Anselmo Basilici

vescovo cattolico

Anselmo Basilici (Canemorto, 17 aprile 1769Roma, 4 settembre 1840) è stato un presbitero e vescovo cattolico italiano, vescovo di Sutri e di Nepi dal 1818 al 1840.

Anselmo Basilici
vescovo della Chiesa cattolica
 
Incarichi ricoperti
 
Nascita17 aprile 1769 a Canemorto
Ordinazione sacerdotale7 aprile 1792
Nomina a vescovo19 dicembre 1814 da papa Pio VII
Consacrazione a vescovo27 dicembre 1814 dal cardinale Lorenzo Litta
Morte4 settembre 1840 (71 anni) a Roma

Biografia

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Anselmo Basilici nacque a Canemorto, località oggi chiamata Orvinio in provincia di Rieti, il 17 aprile 1769, ultimo figlio di Teodoro e Cecilia Stazi.[1] All'epoca il luogo di nascita faceva parte della diocesi di Sabina.

Compì gli studi nel seminario diocesano di Magliano Sabina e fu ordinato presbitero il 7 aprile 1792.[2][3]

Per alcuni anni insegnò teologia nel seminario. Il 16 marzo 1808 venne nominato vicario foraneo e arciprete della chiesa di Santa Maria a Nerola.[2]

Durante il periodo napoleonico rifiutò di sottoscrivere il giuramento e fu di conseguenza esiliato, assieme ad altri preti, in Corsica, a Bastia e a Calvi, dal 1811 al 1814.[2]

Nel giugno 1814 fu chiamato a Roma a lavorare presso la Santa Sede e, su concessione di papa Pio VII, nel settembre successivo fu dichiarato dottore in utroque iure.[2][3]

Il 19 dicembre 1814 fu nominato vescovo ausiliare della diocesi di Sabina, con il titolo di vescovo di Lidda.[4] Ricevette la consacrazione episcopale a Roma il 27 dicembre seguente, per le mani del cardinale Lorenzo Litta.[2][4]

Il 25 maggio 1818 fu nominato vescovo delle sedi unite di Nepi e Sutri, rimaste vacanti per la morte del cardinale Camillo de Simeoni.[2][4]

Durante il suo episcopato fu portata a termine la ricostruzione della cattedrale di Nepi, che era andata distrutta da un incendio durante l'occupazione francese alla fine del Settecento.[3][5]

Inoltre si impegnò nel far riconoscere il culto di santa Filomena di Roma, le cui presunte reliquie erano state scoperte nel 1802 nelle catacombe di Priscilla.[3][5]

Compì due visite pastorali alle diocesi e proseguì nel restauro del palazzo vescovile di Sutri.[3] Inoltre ordinò la messa in pratica delle ordinanze pontificie relative alla conservazione dei documenti negli archivi diocesani.[6]

Morì a Roma il 4 settembre 1840[7][8] e fu sepolto nella basilica di Sant'Andrea delle Fratte.[2]

Genealogia episcopale

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  1. Basilici, pp. 1-2.
  2. 1 2 3 4 5 6 7 Basilici, p. 3.
  3. 1 2 3 4 5 Osbat.
  4. 1 2 3 4 Catholic Hierarchy.
  5. 1 2 Basilici, p. 6.
  6. Canonici-Mazzotti, pp. 311-312.
  7. Canonici-Mazzotti, p. 326 e nota 30.
  8. Le fonti riportano come data di morte quella del 5 settembre. Tuttavia, come documentano Canonici-Mazzotti, p. 326 e nota 30, il Liber Mortuorum conservato nell'archivio parrocchiale di Sutri ha la data del 4 settembre.

Bibliografia

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Collegamenti esterni

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