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Vetrina

L'arte della fuga (nell'originale in tedesco, Die Kunst der Fuge) BWV 1080 è una raccolta di composizioni di Johann Sebastian Bach, senza indicazioni sulla strumentazione, formata da diciannove fughe (ma il loro numero varia a seconda del criterio di classificazione che i diversi editori adottarono per dividerle o accorparle) a tre e quattro voci, quattro canoni a due voci e un corale a quattro voci.

Iniziata intorno al 1740, o forse anche prima, ma portata avanti con assiduità solo a partire dal 1747, L'arte della fuga restò incompiuta a causa della morte di Johann Sebastian Bach, avvenuta nel 1750. Nonostante fosse incompleta, Carl Philipp Emanuel Bach, figlio di Johann Sebastian, la fece stampare nel 1751. A questa pubblicazione ne seguì una seconda, sempre in versione incompleta, nel 1752. In entrambi i casi, però, l'opera non destò l'interesse del pubblico, ormai orientato verso diverse mode musicali, e vendette solo poche copie.

La raccolta, che costituisce un vero e proprio saggio di arte del contrappunto, esplora sistematicamente tutte le possibilità offerte da un semplice tema in re minore elaborato secondo diverse tecniche compositive, come, ad esempio, la variazione e il rovesciamento degli intervalli in maniera speculare. Insieme con l'Offerta musicale, L'arte della fuga è riconosciuta come una delle opere più complesse e articolate mai scritte e viene universalmente considerata uno dei vertici più alti mai raggiunti dalla polifonia contrappuntistica nell'intera storia della musica.

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Voci di qualità

Le stazioni dell'arte sono un complesso artistico-funzionale, composto da venti fermate della metropolitana di Napoli, in cui è stata prestata particolare attenzione a rendere gli ambienti belli, confortevoli ed efficienti.

La finalità principale è di combinare la fruizione del trasporto pubblico con l'esposizione degli utenti all'arte contemporanea, allo scopo di favorirne la conoscenza e diffusione. La finalità secondaria è di riqualificare vaste aree del tessuto urbano e fungere da elemento motore per la realizzazione di nuove costruzioni che assumano il ruolo di luoghi focali della città di Napoli.

Le stazioni, distribuite lungo le tratte di linea 1, 6 e 11 della rete, accolgono circa duecento opere d'arte realizzate da più di novanta autori di fama internazionale e da alcuni giovani architetti locali, elemento, questo, distintivo dell'intervento urbanistico-funzionale che ha avuto la diretta conseguenza di combinare nelle stazioni differenti stili artistici. Tale complesso urbanistico, tuttora in fase di espansione attraverso la costruzione di nuove stazioni, ha ricevuto numerosi riconoscimenti a livello internazionale. In particolare, il 30 novembre 2012, la stazione Toledo è stata premiata come la più impressionante d'Europa dal quotidiano The Daily Telegraph, mentre quella di Materdei è risultata al 13º posto. Il 4 febbraio 2014 la CNN ha eletto la stazione Toledo come la seconda più bella d'Europa.

Le stazioni dell'arte nascono da un progetto elaborato nel 1995 dal comune di Napoli nell'ambito della costruzione e del potenziamento del proprio sistema di trasporto sotterraneo. Successivamente, con una delibera del 19 maggio 2006 (numero 637), la regione Campania ha emanato linee guida da applicare per la progettazione e la costruzione di alcune stazioni della metropolitana napoletana (concepite, come già accennato, non solo come luogo di transito ma anche alla fruizione dell'arte), dando origine al processo che prosegue tuttora.

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Lo sapevi che...

L'Euphonia fu un macchinario, ideato a metà dell'Ottocento dall'inventore tedesco e austriaco Joseph Faber e poi andato perduto. Si trattava di un automa meccanico che, secondo le testimonianze dell'epoca, era in grado di pronunciare qualsiasi parola e frase di ogni lingua europea. Sebbene qualcuno abbia sospettato che fosse in realtà un congegno fraudolento (la voce poteva provenire in realtà da qualcuno nascosto al suo interno), l'Euphonia ebbe alcuni estimatori, tra cui gli scienziati Joseph Henry e Alexander Graham Bell che, stando a quanto si dice, si ispirò ad essa per inventare il telefono. All'Euphonia viene anche attribuito il merito di aver anticipato la sintesi vocale di molti anni.

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Ricorrenze del 23 maggio

Bob Dylan

Nati...

...e morti

In questo giorno accadde...

Ricorre oggi: la Chiesa cattolica celebra Maria Ausiliatrice e la memoria dei santi Davide I di Scozia e Vincenzo di Lerino.

 

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Dagli altri progetti

Questa settimana la voce da tradurre è:

(versione in italiano: Stele del portatore di cactus)

Non-violenza significa evitare non solo la violenza fisica esterna, ma anche la violenza interna dello spirito. Non solo rifiutati di sparare a un uomo, ma anche di odiarlo.
Martin Luther King

Un venditore di attrezzatura da viaggio vintage al Marché Dauphine, Saint-Ouen-sur-Seine, Parigi. Il Marché Dauphine si trova all'interno del mercato delle pulci di Saint-Ouen-sur-Seine. Sotto la sua copertura in vetro di 3.000 m², il Marché Dauphine ospita oltre 150 antiquari e venditori di oggetti di seconda mano. Inaugurato nel 1991, riunisce commercianti con diverse specializzazioni: antiquari tradizionali, librai, rivenditori di dischi, specialisti di oggetti vintage e commercianti di mobili del XX secolo. Dal 2018 il Marché Dauphine dispone di uno spazio espositivo di 200 m² denominato Galerie Dauphine. Quest'ultimo ospita mostre permanenti e temporanee in collaborazione con antiquari e collezionisti privati.

Clusane

È una località che fa parte del comune di Iseo, in Lombardia. Fino al 1927 è stato un comune indipendente. Fin dall'Alto Medioevo, Clusane ospitava un "castrum", che nel XI secolo era già sotto il controllo dei conti di Mozzo o Mozzi, una famiglia di origine franca. Sempre in quel periodo, due monaci della comunità cluniacense furono inviati a Clusane, dove fondarono un priorato. I monaci si occuparono della bonifica dei terreni e della costruzione di strutture agricole. Nel Monastero cluniacense, che oggi corrisponde all'attuale Castello Carmagnola, si sviluppò il nucleo originario del centro storico. Tra i luoghi significativi di Clusane c'è anche la Chiesa Vecchia, un edificio sconsacrato che oggi è stato trasformato in un piccolo teatro.

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