Cardhu

distilleria scozzese

Cardhu (in gaelico roccia nera) è una distilleria scozzese di whisky situata a Archiestown, nell'area di consiglio di Moray.

Cardhu
StatoRegno Unito (bandiera) Regno Unito
   Scozia (bandiera) Scozia
Fondazione1824
Fondata da
  • John Cumming
  • Helen Cumming
Sede principaleArchiestown
GruppoDiageo
SettoreBevande
ProdottiWhisky
Sito webwww.malts.com/en-gb/distilleries/cardhu

La distilleria venne fondata nel 1824 dal contrabbandiere di whisky John Cumming e da sua moglie Helen[1], che iniziarono a produrre e commercializzare illegalmente whisky nel 1811[2]. In origine la struttura era situata in collina, sopra al fiume Spey[3].

Grazie alla posizione isolata, Cumming e la moglie riuscivano a controllare l'arrivo della polizia, e in caso di ispezioni si sporcavano di farina fingendo di preparare il pane[4].

Nel 1885 la distilleria venne spostata poco distante e subentrò alla gestione la nuora della coppia, Elizabeth Cumming, che nel 1893 la vendette per 20.000 £ a Johnnie Walker, a condizione che la famiglia potesse continuare a gestire la produzione[5]. Nel 1899 Walker ristrutturò totalmente gli impianti[6], raddoppiando gli alambicchi per la distillazione e collegando la distilleria alla locale ferrovia[7].

Nel 1930 la distilleria venne venduta a Distillers Company Ltd, l'attuale multinazionale Diageo[8].

  1. (EN) Speyside's Cardhu - the Extraordinary Story of the Women Behind the Whisky, su alcoholprofessor.com. URL consultato l'8 dicembre 2020.
  2. Cardhu Whisky, su freniefrizioni.medium.com. URL consultato l'8 dicembre 2020.
  3. (EN) Cardhu Distillery, su ebooks.visitscotland.com. URL consultato l'8 dicembre 2020.
  4. (EN) The Cumming family, su scotchwhisky.com. URL consultato l'8 dicembre 2020.
  5. (EN) A GUIDE TO CARDHU, su diageobaracademy.com. URL consultato l'8 dicembre 2020.
  6. (EN) Cardhu distillery, su scotland.com. URL consultato l'8 dicembre 2020.
  7. (EN) Cardhu distilleries, su whisky.com. URL consultato l'11 dicembre 2020.
  8. (EN) Cardhu, su wormtub.com. URL consultato l'11 dicembre 2020.

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