Centromadia Greene, 1894 è un genere di piante angiosperme dicotiledoni della famiglia delle Asteraceae, sottofamiglia Asteroideae, tribù Madieae e sottotribù Madiinae.[1][2]

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Centromadia
Centromadia pungens
Classificazione APG IV
DominioEukaryota
RegnoPlantae
(clade)Angiosperme
(clade)Mesangiosperme
(clade)Eudicotiledoni
(clade)Eudicotiledoni centrali
(clade)Superasteridi
(clade)Asteridi
(clade)Euasteridi
(clade)Campanulidi
OrdineAsterales
FamigliaAsteraceae
SottofamigliaAsteroideae
TribùMadieae
SottotribùMadiinae
Genere Centromadia
Greene, 1894
Classificazione Cronquist
DominioEukaryota
RegnoPlantae
DivisioneMagnoliophyta
ClasseMagnoliopsida
SottoclasseAsteridae
OrdineAsterales
FamigliaAsteraceae
SottofamigliaAsteroideae
TribùHeliantheae
SottotribùMadiinae
Genere Centromadia
Specie

Etimologia

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Il nome del genere deriva dalla parola latino "centron" (= spinoso) e il nome del genere botanico Madia.[3]

Il nome scientifico del genere è stato definito dal botanico Edward Lee Greene (1843-1915) nella pubblicazione " Manual of the Botany of the Region of San Francisco Bay ..." ( Man. Bot. San Francisco 196) del 1894.[4]

Descrizione

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Il portamento
Centromadia parryi
Le foglie
Centromadia pungens
Infiorescenza
Centromadia perennis
I fiori
Centromadia fitchii

Portamento. Le specie di questo genere] hanno un habitus erbaceo annuale o perenne.[5][6][7][8][3]

Fusto. La parte aerea in genere è eretta o prostrata, semplice o ramosa. La parte sotterranea è rizomatosa. Altezza media: 10-120 cm.

Foglie. Sono presenti sia foglie basali (formano delle rosette con disposizione opposta) che cauline a disposizione alterna; sono sessili]. Le lamine delle foglie variano da oblanceolate, lineari o lanceolate-lineari. I bordi sono lobati di tipo 1-2-pennatifido. I margini sono dentati o interi (talvolta setolosi-ciliati); gli apici delle foglie distali sono spinosi; le facce sono glabre, scabro-irte, più o meno irsute o villose, spesso anche ghiandolose.

Infiorescenza. Le sinflorescenze sono composte da capolini peduncolati raggruppati in glomeruli o in forme panicolate o corimbose o in racemi. Sono presenti delle brattee spinose (da 5 a 12) che dal peduncolo avvolgono il capolino. I capolini, di tipo radiato, sono formati da un involucro, con forme da obconiche a urceolate, composto da 5-75 brattee disposte su una serie, al cui interno un ricettacolo fa da base ai fiori di due tipi: fiori del raggio e fiori del disco. Le brattee involucrali, persistenti ed erbacee ma con apici spinosi, con forme lanceolate o lanceolate-attenuate o oblanceolate, ciascuna avvolge per metà il fiore ligulato sottostante. Il ricettacolo è piatto o convesso, può essere ispido o glabro, è inoltre provvisto di pagliette a protezione della base dei fiori. Diametro degli involucri: 3-8 mm.

Fiori. I fiori sono tetra-ciclici (formati cioè da 4 verticilli: calicecorollaandroceogineceo) e pentameri (calice e corolla formati da 5 elementi). Si distinguono in:

  • fiori del raggio (esterni): sono da 5 a 75; sono femminili e fertili; la forma è ligulata (zigomorfa);
  • fiori del disco (centrali): sono più numerosi (6-200) con forme brevemente tubulose e attinomorfe; sono ermafroditi o più usualmente funzionalmente maschili.
*/x K , [C (5), A (5)], G 2 (infero), achenio [9]
  • fiori del raggio: la forma della corolla alla base è più o meno tubulosa-imbutiforme, mentre all'apice è ligulata con 2-3 profondi lobi; le corolle sono colorate di giallo;
  • fiori del disco: la forma è tubulare; i tubi sono corti e le gole hanno una forma a imbuto; la parte apicale ha 5 lobi con forme variabili da deltate a lanceolate-ovali; i colori sono giallo o varietà più scure.
  • Androceo: l'androceo è formato da 5 stami con filamenti liberi e antere saldate in un manicotto circondante lo stilo. Le antere, scure colorate di rosso, porpora o bruno, sono provviste di appendici con forme ovate, ma prive di ghiandole. Le cellule dell'endotecio sono a forma da quadrata a cilindrica, con un ispessimento polare. Il polline è sferico con un diametro medio di circa 25 micron; è tricolporato (con tre aperture sia di tipo a fessura che tipo isodiametrica o poro) ed è echinato (con punte sporgenti).
  • Gineceo: l'ovario è infero uniloculare formato da 2 carpelli. Lo stilo è unico e con due stigmi nella parte apicale. Gli apici degli stigmi variano da lobati a subulati e sono densamente pelosi. Le appendici spesso sono più corte delle linee stigmatiche che sono disposte su due linee e marginali.

Frutti. Il frutto è un achenio con pappo. La forma degli acheni dei fiori del raggio è compressa con becco; le facce sono glabre. Il pappo manca o è formato da 3–12 squame lineari, oblanceolate o subulate.

Biologia

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Riproduzione . Questa specie si riproduce per impollinazione tramite il vento (impollinazione anemogama) o insetti.

Dispersione. La dispersione dei semi avviene inizialmente a causa del vento (dispersione anemocora); una volta caduti a terra sono dispersi soprattutto da insetti tipo formiche (mirmecoria) o da altri animali (zoocoria); gli uncini delle brattee dell'involucro si agganciano ai peli degli animali di passaggio disperdendo così anche su lunghe distanze i semi della pianta.

Distribuzione e habitat

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Le specie di questo genere sono distribuite in USA e Messico (costa occidentale). Altrove sono introdotte e naturalizzate.[2] La maggior parte di queste specie si trovano in siti con drenaggio piuttosto scarso o a carattere alcalino.[7]

Sistematica

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La famiglia delle Asteraceae (o Compositae, nomen conservandum) è la più numerosa del mondo vegetale, comprende oltre 23000 specie distribuite in 1720 generi[10]. La famiglia attualmente (2021) è divisa in 16 sottofamiglie; la sottofamiglia Asteroideae è una di queste e rappresenta l'evoluzione più recente di tutta la famiglia.[1][7][8]

Il genere comprende 4 specie:[2]

Filogenesi

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Questo genere appartiene alla sottotribù Madiinae della tribù Madieae; entrambi appartengono al clade denominato Phytomelanic cipsela o chiamato anche gruppo "Heliantheae Alliance", caratterizzato dalla presenza nella cipsela di uno strato di fitomelanina. La sottotribù è caratterizzata da brattee dell'involucro che in parte o del tutto racchiudono l'ovario dei fiori del raggio oppure il relativo achenio; dal ricettacolo che è del tutto o parzialmente provvisto di pagliette (nei capolini discoidi le pagliette sono indistinguibili dalle brattee dell'involucro).[8]

Il genere Centromadia nella sottotribù occupa una posizione filogenetica abbastanza centrale e fa parte del gruppo Deinandra, Centromadia e Holocarpha formato da alcune specie scorporate da Hemizonia. Risulta inoltre imparentato con i generi Calycadenia e Osmadenia. Il genere mostra modelli di recente divergenza guidati da riorganizzazione cromosomica e disploidia (riduzioni del numero di cromosomi).[7]

Alcuni caratteri distintivi del genere:[8]

  • le corolle dei fiori del raggio sono gialle;
  • gli acheni dei fiori del raggio sono provvisti nella parte adassiale di un becco eretto;
  • le brattee dei peduncoli sono provviste di punte spinose.

Il numero cromosomico delle specie di Centromadia è: 2n = 26. Ma anche 2n = 18 e 24 (numeri cromosomici disploidi).[8]

  1. 1 2 (EN) The Angiosperm Phylogeny Group, An update of the Angiosperm Phylogeny Group classification for the ordines and families of flowering plants: APG IV, in Botanical Journal of the Linnean Society, vol. 181, n. 1, 2016, pp. 1–20.
  2. 1 2 3 (EN) Centromadia, su Plants of the World Online, Royal Botanic Gardens, Kew. URL consultato il 2 agosto 2026.
  3. 1 2 eFloras - Flora of North America, su efloras.org. URL consultato il 2 agosto 2026.
  4. The International Plant Names Index, su ipni.org. URL consultato il 2 agosto 2026.
  5. Strasburger 2007, pag. 860
  6. Judd 2007, pag.517
  7. 1 2 3 4 Funk & Susanna 2009, p. 698.
  8. 1 2 3 4 5 Kadereit & Jeffrey 2007, p. 502.
  9. Judd-Campbell-Kellogg-Stevens-Donoghue, Botanica Sistematica - Un approccio filogenetico, Padova, Piccin Nuova Libraria, 2007, p. 520, ISBN 978-88-299-1824-9.
  10. (EN) Accepted genera of Asteraceae, su Plants of the World Online, Royal Botanic Gardens, Kew. URL consultato il 22/02/2026.

Bibliografia

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Voci correlate

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Altri progetti

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Collegamenti esterni

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