Arogno

comune svizzero

Arogno (in dialetto comasco Rögn /røɲ/[1][2][3][4]) è un comune svizzero di 938 abitanti del Canton Ticino, nel distretto di Lugano.

Arogno
comune
Arogno – Stemma
Arogno – Bandiera
Arogno – Veduta
Arogno – Veduta
Localizzazione
StatoSvizzera (bandiera) Svizzera
Cantone Ticino
DistrettoLugano
Amministrazione
SindacoEmanuele Stauffer (Arogno 2021) dal 18-4-2021
Lingue ufficialiItaliano
Territorio
Coordinate45°57′36″N 8°59′02″E
Altitudine606 m s.l.m.
Superficie8,53 km²
Abitanti1 004 (2014)
Densità117,7 ab./km²
FrazioniPugerna
Comuni confinantiAlta Valle Intelvi (IT-CO), Bissone, Campione d'Italia (IT-CO), Lugano, Val Mara
Altre informazioni
Cod. postale6822
Prefisso091
Fuso orarioUTC+1
Codice OFS5144
TargaTI
CircoloCeresio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Svizzera
Arogno
Arogno
Arogno – Mappa
Arogno – Mappa
Sito istituzionale

Geografia fisica

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Territorio

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Arogno è situato su un pianoro della Val Mara[5].

Il clima è molto simile a quello del resto della regione, con estati calde e talvolta afose, e inverni rigidi. La zona in primavera è molto ventosa, con raffiche che superano i 100 km/h. In estate si possono superare i 35 gradi, mentre d'inverno si scende facilmente a 15 gradi sotto zero[6]

Dati meteo Mesi Anno
Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic
T. min. media (°C) −13−11−5051220151060−52,8

Il paese è attestato già il 1º agosto 962 quando da Caello Adeldruda vendette a Teudeperto, prete di Giornico, alcuni terreni per 33 soldi d'argento, mentre il 1º marzo 932 Anselberto, abate del convento di Sant'Ambrogio di Milano, scambiò con un certo Lupo 85 pezze di terreno situate a Segudo, presso Cresonico, con 22 pezze di terreno situate invece ad Arogno[7].

Nel 1873 Alessandro e Romeo Manzoni, intellettuali e uomini politici, aprirono qui la prima fabbrica di orologi del Cantone Ticino che ebbe una notevole espansione nella prima metà del XX secolo[5][8]. L'espansione della fabbricazione di orologi portò qui una notevole immigrazione con famiglie provenienti soprattutto dalla Svizzera romanda[6].

Monumenti e luoghi d'interesse

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Architetture religiose

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Architetture civili

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Case del nucleo storico
Fotografia aerea di Arogno (1991)
Fotografia storica di Arogno (1933)
La Val Mara con Rovio e Arogno (1950)
  • Villa Manzoni (oggi di proprietà del comune), dimora in stile lombardo con torretta belvedere e ornamenti pittorici opere di Domenico e Giuseppe Quadroni del 1907, dal 2014 sede della Manufacture A.Manzoni & Fils[10];
  • Casa Colomba (piazza La Fröö), del XVIII secolo[10];
  • Piazza Valecc, già piazza Adamo d'Arogno, contornata di edifici del XVII e del XVIII secolo, tra cui uno con meridiana[12] e con una fontana esagonale che al centro reca una colonna ornata da una fascia spiraliforme[10];
  • Ca' di Milanés o Casa Cometta, già della famiglia Artari, edificio con decorazioni rococò con portale ornato di stucchi[10];
  • Teatro Sociale (piazza Granda), sede della società filarmonica che lo acquistò nel 1930. Il fondale architettonico, forse eseguito da Giovanni Battista Colomba alla fine del XVIII secolo, si può ancora vedere in un cortile posizionato ad ovest del teatro[10].

Società

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Evoluzione demografica

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L'evoluzione demografica è riportata nella seguente tabella[5]:

Abitanti censiti[13]

Amministrazione

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Ogni famiglia originaria del luogo fa parte del cosiddetto comune patriziale e ha la responsabilità della manutenzione di ogni bene ricadente all'interno dei confini del comune.[14] Dalla seconda metà del XX secolo ne possono far parte anche i figli di una patrizia sposata con un non patrizio e le mogli patrizie sposate con un non patrizio.[15].

  1. (DE) Arogno, su ortsnamen.ch. URL consultato il 30 novembre 2022.
  2. Luca Bettosini, LA VAL MARA: gemma naturale poco conosciuta, in Vivere la montagna, n. 93, Associazione «Vivere la montagna», novembre 2011.
  3. Ortografia ticinese
  4. Bernardino Biondelli, Saggio sui dialetti gallo-italici, 1853, p. 4.
    «Il Comasco estèndesi in quasi tutta la provincia di Como, tranne l'estrema punta settentrionale al di là di Menagio e di Bellano a destra ed a sinistra del Lario; e in quella vece comprende la parte meridionale del Cantone Ticinese, sino al monte Cénere»
  5. 1 2 3 4 5 Antonio Gili, Arogno, in Dizionario storico della Svizzera, 9 agosto 2023. URL consultato il 3 aprile 2026.
  6. 1 2 Sito del Comune di Arogno, su arogno.ch.
  7. Motta, 1991, 23, 67
  8. Daniela Pauli Falconi, Alessandro Manzoni, in Dizionario storico della Svizzera, 1º settembre 2008. URL consultato il 9 ottobre 2017.
  9. Gilardoni, 1967, 183.
  10. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 Anderes, 1980
  11. 1 2 Flüeler, p. 44
  12. Bianconi, p. 27
  13. Dizionario storico della Svizzera, Ufficio cantonale di statistica di Bellinzona
  14. Patriziato di Arogno, su www4.ti.ch. URL consultato il 4 marzo 2026.
  15. Regolamento di applicazione della legge organica patriziale, su m3.ti.ch. URL consultato il 4 marzo 2026.

Bibliografia

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  • Aa.Vv., Arogno, in Guida d'arte della Svizzera italiana, Bellinzona, Edizioni Casagrande, 2007, pp. 363-366.
  • Bernhard Anderes, Arogno, in Guida d'Arte della Svizzera Italiana, Porza, Edizioni Trelingue, 1980, pp. 327-329. .
  • Giuseppe Bianchi, Gli artisti ticinesi. Dizionario biografico, Lugano, Libreria Bianchi, 1900.
  • Piero Bianconi, Meridiane del Ticino, Vezia, Unione Svizzera delle Casse Raiffeisen, 1978.
  • Adriano Caprioli, Antonio Rimoldi e Luciano Vaccaro (a cura di), Diocesi di Como, Brescia, Editrice La Scuola, 1986, p. 82.
  • Mario Delucchi, Arogno, i luoghi e la loro storia, Pregassona, Fontana Edizioni.
  • Mario Delucchi, Le fabbriche di Arogno, Pregassona, Fontana Edizioni.
  • Mario Delucchi, L'ultimo "maestran" di Arogno, Pregassona, Fontana Edizioni.
  • Mario Delucchi e Celso Tantardini (a cura di), Memorie di cose minute, Pregassona, Fontana Edizioni, 2009.
  • Niklaus Flüeler, Guida culturale della Svizzera, Zurigo, Ex Libris Verlag AG, 1982.
  • Virgilio Gilardoni, Arogno, in Il Romanico. Catalogo dei monumenti nella Repubblica e Cantone del Ticino, Bellinzona, La Vesconta, Casagrande S.A., 1967, pp. 36-37, 39, 183-187, 423, 533.
  • Flavio Maggi, Patriziati e patrizi ticinesi, Viganello, Pramo Edizioni, 1997.
  • Emilio Motta, Effemeridi ticinesi, Giubiasco, Edizioni Metà Luna, 1991.
  • Lucia Pedrini Stanga, I Colomba di Arogno, Lugano, Fidia edizioni d'arte, 1994.
  • Johann Rudolf Rahn, Arogno, in I monumenti artistici del medio evo nel Cantone Ticino, traduzione di Eligio Pometta, Bellinzona, Tipo-Litografia di Carlo Salvioni, 1894. p. 5, (Casanova) 78.
  • Agostino Robertini, Silvano Toppi e Gian Piero Pedrazzi (a cura di), Arogno, in Il Comune, Lugano, Edizioni Giornale del popolo, 1974, pp. 9-24.
  • Luciano Vaccaro, Giuseppe Chiesi e Fabrizio Panzera (a cura di), Terre del Ticino. Diocesi di Lugano, Brescia, Editrice La Scuola, 2003, p. 301.

Voci correlate

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Altri progetti

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Collegamenti esterni

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Controllo di autoritàVIAF (EN) 152884236 · LCCN (EN) nr94027513 · GND (DE) 4825870-2 · J9U (EN, HE) 987007540331005171
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