Bientina
Bientina () è un comune italiano di 8 660 abitanti[1] della provincia di Pisa, situato nell'area di transizione tra la Piana di Lucca e il Valdarno inferiore, in Toscana.
| Bientina comune | |
|---|---|
| Localizzazione | |
| Stato | |
| Regione | |
| Provincia | |
| Amministrazione | |
| Sindaco | Dario Carmassi (lista civica di centro-sinistra Uniti per Bientina) dal 12-6-2017 (2º mandato dal 13-6-2022) |
| Territorio | |
| Coordinate | 43°42′26″N 10°37′14″E |
| Altitudine | 10 m s.l.m. |
| Superficie | 29,48 km² |
| Abitanti | 8 660[1] (31-5-2026) |
| Densità | 293,76 ab./km² |
| Frazioni | Caccialupi, Puntone, Quattro Strade, Santa Colomba[2] |
| Comuni confinanti | Altopascio (LU), Buti, Calcinaia, Capannori (LU), Castelfranco di Sotto, Santa Maria a Monte, Vicopisano |
| Altre informazioni | |
| Cod. postale | 56031 |
| Prefisso | 0587 |
| Fuso orario | UTC+1 |
| Codice ISTAT | 050001 |
| Cod. catastale | A864 |
| Targa | PI |
| Cl. sismica | zona 3 (sismicità bassa)[3] |
| Cl. climatica | zona D, 1 856 GG[4] |
| Nome abitanti | bientinesi[5] |
| Patrono | san Valentino Martire |
| Giorno festivo | lunedì di Pentecoste |
| Cartografia | |
| Sito istituzionale | |
Geografia fisica
modificaTerritorio
modifica- Classificazione sismica: zona 2 (sismicità medio-alta), Ordinanza dPCM 3274 del 20/03/2003
Clima
modifica- Classificazione climatica: zona D, 1856 GG
- Diffusività atmosferica: bassa, Ibimet CNR 2002
La tabella sottostante riporta i valori medi che si registrano in città nel corso dell'anno:[6]
Origine del nome
modificaLa prima menzione storica del paese di Bientina – dal latino bis antes, cioè "due siepi" per alcuni, dal gentilizio etrusco "Plitine" [7], secondo altri – risale al 793 d.C., quando Saximondo di Gumberto, diacono, concesse a Giovanni, vescovo di Lucca, una porzione di terreno nel Monastero di sant'Andrea in luogo di Bientina. La dottrina ritiene comunemente che Bientina sia un nome di derivazione etrusca.
Storia
modificaUn documento del 1117 dà notizia della vendita, da parte del marchese di Toscana Robodone, del castello con il suo distretto e con la giurisdizione signorile a favore dell'arcivescovo di Pisa.
Nel 1178 l'arcivescovo Ubaldo, per riunire in un unico luogo tutti gli abitanti del territorio tra il Monte Pisano e la sponda sud ovest del Lago di Sesto ed evitare le ricorrenti liti con Lucca, obbligò i Bientinesi ad abitare in certo luogo a oriente del ponte sul fosso denominato Cilecchio.
Il 25 febbraio 1179 i consoli di Bientina con altri 120 bientinesi giurarono di obbedire all'arcivescovo e di andare ad abitare nel luogo assegnato.
Si fa risalire a questo periodo l'inizio della fondazione del castello con le torri in gran parte visibili ancor oggi, anche se studi più recenti fanno risalire ad epoca tardo-romana alcun tratti delle mura.
Nei secoli XIII e XIV fu alternativamente sotto il dominio di Lucca e Pisa, fino a che, nel 1402 si sottomise al dominio fiorentino.
Ebbe a sostenere l'ultimo assedio nel 1505, durante la cosiddetta guerra di Pisa, quando fu assediata dai Pisani, sostenuti da 1.500 fanti spagnoli, ma questi furono ricacciati dai difensori.
Il Senato fiorentino, in omaggio alla fedeltà dimostrata, concesse a Bientina privilegi di natura economica e fiscale, nonché l'appellativo di "Bientina Fiorentina".
Nel 1699, con una fastosa cerimonia ebbe inizio il culto di san Valentino, il cui corpo proveniva dalle catacombe di San Callisto sulla Via Appia Antica.
Questo santo, per i miracoli che iniziò a fare, si guadagnò subito clamorosa fama, tanto che nel 1717 lo stesso Gran Principe di Toscana Gian Gastone de' Medici venne a venerarne le spoglie.
Analogo omaggio fu reso al santo negli anni 1766 e 1768 dal Granduca Pietro Leopoldo di Lorena. Con la morte di Gian Gastone avvenuta nel 1737, si estinse la dinastia medicea e la Toscana passò sotto quella dei Lorena.
Con Pietro Leopoldo ebbero inizio i primi lavori di bonifica e di regimazione della complessa idrografia della zona; tali lavori furono portati a compimento da Leopoldo II (1824-1859), sotto il governo del quale fu essiccato il lago di Bientina, mediante il passaggio delle acque sotto l'alveo dell'Arno mercé la costruzione del Canale Emissario, opera di grande ingegneria idraulica dovuta ad Alessandro Manetti.
Nell'occasione furono apportate alcune modifiche al corso dell'Arno, dando al maggior fiume della Toscana una regimazione definitiva.
Dopo la fine della dinastia Lorenese, Bientina entrò a far parte del Regno d'Italia e ne seguì le sorti fino al referendum istituzionale del 1946 quando i Bientinesi votarono a grandissima maggioranza per la Repubblica.
Simboli
modificaLo stemma attuale si presenta di rosso, all'ariete saliente d'oro, addestrato da un mazzo di spighe di grano, al naturale. L'antico stemma di Bientina, ricavato dall’originale in marmo collocato nel timpano della chiesa di San Domenico, raffigurava invece un leone rampante accompagnato in capo dal giglio fiorentino e in punta da una tinca. Il 9 giugno 1859 i rappresentanti comunali presentarono al governo regio una richiesta di modifica allegando un bozzetto che venne approvato dal consiglio comunale di Bientina con delibera del 14 gennaio 1861. Il nuovo stemma sostituì i simboli precedenti con un capro d'oro su fondo rosso con le spighe di grano a rappresentare il progresso agricolo derivato dal risanamento della pianura e dall'essiccazione del Padule. Il gonfalone è un drappo di rosso.
Monumenti e luoghi d'interesse
modificaArchitetture religiose
modifica- Chiesa di San Domenico (1621)
- Chiesa di Santa Maria Assunta (di origine medievale - ampliata e ristrutturata intorno alla metà del 1600)
- Chiesa della Madonna del Bosco a Santa Colomba
- Oratorio di San Girolamo (1640), sede del museo della storia antica di Bientina
- Oratorio di San Pietro e Rocco (sec. XVII)
- Oratorio di San Giusto, la prima chiesa di Bientina (sec. XII), sede di Lunperlaltro
- Oratorio di San Prospero della Castellina (sec. XIII), ex sede Scout
- Ex Spedale di Santa Maria degli Angeli (sec. XVI), in Borgo Maggiore
Architetture civili
modifica- Palazzo Pancani
- Palazzo Taddei (sec. XVIII)
- Palazzo Del Grande (sec. XVIII)
- Palazzo Cosci - oggi sede della Misericordia (sec. XVIII)
- Palazzo Mediceo all'interno degli ex borghi (sec. XVI)
- Palazzo Del Rosso - Capitano del popolo (sec. XVI) oggi proprietà dell parrocchia
- Museo della Pieve - Tesoro dei Bientinesi (arti sontuarie XIV-XVIII sec.)
- Torre La Mora (XIII secolo)
- Torre Civica (o del Frantoio) sec. XIII - sede di attività culturali.
- Torre del Giglio, o Speciosa (sec. XIII)
- Torre del Tessitori (XIII, modificata XIV sec.)
- Loggetta del Palazzo Comunale (sec. XVII)
Società
modificaEvoluzione demografica
modificaEtnie e minoranze straniere
modificaCultura
modificaIl sabato, domenica e lunedì di Pentecoste viene venerato a Bientina il patrono san Valentino martire le cui spoglie, trasportate nel 1699 dalle catacombe di San Callisto sulla via Appia e conservate in un'urna dorata a oro zecchino, sono oggetto di pellegrinaggio da oltre tre secoli nella chiesa di S. Maria Assunta dove ogni giorno, ancora oggi, molte persone vengono a venerare le spoglie di questo santo taumaturgo. A Bientina vennero per venerarle sia Gian Gastone de' Medici (1717) che Pietro Leopoldo di Lorena (1766 e 1768) (da non confondere con Valentino, patrono degli innamorati e di Terni).
Eventi
modificaCarnevale bientinese
modificaLa prima edizione del Carnevale Bientinese fu tenuta nel 1939, poi con il sopraggiungere della guerra la manifestazione fu sospesa e ripresa nel 1988. L'Associazione del Carnevale Bientinese organizza i corsi mascherati che si svolgono nel centro del paese con 5 carri allegorici artigianali; sflilano insieme ai carri anche due trenini. Ogni anno i bambini dell'istituto comprensivo del territorio disegnano il manifesto del carnevale dell'anno successivo. Durante i corsi mascherati è possibile gustare il dolce denominato "frate" prodotto da un'antica ricetta locale. Fanno parte dei corsi mascherati anche il gruppo "I Bientinacci " che propongono mascherate a tema.
Palio di Bientina
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Il Palio di Bientina, detto anche di San Valentino, si svolge ogni terza domenica del mese di luglio, nella piazza Vittorio Emanuele II situata nel centro storico del paese. La storia del Palio ha origini antiche. Il primo documento risale al 25 maggio 1786. La sua versione moderna è più recente e risale al 1993. Le prime sfide si svolgevano presso il campo sportivo, ma dal 2001 ha luogo nella piazza Vittorio Emanuele. I nomi delle nove contrade sono: Puntone, Guerrazzi, Cilecchio, centro storico, Villaggio, La Forra, Quattro Strade, Santa Colomba e Viarella. Anticamente, già nell'800 venivano effettuate delle "Corse dei barrocci", piccoli calessi trainati da cavalli il martedì della festa patronale. Negli anni 2020 e 2021 la manifestazione è stata sospesa a causa delle restrizioni dovute alla pandemia di COVID-19[10], per poi riprendere con regolarità dal 2022.
Geografia antropica
modificaFrazioni
modificaIl territorio comunale di Bientina comprende al suo interno quattro frazioni.[2]
- Caccialupi (20 m s.l.m., 14 abitanti)
- Puntone (8 m s.l.m., 213 abitanti)
- Quattro Strade (55 m s.l.m., 1 338 abitanti)
- Santa Colomba (61 m s.l.m., 433 abitanti)
Economia
modificaArtigianato
modificaÈ diffusa e rinomata l'antica arte del mobile grazie alla quale vengono realizzati oggetti spazianti dallo stile rinascimentale fino a quello moderno.[11]
Infrastrutture e trasporti
modificaStrade
modifica- Strada regionale 439 Sarzanese Valdera, collegamento diretto con Lucca fino a Pietrasanta verso nord e con Saline di Volterra fino a Follonica verso sud.
- Strada Provinciale 3 Bientinese, collegamento diretto con Altopascio e l'Austostrada A11.
- Strada Provinciale 25, collegamento diretto con Vicopisano e l'Area pisana a ovest e con Santa Maria a Monte e il Comprensorio del cuoio a est.
Autobus
modificaIl trasporto pubblico a mezzo autobus è gestito dalla società CTT Nord con linee extraurbane che la collegano direttamente con Lucca, Buti, Pontedera, Calcinaia, Santa Maria a Monte, Cascina e Altopascio.
Ferrovie
modificaFino al 1944 la località disponeva inoltre di una stazione ferroviaria comune con Vicopisano lungo la ferrovia Lucca-Pontedera; il fabbricato di stazione, fatiscente, è tuttora visibile lungo la strada provinciale 25.
Amministrazione
modificaDi seguito è presentata una tabella relativa alle amministrazioni che si sono succedute in questo comune.
| Periodo | Primo cittadino | Partito | Carica | Note | |
|---|---|---|---|---|---|
| 12 giugno 1985 | 26 maggio 1990 | Agostino Bachini | Partito Comunista Italiano | Sindaco | [12] |
| 26 maggio 1990 | 7 febbraio 1991 | Armando Baldassari | Democrazia Cristiana | Sindaco | [12] |
| 7 febbraio 1991 | 22 aprile 1992 | Francesco Bandecca | Partito Socialista Italiano | Sindaco | [12] |
| 22 aprile 1992 | 17 ottobre 1992 | Enrico Ricci | Comm. pref. | [12] | |
| 9 novembre 1992 | 17 novembre 1997 | Marco Braccini | - | Sindaco | [12] |
| 17 novembre 1997 | 28 maggio 2002 | Marco Braccini | L'Ulivo | Sindaco | [12] |
| 28 maggio 2002 | 29 maggio 2007 | Marco Braccini | L'Ulivo | Sindaco | [12] |
| 29 maggio 2007 | 7 maggio 2012 | Corrado Guidi | lista civica: Uniti per Bientina | Sindaco | [12] |
| 7 maggio 2012 | 12 giugno 2017 | Corrado Guidi | lista civica: Uniti per Bientina | Sindaco | [12] |
| 12 giugno 2017 | in carica | Dario Carmassi | lista civica: Uniti per Bientina | Sindaco | |
Gemellaggi
modifica
Saint-Rémy-de-Provence, dal 1997[13]
Note
modifica- 1 2 Bilancio demografico mensile anno 2026 (dati provvisori), su demo.istat.it, ISTAT.
- 1 2 Statuto comunale di Bientina Archiviato il 9 agosto 2016 in Internet Archive., Art. 6.
- ↑ Classificazione sismica (XLS), su rischi.protezionecivile.gov.it.
- ↑ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012 (archiviato dall'url originale il 1º gennaio 2017).
- ↑ Teresa Cappello, Carlo Tagliavini, Dizionario degli etnici e dei toponimi italiani, Bologna, Pàtron Editore, 1981, p. 53.
- ↑ Clima Bientina, su it.climate-data.org.
- ↑ Bibliografia topografica, vol. 4, 1977, p. 47. URL consultato il 6 aprile 2026.
- ↑ Dati tratti da:
- Popolazione residente dei comuni. Censimenti dal 1861 al 1991 (PDF), su ebiblio.istat.it, ISTAT.
- Popolazione residente per territorio – serie storica, su esploradati.censimentopopolazione.istat.it.
Nota bene: il dato del 2021 si riferisce al dato del censimento permanente al 31 dicembre di quell'anno.
- ↑ Bilancio demografico popolazione straniera e popolazione residente straniera per sesso al 31 dicembre 2025, su demo.istat.it. URL consultato il 21 aprile 2026.
- ↑ Palio di San Valentino - Bientina, su terredipisa.it. URL consultato il 24 gennaio 2023.
- ↑ Atlante cartografico dell'artigianato, vol. 2, Roma, A.C.I., 1985, p. 8.
- 1 2 3 4 5 6 7 8 9 http://amministratori.interno.it/
- ↑ Gemellaggio con il comune francese di Saint Remy de Provence, su comune.bientina.pi.it, Comune di Bientina. URL consultato il 13 marzo 2019 (archiviato dall'url originale il 14 luglio 2018).
Bibliografia
modifica- Giuseppe Caciagli, Pisa e la sua provincia, vol. 2, Pisa, Colombo Cursi Editore, 1972, pp. 9–68.
- Andrea Zagli, Il lago e la comunità. Storia di Bientina un «castello» di pescatori nella Toscana moderna, Firenze, Polistampa, 2001, ISBN 8883043286.
Voci correlate
modificaAltri progetti
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Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Bientina
Collegamenti esterni
modifica- Sito ufficiale, su comune.bientina.pi.it.
- Bièntina, su sapere.it, De Agostini.
| Controllo di autorità | VIAF (EN) 157155146 · LCCN (EN) n84107059 · GND (DE) 4770773-2 · J9U (EN, HE) 987007564654805171 |
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