Chuck Person's Eccojams Vol. 1

album vaporwave del 2010

Chuck Person's Eccojams Vol. 1 è un album in studio di Daniel Lopatin (meglio conosciuto come Oneohtrix Point Never) del 2010 e attribuito a Chuck Person. Viene considerato uno dei primi album della corrente musicale ed estetica vaporwave.[1][2]

Chuck Person's Eccojams Vol. 1ì
album in studio
ArtistaOneohtrix Point Never, come Chuck Person
Pubblicazione8 agosto 2010
Durata54:56
Tracce15
GenereVaporwave
EtichettaThe Curatorial Club
Oneohtrix Point Never - cronologia
Album precedente
(2010)
Album successivo
(2011)

Registrazione

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La cassetta è composta da quelle che Lopatin ha definito "echo jam": tracce audio composte da campionamenti di canzoni pop, perlopiù risalenti agli anni ottanta e rallentate "in modo narcotico";[3] lo stile delle canzoni rievoca il chopped and screwed.[4] Le tracce, nate dall'interesse dell'artista per le «modalità di ascolto lento in una società altrimenti incasinata e iperaccelerata»,[5] sono state composte a partire da brani recuperati dall'archivio di YouTube.[6] Secondo Simon Reynolds, i brani si «riallacciano alla memoria culturale e alla carica utopica implicita nei beni capitalistici, specie quelli legati alla tecnologia di consumo nel settore informatico e multimediale audio-video.»[7]

Le tracce rielaborate nella cassetta sono, rispettivamente, Africa dei Toto (A1), Only Over You dei Fleetwood Mac (A2), Too Little Too Late di Jojo e Castles in the Sky degli Ian van Dahl (A3), Morphine di Michael Jackson (A4), Everybody's Been Burned dei Byrds (A5), Lonely di Janet Jackson (A6), The Four Horsemen degli Aphrodite's Child (A7), My Life Is Waiting di Marvin Gaye e Hearsay di Alexander O'Neal (A8), Don't Give Up di Peter Gabriel e Kate Bush e Sweet Little Mistery di John Martyn (B1), Gipsy dei Fleetwood Mac e Love T.K.O. di Teddy Pendergrass (B2), Baker Street di Gerry Rafferty e Separate Lives di Phil Collins e Marilyn Martin (B3), The Lady in Red di Chris de Burgh (B4), Me Against the World di 2Pac (B5), These Dreams degli Heart (B6) e Woman in Chains dei Tears for Fears, Letter from Spain degli Electric Light Orchestra e Catch and Don't Look Back di Womack & Womack (B7).[8]

Pubblicazione

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Nel 2009, prima dell'uscita di Chuck Person's Eccojams Vol.1, Daniel Lopatin aveva pubblicato Memory Vague, un album video contenente delle traccia di stampo new age tra cui Nobody Here (il cui video mostra un'animazione computerizzata degli anni ottanta di una rampa multicolore che si staglia su uno sfondo di grattacieli), Demerol e Angel.[9] L'anno seguente, l'utente di YouTube "sunsetcorp", che si è poi scoperto essere lo stesso Lopatin,[10] ha ricaricato le tracce su YouTube. Ha avuto successo soprattutto il filmato di Nobody Here, che ha ottenuto oltre trentamila visualizzazioni nell'arco di alcuni mesi: un risultato degno di nota per il contesto underground da cui proviene.[6] Nobody Here, Demerol e Angel sono poi confluite, rispettivamente con i titoli B4, A4 e A2, in Chuck Person's Eccojams Vol. 1, uscito in formato musicassetta l'8 agosto 2010 in edizione limitata a cento copie.

Accoglienza

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Recensioni professionali
RecensioneGiudizio
Medium[11]
Sputnikmusic[12]
Piero Scaruffi[13]

Chuck Person's Eccojams Vol. 1 ha ricevuto giudizi molto positivi da parte degli specialisti ed è considerato una pietra miliare dello stile vaporwave. Secondo una classifica stilata dalla redazione di Tiny Mix Tapes, Chuck Person's Eccojams Vol. 1 sarebbe il miglior album degli anni 2010.[14] Su Sputnikmusic ha ricevuto il massimo dei voti e la recensione ad esso dedicata riporta che il suo ascolto «è davvero confortante e stimolante»" oltre a «essere qualcosa di più che un semplice sguardo ironico nei confronti degli aspetti distruttivi del capitalismo del ventunesimo secolo».[12] Molto meno positivo è invece Piero Scaruffi che, nel suo sito dedicato alla musica pop e rock, assegna all'album soltanto un 5/10. Secondo il critico italiano, «benché (Chuck Person's Eccojams Vol. 1) sia indubbiamente uno dei migliori (re)mixtape (sic.) di tutti i tempi, non rappresenta un significativo passo in avanti nella carriera dell'artista».[13]

  1. A1 – 2:44
  2. A2 – 4:02
  3. A3 – 6:32
  4. A4 – 2:05
  5. A5 – 3:04
  6. A6 – 3:00
  7. A7 – 2:28
  8. A8 – 5:13
  1. B1 – 4:54
  2. B2 – 4:56
  3. B3 – 4:35
  4. B4 – 2:19
  5. B5 – 3:04
  6. B6 – 2:33
  7. B7 – 4:27
  1. (EN) Stylus - Vaporwave: Soundtrack to Austerity[collegamento interrotto], su stylus.com. URL consultato il 15 agosto 2016.
  2. (EN) Tiny Mix Tapes: Datavis + Forgotten Light Prism Projector, su tinymixtapes.com. URL consultato il 15 agosto 2016.
  3. (EN) Village Voice: Brooklyn's Noise Scene Catches Up to Oneohtrix Point Never, su villagevoice.com. URL consultato il 15 agosto 2016 (archiviato dall'url originale il 12 ottobre 2016).
  4. (EN) Oneohtrix Point Never remasters and reissues Eccojams Vol 1, su ra.co. URL consultato il 20 maggio 2026.
  5. Reynolds; pag. 412
  6. 1 2 Reynolds; pag. 122-3
  7. Reynolds; pag. 124
  8. (EN) WhoSampledWho: Chuck Person, su whosampled.com. URL consultato il 15 agosto 2016.
  9. (EN) Vaporwave 2009-2024, su ondarock.it. URL consultato il 22 maggio 2026.
  10. (EN) Reddit AMA: Sunsetcorp?, su reddit.com. URL consultato il 15 agosto 2016.
  11. (EN) Oneohtrix Point Never, “Chuck Person’s Eccojams Vol. 1” Album Review, su medium.com. URL consultato il 22 maggio 2026.
  12. 1 2 (EN) Chuck Person Chuck Person's Eccojams Vol. 1, su sputnikmusic.com. URL consultato il 4 novembre 2020.
  13. 1 2 (EN) Oneohtrix Point Never, su scaruffi.com. URL consultato il 3 novembre 2020.
  14. (EN) 2010s: Favorite 100 Music Releases of the Decade, su tinymixtapes.com. URL consultato il 4 novembre 2020.

Bibliografia

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  • (EN) Simon Reynolds, Retromania, Minimum Fax, 2017.

Collegamenti esterni

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