi Tyrrhenikà scritti dall'imperatore Claudio. Per le notizie ci serviamo di alcuni classici greci e romani e naturalmente di quello che è emerso dagli scavi." in Valeriano Cecconi, Profili di città etrusche: Chiusi, Chianciano, Montepulciano, Tellini, 1980, p. 38.
- ↑ Mario Torelli, Gli Etruschi, Bompiani, Milano 2000, p. 25.
Bibliografia
modifica- AA. VV., Gli Etruschi. Una nuova immagine, Firenze, Giunti Martello, 1984. ISBN 88-09-01792-7;
- AA. VV., Rasenna. Storia e civiltà degli Etruschi, Milano, Libri Scheiwiller, 1986. ISBN 88-7644-053-4;
- Luisa Banti, Il mondo degli Etruschi Roma 1969;
- Gilda Bartoloni, La Cultura Villanoviana. All'inizio della storia etrusca, Roma, Carocci editore, 2002. ISBN 88-430-2261-X;
- Gilda Bartoloni (a cura di), Introduzione all'etruscologia, Milano, Hoepli, 2012.
- Ranuccio Bianchi Bandinelli, A. Giuliano, Etruschi e Italici prima del dominio di Roma, Milano 1973;
- (FR) Dominique Briquel, Les Étrusques, peuple de la différence, Armand Colin, Parigi, 1993;
- (FR) Domininque Briquel, La civilisation étrusque, Fayard, Parigi, 1999;
- Roberto Bosi, Il libro degli etruschi, Bompiani Editore, Milano 1983;
- Giovannangelo Camporeale, Gli Etruschi. Storia e civiltà, Torino 2000;
- Mauro Cristofani, L'etruscologia, in Il mondo dell'archeologia, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2002-2005.;
- Mauro Cristofani, Etruschi. Cultura e società, Novara 1978;
- (EN) Sybille Haynes, Etruscan Civilization: A Cultural History, Londra 2000;
- Jacques Heurgon, Vita quotidiana degli Etruschi, Milano 1973;
- Werner Keller, La civiltà etrusca, Garzanti Editore, Milano 1991;
- Massimo Pallottino, Etruscologia, Milano, 1984;
- Friedhelm Prayon, Gli Etruschi, Bologna, Il Mulino, 2009. ISBN 978-88-15-06887-3;
Voci correlate
modificaAltri progetti
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Collegamenti esterni
modifica- Mauro Cristofani, L'etruscologia, su Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2002.
- Etruscologia, in Treccani.it – Enciclopedie on line, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
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