David Lynch

regista, sceneggiatore, attore, musicista, produttore cinematografico e pittore statunitense (1946-2025)

David Keith Lynch (Missoula, 20 gennaio 1946Los Angeles, 16 gennaio 2025[1]) è stato un regista, sceneggiatore, attore, musicista, produttore cinematografico e pittore statunitense.

David Lynch nel 2016
Statuetta dell'Oscar Oscar onorario 2020
Firma di David Lynch

Regista tra i più importanti nella storia del cinema, mosse i primi passi nel mondo dell'arte come pittore; le sue opere sono attualmente esposte in musei e gallerie d'arte come il Museum of Modern Art di New York e la Pennsylvania Academy of the Fine Arts di Filadelfia.[2][3][4] Successivamente entrò nel mondo del cinema divenendo regista, sceneggiatore e produttore, spesso anche nel ruolo di montatore, scenografo, progettista del suono e attore nei suoi stessi film. Fu occasionalmente musicista, cantante e scrittore. Nonostante non abbia sempre riscosso successo al botteghino, Lynch ricevette l'apprezzamento dai critici, godendo anche di un cospicuo seguito di fan.[5]

Nel corso degli anni ricevette tre nomination al Premio Oscar per la regia (per The Elephant Man, Velluto blu e Mulholland Drive)[6], la Palma d'oro al Festival di Cannes 1990 per Cuore selvaggio[7], il Prix de la mise en scène a quello del 2001 con Mulholland Drive[8] e il Leone d'oro alla carriera durante la 63ª Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia, in occasione della proiezione in anteprima mondiale di Inland Empire - L'impero della mente nella sezione fuori concorso.[9]

Nei primi anni novanta fu la principale mente creativa della serie I segreti di Twin Peaks, divenuto un fenomeno culturale dall'enorme impatto mediatico.[10] Nel 2017, dopo più di 25 anni dalla messa in onda della prima stagione, la serie revival Twin Peaks - Il ritorno ricevette largo consenso: venne proiettata al Museum of Modern Art di New York essendo il lavoro di Lynch considerato una "totale e libera espressione del suo genio" nonché capace di "accendere inebrianti dibattiti sulla natura della televisione stessa".[11]

Lo stesso anno Twin Peaks attivò un vero e proprio dibattito sui limiti di demarcazione tra televisione e cinema[12], divenuto poi ancor più acceso dopo la presa di posizione di Cahiers du cinéma, che nella propria classifica annuale proclamò Twin Peaks - The Return il film più bello dell'anno.[13][14] Nel dicembre del 2019 questo dibattito venne nuovamente rilanciato da Cahiers du cinéma, la quale proclamò Twin Peaks - The Return "il film più bello del decennio".[15] Nell'ottobre dello stesso anno Lynch fu premiato con l'Oscar alla carriera.[16]

Biografia

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I primi anni

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David Lynch nel 1964

David Lynch nacque a Missoula, nel Montana, il 20 gennaio 1946, da Edwina Sundholm (1919-2004) e Donald Walton Lynch (1915-2007). Trascorse l'infanzia nel nord-ovest degli Stati Uniti, abitando anche per alcuni periodi nello Stato di Washington e nell'Idaho. Il padre lavorando come ricercatore del Dipartimento dell'Agricoltura degli Stati Uniti, fu spesso costretto a spostarsi per motivi di lavoro, soprattutto nel nord-est del paese. In Virginia, Lynch conobbe il vicino di casa della sua ragazza: Toby Keeler, figlio di Bushnell Keeler, pittore: in alcune interviste, egli dichiarò di aver sempre desiderato dipingere e che fu in quel momento che iniziò a credere di poter realizzare tale desiderio.[17] Lynch frequentò gli scout ottenendo il rango di Eagle Scout (il massimo grado nello scautismo in America) e partecipò come maschera alla cerimonia di investitura del presidente John F. Kennedy.

Sognando fin dall'adolescenza di diventare un artista, iniziò per questo motivo a frequentare alcuni corsi alla Corcoran School of Art di Washington, durante gli ultimi anni delle scuole superiori. Si iscrisse in seguito per un anno alla School of the Museum of Fine Arts di Boston, periodo durante il quale lavorò in un negozio di cornici. In quel tempo fu un compagno di stanza di Peter Wolf. Tale incarico non durò a lungo perché fu licenziato a causa dei suoi ritardi. Decise quindi di partire per l'Europa con l'intenzione di studiare il pittore espressionista Oskar Kokoschka. Nonostante avesse progettato di restare 3 anni, tornò negli Stati Uniti dopo soli 15 giorni. Il paesaggio pulito e perfetto di Salisburgo, città nella quale si recò con l'amico Jack Fisk, non gli fu d'ispirazione.[18][19]

Filadelfia e i cortometraggi

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Nel 1966 Lynch si trasferì a Filadelfia, dove frequentò la Pennsylvania Academy of Fine Arts e realizzò complessi mosaici geometrici da lui intitolati Industrial Symphonies. Qui iniziò inoltre a fare le prime esperienze con la macchina da presa. Il suo primo cortometraggio, dal titolo Six Men Getting Sick, fu proiettato all'esibizione di fine anno e vinse il concorso cinematografico annuale dell'accademia. In merito all'ispirazione per quest'opera, punto di mediazione tra dipinto e video, Lynch dichiarò:

«È stato uno dei miei quadri. Non ricordo quale ma si trattava di un dipinto quasi completamente nero. C'era una figura che occupava il centro della tela. Quindi mentre stavo osservando la figura nel quadro ho avvertito un leggero spostamento d'aria e ho colto un piccolo movimento. E ho desiderato che il quadro fosse realmente in grado di muoversi, almeno per un po'.[20]»

Grazie a questo primo cortometraggio, gli venne commissionata un'altra opera in forma di video da H. Barton Wasserman: il primo tentativo fu tuttavia un disastro, con la macchina da presa non funzionante e la pellicola del girato completamente rovinata. Al secondo tentativo, nel 1968, Lynch riuscì a realizzare The Alphabet: questi primi lavori si configurano come degli ibridi, tra l'installazione e il cinema sperimentale.

Nel 1970 abbandonò in parte il suo interesse per le arti visuali per dedicarsi principalmente alla regia. Vinse una sovvenzione di 5.000 dollari da parte dell'American Film Institute per produrre The Grandmother, la storia di un bambino maltrattato che fa crescere una nonna da un seme. Il mediometraggio, della durata di 34 minuti, già diede un anticipo di alcuni degli elementi divenuti poi marchi di fabbrica di Lynch: un sonoro e un immaginario inquietante con una forte attenzione ai desideri inconsci. Il film fu girato nella casa del regista, le cui pareti vennero, per l'occasione, dipinte completamente di nero.

Eraserhead

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«Un sogno di cose oscure e ingarbugliate.»
David Lynch in un ritratto fotografico di Derek Ridgers rielaborato da Danny Flynn

Nel 1970 si trasferì a Los Angeles per frequentare il conservatorio dell'American Film Institute. Qui, grazie a una sovvenzione di 10 000 dollari dell'AFI, iniziò a lavorare al suo primo lungometraggio, ma dopo un anno dall'inizio delle riprese terminò il budget a sua disposizione. La lavorazione rallentò e procedette a singhiozzo per diversi anni: il regista racimolò soldi da parenti e amici e lavorò consegnando quotidiani nel tentativo di raccogliere fondi e completare le riprese. Nel 1974, durante una delle pause forzate dalla lavorazione, Lynch girò il cortometraggio The Amputee, scritto e realizzato in un solo giorno sfruttando due videocassette di prova che il suo amico Frederick Elmes doveva testare per conto dell'AFI. Il macabro cortometraggio dura soltanto 5 minuti e Lynch vi figura anche come attore. Le riprese di Eraserhead - La mente che cancella terminarono nel 1977, a sei anni dal loro inizio. Durante le riprese del film, i problemi finanziari portarono Lynch anche a perdere la casa, costringendolo a dormire sul set.

Esordio del regista nel lungometraggio, Eraserhead - La mente che cancella ad oggi è considerato un capolavoro del cinema mondiale, nonché fonte d'ispirazione per altri registi: Stanley Kubrick dichiarò che Eraserhead fosse il suo film preferito e, durante le riprese di Shining, lo mostrò più volte al cast come esempio.[22]

La pellicola racconta la storia di un giovane uomo tranquillo, interpretato da Jack Nance, che vive in una desolata area industriale, la cui fidanzata partorisce un bambino deforme. Lynch raccontò di Eraserhead - La mente che cancella come del suo Scandalo a Filadelfia (un film degli anni Quaranta di George Cukor, con Katharine Hepburn e Cary Grant), spiegando che riflette le paure e i pericoli da lui incontrati studiando e vivendo a Filadelfia.[23] Il film potrebbe riflettere indirettamente l'ansia e la paura del regista nei confronti della paternità, personificate entrambe nel mostruoso neonato. Il bambino deforme venne probabilmente creato dal feto imbalsamato di un vitello, sebbene David Lynch non abbia mai confermato ciò o descritto come lo abbia animato. Durante le riprese, fece perfino in modo che il proiezionista coprisse i suoi occhi durante le riprese con il bambino, in modo che nessuno potesse sapere come fosse stato realizzato. Dopo aver completato il film, Lynch seppellì il "vitello imbalsamato" in una località sconosciuta. Alla festa di chiusura, il cast partecipò a una finta veglia funebre per quest'ultimo.[24] David Lynch fornì commenti criptici sul mostruoso bambino, affermando cose come "è nato nelle vicinanze" o "forse è stato trovato".

Il film fu inizialmente giudicato impossibile da distribuire, ma grazie all'aiuto del distributore Ben Barenholtz venne proiettato negli spettacoli di mezzanotte per i successivi dieci anni e ottenne un sorprendente successo di critica, che lanciò Lynch come rappresentante dell'avanguardia cinematografica postindustriale. La realizzazione di Eraserhead - La mente che cancella creò già una profonda unione nel gruppo di attori e tecnici che vi parteciparono e che continuò a lavorare con Lynch negli anni successivi, in particolare l'operatore Frederick Elmes, il tecnico del suono Alan Splet e l'attore Jack Nance.

Gli anni Ottanta

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Per il film The Elephant Man (1980) Lynch, Christopher De Vore, Eric Bergren, il produttore Jonathan Sanger e Stuart Cornfeld, assistente di Mel Brooks, sperarono di ottenere finanziamenti dagli studios, che invece rifiutarono uno dopo l'altro. Stuart Cornfeld fece leggere la sceneggiatura a Brooks, che chiese preliminarmente di vedere il film Eraserhead - La mente che cancella. Il film parve interessargli molto e Brooks decise quindi di ingaggiare Lynch per dirigere questo biopic basato sulla storia di Joseph Merrick, uomo affetto da terribili deformità congenite, vissuto in età vittoriana. La pellicola ricevette ben 8 candidature al Premio Oscar, incluse miglior regia e migliore sceneggiatura, rivelandosi un grandissimo successo di critica e di pubblico, lanciando Lynch nell'olimpo dei giovani registi più promettenti del nuovo decennio.

Dopo il grande successo di The Elephant Man (il film ad oggi con il maggior incasso della sua carriera), nel 1984 accettò di girare l'adattamento cinematografico del romanzo di fantascienza Dune di Frank Herbert, per conto del produttore italiano Dino De Laurentiis. Nonostante De Laurentiis sperasse di produrre un kolossal che potesse ottenere grossi incassi, Dune fu un fiasco sia al botteghino che per la critica: costato 45 milioni di dollari ne recuperò soltanto 27,4. Il montaggio del film fu alterato da numerosi tagli e la versione cinematografica di 137 minuti venne ottenuta tagliando la versione originale di Lynch della durata di tre ore e mezzo, tanto da renderne la trama quasi incomprensibile.

Anni dopo lo studio di produzione distribuì una versione allungata per la televisione, reinserendo alcune scene girate da Lynch e inizialmente eliminate. In ogni caso, questa seconda riedizione continuò a non essere il film ideato da Lynch, ma fu nient'altro che una versione alterata, tagliata dai produttori nel tentativo di rendere più comprensibile la trama. Lynch si oppose a questa operazione e non riconobbe come propria tale versione estesa, che riportò quindi accreditato come regista Allen Smithee (uno pseudonimo utilizzato da vari registi quando non concordano con l'intervento della produzione sul loro lavoro). L'esperienza di Dune fu un trauma per Lynch, che non appena si rese conto di non avere il controllo sul montaggio perse ogni entusiasmo per la realizzazione. Da allora pretese il final cut da tutti i produttori con cui poi avrebbe lavorato. In questo periodo, Lynch riprense la propria attività di pittore e si dedicò alla fotografia, realizzando una serie di paesaggi industriali.

Il secondo progetto di Lynch finanziato da De Laurentiis fu Velluto blu (1986), la storia di uno studente del college (Kyle MacLachlan, già protagonista di Dune) che indaga su un orecchio mozzato da lui trovato in un campo. Da sottolineare nel film le performance di Isabella Rossellini nel ruolo di una tormentata cantante di club e di Dennis Hopper nei panni di un gangster crudele e sociopatico. Velluto blu ebbe un buon successo di critica e valse a Lynch la seconda candidatura all'Oscar al miglior regista. Il film mostra diversi elementi comuni alle sue opere: una donna in pericolo, il lato oscuro e nascosto di una piccola città e l'uso di canzoni d'epoca, come Blue Velvet di Bobby Vinton e In Dreams di Roy Orbison. Fu anche l'opera che sancì l'inizio del sodalizio del regista con il compositore Angelo Badalamenti, che continuò in tutti i suoi successivi lungometraggi e in alcuni dischi, realizzati insieme. Grazie alla collaborazione con Badalamenti, l'utilizzo particolare del suono e della colonna sonora diventarono un altro marchio di fabbrica dello stile lynchiano. Un altro incontro importante fu quello con Mary Sweeney, assistente per Velluto blu e poi montatrice e produttrice di molti dei lavori successivi.

Anni Novanta

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David Lynch ai Premi Emmy 1990

Alla fine degli anni Ottanta, l'incontro con il produttore televisivo Mark Frost diede l'avvio a un progetto sulla vita di Marilyn Monroe, che avrebbe dovuto intitolarsi The Goddess, come la biografia da cui prende spunto: il film non vide mai la luce, visto che l'interesse del regista si spostò verso la serie televisiva I segreti di Twin Peaks, dal nome di una piccola città in cui accadono vicende strane e inquietanti. La serie è incentrata sulle indagini dell'agente dell'FBI Dale Cooper, interpretato ancora una volta da Kyle MacLachlan, riguardo alla morte di Laura Palmer, una studentessa delle scuole superiori, indagine che finirà per rivelare i segreti dei numerosi abitanti del luogo. Lynch diresse sei episodi della serie incluso l'episodio pilota, ne scrisse diversi e apparve in alcuni come attore, nei panni dell'agente FBI Gordon Cole.

La serie debuttò sulla ABC l'8 aprile 1990[25] e passò da oggetto di culto a fenomeno popolare. Nessun altro progetto di Lynch raggiunse un tale successo di pubblico. Alcune frasi del telefilm divennero dei tormentoni di uso comune e diverse parodie dei personaggi apparvero nel Saturday Night Live e ne I Simpson. A Lynch venne anche dedicata una copertina del Time grazie all'enorme successo della serie.

Nonostante il trionfo della prima stagione, Lynch entrò in contrasto con la ABC su diverse questioni, in particolare sull'eventualità di rivelare o meno l'identità dell'assassino di Laura Palmer. La rete insistette nel volerne rivelare il nome durante la seconda serie, mentre Lynch disse di voler lasciare il mistero irrisolto fino alla fine. Presto il regista perse quindi entusiasmo nei confronti della serie e, dopo aver girato il pilota della seconda stagione, lasciò tutto per dedicarsi alla realizzazione del film Cuore selvaggio. Basato sul romanzo omonimo di Barry Gifford, Cuore selvaggio fu interpretato da Nicolas Cage e Laura Dern ponendosi a metà tra una crime story e un road movie. Il film vinse la Palma d'oro al Festival di Cannes, ma ricevette una risposta molto modesta dalla critica e dal pubblico statunitensi. A quanto si disse poi, molte persone del pubblico che assistettero alle proiezioni di prova abbandonarono la sala a causa di alcune scene molto violente, poi eliminate nel montaggio finale.[26]

David Lynch al Festival di Cannes 1990

Il collegamento mancante tra Twin Peaks e Cuore selvaggio fu Industrial Symphony No. 1: The Dream of the Brokenhearted. Venne presentato a teatro alla Brooklyn Academy of Music di New York il 10 novembre 1989 in occasione del New Wave Music Festival. Industrial Symphony No. 1 fu un'altra collaborazione tra Lynch e Angelo Badalamenti, con la colonna sonora contenente dieci canzoni di Julee Cruise. Lynch descrisse questo spettacolo musicale come "effetti sonori e musica e... azione sul palco. E ha qualcosa a che fare con, uhm, una relazione che finisce".[27] Nel 1990 venne prodotto un video di 50 minuti della performance, mai distribuito in Italia.

Nel frattempo, Twin Peaks soffrì di diverse interruzioni della programmazione nei palinsesti televisivi, per essere infine cancellata nel 1991. Lynch scrisse dunque un prequel della serie, sugli ultimi sette giorni di vita di Laura Palmer. Il film, Fuoco cammina con me, girato nel 1992, si rivelò un flop sia negli Stati Uniti che in Europa e ricevette le peggiori critiche della carriera di Lynch. Ciononostante, ottene un buon successo in Giappone e risultò comunque uno dei suoi film più rappresentativi. Nel film recitò una breve parte anche il celebre cantante britannico David Bowie.

Nel 1992, Lynch e Mark Frost scrissero e diressero diversi episodi della serie televisiva Un catastrofico successo sempre per la ABC. Dei 7 episodi girati, solo 3 furono trasmessi dalla rete. In questo periodo Lynch produsse, sempre con Frost, e diresse anche la serie documentaristica American Chronicles. Il suo successivo progetto, dello stesso anno, fu di basso profilo: diresse due dei tre episodi della miniserie della HBO Hotel Room su avvenimenti accaduti a distanza di decenni nella stessa camera d'albergo.

Nel 1997 Lynch diresse Strade perdute, scritto assieme a Barry Gifford, autore anche del romanzo da cui il film è tratto, interpretato da Bill Pullman e Patricia Arquette. Il film è un noir non-lineare, la cui struttura narrativa è stata spesso paragonata a quella del Nastro di Möbius. Il film ricevette scarso successo di pubblico e recensioni contrastanti tra la critica, benché divenne presto un cult e in seguito anche rivalutato su vasta scala da tutti i critici.

Nel 1999, Lynch sorprese fan e critica con Una storia vera, scritto da Mary Sweeney. Il film, distribuito dalla Disney, racconta la storia realmente accaduta di Alvin Straight, interpretato da Richard Farnsworth, un anziano dell'Iowa che percorre 600 km su un tagliaerba a motore per raggiungere il fratello malato con cui aveva rotto i rapporti anni prima. Il film, dallo stile e tematiche completamente diversi dalle sue precedenti produzioni, ricevette critiche entusiastiche.

Anni Duemila

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David Lynch nel 2007

Nel 1999, contattò di nuovo la ABC con un'idea per una serie tv. La rete diede il via libera per le riprese di un episodio pilota di due ore dal titolo Mulholland Drive, ma rimase insoddisfatta del contenuto, lasciando in sospeso il progetto a tempo indeterminato. Grazie a 7 milioni di dollari finanziati dal grande distributore francese Canal Plus, terminò il pilota e lo trasformò in un film autoconclusivo. Mulholland Drive è un enigma che si svolge nel lato oscuro della grande Los Angeles ed è interpretato da Naomi Watts, Laura Harring e Justin Theroux. L'opera valse a Lynch il Prix de la mise en scène come miglior regista al 54º Festival di Cannes, il premio come miglior regista della New York Film Critics Association e la sua terza nomination al Premio Oscar come miglior regista.

Nel 2002, Lynch realizzò per i suoi fan una sitcom surreale di 8 episodi impersonata da conigli dal titolo Rabbits, distribuita attraverso il suo sito ufficiale. Più tardi girò diversi esperimenti in Digital Video, come il corto in stile thriller Darkened Room. Nel 2005, Lynch creò una serie di corti online dal titolo Dumbland, 8 episodi volutamente crudi nei contenuti e nella realizzazione inizialmente disponibili solo sul suo sito ufficiale e successivamente pubblicati in DVD.

David Lynch nel 2011

A partire dal 2005 lavorò a Inland Empire - L'impero della mente, interpretato da Laura Dern, Harry Dean Stanton, Justin Theroux e Jeremy Irons: venne girato in parte a Los Angeles e in parte in Polonia, interamente in digitale. Lynch lo descrisse come "un mistero su una donna in pericolo", senza voler rivelare ulteriori particolari. Secondo il regista si trattò di un nuovo esperimento girato senza la presenza di un copione, costruendo le scene una dopo l'altra in base alle precedenti. Presentato ufficialmente alla 63ª Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia il 6 settembre 2006, serata durante la quale il regista ricevette il Leone d'oro alla carriera, uscì nelle sale degli Stati Uniti a dicembre 2006.

Il 23 marzo 2011 tornò dietro la macchina da presa per catturare l'energia del concerto dei Duran Duran al Mayan Theater di Los Angeles. Il regista statunitense decise di dirigere la performance della band simbolo degli anni Ottanta in streaming. Da quel concerto, montato in diretta da Lynch, nacque Duran Duran: Unstaged.[28]

Il 6 ottobre 2014 Lynch annunciò la produzione di una nuova stagione di nove episodi de I segreti di Twin Peaks, realizzati insieme a Mark Frost e previsti per il 2016 su Showtime.[29] Lynch e Frost scrissero tutti gli episodi. Nell'aprile 2015 Lynch annunciò di aver abbandonato il progetto a causa del budget troppo basso, ma che tuttavia la serie fosse ancora in lavorazione.[30] Tuttavia il 15 maggio 2015 Lynch dichiarò di aver risolto le divergenze creative con Showtime e di essere tornato a lavorare sul revival.[31] Poco dopo il CEO di Showtime David Nevins confermò il ritorno di Lynch, annunciando che il regista avrebbe diretto tutti gli episodi e con l'ordine originale di nove episodi esteso a diciotto.[32] In questa nuova stagione, Lynch si occupò della sceneggiatura, della regia e del montaggio, tornando anche a recitare nei panni di Gordon Cole. Tale serie, intitolata semplicemente Twin Peaks, fu trasmessa negli Stati Uniti a partire dal 21 maggio su Showtime. In essa ritornò la maggior parte del cast di attori che già prese parte alla serie negli anni Novanta e al film Fuoco cammina con me, con l'inserimento di nuovi attori, anche di fama internazionale (tra cui Naomi Watts, Jim Belushi e Tim Roth).

Nel 2022 fece la sua ultima apparizione sul grande schermo nel film The Fabelmans, di Steven Spielberg, interpretandovi il regista John Ford.

Problemi di salute e morte

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Nell'agosto 2024, nel corso di un'intervista rilasciata per la rivista Sight and Sound, annunciò di aver iniziato a soffrire di enfisema a causa del fumo di cui fece abuso fin dall'età di otto anni fino al 2022[33], due anni prima che gli venisse diagnosticata la malattia. Morì a Los Angeles, in casa della figlia Jennifer, il 16 gennaio 2025, quattro giorni prima del suo 79º compleanno.[34]

Altre attività

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Lynch parlò del pittore Francis Bacon come "il migliore, il pittore numero uno, un eroe". Fino alla morte creò nuove installazioni d'arte, dipinti e fotografie. Nel tempo libero progettava e costruiva mobili di legno che dichiarò di aver imparato per merito del padre che aveva un laboratorio e anche che avesse intenzione di voler imparare a lavorare il metallo. Lynch fu anche l'autore di una striscia umoristica dal titolo The Angriest Dog in the World.

Scrisse anche alcuni libri. Nel 1991, assieme a Mark Frost e Richard Saul Wurman, scrisse il libro Welcome to Twin Peaks. Lynch fu solito sperimentare anche composizione musicale sperimentale assieme ad alcuni compositori, realizzando alcune esibizioni live e alcuni dischi.

Ideò la mostra The Air Is on Fire[35], ospitata presso la Fondation Cartier pour l'art contemporain di Parigi nel 2007. La suddetta mostra venne successivamente trasferita presso la Triennale di Milano (9 ottobre 2007 - 13 gennaio 2008); in tale occasione venne arricchita di un'opera d'arte a muro.[senza fonte] Alla mostra furono esposti i suoi schizzi su carta, su tovaglioli di carta e su scatole di fiammiferi; i suoi dipinti, alcuni sviluppati anche in tre dimensioni, le sue fotografie sul nudo, con immagini ritoccate al computer fino al punto di renderle inverosimili. Per l'occasione Lynch progettò anche un salotto tridimensionale in misure verosimili a quelle di un salotto reale, come se si trattasse di un pezzo del set di un suo film. Alla mostra fu anche possibile visionare, in un piccolo cinema dall'aspetto teatrale (ricostruzione perfetta del piccolo teatro filmato in Eraserhead - La mente che cancella, lampadine comprese), le sue pellicole sperimentali, oltre ai primi cortometraggi.[36] La mostra The Air Is on Fire fu inoltre occasione per dare avvio a una collaborazione artistica con Christian Louboutin; in questa sede infatti Lynch ripropose in chiave totemica i famosi souliers dello stilista francese dalla suola rossa e tacco vertiginoso.[37]

Dall'intensa collaborazione tra Lynch e Louboutin nacque la mostra Fetish, un'intrigante esposizione fotografica ospitata presso la Galerie du Passage a Parigi dal 20 settembre al 20 ottobre 2007. Le 26 fotografie immortalano dei souliers-sculture feticisti all'interno di un'ambientazione visionaria e spettrale.[37] Lynch progetto anche davidlynch.com, un sito a pagamento riservato ai membri registrati dove pubblicava cortometraggi, interviste e altre produzioni. Il sito ospitava giornalmente una rubrica sulle condizioni del tempo, dove Lynch dava una breve descrizione delle condizioni climatiche di Los Angeles, città dove ha vissuto fino alla morte.

Il video musicale della canzone Shot in the Back of the Head di Moby fu pubblicato il 14 aprile 2009 su Pitchfork.tv. Regista e autore del video in animazione fu lo stesso Lynch.

L'8 novembre 2011 uscì il suo primo album da cantante e musicista: Crazy Clown Time.[38] Il video musicale della canzone Crazy Clown Time dell'omonimo album di David Lynch fu pubblicato il 3 aprile 2012 su Youtube. Regista e autore del video fu lo stesso Lynch.[39] Il 10 luglio 2013 uscì il suo secondo album in studio, The Big Dream, che vide la collaborazione, alla chitarra, del figlio Riley e dell'artista svedese Lykke Li.

Nel 2018 uscì un nuovo album di inediti registrato in concomitanza con la produzione di Fuoco cammina con me ma rimasto inedito per 26 anni; l'album si chiama Thought Gang e rispecchia la formazione di allora ovvero Lynch alla voce e Badalamenti al piano. Il risultato è un mix abbastanza riuscito di musiche jazz-industrial. Nel 2019, a 73 anni, Lynch aprì un canale su YouTube intitolato David Lynch Theater, dove riprese la sua vecchia rubrica mattutina sul meteo a Los Angeles e pubblicandovi contemporaneamente cortometraggi e tutorial.

Vita privata

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Lynch si sposò quattro volte, la prima con Peggy Reavey dal 1967 al 1974[40][41] dalla quale ebbe una figlia, Jennifer (1968).[42] Nel 1977 sposò Mary Fisk e la coppia ebbe un figlio, Austin Jack (1982). Si separarono nel 1985 e divorziarono ufficialmente nel 1987.[43] Tra il 1986 e il 1991 ebbe una relazione con l'attrice Isabella Rossellini.[44] Nel maggio del 2006 sposò Mary Sweeney, per poi divorziare il mese successivo.[45] I due ebbero un figlio, Riley, nato nel 1992.[46] Tre anni dopo sposò Emily Stofle ed ebbero una figlia, Lula Boginia (2012).[47] Nel 2023 Stofle chiese il divorzio. Nel dicembre 2024 venne trovato l'accordo[48], ma non venne finalizzato a causa della morte di Lynch.

Filmografia

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Regista

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Lungometraggi
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Cortometraggi
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Lo stesso argomento in dettaglio: Cortometraggi di David Lynch.
Documentari
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Televisione

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Sceneggiatore

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Produttore, montatore e compositore

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Direttore della fotografia

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Effetti speciali

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Videoclip

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Discografia

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Mostre in musei e gallerie

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Riportiamo qui una lista parziale delle mostre in musei e gallerie dell’artista. La mostra tenuta alla Pennsylvania Academy of the Fine Arts (The Unified Field) è da considerarsi come uno degli eventi culturali più importanti degli anni '10 del 2000 secondo il The New Yorker.[49]

  • 1967: Vanderlip Gallery, Filadelfia
  • 1983: Puerto Vallarta, Messico
  • 1987: James Corcoran Gallery, Los Angeles
  • 1987: Rodger LaPelle Galleries, Filadelfia, Pennsylvania
  • 1989: Leo Castelli Gallery, New York
  • 1989: James Corcoran Gallery, Los Angeles, California
  • 1990: Tavelli Gallery, Aspen
  • 1990: N. No. N. Gallery, Dallas, Texas
  • 1991: Museum of Contemporary Art Tokyo
  • 1992: Sala Parpallo, Valencia
  • 1993: James Corcoran Gallery, Los Angeles
  • 1995: Painting Pavilion, Open Air Museum, Hakone
  • 1995: Kohn/Turner Gallery, Los Angeles, California
  • 1996: Park Tower Hall, Tokyo
  • 1996: Painting Pavilion, Open Air Museum, Hakone, Japan
  • 1996: Namba City Hall, Osaka, Japan
  • 1996: Artium, Fukuoka, Japan
  • 1997: Galerie Piltzer, Parigi
  • 1997: Otsu Parco Gallery, Osaka, Japan
  • 2001: Centre de Cultura de Barcelona, Barcellona, Spain
  • 2001: Printemps de Septembre, Tolosa, France
  • 2004: Atlas Sztuki, Łódź, Poland
  • 2007: The Air is on Fire: 40 years of Paintings, Photographs, Drawings, Experimental films, and Sound creations Fondation Cartier pour l'Art Contemporain, Parigi
  • 2007: The Air is on Fire, La Triennale di Milano, Milano, Italy
  • 2007: Fetish, Galerie du Passage, Parigi, France, with Christian Louboutin
  • 2007: Inland Empire, Galerie du Jour agnès b., Parigi, France
  • 2008: David Lynch: New Photographs, Epson Kunstbetrieb, Düsseldorf, Germany
  • 2009: Dark Splendor, Max-Ernst-Museum, Brühl, Germany
  • 2009: David Lynch: New Paintings, Griffin and Corcoran, Los Angeles, California
  • 2009: The Air is on Fire, Cultural Foundation Ekaterina, Mosca, Russia
  • 2009: Hand of Dreams, Item Gallery, Parigi, France
  • 2009: I See Myself, Galerie des Galeries, Parigi, France
  • 2009: David Lynch and William Eggleston: Photographs, Galerie Karl Pfefferle, Monaco, Germany
  • 2009: Fetish, Garage Center for Contemporary Culture, Mosca, Russia
  • 2009: Dark Night of the Soul, Kohn Gallery, Los Angeles, California
  • 2009: Ars Cameralis Culture Institution, Katowice, Poland
  • 2010: David Lynch, Mönchehaus Museum, Goslar
  • 2010: David Lynch: Photographs, Galerie Karl Pfefferle, Monaco, Germany
  • 2010: Crime and Punishment, from Goya to Picasso (Group Exhibition), Museo d’Orsay, Paris, France[50]
  • 2010: News Prints and Drawings, Item Gallery, Parigi, France
  • 2010: The Air is on Fire, GL Strand, Copenaghen, Denmark
  • 2010: I Hold You Tight, Musée Jenisch, Vevey, Switzerland
  • 2010: Lithos 2007-2009, Musée du dessin et de l’estampe originale, Gravelines, France
  • 2010: Darkened Room, Six, Osaka, Japan; Seul, Korea
  • 2010: Marilyn Manson and David Lynch: Genealogies of Pain, Kunsthalle Wien, Vienna, Austria
  • 2011: David Lynch: New Paintings and Sculptures, Griffin and Corcoran, Los Angeles, California
  • 2011: Works on Paper, Item Gallery, Parigi, France
  • 2012: Tilton Gallery, New York, New York
  • 2012: Lost Paradise (Group Exhibition), Mönchenhaus Museum, Goslar, Germany
  • 2012: Chaos Theory of Violence and Silence, La Foret Museum, Tokyo, Japan
  • 2012: It Happened at Night, Galerie Karl Pfefferle, Monaco, Germany
  • 2012: Tomio Koyama Gallery, Tokyo, Japan
  • 2012: Man Waking From Dream, Fonds Régional d'Art Contemporain Auvergne, Clermont-Ferrand, France
  • 2012: Galerie Chelsea, Sylt
  • 2012: Galerie Pfefferle, Monaco di Baviera
  • 2013: Naming, Kayne Griffin Corcoran, Los Angeles, California. Curated by Brett Littman, Executive Director of The Drawing Center, New York
  • 2013: David Lynch: New Works, Kayne Griffin Corcoran, Los Angeles, California
  • 2013: Hypnotherapy (Group Exhibition), Kent Fine Art, New York, New York
  • 2013: Circle of Dreams, Centre de la Gravure et de l’Image imprimée de la Fédération Wallonie-Bruxelles, La Louvière, Belgium
  • 2013: Galerie Barbara von Stechow, Francoforte sul Meno
  • 2014: The Photographers´ Gallery, Londra
  • 2014: Naming, Middlesbrough Institute of Modern Art, Middlesbrough, England. Curated by Brett Littman, Executive Director of The Drawing Center, New York
  • 2014/15: David Lynch: The Unified Field, The Pennsylvania Academy of the Fine Arts, Filadelfia, Pennsylvania
  • 2014: Small Stories, La maison Européenne de la Photographie, Parigi, France
  • 2014: The Factory Photographs, Fondazione MAST, Bologna, Italy
  • 2014: The Factory Photographs, The Photographers’ Gallery, Londra, United Kingdom
  • 2015: David Lynch: Between Two Worlds, Queensland Gallery of Modern Art, Brisbane, Queensland
  • 2017: Silence and Dynamism, Centre of Contemporary Art Znaki Czasu, Toruń, Polonia
  • 2018: I was a teenage insect, Kayne Griffin Corcoran, Los Angeles
  • 2018/19: Simeone is in my house, Bonnefantenmuseum, Maastricht, Paesi Bassi
  • 2018: Les Visitants: Guillermo Kutica and the Fondation Cartier Collection, Kirchner Cultural Centre, Sarmiento, Argentina

Riconoscimenti

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Onorificenze

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Doppiatori italiani

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Nelle versioni in italiano delle opere in cui ha recitato, David Lynch è stato doppiato da:

Da doppiatore è stato sostituito da:

  1. (EN) David Lynch Cause of Death Released, Cardiac Arrest From COPD, su tmz.com, 7 febbraio 2025. URL consultato il 16 gennaio 2026.
  2. Copia archiviata, su artnet.com. URL consultato il 25 febbraio 2018 (archiviato il 25 febbraio 2018).
  3. Copia archiviata, su moma.org. URL consultato il 25 febbraio 2018 (archiviato il 25 febbraio 2018).
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  6. La scheda di David Lynch. Biografia e filmografia - Trovacinema, su trovacinema.repubblica.it. URL consultato il 16 giugno 2014 (archiviato il 14 luglio 2014).
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  11. Twin Peaks 2017 (parts 1–4), su moma.org. URL consultato il 25 febbraio 2018 (archiviato il 25 febbraio 2018).
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Bibliografia

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  • Valerio Monacò, David Lynch. Il tempo del Viaggio e del Sogno, Edizioni NPE, 2018
  • Luca Malavasi, David Lynch. Mulholland Drive, Torino, Lindau, 2008.
  • Interpretazione tra mondi. Il pensiero figurale di David Lynch, di Pierluigi Basso Fossali, ETS, 2006; seconda edizione riveduta, ampliata e aggiornata ETS, 2008
  • David Lynch a cura di Paolo Bertetto, Marsilio Editore, 2008
  • (EN) Lynch on Lynch, un libro di interviste a Lynch, svolte, trascritte e introdotte dal regista Chris Rodley (Faber & Faber Ltd., 1997, ISBN 0-571-19548-2; edizione aggiornata a Mulholland Drive pubblicata da Farrar Straus & Giroux, 2005, ISBN 0-571-22018-5).
  • Lynch secondo Lynch, traduzione della prima edizione del sopra citato Lynch on Lynch di Chris Rodley (Baldini&Castoldi Ed., 1998, ISBN 88-8089-402-1).
  • David Lynch. Il cinema del sentire, Daniele Dottorini, Le Mani, Recco-Genova 2004.
  • (EN) The Complete Lynch di David Hughes (Virgin Virgin, 2002, ISBN 0-7535-0598-3)
  • In acque profonde, (Catching the Big Fish), collana Piccola Biblioteca Oscar Mondadori, traduzione di Michela Pistidda, Mondadori, 2006, ISBN 978-88-04-57480-4
  • David Lynch e il Grande Fratello, di Alessandro Agostinelli, Besa Editrice, 2011
  • I segreti di David Lynch, Matteo Marino, BeccoGiallo Editore, 2018, ISBN 978-88-33140-16-2

Altri progetti

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Collegamenti esterni

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