Cronologia dell'impero mongolo

Voce principale: Impero mongolo.

Questa voce contiene la cronologia dell'impero mongolo.

L'impero mongolo è stato un impero fondato dal condottiero Gengis Khan che, proprio in seguito alle sue campagne di conquista e a quelle dei suoi successori, divenne il secondo impero più vasto di tutta la storia (il primo se si considera l'impero britannico come un impero coloniale), coprendo un'estensione totale di 24,0 milioni di km² e avendo una popolazione di circa 100 milioni di abitanti, ovvero circa il 25,6% della popolazione mondiale del tempo. In solo 73 anni l'impero era passato da una confederazione di tribù turco-mongole ad uno stato che andava dalla Corea ai margini più vicini della Germania. La sua estensione e la sua forza lo rese in pochissimo tempo uno degli stati medievali più importanti, influenti e temuti. Ma dopo la morte del suo fondatore l'impero cadde rapidamente in crisi e si suddivise in quattro stati minori, che avranno storie alterne anch'esse trattate nella voce.[1][2][3]

Evoluzione dell'impero mongolo.

Questa cronologia si occuperà non solo degli eventi bellici connessi all'impero, ma in generale dei cambiamenti storico-culturali di quell'epoca come gli scambi commerciali tra Oriente ed Occidente, migliorati grazie alla cosiddetta pax mongolica, innovazioni tecnologiche e scientifiche ed altro.

Secolo XI e precedenti

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  • Sin dall'età antica la zona delle steppe dell'Asia centro-orientale e settentrionale veniva abitata dai mongoli, un grande agglomerato di popolazioni nomadi, parlanti tutte lingue di ceppo mongolico suddivise in diverse tribù ancestrali tra cui Merkit, Oirati, Naiman, Kereiti, Ongot, Tangut/Xia occidentale, Liao/Xia orientale e i Mang-hol (di religione nestoriana) tra le più importanti.[4][5] Queste popolazioni erano già note alle dinastie cinesi che si trovavano al Meridione e che molto spesso dovettero affrontarle, mentre le stesse coesistevano assieme ai tatari, gruppo etnico di stirpe turcica che era militarmente superiore alle tribù[6], e finì per diventare la loro egemone (tant'è vero che anticamente i termini mongolo e tataro/tartaro erano praticamente intercambiabili).[7] Questi popoli erano governati da un khan locale e spesso combattevano fra loro. Alcuni stati precedenti fondati dai tataro-mongoli furono gli Xiongnu, gli Xianbei, i Rouran e i Göktürk.
  • Il popolo dei mongoli vantava di discendere da Tengri Khan, divinizzato dagli stessi come la divinità padre del cielo azzurro (equivalente di Tengri, su cui si fonda il credo del tengrismo[8]), sebbene alcuni invece lo considerassero un membro della dinastia Yarlung, imperatori del Tibet[senza fonte]. Fu il padre di Borte Chino ("lupo grigio"), il quale si accoppiò con un daino grigio e divennero capostipiti delle varie tribù mongole.[9] Quattordici generazioni dopo si arriva a Bondodjar Mong, a cui le fonti antiche attribuiscono una nascita divina[10], e che sarebbe stato progenitore del clan Borjigin (dal nome del capo Borjigidai) e di altre tribù tra cui i Barlas di Tamerlano. I Borjigid fecero diverse guerre contro i tatari e le altre tribù mongole.
  • Uno dei Borjigid, Kabul Khan, riuscirà a istituire una vera e propria confederazione di tribù mongole (specificatamente quattro: Borjigin, Tayichuud, Jalair e Jirukhen, le quali si consideravano tutte discendenti di Bondodjar Mong) chiamata Khamag Mongol, la quale era ostile verso i confronti dei tatari contro i quali furono organizzate diverse campagne. Kabul era il bisnonno di Gengis Khan.[11][12]
  • 1155-1162: queste sono le date generalmente accettate per datare la nascita di Temüjin, meglio noto come Gengis Khan, figlio di Yesügei, capo dei Borjigid e Hoelun degli Olkhonud, rimasto poi orfano dopo la morte del padre per mano dei tatari. Durante la sua infanzia, vissuta nella povertà, stringerà alleanze con diverse tribù della confederazione (che nel frattempo stava cadendo a pezzi), le quali diventeranno i suoi primi sudditi. Tra i più importanti ricordiamo Jamuka e Toghrul Khan.[13][14]

Anni 1190

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Campagne del 1191.
  • Ascesa di Temüjin: dopo tre decenni di combattimenti contro alcune tribù mongole, riesce finalmente a sottomettere i Merkit, i quali avevano preso in ostaggio sua moglie Börte, poco altro è noto di questo periodo se non che iniziò a stuzzicare i tatari.[15]
Guerra civile del 1194.
  • Temüjin si fa ufficialmente eleggere khan del Khamag Mongol dopo aver sedato le varie crisi ed essere diventato popolare, ma ciò causa alcune frizioni tra lui e Jamuka che intendeva opporsi alla sua ascesa. I due allora si scontrano a Dalan Baljut e Temüjin ha la meglio.[16] Alla battaglia partecipò Subedei, il primo dei «quattro segugi di Temüjin».
Guerre del 1196.
  • Sfruttando una guerra tra i tatari e la dinastia cinese Jin, Temüjin e i suoi alleati approfittano per sottometterli definitivamente alla coalizione, e vengono premiati dagli stessi Jin per il loro valore militare.[17]
  • Guerre di rappresaglia contro i Jirukhen lungo il fiume Giallo.
Battaglie del 1199.
  • Guerre di logoramento contro i Merkit e i Naiman sui monti Altaj. Toghrul Khan viene liberato dal vassallaggio e viene ora considerato un vero e proprio alleato, perdono di Jamuka.[18]

Anni 1200

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  • Guerre contro i Tayichuud, Ongirrat e soprattutto i tatari, di nuovo sottomessi ma risparmiati da un rastrellamento totale per volere dei parenti di Temüjin. Rimanevano ancora del tutto autonomi i Naiman ed i Kereiti governati da Toghrul Khan. Continue guerre contro i mongoli.
Combattimenti contro Buyuq e i ribelli.
  • Buyruq Khan forma una confederazione di tatari e altri mongoli (tra cui Jamuka e alcuni parenti di Temüjin) e si ribella al potere di Temüjin nella Zungaria[19], ma quest'ultimo riesce a batterli nella battaglia di Köyiten alla quale parteciparono Jebe e Jelme, il secondo e terzo dei «quattro segugi».
Guerre contro gli ex-alleati.
  • Toghrul Khan, sollecitato dal figlio Senggüm, decide di tradire Temüjin assieme ancora una volta a Jamuka, pianificando un assassinio che però viene sventato, alla fine vengono battuti nella battaglia delle sabbie di Qalaqajit dal fratellastro Khasar.[20] Anche queste tribù furono assorbite nello stato federale di Temüjin.
Guerre contro i Naiman.
  • Rimasti solo i Naiman, guidati da Tayang Khan, Temüjin decide di attaccarli, all'esercito nemico si unì un'ultima volta Jamuka. Vittoria di Chakirmaut.
  • Guerre contro i Merkit separatisti, prime incursioni nella regione del Kara Khitay.
  • Jamuka viene finalmente catturato e giustiziato, secondo la tradizione gli venne accordata una morte onorevole per ricordare la vecchia amicizia tra i due condottieri.[21]
  • Prime incursioni contro gli Xia occidentali (Tangut), saccheggi nel deserto del Gobi.
  • Fondazione dell'impero mongolo: assoggettate tutte le tribù mongole al proprio dominio, Temüjin indice un kuriltai, un concilio politico-militare con tutti i capi-tribù. Qui gli viene conferito il nome di Gengis Khan, che significa letteralmente "sovrano universale", e cioè khan di tutti i mongoli senza distinzione di tribù. Questo evento è convenzionalmente considerato l'inizio dell'impero mongolo.[22]
  • Per uniformare la società mongola, facendo leva soprattutto sull'approvvigionamento dell'esercito, Gengis Khan riforma la società mongola riunendo le vecchie tribù in minghaan, assimilabili a delle chiliarchie. Alla famiglia di Gengis, i Borjigid, vengono accordati particolari privilegi e una guardia reale chiamata Kheshig. Le varie differenze tra le tribù mongole svaniscono, ma non del tutto.
  • A quei tempi l'esercito mongolo contava circa 96.000 unità (suddivise in tumen, yagun e arban), governate da fidati generali o figli del khan come Mukhali (il quarto dei «quattro segugi») o Joci – vedasi organizzazione militare dei mongoli.
Prima invasione degli Xia.

Anni 1210

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Campagna contro i Jin.
  • Dopo aver interrotto temporaneamente le operazioni militari, Gengis Khan riesce ad assediare Zhongdu, capitale dei Jin, con cui la dinastia decide di diventare tributaria dei mongoli. La corte cinese si trasferisce verso Sud mentre la capitale viene lasciata a sé stessa e completamente rasa al suolo dai mongoli.[26]
  • Viene stabilito un nuovo distaccamento militare di etnia cinese, il quale parteciperà alle campagne occidentali.
  • Mukhali continua le guerre contro i Jin in Cina settentrionale mentre Gengis Khan ritorna in Mongolia. Verrà in seguito premiato dal gran khan.
  • Campagna mongola contro gli Xia orientali: con l'obbiettivo di raggiungere la Corea, i mongoli attaccano gli Xia orientali (ovvero ciò che restava della dinastia Liao) e li sottomettono.[27]
  • Conquista mongola del Kara Khitay: Gengis Khan assieme ai suoi segugi attacca le terre del Kara Khitay guidate da Kuchlug presso il lago Balqaš. In seguito Kuchlug tenta di fuggire in Afghanistan ma viene catturato e il suo corpo consegnato ai mongoli.[28]
  • Gengis Khan spedisce una carovana piena di merci verso l'impero corasmio, sperando di poter stabilire relazioni amichevoli. Gli ambasciatori vennero tutti uccisi nel cosiddetto "incidente di Otrar" ma Gengis Khan ne mandò un'altra lo stesso anno, credendo si fosse trattato di un'incomprensione con il governatore. All'uccisione della seconda carovana si infuriò e decise di invadere la Corasmia.[29]
  • Invasione mongola della Corasmia: le forze mongole si incamminano attraverso i monti del Tian Shan ed entrano in Transoxiana. Qui le forze guidate da Joci furono le prime ad affrontare i corasmi, con altalenanti successi, mentre un'altra forza guidata da Chagatai e Ögödei avanzarono in Persia. Questa campagna è ricordata perché eccezionalmente violenta, con frequenti distruzioni di città, stragi, massacri, eccidi e atti violenti a livelli che non si vedranno fino al XX secolo.[30][31]

Anni 1220

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  • Assedio di Bukhara. La maggior parte della città si lascia conquistare dai mongoli.[32]
  • Gengis Khan affronta lo scià Muhammad II nella sua capitale di Samarcanda. Più di 100.000 abitanti sarebbero stati uccisi in modo atroce. Gengis Khan avrebbe qui pronunciato la celebre frase: «Io sono il flagello di Dio, se voi non aveste commesso gravi peccati, Dio non avrebbe mandato una punizione come me su di voi».[33]
  • Muhammad II scappa verso il Mar Caspio inseguito da Joci. Alla fine muore lasciando il suo impero in crisi.
  • I mongoli ripiegano verso Urgench, e si rivelerà una battaglia molto difficile.
  • Gengis Khan spedisce suo figlio Tolui a conquistare il Khorasan, conquistando la città di Balkh e la regione dell'Hindukush mentre il khan è occupato a debellare le ultime resistenze della Corasmia. La distruzione dell'impero corasmio e le sue terribili violenze furono un durissimo colpo per il mondo musulmano a causa della crisi demografica che portarono i mongoli.[34]
  • Secondo diverse fonti, Tolui avrebbe assediato la città di Nishapur, e una volta conquistatala avrebbe trucidato ogni singolo essere vivente in tutta la città, dagli umani agli animali, portando a un numero inimmaginabile di morti.[35]
  • Gengis Khan nomina suo figlio Ögödei come erede, causando l'indignazione degli altri suoi figli.
  • Viene condotta una campagna nel territorio del Caucaso, all'interno del regno d'Armenia. I mongoli raggiungono in seguito Tbilisi in Georgia e feriscono mortalmente il suo re.
  • Il condottiero mongolo completa la conquista dell'Asia centrale commettendo innumerevoli macelli della popolazione. Affronta anche Jalal al-Din, figlio di Muhammad II, nelle terre dell'Afghanistan (Parvan), la guerra si sposta poi sul fiume Indo dove Gengis Khan ha la meglio. In totale sono morti circa 4 milioni di civili musulmani (vedasi devastazioni e genocidi dei mongoli).
  • Distruzione della dinastia ghuride ad opera di Ögödei, prime scorrerie nel subcontinente indiano.
  • Gengis Khan ritorna a Karakorum, ma in seguito scoppia una rivolta in Afghanistan che viene duramente repressa nel sangue, con circa un milione tra morti, schiavizzati e venduti.
Invasione della Georgia e delle regioni ucraine.
  • I mongoli, guidati da Jebe e Subedei, marciano all'interno della Georgia e la sconfiggono decisivamente, lasciando il loro esercito fortemente indebolito. Si spostano poi in Azerbaigian.[36]
  • Abbandonata la Georgia, i mongoli devastano il territorio dei kipčaki, cumani e cazari (simile alla loro landa di origine) e li assimilano al loro esercito. Ripiegano in seguito nel Caucaso e prendono la Crimea, oltrepassando il Volga e prendendo la città di Astrachan'.[37]
  • Si riapre la guerra contro la Cina, con la mancata presa di Fengxiang, e la fallita presa dello Shaanxi, nella quale morì Mukhali.
  • Il khan dei cumani chiede pubblicamente aiuto al Rus' di Kiev e i principi russi di Novgorod, le entità feudali si coalizzano per arrestare l'avanzata dei mongoli, ma questi ultimi hanno la meglio nella battaglia del fiume Kalka, data la mancata cooperazione delle forze russe, Subedei decide però di ritirarsi (Jebe invece era morto).[38]
  • I mongoli decidono di non proseguire l'invasione nel Rus' e si ritirano verso l'Asia centrale dove si battono contro i bulgari (Grande Bulgaria), circassi, alani, ceceni e ingusci.[39] In seguito si riuniscono all'esercito di Gengis Khan.
Seconda campagna contro gli Xia.
  • I mongoli partono per soggiogare i tanguti dello Xia occidentale, passando per il deserto del Gobi. La campagna si rivela più lunga del previsto e lo stesso Gengis Khan, ormai anziano, ne rimane ferito.
  • Dopo i primi stalli sui monti del Qilian Shan, i mongoli riescono ad infliggere un grande danno ai tanguti e penetrano nel territorio dei Jin (intanto impegnati in una guerra contro i Song).
Estensione approssimativa dell'impero mongolo alla morte di Gengis Khan.
  • L'esercito dei mongoli riesce alla fine a piegare i tanguti verso la capitolazione, riuscendo finalmente a distruggere completamente la capitale Yinchuan, mentre le campagne previste contro i Jin vengono sospese per la morte del khan.
  • Morte di Gengis Khan: la morte del gran khan è un soggetto di grande dibattito, tra chi sostiene che sarebbe morto in battaglia e chi sostiene che sia morto durante il suo ritorno in Mongolia, dopo una violenta caduta da cavallo. La sua morte e la sua sepoltura vennero tenute segrete per non interrompere le campagne militari. Come da suo testamento, venne succeduto dal figlio Ögödei Khan con un nuovo kuriltai (1229), ma si ebbe un'iniziale reggenza del figlio Tolui Khan. L'impero, sebbene ancora unito, inizia lentamente a dividersi a causa delle frizioni tra i fratelli.[40][41] Ha anche inizio il relativo periodo di pace e sicurezza storiograficamente noto come pax mongolica.[42]

Anni 1230

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Invasione mongola della Corea.
  • Invasioni mongole della Corea: con l'obbiettivo di soggiogare tutta l'Asia, Ögödei entra nella penisola coreana, e si allea con un principe Goryeo ribelle, ma le forze si arrestano nell'odierna Corea del Nord.[43]
  • Tolui Khan riprende la guerra contro i Jin, li sconfigge nelle piane di Henan e raggiunge la nuova capitale Kaifeng, che cade sotto assedio.
  • Raggiunte le vicinanze di Seul, l'avanzata mongola viene temporaneamente fermata dai Goryeo.
  • L'esercito mongolo di Ögödei riesce a catturare Kaifeng, e rincorrono la corte imperiale Jin a Caizhou dove alla fine si arrendono.
Conquista dei Jin.
  • L'impero mongolo si allea con la dinastia Song per dissolvere la dinastia Jin. Dopo la presa di Caizhou l'ultimo esponente familiare commette il suicidio, estinguendo la dinastia Jin.
Rotte delle campagne più importanti dei mongoli.
  • L'esercito mongolo continua a razziare i territori del Rus' di Kiev, attraversando i fiumi Voronež e Sit. In seguito i mongoli decidono di ritirarsi per passare l'inverno nel Caucaso.
  • Crollo del principato di Vladimir-Suzdal', la maggior parte dei principi russi sono adesso tributari o vassalli dei mongoli.
  • I mongoli si concentrano a saccheggiare la regione dell'odierna Ucraina e le steppe pontico-caspiche. In seguito vengono prese Perejaslav e Černihiv, arrivando nei pressi della stessa Kiev. Avvengono diverse stragi, razzie e devastazioni di città.

Anni 1240

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  • I mongoli attraversano il fiume Dnepr congelato e assediano Kiev, demolendo le sue mura grazie alle tattiche dei militari cinesi. La popolazione, spaventata, si rintanò sul tetto della chiesa delle Decime, il quale sarebbe poi crollato causando ulteriori morti. Nonostante la distruzione della città, essa poté riprendersi velocemente dato che i mongoli non avevano il minimo interesse a stabilircisi.[45]
  • Con la caduta di Kiev tutti i territori dell'antico Rus' di Kiev e quasi tutti i vecchi principati russi (ad eccezione della repubblica di Novgorod che era solo formalmente tributaria) erano del tutto dipendenti dall'impero mongolo e amministrate dal fidato Yaroslav II. La conquista mongola porterà paradossalmente all'inizio della storia della Russia moderna, dato che dalle ceneri di un Rus' di Kiev distrutto nascerà la Moscovia.[46]
Riassunto dell'invasione mongola dell'Est Europa.
Incursioni mongole in Anatolia.
  • Gli eserciti mongoli iniziano a ritirarsi, ma non cessano la loro attività di saccheggio e depredazione, combattendo frequentemente contro Ungheria, Croazia e Austria, per poi arrivare in Bosnia.
  • Invasione mongola della Bulgaria e della Serbia: partendo da Ragusa, i mongoli iniziano il viaggio di ritorno (scelsero un viaggio diverso per motivi di superstizione), attraversano il Danubio e, secondo alcune fonti, riescono a prendere la città di Belgrado nel regno di Serbia, anch'essa una piccola città ai tempi, in seguito devastano il territorio dell'impero bulgaro, della Valacchia e della Moldova (ai tempi soggetti bulgari), rendendoli entrambe entità vassalle. Serbia e Bulgaria riusciranno a liberarsi presto e riprendersi economicamente dato l'abbandono veloce dei mongoli e il loro scarso interesse nel governarli.[55]
  • Invasione mongola dell'impero latino: dopo aver oltrepassato la Tracia, i mongoli approfittano della debole situazione in cui si trovava l'ex-impero bizantino (smembrato in feudi crociati e attaccato da più nemici) per arrivare alla stessa Costantinopoli, senza però saccheggiarla[56], e ricongiungersi con le altre forze mongole in Anatolia. Il re Baldovino II riesce a repellere i mongoli e instaura relazioni diplomatiche con loro (vedasi alleanza bizantino-mongolica).
  • Un contingente mongolico tenta per la prima volta di entrare in Siria, ma si ritira a causa delle dure condizioni meteorologiche.
  • I mongoli sbaragliano il sultanato selgiuchide di Rum nella battaglia di Köse Dağ, decretando il loro progressivo indebolimento e il loro vassallaggio assieme all'impero di Trebisonda.[57]
  • Una volta insediatosi al potere, Güyük abbandona qualsiasi piano in Europa per concentrarsi verso la Persia, India e soprattutto il Medio Oriente.
  • In questo periodo alla corte di Güyük è attivo il perugino Giovanni da Pian del Carpine, spedito in Asia per comunicare un'epistola alla corte del khan da parte di papa Innocenzo IV – sebbene la missione diplomatica si rivelerà un fiasco, il frate francescano ci lascerà l'opera Historia Mongalorum, incentrata proprio sui mongoli, e che rappresenta una delle primissime interazioni tra Oriente e Occidente.[58][59]
  • Muore Güyük Khan mentre si stava preparando ad arrestare l'avanzata del cugino Batu (il quale, tornato dall'Europa, voleva forse usurpare l'intero impero), ma in seguito collassa per un coma etilico. Il kuriltai eleggerà Möngke Khan, figlio di Tolui.

Anni 1250

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Incursioni mongole nel Tibet.
  • Ripresa delle ostilità contro la dinastia Song, che era riuscita a resistere.
  • Invasioni mongole del Tibet: i mongoli per tantissimi anni tenteranno di penetrare in Tibet per arrivare in India. Sebbene molti monasteri si sottomisero volontariamente, la campagna fu lunga e duratura, per cui il Tibet costituirà una regione particolare dell'impero.[60]
  • I mongoli oltrepassano l'Amu Darya per sottomettere il Turkestan ed arrivare in Mesopotamia, con direzione Baghdad.
  • L'esercito respinge decisivamente i turchi selgiuchidi che si ritirano nel cuore dell'Anatolia.
  • Prima spedizione mongola in Vietnam, al tempo frazionato in tanti regni, con l'obbiettivo di soggiogare lo Yunnan nella sua integrità, e con successo.
  • Il corpo di spedizione mongolo della Persia attraversa il fiume Tigri e si accampa nel Kermanshah, raggiungendo Mosul.
  • Presa di Baghdad: l'esercito mongolo assedia la grande città di Baghdad e la espugna dopo tredici giorni. Ciò fu seguito dal macello della popolazione e dalla distruzione della città, caratterizzata dalla demolizione di edifici importanti come la casa della sapienza, questo drammatico evento determinò la conclusione del califfato abbaside ma anche dell'epoca d'oro islamica visto che moltissimi studiosi e moltissime opere andarono perse.[65]
Impero mongolo nell'anno 1259.
  • Durante l'assedio di Diaoyucheng contro la dinastia Song, Möngke muore a causa di dissenteria o forse colera prima di poter nominare un erede. Questo evento porterà ad una crisi dinastica: sin dalla morte di Gengis Khan infatti, l'impero era stato spartito in sfere d'influenza tra i suoi quattro figli Joci, Tolui, Chagatai e Ögödei, con quest'ultimo che diventava il nuovo khan per mantenere l'integrità imperiale, ma nell'effettivo i quattro rami familiari gestivano i loro rispettivi angoli dell'impero mentre solo in teoria rispondevano all'autorità imperiale. Col tempo però le relazioni peggiorarono e la morte di Möngke fu la goccia che fece traboccare il vaso.
  • Seconda invasione mongola della Polonia: i mongoli attaccano il principato della Galizia-Volinia e la Piccola Polonia a causa di diversi mancati tributi. L'esercito dovette quindi battersi contro i ducati polacchi e il regno ungherese, raggiungendo e saccheggiando Cracovia per poi ritirarsi soddisfatti.[66]

Anni 1260

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Operazioni mongole nel Vicino Oriente.
  • Guerra civile toluide: sia Kublai che Arig Bek, entrambi figli di Tolui, si dichiarano indipendentemente nuovo khan, presto quindi si affrontano in guerra aperta che coinvolgerà anche gli altri parenti.[67]
  • La dinastia Song approfitta del momento di distrazione dei mongoli e assassina l'ambasciata mongola nel loro territorio, portando a un enorme risentimento da parte di Kublai.
  • Invasioni mongole della Siria: nel frattempo, i mongoli raggruppano i loro vassalli per attaccare la dinastia ayyubide (quella di Saladino), per poi dilagare verso Sud, nella terra santa crociata e nell'Egitto. Riescono a conquistare prima Aleppo e poi Damasco ma vengono fermati dai Mamelucchi.[68]
  • Incursioni mongole in Palestina: i mongoli si spingono verso la Palestina, raggiungendo sicuramente Gaza e forse anche i pressi di Gerusalemme stessa[69], mentre saccheggiano Sidone. Ma i mongoli furono sbaragliati per la prima volta nella battaglia di ʿAyn Jālūt, grazie all'improbabile cooperazione tra Mamelucchi ed europei crociati, che respinsero i mongoli e arrestarono la loro avanzata nel mondo islamico, tanto che lentamente si ritireranno dalla Siria interamente.[70]
  • Definitiva conquista della Corea.
  • Guerra tra Berke e Hulagu: in risposta alla disfatta in Galilea, Berke, del ramo di Joci attacca Hulagu, toluide, in supporto della guerra tra i parenti. Berke riesce a vincere il cugino nel Caucaso, grazie al supporto di Baybars. La guerra risulterà comunque inconcludente.[71]
  • Arig Bek si arrende a Kublai Khan, che in seguito si fa riconoscere dagli altri come il solo gran khan anche se solo nominalmente, in seguito sposta la capitale imperiale da Karakorum a Khanbaliq (oggi Pechino).
  • I veneziani Niccolò e Matteo Polo raggiungono la capitale mongola per discutere con Kublai, in seguito ritorneranno in Europa dove riferiranno al papa Clemente IV il desiderio di Kublai di importare la cultura occidentale nel suo impero, ma verrà ignorato.[72]
  • Ha inizio la battaglia di Xiangyang, un confronto militare durato sei anni tra i mongoli di Kublai e i Song.
  • Kublai richiede allo shogunato giapponese di sottomettersi, ma questi ultimi rifiutano, portando ad uno scambio di epistole tra i due stati.
  • Viene coniata la forma di scrittura 'Phags-pa, ideata da un monaco tibetano buddhista, il quale diventerà lo stile più usato all'interno dell'impero mongolo.[73]
  • Guerra tra Kaidu e Kublai: Kublai tenta di impossessarsi dei territori appartenenti al ramo di Chagatai, ma viene contestato da Kaidu, discendente di Ögödei, supportato dagli altri condottieri.[74]

Anni 1270

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  • Il diciassettenne Marco Polo inizia un lungo viaggio assieme a Niccolò e Matteo Polo, rispettivamente suo padre e zio. Questo viaggio durerà 24 anni e rappresenterà la più importante interazione tra il mondo occidentale e quello mongolico, aiutata dalla tolleranza di Kublai stesso.
Operazioni mongole in Giappone.
  • I mongoli tentano di rientrare in Palestina e penetrare fino in Egitto, ma verranno respinti ancora dal mamelucco Baybars.
  • Termina la battaglia di Xiangyang, con una vittoria totale dei mongoli. Si tratta anche della prima battaglia in cui è certo l'utilizzo di polvere da sparo e armi da fuoco.[75]
  • Fallita rivolta nella Corea dei Goryeo.
  • Invasioni mongole del Giappone: i mongoli decidono di invadere il Giappone, e spediscono la flotta dalla Corea alle isole di Tsushima e Iki, arrivando poi nel porto presso la città di Fukuoka. Si tratta di una guerra di logoramento dove entrambi i lati infliggono seri danni all'altro, ma alla fine i mongoli si ritirano quando un forte ciclone distrugge l'intera flotta, e in molti non riescono a tornare. I giapponesi attribuiranno questa vittoria al kamikaze, il vento divino.[76]
  • Marco Polo, il padre e lo zio arrivano alla corte di Kublai e presentano al khan un olio sacro proveniente da Gerusalemme e delle lettere diplomatiche firmate da papa Gregorio X. Marco Polo entra nella corte di Kublai Khan e diventa probabilmente una sorta di esattore delle tasse, qui inizierà ad osservare la cultura e la vita mongola (o "tartara" come li definirà lui).
  • A causa della pressioni mongole contro i Song, ormai stremati, la corte della dinastia fugge dalla capitale e si nasconde nel Guangdong, dove resisteranno per un paio di anni.
Battaglie più importanti in Birmania.
Guerre tra i Song e i mongoli.
La conquista della Cina, su una mappa.
  • La flotta mongola accerchia i fuggitivi Song e li annienta nella battaglia di Yamen, che si rivela determinante. La dinastia Song viene spazzata via e inglobata nell'impero mongolo, completando così la tanto bramata conquista della Cina.[78]

Anni 1280

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La massima estensione dell'impero mongolo.
  • L'impero mongolo è arrivato alla sua massima estensione territoriale, e da ora in poi non farà altro che rimpicciolirsi (in parte era già sul punto di frammentarsi). Circa l'11% della popolazione mondiale è deceduta per rendere questo possibile.[79]
  • Le forze mongole tentano di tornare in Siria – dopo aver oltrepassato l'Eufrate da una parte ed Aleppo dall'altra, ed essersi fatti alleati l'Armenia e l'ordine dei Cavalieri Ospitalieri, affrontano i mamelucchi nella battaglia di Homs, dove vengono sconfitti e di nuovo si ritirano in modo del tutto disorganizzato. I mamelucchi rimarranno uno dei pochi stati a non aver mai perso contro i mongoli.[80]
  • Kublai assembla una possente flotta tataro-mongolo-cinese per iniziare una seconda invasione del Giappone, ma ancora prima di approdare sulla terra le navi vengono distrutte da un fortissimo temporale, proprio come era avvenuto 8 anni prima, e ci furono moltissime vittime e dispersi. Una terza campagna verrà pianificata, ma mai iniziata.[81]
  • Kublai Khan ordina la distruzione dei più importanti testi sacri del taoismo, portando a una drastica riduzione del canone taoista (Daozang), il khan, che era già malvisto dalle popolazioni di etnia Han, diventa ancora più impopolare.
Attacchi nel Vietnam.
  • Una forza di spedizione mongola attraversa il regno Đại Việt e attacca il regno di Champa costringendolo a ripiegare verso la Cambogia dove resistono.
  • I mongoli ritornano in Birmania e la sottomettono definitivamente, per poi attaccare l'impero Khmer, il quale però sceglie di pagare un tributo per preservare la propria integrità.
  • Invasioni mongole di Sachalin: Kublai ordina una lunga serie di operazioni militari contro i popoli della Siberia più estrema ma soprattutto dell'isola di Sachalin e dell'arcipelago delle isole Curili, abitate dal bellicoso popolo degli Ainu, riusciranno a soggiogarli per qualche anno prima di lasciarli.
  • Terza invasione mongola della Polonia: i mongoli, con il supporto dei ruteni, attaccano un'ultima volta i ducati polacchi ma hanno scarsi successi a causa delle precauzioni dei polacchi – non riuscirono infatti ad entrare a Sandomierz, ripiegarono a Leopoli e non poterono entrare a Cracovia.[84]
  • Kublai approfitta della crisi del regno Pagan e attacca i regni rivali anarchici che erano stati fondati.
  • La flotta mongola viene decimata dai vietnamiti nella battaglia di Bạch Đằng con una trappola che consisteva in dei bastoni finti di metallo che squarciavano le barche.

Anni 1290

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Campagne nella Malesia.
Frammentazione dell'impero.
I viaggi di Marco Polo.
  • Marco Polo e la sua famiglia ritornano dal loro viaggio nell'impero mongolo, ignari che intanto esso stesse cadendo a pezzi. In questi due decenni ha ricoperto cariche governative nell'impero e ha imparato lingua e cultura dei mongoli, portando con lui diverse innovazioni che poi introdurrà in Europa come la carta, la porcellana, il carbone, alcune gemme preziose (giada, avorio) e spezie (zenzero, cannella, pepe), ma soprattutto un sistema postale efficiente e la prima nozione occidentale dell'esistenza del Giappone[86][87], ma non introdusse invece la pasta, trattandosi questo di un falso mito posteriore[88]. Tornato a Venezia verrà imprigionato dai genovesi dopo la battaglia della Curzola e in prigione avrebbe dettato le sue avventure al compagno di cella Rustichello da Pisa, che poi le trascriverà nella celeberrima opera Il Milione.[89][90]

Gran Khanato della dinastia Yuan (1271–1368)

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Lo stesso argomento in dettaglio: Dinastia Yuan e Dinastia Yuan settentrionale.

Gli eventi segnati in corsivo coinvolgono più di uno stato successore.

  • 1300: seconda invasione mongola della Birmania, risultata in una pesante sconfitta e nella ritirata definitiva dall'Asia sudorientale.[91]
  • 1301: dopo un trentennio finisce la guerra tra Kaidu e Kublai passata ai successori (Kublai era infatti già morto), con esito del tutto inconcludente.
  • 1306: guerra tra Esen Buka e Buyantu, ennesima disputa territoriale, stavolta decisivamente vinta dagli Yuan.[77]
  • 1311: il confucianesimo diventa religione ufficiale della dinastia, e vengono introdotti dei nuovi esami imperiali riformati.
  • 1328: guerra delle due capitali, un conflitto civile tra i partiti delle due capitali (Khanbaliq e Xanadu) per designare l'erede legittimo del khan Yesün Temür, vincono alla fine i "restaurazionisti" di Khanbaliq.[92]
  • 1335: abolizione degli esami imperiali.
  • 1339: rivolta contadina guidata dal monaco cinese Fan Meng, che si rinchiude nella città di Bianling, verrà poi sconfitto dalle autorità Yuan che escluderanno del tutto gli Han dalle cariche amministrative, causando ulteriori rivolte.
  • 1340: periodo di attività di Toqto'a (脱脱), cancelliere del khan e storico cinese, annoverato tra i padri della storiografia cinese.[93]
  • 1341: avvengono innumerevoli rivolte dei contadini nella zona della Cina che continueranno per i prossimi anni, ad una di queste rivolte partecipò Liu Ji (伯温), filosofo e inventore che fece diverse ricerche sullo sfruttamento delle armi da fuoco.[94]
  • 1344: avviene una forte alluvione del fiume giallo, che traslò il corso del fiume fino a sotto la penisola di Shandong, causando siccità, carestie ed inondazioni, infuriando ancora di più i contadini che verranno costretti ai lavori forzati.[95]
  • 1345: arrivo di Ibn Baṭṭūṭa a Quanzhou, dove rimarrà un anno.
  • 1348: definitiva perdita del Tibet.
  • 1350: primi usi della ghisa, delle pistole a ruota e di quelle ad acciarino (implementate anche nell'utilizzo delle primissime mine) e degli organi.
  • 1351: rivolta dei Turbanti Rossi, organizzata dalla società segreta buddhista del Loto Bianco, a causa della grave crisi economica portata dal malgoverno degli Yuan. Inizialmente solo delle rivolte sporadiche, alla fine si alzarono alle armi tutte le popolazioni di etnia Han e i capi ribelli (come Han Shantong, Liu Futong e Zhang Shicheng) affrontarono le forze Yuan.[96]
  • 1357: rivolte islamiche nella Xinghua, represse nel sangue.
  • 1368: nel giro di 17 anni i ribelli Rossi riuscirono a battere le forze Yuan ripetutamente, facendo sollevare anche i Goryeo e formando stati ribelli come Wu e Zhou, alla fine Zhu Yuanzhang diventerà il capo unanime della rivolta sconfiggendo i suoi contendenti e conquisterà Khanbaliq, proclamandosi poi imperatore della Cina con il nome di Hongwu. Con questo evento finisce la dinastia Yuan ed inizia la dinastia Ming.[97]
  • Dopo la loro cacciata, la corte degli Yuan capitanata da Toghon Temür, 12° khan, decise di fuggire a Settentrione verso il cuore della Mongolia, dove si costituirà la dinastia Yuan settentrionale, la quale continuerà ad esistere per tre secoli.
  • La dinastia Ming attaccherà spesso gli Yuan settentrionali, e progressivamente raschieranno via porzioni intere di territorio (vedasi campagne dell'imperatore Yongle contro i mongoli), mentre gli Oirati e i Khorcin, ancestrali tribù mongoliche, otterranno l'indipendenza e fonderanno il khanato degli Zungari che dominerà sugli Yuan.[98][99]
  • Al XVII secolo gli Yuan settentrionali erano stati ridotti a poco altro se non una confederazione sparpagliata e decentralizzata di mongoli convertitisi al buddhismo (Oirati, Khalkha, Cahar, Urianhaj e altre), continuamente martellati dalle dinastie cinesi – dinastie Ming e Qing in particolare – che li frammenteranno ulteriormente e alla fine li sottometteranno definitivamente nel 1635. Bisognerà aspettare fino alla rivoluzione cinese per vedere una nuova Mongolia indipendente.[100][101]
Scenario del mondo mongolo alle soglie del XVI secolo.
Frammentazione dei mongoli prima della conquista definitiva cinese.

Khanato Chagatai (1225–1360)

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Lo stesso argomento in dettaglio: Khanato Chagatai, Transoxiana, Moghulistan, Khanato Yarkent e Khanato Turpan.
  • 1301: dopo un trentennio finisce la guerra tra Kaidu e Kublai (con il primo che ottenne proprio il khanato), con esito del tutto inconcludente.
  • 1306: guerra tra Esen Buka e Buyantu, ennesima disputa territoriale, nella quale il khanato Chagatai venne sconfitto.[77]
  • 1328: prima grande invasione dell'India, che raggiunge la città di Delhi, ma l'armata viene poi respinta dai sultani indiani.[80]
  • 1331: l'islam viene scelto come religione di stato. Hanno inizio varie crisi dinastiche e dispute tra gli eredi al trono.
  • 1338: la peste nera decima la popolazione del khanato.
  • 1347: Con la morte di Muhammad I ibn Pulad, 23° khan, il khanato si scinde in Transoxiana e in Moghulistan, entrambi stati molto deboli.[102]
  • 1351: guerra contro i Kartidi, seguita dal saccheggio di Herat.
  • 1360: Guerra civile tra la Transoxiana e il Moghulistan, nella quale ha la meglio quest'ultimo. Nel conflitto viene attaccato anche il clan dei Barlas, parenti dei Borjigid, i quali si erano alleati con Chagatai.
  • Col tempo la Transoxiana finirà nelle mani di Tamerlano dei Barlas, il quale nominerà alcuni khan fantocci fino a quando non si proclamerà egli stesso sultano (impero timuride).[103]
  • Il Moghulistan invece sopravviverà agli attacchi dei Timuridi ma cadrà presto anch'esso nelle guerre fraterne, fino alla sua definitiva divisione in khanato Yarkent e khanato Turpan, quest'ultimo inglobato poi nel primo.[104]
  • Lo stato superstite di Yarkent esisterà ancora miracolosamente fino al XVIII secolo, devastato da continue guerre contro i timuridi, le dinastie cinesi e i Khoja, ma il colpo di grazia arriverà nel 1705 con la conquista da parte del khanato degli Zungari.[105]
Lo stato del Moghulistan.
Yarkent e Turpan.

Ilkhanato (1256–1335)

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Lo stesso argomento in dettaglio: Ilkhanato, Jalayridi, Chupanidi, Muzaffaridi, Kartidi e Ak Koyunlu.
  • 1303: battaglia di Marj al-Saffar contro i Mamelucchi, ancora una volta una pesante sconfitta.[106]
  • 1308: l'islam (specificatamente lo sciismo duodecimano) diventa religione di stato.
  • 1310: massacro dei cristiani in Turchia, ad opera di arabi e curdi.
  • 1316: guerra tra Esen Buka e Buyantu, ennesima disputa territoriale; l'Ilkhanato arriva in supporto della dinastia Yuan.[77]
  • 1323: pace finale tra i mongoli e i mamelucchi, portando a termine anni di guerre.
  • 1330: la peste nera decima la popolazione (famiglia reale inclusa). Guerre contro i Chagatai e l'Orda d'Oro.
  • 1335: con la morte di Abu Sa'id, 9° khan, l'Ilkhanato cade in una violenta crisi nella quale i vari visir del regno propongono i propri pretendenti al trono.
  • Dopo molti anni di instabilità politica, l'Ilkhanato appare frantumato in tantissimi staterelli turco-mongoli, i più importanti essendo i Jalayiridi, Chupanidi, Muzaffaridi, Kartidi e molti altri. Altri territori vengono acquisiti dai mamelucchi, mentre in Anatolia nascono i beilicati turchi, gettando i semi per il futuro impero ottomano.[107][108]
  • Gli staterelli si batteranno tra loro per l'egemonia, dando l'opportunità agli stati musulmani di liberarsi dal loro giogo. La maggior parte di essi verranno poi spazzati via dall'impero timuride di Tamerlano.
  • Uno di questi staterelli, l'Ak Koyunlu (uno stato turcomanno), avrà la meglio sui timuridi e riuscirà ad unificare temporaneamente l'Iran, ma verrà sostituito dalla Persia Safavide.[109][110]
Distruzione dell'Ilkhanato.
Khanati ed emirati più importanti.

Khanato dell'Orda d'Oro (1242–1411)

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Nota: il khanato dell'Orda d'Oro era composto da due entità feudali – l'Orda Blu in occidente e l'Orda Bianca in oriente (per un breve periodo anche l'Orda Grigia, ovvero gli Shaybanidi), che gradualmente otterranno propri sovrani. In aggiunta vi erano gli stati vassalli o tributari dell'Orda, tra cui i principati russi (Murom, Vladimir-Suzdal, Moscovia, Rjazan', Pronsk, Novgorod, Pskov, Smolensk...) e il secondo impero bulgaro che gradualmente si libereranno.

  • 1308: saccheggi sporadici diretti verso la Slovacchia. Non bisogna più pensare a grandi invasioni, bensì di razzie disorganizzate portate avanti da pochi uomini.
  • 1313: il buddhismo viene ufficialmente bandito, mentre l'islam verrà abbracciato sebbene non in forma ufficiale.
  • 1320: incursioni contro la Tracia bizantina.
  • 1326: tentata penetrazione in Ungheria, senza successo.
  • 1327: rivolta di Tver', un piccolo principato russo che viene poi repressa nel sangue.[111]
  • 1330: Basarab I di Valacchia si allea con l'Orda d'Oro e viene slegato dal vassallaggio, fondando secondo alcuni il principato di Valacchia.[112]
  • 1338: la peste nera decima la popolazione.
  • 1340: i mongoli saccheggiano Sandomierz in Polonia, ma verranno poi cacciati dai magiari che li sconfiggeranno sul Mar Nero.
  • 1347: assedio di Caffa, una colonia genovese in Crimea (i mongoli stavano portando avanti una guerra fredda contro le repubbliche marinare di Genova e Venezia). Si dice che durante l'assedio i mongoli avrebbero catapultato all'interno cadaveri infetti con la peste per diffondere l'epidemia, trattandosi del primissimo esempio di agenti biologici. Quest'evento contribuirà all'espansione della peste nera in Europa.[113]
  • 1352: incursioni contro la città di Lublino.
  • 1359: Hanno inizio i cosiddetti "grandi problemi", ovvero una grave controversia dinastica trasformata in guerra civile che indebolì l'Orda, infatti molti approfittarono per staccarsi.
  • 1363: battaglia delle Acque Blu, vinta dal granducato di Lituania, che strapperà via la Rutenia ma soprattutto la città di Kiev. Rivolte dei principati russi.[114]
  • 1370: l'Orda d'Oro inizia ad emanare i propri documenti in lingua turca, non più mongola.
  • 1380: battaglia di Kulikovo, la Moscovia solleva tutti i principati russi e affronta sia i mongoli che i lituani, portando una grande vittoria che inizierà l'egemonia della città di Mosca sulla Russia. Seguirà la guerra lituano-muscovita.[115]
  • 1381: l'Orda d'Oro viene ristabilita nella battaglia del fiume Kalka.
  • 1382: i mongoli procedono a un assedio di Mosca e la saccheggiano con successo, ma vengono poi respinti e affrontano i lituani a Poltava.
  • 1391: incursioni dell'impero timuride contro l'Orda.
  • 1408: crisi politica a causa dei continui attacchi russi, europei e timuridi. L'ultimo khan fu Küchük Muhammad, 52° khan.
  • Col tempo, non solo le due entità che componevano l'Orda d'Oro si separeranno e guadagneranno l'indipendenza, ma lo stesso paese inizierà a frammentarsi in khanati minori che si faranno la guerra. Tra i più importanti si ricordano l'Orda Nogai e la Grande Orda, che per alcuni anni sarà lo stato più potente.[116]
  • La Grande Orda dovrà scontrarsi diverse volte contro i russi della Muscovia, che alla fine libereranno tutta la Russia dalla stretta mongola, e l'Orda verrà infranta da nuovi stati tra cui il khanato di Kazan', khanato di Crimea, khanato di Kazach, khanato uzbeco e khanato di Astrachan'.[117]
  • Questi stati avranno alterne vicende, ma alla fine verranno tutti spazzati via dall'espansione del granducato di Mosca, poi diventato regno russo e poi impero russo. L'ultimo a cadere fu il khanato di Crimea nel 1785.
Composizione dell'Orda d'Oro.
Khanato di Crimea.

Lascito fino ad oggi

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È incontestabile l'impronta che l'impero mongolo ha lasciato sulla storia del mondo moderno. Si tratta infatti del più grande impero terrestre nella storia, e tra i più popolosi della storia, formatosi nel giro di solo qualche decennio.[118] La sua estensione portò alla rinascita del commercio e delle relazioni tra Occidente e Oriente, grazie alla pax mongolica. Sulle rotte commerciali, la via della seta, transitarono innovazioni, nuove tecnologie e scoperte che diventeranno essenziali nella vita di tutti i giorni, e lo sono ancora oggi, ma anche concetti, idee e malattie, particolarmente la peste nera.[119][120]

Dal punto di vista demografico, la presenza dei mongoli ebbe un notevole effetto anche sulla genetica moderna: stando ad uno studio del 2003, più di 16 milioni di persone asiatiche (circa 0.5% della popolazione mondiale) condivide un cromosoma Y il cui lignaggio torna fino al tempo di Gengis Khan. Lo stesso clan dei Borjigin è oggi considerabile come una vera e propria etnia.[121] L'ultimo discendente diretto di Gengis Khan fu Mohammed Alim Khan dell'emirato di Bukhara, deceduto nel 1944.

Le devastazioni mongole ebbero anche effetti negativi sulla demografia di alcuni posti (mondo arabo in primis), osservabili ancora oggi.

Impero timuride.
Impero Mughal.

Gengis Khan divenne un personaggio adorato nel Medioevo, e il suo lascito politico verrà portato avanti non solo dai quattro stati successori del suo impero, ma anche dall'impero timuride – fondato nel 1370 da Tamerlano dei Barlas (discendenti di Bondodjar Mong e quindi lontani parenti dei Borjigid) che esisterà fino alla sua disgregazione totale nel 1506; e dall'impero Moghul – fondato nel 1526 da Babur, discendente di Tamerlano in India, questo impero esisterà fino alla sua soppressione nel 1858.[122][123] I mongoli misero anche in moto la storia moderna di paesi come Cina, Russia e Turchia.

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